• I 20 migliori film di guerra e come vederli in streaming
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    I film di guerra sono, allo stesso tempo, un’occasione per molti registi ed attori di mostrare l’aspetto più crudo e brutale della società in cui viviamo, ed una finestra per ammirare la variegata potenza creativa della settima arte. Il genere, infatti, tende a sfornare pellicole che fondono perfettamente forma e sostanza, portando spesse volte sullo schermo tesi contro la guerra ed immagini cinematiche fantastiche. Un esempio di questo connubio è, senza dubbio, Apocalypse Now di Francis Ford Coppola. Da un lato, il film è efficace nel descrivere il violento caos della guerra in Vietnam; dall’altro, la sua potenza simbolica è elevata da una fotografia mozzafiato di Vittorio Storaro e da una regia senza precedenti del creatore de Il Padrino. 

    La rappresentazione dei conflitti può essere declinata in molteplici modi, come dimostrano due film di guerra diametralmente opposti come M*A*S*H e Va' e vedi. Il primo, diretto da quel genio di Robert Altman, è una commedia nera con forti tinte revisioniste che dissacra e ridicolizza il genere bellico. Il secondo, diretto dal regista russo Ėlem Klimov, è uno dei film più belli e duri della storia del cinema e una vera e propria odissea violenta. Al tempo stesso, il cinema offre la possibilità di modificare il corso degli eventi, spingendo il revisionismo caustico di Altman su un altro piano; questo è uno dei punti di forza di Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, il quale utilizza la finzione cinematografica fino in fondo.

    Questa lista passa in rassegna i 20 migliori film di guerra ed evidenzia non solo la versatilità del genere, ma anche la sua capacità di mostrare immagini esteticamente sublimi pur descrivendo circostanze terribili.

  • I 10 film strappalacrime più tristi e commoventi della storia e come vederli in streaming
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    Non c’è una persona che non ha un film che l’abbia fatta piangere. Alcune pellicole riescono a creare un miscuglio di ingredienti a cui è difficile resistere e il pianto diventa quasi automatico. La ricetta perfetta per un film strappalacrime non può che cominciare dalla storia narrata e dalla capacità della sceneggiatura di trasportare le emozioni dallo schermo al cuore degli spettatori. L’efficacia di una sceneggiatura commovente risiede, appunto, nella facilità con cui gli spettatori riescono ad immedesimarsi nelle vicissitudini dei personaggi del film.

    Al tempo stesso, il film riesce a trasmettere qualcosa all’audience non solo grazie alle parole, ma anche dalle immagini da cui è composto. Basti pensare all’incontro finale in Paris, Texas di Wim Wenders, utile per capire la capacità emotiva che può trasparire da una scena costruita e girata in maniera perfetta. Oltre alla sceneggiatura e all’aspetto estetico, servono anche attori in grado di calarsi completamente nella parte e abitare la vita dei personaggi in maniera convincente; questo è vero, soprattutto, per i film d’amore come Le pagine della nostra vita, dove la chimica tra i personaggi principali è fondamentale.

    Questa lista presenta i 10 film strappalacrime più tristi e commoventi della storia ed è perfetta per un giorno di pioggia in cui si vuole vivere delle emozioni malinconiche o piangere un pò, come forma di terapia.

  • Tutti i 20 migliori film del 2019 e dove vederli in streaming
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    Il 2019 è stato un anno raggiante per il cinema, che ci ha regalato film indimenticabili da tutto il mondo. Ancora una volta, il cinema asiatico si conferma essere uno dei più creativi e continua a rafforzare la sua posizione di portabandiera della settima arte nel XXI secolo. L’anno ha visto l’uscita di quel capolavoro targato Bong Joon-ho chiamato Parasite, vincitore della palma d’oro a Cannes come Miglior film proprio nel 2019; il thriller sud coreano bisserà l’anno dopo agli Oscar, diventando un fenomeno internazionale per la sua sceneggiatura altamente politica e caustica, un aspetto estetico fuori dal comune e interpretazioni magistrali da parte del cast corale.

    Il 2019 è stato anche l’anno di Quentin Tarantino e del suo nono film C’era una volta a Hollywood. La pellicola ha entusiasmato le platee grazie alle performance di Leonardo DiCaprio, Margot Robbie e Brad Pitt, riuscendo al tempo stesso ad esprimere tutta la potenza del cinema tarantiniano. Ambientata sul finire degli anni ‘60, questa commedia nera ricostruisce in maniera perfetta l’atmosfera del tempo e accompagna lo spettatore in un universo altamente coinvolgente e immersivo. Stessa cosa si potrebbe dire per il nuovo gangster di Martin Scorsese, The Irishman; la lunghezza eccessiva del film è necessaria per assorbire completamente chiunque assista all’epopea di Frank Sheeran (Robert De Niro) e Jimmy Hoffa (Al Pacino).

    Per gustarvi questi film e molti altri come Midsommar - Il villaggio dei dannati e Il traditore, questa lista passa in rassegna i 20 migliori film del 2019 e vi da la possibilità di apprezzare fino in fondo ciò che di meglio il cinema ci ha offerto in quell’anno.

  • I 20 migliori film anime e come guardarli tutti in streaming
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    I film anime sono uno dei contributi più grandi del cinema giapponese. Il genere non solo ha affascinato fan provenienti da qualsiasi parte del mondo, ma ha anche partorito alcuni dei registi più creativi ed importanti del panorama giapponese. Questa lista passa in rassegna i 20 migliori film anime e serve come introduzione per tutti coloro che ancora devono assaporare la magia dell’animazione nipponica; al tempo stesso, questa lista può essere apprezzata anche da coloro che già amano l’anime e sono in cerca di una ripassata generale dei film cardine.Il cinema anime non sarebbe lo stesso senza il contributo essenziale di Hayao Miyazaki, da molti considerato il più grande regista d’animazione. La lista omaggia fino in fondo questo genio, contenendo ben 8 film dalla sua filmografia; se si pensa che Miyazaki ha scritto e diretto solamente 12 film, si può allora intuire la grandezza della sua statura cinematografica. Altro regista imprescindibile e sinonimo di anime è sicuramente Satoshi Kon; il regista è qui presente con tre dei quattro film che compongono il suo lascito creativo, dopo la sua prematura scomparsa.

    Menzione d’onore va ad Akira di Katsuhiro Ōtomo, che occupa la prima posizione nella lista. Il film non solo è un cult assoluto degli anni 80, ma anche ciò che può solo essere considerato cinema con la “C” maiuscola. La computer grafica è stupefacente e ci regala scene mozzafiato del paesaggio urbano di una Neo-Tokyo al neon; come se non bastasse, il film è elevato da una colonna sonora catartica di Geinoh Yamashirogumi e da una sceneggiatura cyberpunk apocalittica.

  • I 10 migliori film gialli per gli amanti del mistero "whodunit": dai classici alle ultime uscite
    Sarah Grossi

    Sarah Grossi

    Editor a JustWatch

    Cadaveri, sparizioni, furti, maggiordomi, investigatori professionisti o amatoriali: il genere giallo (in inglese detective stories o murder mystery) è amato da molti. Ma come molti generi letterari e cinematografici, il giallo presenta numerose sfumature e sottogeneri.

    Dal thriller psicologico più brutale ambientato in cupe città statunitensi alla confortevole campagna inglese che fa da sfondo a fiere di paese e cadaveri nel giardino, ci concentreremo qui su una categoria precisa di giallo: il classico whodunit. Il sottogenere del “chi è stato?” segue una formula ampiamente usata dai maestri del crimine letterario come Agatha Christie: avviene un omicidio, ma il colpevole non viene rivelato fino alla fine, quando finalmente l’investigatore (di professione o amatoriale) ha raccolto sufficienti indizi per puntare il dito.

    Se siete quindi alla ricerca di un film giallo da godersi in un pomeriggio piovoso, in una sera d’inverno o con una buona tazze di tè fumante, ecco per voi una lista dei 10 migliori film gialli perfetti per gli amanti del mistero.

    1. La signora scompare (1938)

    Uno dei primi grandi esempi di whodunit cinematografico porta già la firma di Alfred Hitchcock, conosciuto giustamente come il Maestro della Suspense. Ambientato quasi interamente su un treno in viaggio attraverso l’Europa, La signora scompare segue la vicenda di una giovane donna che, durante il tragitto, fa amicizia con un’anziana passeggera… che poco dopo sembra svanire nel nulla. Nessuno, però, pare ricordarsi della sua esistenza. È davvero scomparsa o si tratta di un inganno? Con ritmo brillante, dialoghi arguti e una sensazione di paranoia che cresce insieme a quella della protagonista, Hitchcock costruisce un mistero che gioca sul tema dell’identità e della percezione. Il film in bianco e nero alterna suspense e momenti di ironia, dimostrando come il giallo possa essere al tempo stesso leggero e coinvolgente. Si tratta di un classico intramontabile, ideale per chi vuole scoprire le radici del whodunit moderno nel cinema.

    2. La finestra sul cortile (1954)

    Alfred Hitchcock continua a portare sullo schermo la sua maestria nel mettere in scena un mistero, e stavolta parliamo di uno dei suoi titoli più amati: dalla finestra del suo appartamento che affaccia su un cortile esterno, un giornalista con la gamba ingessata osserva le vite dei vicini in La finestra sul cortile. Ma quando nota l’improvvisa assenza di un’inquilina, potrà contare solo sull’aiuto della sua infermiera e della sua fidanzata per cercare la verità dietro la sparizione. Il film è un thriller classico che offre una prospettiva unica: il personaggio di James Steward non cammina e non “ficcanasa” in modo convenzionale, ma grazie al suo telescopio che spia le vite altrui ci fa diventare tanto voyeur e ossessionati quanto lui da un crimine che potrebbe aver avuto luogo. Dal ritmo serrato e dalla trama intricata (e intrigante), questo capolavoro del giallo non può che appassionare tutte le generazioni in cerca di un brivido cinematografico senza tempo.

    3. La pantera rosa (1963)

    Si tratta sicuramente del titolo più divertente della nostra lista! Per chi cerca un giallo con un abbondante tocco comico, La pantera rosa è il whodunit comico per eccellenza. Protagonista è l’iconico ispettore Clouseau interpretato da Peter Sellers, in un film che gioca con tutti gli elementi del giallo classico per ribaltarli in chiave farsesca. Si tratta stavolta di un furto, non di un omicidio, da risolvere sulle montagne innevate. Il film resta una delle dimostrazioni più riuscite di quanto la risoluzione di un crimine possa essere anche terribilmente esilarante e di grande successo tra pubblico e critica. Non a caso, dai buffi titoli di coda è stata tratta l’arcinota serie animata La pantera rosa; e per chi desidera una versione contemporanea della saga, si consiglia la visione dei remake/reboot con Steve Martin.

    4. Assassinio sull’Orient Express (1974)

    Torniamo a indagare su un treno: non poteva mancare nella lista almeno un adattamento di un romanzo di Agatha Christie (e ne troveremo un altro più in là nella lista!) e Assassinio sull’Orient Express è forse il più iconico. A bordo del celebre treno di lusso, bloccato dalla neve, un passeggero viene assassinato durante la notte. Tocca al leggendario Hercule Poirot, interpretato qui da Albert Finney, interrogare una galleria di sospettati provenienti da ogni angolo d’Europa. Il film è un manuale perfetto del whodunit cinematografico e letterario: un ambiente chiuso, un numero limitato di sospettati, indizi disseminati con precisione chirurgica e una rivelazione finale rimasta nella storia del genere. L’atmosfera elegante, il cast corale di altissimo livello e la fedeltà allo spirito del romanzo rendono questa versione un punto di riferimento assoluto per chi ama i misteri classici, raffinati e basati più sull'intelligenza che sull’azione.

    5. Signori, il delitto è servito (1985)

    Chi non ha mai giocato a Cluedo? Ebbene, non tutti sanno che l’amato gioco da tavola è approdato sul grande schermo negli anni Ottanta; ma parlare di “trasposizione fedele” è piuttosto arduo. Dati i vaghi spunti narrativi che il gioco offre, ma non di certo una trama complessa, ci pensa questo divertente giallo (anche un po’ demenziale) con Tim Curry e Christopher Lloyd ad assemblare gli ingredienti per una perfetta storia del mistero da manuale. Ambientato nella stessa villa che troviamo sul nostro tabellone di gioco, alcuni personaggi si trovano costretti al suo interno per far luce su un omicidio. Se la premessa sembra di Signore, il delitto è servito sembra quella di un giallo non troppo originale, il finale (o i finali?) vi sorprenderanno.

    6. Il nome della rosa (1986)

    Se il romanzo più celebre di Umberto Eco può sembrare un’impresa titanica da affrontare, sappiate che il film gli rende giustizia, seppur focalizzandosi più sull’elemento giallo che su quello spirituale e filosofico che contraddistingue il racconto. Proprio per questo, il film con Sean Connery nei panni di Guglielmo da Baskerville (strizzata d’occhio al Mastino di Baskerville) si qualifica come uno dei migliori gialli storici da non perdere. Atmosfere cupe e claustrofobiche tra le mura di un monastero medievale sulle montagne fanno da sfondo a una serie di brutali omicidi: chi sta uccidendo i monaci e perché? Per chi cerca un mistero ambientato nel passato (sconsigliato però ai più giovani e a chi preferisce un whodunit più classico e “cozy”), Il nome della rosa è un assoluto must watch.

    7. 8 donne e un mistero (2002)

    Un omicidio c’è, una villa lussuosa c’è e di sospettate ce ne sono ben 8: ma le stesse potenziali assassine sono anche in cerca della colpevole. 8 donne e un mistero è un piccolo gioiellino cult del giallo francese, con tanto di intermezzi musicali (sì, sopportabili anche da chi “odia i musical!”). Le donne al centro della storia sono tutte legate al morto: moglie, figlie, sorella, domestica… chi di loro aveva il movente più forte per commettere l’omicidio? Come facilmente deducibile dalle scenografie, la storia è stata adattata da una pièce teatrale; il risultato è un film colmo di dialoghi brillanti e personaggi fortemente – talvolta un po’ troppo, ma è parte dello charme – caratterizzati. Si tratta della scelta perfetta per un pubblico non troppo giovane in cerca del giallo più frizzante, tagliente e non convenzionale della nostra lista!

    8. Mr Holmes – Il mistero del caso irrisolto (2015)

    Lo abbiamo visto in tutte le salse, quindi perché non ritrovarlo anziano, in “pensione” e addirittura affetto da perdita di memoria? Parliamo di Sherlock Holmes. Ian McKellen gli presta il volto in questo emozionante adattamento di un romanzo (contemporaneo) di Mitch Cullin, mostrandoci un Holmes stanco e cinico, lontano da stereotipi a cui il cinema ci ha abituato, ma con una caratteristica fondamentale: la determinazione a non lasciare nessun caso in sospeso, nemmeno uno aperto decenni fa. Mr Holmes – Il mistero del caso irrisolto si discosta con grazia dall’universo letterario di Arthur Conan Doyle riuscendo a spiccare come opera indipendente, raccontando di un astuto detective forse meno pittoresco di come viene dipinto sulla carta, ma che ha vissuto una vita ardua e reale, e si trascina ancora qualche fardello… come tutti i suoi spettatori.

    9. Assassinio a Venezia (2023)

    Ed eccoci a un nuovo caso che richiede il cinismo e le abilità logiche della creatura di Agatha Christie, il detective Hercule Poirot. Stavolta, il personaggio è interpretato da Kenneth Branagh, qui alle prese con un giallo a tinte horror: sera di Halloween, notte buia e tempestosa, ville antiche e assassini mascherati. Dopo aver risolto un omicidio su un treno (Assassinio sull’Orient Express, versione del 2017) e su un battello (Assassinio sul Nilo, 2022), Poirot si cimenta infatti in un complicato e struggente caso che riporta sullo schermo tutte le caratteristiche tipiche di romanzi di Agatha Christie, incluso il momento clou in cui il detective annuncia che “nessuno uscirà da questa stanza” fino a quando il caso non verrà risolto. Branagh è un Poirot diverso da quello di Finney, ma che vale la pena essere visto, specialmente in questo Assassinio a Venezia, che si rivela il più riuscito della trilogia.

    10. Wake Up Dead Man (2025)

    Sembra che il tre sia un numero fortunato anche in questo caso. Terzo capitolo della saga Knives Out, l’ultimo film con co-protagonista il detective Benoit Blanc interpretato da Daniel Craig è il migliore dei tre. L’atmosfera è cupa e non da meno sono le ambientazioni, ancora una volta dei classici del whodunit (la chiesa, il paesino di campagna, i bizzarri abitanti…), che contraddistinguono questo giallo dalle tematiche più profonde di quanto ci si aspetterebbe. Blanc torna a investigare una morte che sembra fisicamente impossibile: come ha fatto un parroco a essere assassinato in un cubicolo senza uscite, in prossimità di un gruppo di persone che non ha visto e sentito niente? 

    Si tratta del giallo perfetto per chi cerca qualcosa di più dark che non sfoci però nel thriller psicologico: fotografia impeccabile, personaggi pittoreschi e perfettamente caratterizzati, e un’estenuante lotta interiore tra cieca fede religiosa e pura logica dei fatti. Wake Up Dead Man vi terrà incollati alla poltrona fino all’ultimo per sapere quale delle due parti prevarrà o se, forse, anche fra due estremi è possibile trovare un punto d’incontro.

  • Oscar 2021: tutti i vincitori e come guardarli in streaming
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    La 93ª edizione dei premi Oscar, avvenuta nel 2021, è stata eccezionale non solo per le misure di sicurezza imposte dalla presenza del COVID, ma anche per la qualità dei film che si sono battuti per conquistare la statuetta d’oro. La cerimonia è stata dominata da Nomadland di Chloé Zhao, pellicola che si è portata a casa il maggior numero di premi. Il film drammatico ha fatto piazza pulita dei premi più ambiti, aggiudicandosi Miglior film, Miglior regia alla Zhao e Miglior attrice protagonista a Frances McDormand.

    La distribuzione delle statuette è stata poi equa, con sei film che si sono agguantati due statuette a testa. Per esempio, c’è il magnifico Judas and the Black Messiah, con Daniel Kaluuya Miglior attore non protagonista per la sua interpretazione di Fred Hampton. Al tempo stesso, troviamo il profondo Sound of metal di Darius Marder, già autore di Come un tuono; il film è stato premiato per il Miglior montaggio e sonoro. Ad unirsi alla lista ci sono anche The Father - Nulla è come sembra, Ma Rainey's Black Bottom, Mank e Soul. 

    Questa lista presenta tutti i film vincitori degli Oscar 2021, ordinati per numero di statuette vinte; i film che non sono stati menzionati hanno vinto solamente un premio.

  • I 20 Migliori Film Di Sempre e dove vederli in streaming
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    Alcuni film hanno un peso superiore nella storia del cinema, tanto da essere considerati i migliori di sempre. Abitualmente, i film che possono qualificarsi per una lista simile tendono ad essere accomunati da determinati elementi che li hanno unici, irripetibili e assolutamente fondamentali. Il più ovvio di questi elementi è sicuramente l’aspetto estetico della pellicola, la quale deve apparire come se fosse un’opera d’arte. Se si considera Il padrino, non è difficile notare la magnificente fotografia di Gordon Willis e il suo sapiente lavoro di luci ed ombre; al tempo stesso, anche il posizionamento della camera e lo stile delle inquadrature elevano il livello estetico di un film. Viaggio a Tokyo di Yasujirō Ozu è uno degli esempi più brillanti dell’importanza delle inquadrature, che diventano veri e propri dipinti grazie alla tecnica minimalista e fissa del maestro giapponese. 

    I film nella lista si sono anche distinti per il loro valore pionieristico e spirito innovatore. Per esempio, non poteva mancare il film simbolo della Nouvelle Vague Fino all’ultimo respiro di Godard, famoso per il creativo uso di jump-cut; stessa cosa si potrebbe dire del capolavoro filosofico di Kubrick 2001: Odissea nello spazio, con effetti speciali al di fuori di ogni concepibile realtà. Come se non bastasse, è impossibile parlare dei migliori film di sempre senza nominare Quarto Potere di Orson Welles. L’artista americano aveva 26 anni ed era al debutto come regista, oltre che servire contemporaneamente come produttore, co-sceneggiatore e attore principale; considerato tutto e visto il risultato, il classico americano non poteva che surclassare qualsiasi film e continuare a farlo tuttora. Per farvi gustare i film citati e tutti gli altri a cui fanno compagnia, questa lista vi presenta i 20 migliori film di sempre.

  • Tutti i film vincitori degli Oscar 2023 e dove vederli in streaming
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    La cerimonia degli Oscar 2023 è stata ricca di emozioni e di bellissimi film, documentari e corti che si sono cimentati nella sfida di vincere almeno una statuetta. A farla da padrone è stato il film targato A24 Everything Everywhere All at Once - La vita, il multiverso e tutto quanto, che si è portato a casa sette delle undici categorie a cui era stato nominato. 

    Il film del duo registico Daniel Kwan e Daniel Scheinert, meglio conosciuti come Daniels, ha vinto i premi più ambiti di Miglior film e Miglior regista; in più, ha assicurato a Michelle Yeoh, Ke Huy Quan e Jamie Lee Curtis rispettivamente le statuette di Miglior attrice protagonista, attore non protagonista e attrice non protagonista. Come se non bastasse, il Miglior attore protagonista Brendan Fraser (The Whale) ha completato il podio targato A24.

    Anche il film di Edward Berger Niente di nuovo sul fronte occidentale, reinterpretazione del classico pre-code del 1930, ha colpito e soddisfatto la critica, vincendo quattro statuette tra cui Miglior film internazionale e Miglior fotografia. Al tempo stesso, molti film si sono aggiudicati una statuetta, dividendosi il plauso dell’Academy; tra questi, ci sono blockbuster come Avatar - La via dell'acqua ma anche documentari intensi del calibro di Navalny.

    Questa lista presenta tutti i film vincitori dell’edizione 2023 degli Oscar, ordinati per numero di statuette vinte.

  • I 20 migliori film sportivi di tutti i tempi e come vederli online
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    I film sportivi sono amati da tutti gli appassionati di cinema per la loro potente carica emotiva, le riprese mozzafiato e adrenaliniche e per le storie di passione e ispirazione che animano questo genere. Inoltre, molti film sportivi non tendono solamente a mostrare la parte più avvincente dello sport, ma sono talvolta estremamente realisti nel descrivere gli aspetti più difficili e insidiosi della vita. Questa lista prende in considerazione i 20 migliori film sportivi di tutti i tempi, passando in rassegna pellicole diverse tra loro, ma accomunate da quegli ingredienti che rendono i film sportivi altamente accattivanti e grandiosi.

    I film sulla boxe sono tra i migliori rappresentanti del genere, con la loro carica adrenalinica degli incontri all’ultimo sangue e il risvolto drammatico delle biografie dei pugili. Che si tratti di atleti realmente esistiti come Micky Ward e Muhammad Ali - interpretati rispettivamente da Mark Wahlberg in The Fighter e da Will Smith in Ali - o di personaggi inventati come Maggie Fitzgerald (Hilary Swank) in Million Dollar Baby, i film sulla boxe sono impressionanti nel raccontare lo spirito di sacrificio che anima la nobile arte.    

    Al tempo stesso, lo sport può anche rappresentare un’occasione per cambiare del tutto la propria vita e tentare di andare oltre le difficili condizioni iniziali. In Lords of Dogtown di Catherine Hardwicke, per esempio, lo skateboard diviene il mezzo attraverso il quale un gruppo variopinto di giovani californiani riesce a sormontare le loro difficili esistenze fatte di povertà, abusi e di un futuro già prestabilito. Stessa cosa si potrebbe dire del dramma marziale Warrior, diretto da Gavin O’Connor e interpretato da Tom Hardy, Joel Edgerton e Nick Nolte; in questo caso sono le MMA, le arti marziali miste, ad offrire un’occasione imperdibile ai protagonisti. 

    Per gustarvi appieno la magia dello sport declinata attraverso la settima arte, questa lista è perfetta per scoprire o rivedere di nuovo tutti i migliori film sportivi che il cinema ha prodotto.

  • Dove guardare tutti i migliori film del 2000 in streaming
    Sarah Grossi

    Sarah Grossi

    Editor a JustWatch

    I primi dieci anni del 21esimo secolo hanno regalato al cinema internazionale capolavori di tutti i generi. Ecco alcuni dei migliori film del 2000.

    Pionieri nel campo dell’animazione, Disney e Pixar non sono le sole case cinematografiche a produrre titoli di qualità: nel 2001 è uscito al cinema la perla d’animazione giapponese “La città incantata” prodotta dal rinomato Studio Ghibli; due anni dopo, al Festival di Cannes veniva presentato fuori concorso il film d’animazione francese, belga e canadese “Appuntamento a Belleville” e nel 2008 usciva nelle sale italiane il pluripremiato cartone francese “Persepolis”, tratto dall’omonimo fumetto di Marjane Satrapi. Non sono stati da meno i generi fantasy e horror, con indimenticabili capolavori come la trilogia de “Il signore degli anelli”, il brutale dark fantasy di Guillermo del Toro “Il labirinto del fauno”, il più cervellotico “Donnie Darko” e l’horror svedese “Lasciami entrare”, vincitore di numerosi premi internazionali.

    Nella lista troverete film cult di successo (sia di pubblico che di critica) così come titoli forse meno popolari, ma che si aggiudicano comunque un posto nelle migliori produzioni del decennio 2000 - 2009.

    Che siate in vena di drammi, commedie agrodolci o di azione, troverete sicuramente pan per i vostri denti…e occhi. Godetevi alcuni dei migliori film del 2000!

  • Tutti i vincitori dei Golden Globe 2022 e dove vederli in streaming
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    Da decenni a questa parte, i Golden Globe premiano le serie tv e i film più belli della stagione, con una giuria formata da giornalisti cinematografici appartenenti alla Hollywood Foreign Press Association. La cerimonia del 2022 ha conferito i Golden Globe ai migliori film, che sono stati premiati in 14 categorie; 11, invece, sono stati i premi ricevuti da serie, miniserie e film TV, portando il totale conteggio delle categorie a 25. 

    Nelle categorie riservate ai film per il cinema, due pellicole hanno trionfato, aggiudicandosi tre premi ciascuna. Il potere del cane ha regalato alla grandissima Jane Champion il premio dorato per la Miglior regia, anticipando la sua seconda vittoria per la stessa categoria agli Oscar. A questo western revisionista è andato anche il premio per il Miglior film drammatico, mentre Kodi Smit-McPhee ha completato la tripletta come Miglior attore non protagonista.

    La seconda pellicola dominatrice è stata West Side Story di Steven Spielberg, che si è aggiudicata il premio per Miglior commedia o film musicale. Inoltre, le attrici Rachel Zegler e Ariana DeBose hanno portato a casa rispettivamente il titolo di Miglior attrice in una commedia o film musicale e Miglior attrice non protagonista. Al contrario, i premi per la televisione hanno visto un testa a testa tra la serie black comedy Succession e la serie comico-drammatica Hacks. 

    Alla fine, la prima si è portata a casa tre premi: Miglior serie drammatica, Miglior attore in una serie drammatica a Jeremy Strong e Miglior attrice non protagonista in una serie, miniserie o film per la TV a Sarah Snook. Hacks, al contrario, si è assicurata solamente due premi, l’ambito Migliore commedia o serie musicale e Miglior attrice in una commedia o serie musicale a Jean Smart. 

    Gustati tutti i tutti i vincitori dei Golden Globe 2022 nella seguente lista.

  • Come vedere online i 20 migliori film noir di tutti i tempi 
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    I film noir sono tra i generi più atmosferici e stilosi che il cinema ci ha regalato. Emerso negli anni ‘40 e consolidatosi nel decennio successivo, il noir ha conquistato il pubblico grazie ad un’estetica riconoscibile e fortemente espressionista e sceneggiature torbide e drammatiche, senza dimenticare il contributo essenziale di molti attori ed attrici che sono diventati sinonimi con il genere. Questa lista passa in rassegna i 20 migliori film noir di tutti i tempi e si concentra sul periodo classico del genere; per questo, i film neo-noir post anni ‘60 - che giocano con gli stilemi del noir classico, rompendo gli schemi - non saranno presenti.

    Questa lista non poteva che contenere soprattutto noir prodotti negli Stati Uniti, la terra natia del genere. Per capire il vocabolario visivo e tematico dei film noir basta guardare L’infernale Quinlan del maestro Orson Welles; il film è contraddistinto, innanzitutto, da una fotografia ad alto contrasto tra luce ed ombra che rappresenta simbolicamente la natura torbida e buia delle storie noir. Al tempo stesso, le inquadrature dal basso combinate con la camera in obliquo simboleggiano visivamente la realtà misteriosa e distorta del film. Inoltre, la sceneggiatura del film contiene l’atmosfera estremamente cinica e pessimista tipicamente associata con il genere.

    Per gli amanti del cinema crime e delle storie sugli investigatori privati, questa lista è perfetta per fare un salto nel passato e rivivere l’atmosfera di paranoia e sotterfugi che i film noir hanno da offrire.

  • I 15 migliori film americani di tutti i tempi e dove guardarli in streaming
    Sarah Grossi

    Sarah Grossi

    Editor a JustWatch

    Gli Stati Uniti d’America hanno contribuito in modo sostanziale alla nascita di capolavori cinematografici e pietre miliari della settima arte. L’American Film Institute ha stilato una classifica dei cento film americani più importanti della storia del cinema: prendiamo quindi un campione di 15 dei migliori film prodotti negli Stati Uniti.

    La lista inizia con il primo film sonoro della storia, “Il cantante di jazz”, un grande evento della seconda metà degli anni Venti. Si prosegue con pilastri quali il “Tempi moderni” di Charlie Chaplin, spietata e satirica rappresentazione della catena di montaggio, e l’intramontabile “Via col Vento” con Vivien Leigh nei panni dell’amata/odiata Rossella O'Hara. Negli anni Quaranta debutta al cinema “Quarto Potere” diretto da Orson Welles e ispirato alla vita del magnate dell’editoria W.R.Hearst, nonché il leggendario “Casablanca” con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman. Gli anni Cinquanta, penultima decade degli anni d’oro di Hollywood, sono il periodo di “Viale del Tramonto” e “Il ponte sul fiume Kwai”, mentre gli anni Sessanta chiudono la Golden Age con numerosi titoli notevoli quali “Il dottor Stranamore” e “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick. Gli anni Settanta si rinnovano in termini di contenuti e stile, aprendo la strada alla violenza visiva ancora più spietata con “Arancia Meccanica” e il primo titolo di una delle saghe cinematografiche più famose di sempre, quella de “Il padrino”. Gli anni Ottanta portano sullo schermo “Toro scatenato” di Martin Scorsese e “Amadeus” che racconta la vita di Mozart, mentre l’ultima decade del 20esimo secolo fa commuovere il pubblico con “Schindler’s list” di Steven Spielberg e lo tiene sulle spine con il grottesco thriller “Fargo”.

    Questa lista non esaustiva dei migliori film prodotti negli Stati Uniti propone film per tutti i gusti. Quindi, qualsiasi titolo vi attragga…siete pronti ad assistere a un capolavoro del cinema?

  • I migliori film coreani: dove guardare ogni titolo in streaming
    Sarah Grossi

    Sarah Grossi

    Editor a JustWatch

    Le serie televisive (“drama”) e i film sudcoreani hanno incontrato un esplosivo consenso di pubblico negli ultimi anni, andando incontro a una popolarità inarrestabile. Titoli come il premio Oscar "Parasite", l’adrenalinico “Train to Busan” e la serie Netflix da record “Squid Game” sono ormai noti ai più. Ma per chi è in cerca di altri titoli, ecco 10 dei migliori film prodotti in Corea del Sud.

    Andiamo dal film drammatico “A Taxi Driver” basato sul reale fatto storico della rivolta popolare a Gwangju, negli anni Ottanta, alla commedia drammatica “Castaway on the moon”, dove si instaura una surreale relazione fra una ragazza chiusa in casa dotata di telescopio e un uomo confinato su un isolotto disabitato. Per chi desidera un tipo di narrazione non lineare, c’è “Peppermint Candy”, storia raccontata procedendo all’indietro e lasciando allo spettatore il compito di ricostruire i fatti che hanno portato agli eventi attuali; anche gli amanti del genere thriller e horror non resteranno insoddisfatti, da chi desidera un classico poliziesco a chi vuole scavare nella psiche umana e scoprirne le potenzialità o i pericoli.

    Ecco quindi una lista di 10 dei migliori film prodotti in Corea del Sud che accontentano sia i veterani del genere che chi si approccia per la prima volta alle produzioni di questo paese. Buona visione!

  • 20 film demenziali imperdibili e dove vederli in streaming
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    I film comici servono a risollevare il morale e schiarire una giornata grigia. Al tempo stesso, sono apprezzati anche da coloro che vogliono passare bei momenti di fronte allo schermo. Tra le diverse tipologie di commedie che possiamo trovare nella storia del cinema, quella demenziale è, di gran lunga, una delle più riconosciute ed uniche del panorama. Per fare un tuffo nel sottogenere, questa lista passa in rassegna 20 film demenziali imperdibili per tutti gli amanti delle commedie esuberanti. 

    Ovviamente, non potevano mancare quelle commedie demenziali che hanno fatto la storia e che sono considerate tuttora cult imprescindibili o, addirittura, capolavori del cinema. Frankenstein Junior di Mel Brooks è tra questi, grazie alla sua magnifica fusione di forma e sostanza; infatti, il film non solo è esilarante, ma viene elevato da una fotografia mozzafiato in bianco e nero. Il regista americano, conosciuto in tutto il mondo per i suoi film comici, è presente anche con Balle spaziali.

    Altri mostri sacri dei film demenziali sono i Monty Python, un collettivo di artisti comici che ci ha regalato scetch immortali in televisione ed altrettanti momenti esilaranti sul grande schermo. Monty Python e il sacro graal, diretto da Terry Gilliam e Terry Jones, è il loro primo film ed è considerata una delle commedie più belle di tutti i tempi, nonostante il basso budget per le riprese. In più, a film classici di Brooks e dei Monthy Python si aggiungono altri mostri sacri del genere come Animal House.

    Come se non bastasse, la lista offre ampio spazio anche a film più recenti che hanno, da un lato, rinvigorito e riportato in auge il genere o, dall’altro, lo hanno elevato con tocchi raffinati. Se film come American Pie, Palle al balzo - Dodgeball o Zoolander appartengono di diritto alla prima categoria, altri film come L’alba dei morti dementi e Hot fuzz di Edgar Wright offrono una visione più autoriale e meno sgargiante. Per riscoprire classici o ridere di film più moderni, questa lista vi terrà incollati al divano

  • I film più famosi di sempre: 20 titoli imperdibili da guardare in streaming
    Sarah Grossi

    Sarah Grossi

    Editor a JustWatch

    Che siano usciti negli anni ‘30 o nell’ultimo decennio, alcuni film rimangono non solo nella storia del cinema, ma anche nella cultura popolare e nelle nostre espressioni e modi di dire. Vediamo quindi quali sono i 20 film più famosi di sempre di cui ancora oggi si parla.

    Dopotutto, domani è un altro giorno. La pietra miliare del cinema “Via col vento” è uscita nel 1939, un anno d’oro per il cinema, che ha infatti dato alla luce anche il musical fantasy “Il mago di Oz”; il brano cantato da Judy Garland “Over the rainbow”, in cui la giovane Dorothy sogna un mondo oltre l’arcobaleno, è ancora oggi soggetto a innumerevoli cover e remix. Pur non essendo un musical, anche “Titanic” si aggiudica un posto nella lista dei film più famosi di sempre grazie anche - ma non solo - alla canzone di Celine Dion “My heart will go on”. Tra i film più famosi di sempre c’è ampio spazio per qualsiasi genere, dall’avventura adrenalinica al dramma storico (Al mio segnale, scatenate l’inferno!), passando per E.T. l’Extraterrestre e il suo telefono-casa, fino ai film d’animazione.

    Ed ecco quindi la lista di 20 di alcuni dei film più famosi di sempre. Quale sceglierete di vedere o rivedere per primo? D'altronde, la vita è come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita!

  • Tutti i migliori film giapponesi da vedere in streaming
    Sarah Grossi

    Sarah Grossi

    Editor a JustWatch

    Capolavori del cinema giapponese, come i film d’animazione di Hayao Miyazaki, hanno conosciuto un successo internazionale sia di pubblico che di critica. Ma l’industria cinematografica del Giappone vanta produzioni di alta qualità di tutti i generi, dall’horror al dramma storico.

    I migliori film giapponesi proposti in questa breve lista comprendono due dei capolavori degli anni ‘50 del regista Akira Kurosawa, ovvero “I sette samurai” e “Rashomon”. Non dimentichiamo poi le numerose produzioni horror, da cui sono stati tratti innumerevoli remake americani; tra questi, segnaliamo “Audition”, film del 1999. E ancora oggi oggetto di adattamenti e reboot, il primo e originale “Godzilla” arriva proprio dal paese del sol levante. Ma c’è spazio anche per delicate illustrazioni e animazione vecchio stile, film drammatici su musicisti e riunioni familiari, e una bizzarro film (cercatelo nella lista!) che segue due vicende apparentemente disconnesse; in una di queste, un uomo giapponese si risveglia in una stanza bianca che sembra essere vuota.

    Per chi volesse un’infarinatura sul mondo del cinema nipponico, questa lista di 10 dei migliori film giapponesi può essere un ottimo inizio. Buona visione.

  • I 10 migliori film prodotti in Turchia e dove guardare ogni titolo in streaming
    Sarah Grossi

    Sarah Grossi

    Editor a JustWatch

    Seppur non godendo della stessa popolarità internazionale del cinema statunitense, i film prodotti in Turchia non hanno niente da invidiare alla qualità e al valore artistico e culturale di altri paesi. Vediamo insieme 10 dei migliori film prodotti in Turchia da non perdere.

    Tra i consigliati, ci sono alcuni film pluripremiati: tra questi, il vincitore della Palma d’Oro a Cannes del 1982 “Yol”, uno squarcio sulle vite di alcuni detenuti a cui viene concesso di tornare a casa per una settimana, e il vincitore della Palma d’Oro del 2014 “Il regno d’inverno - Winter Sleep”, liberamente basato su un racconto di A.Čechov. Un regista noto anche al pubblico italiano è Ferzan Özpetek, di cui proponiamo l’opera prima “Il bagno turco”, una produzione turca, italiana e spagnola. Ma c’è anche spazio per toni un po’ più leggeri, con la commedia “Soul Kitchen” (che si è aggiudicata il Leone d’Argento a Venezia nel 2009) e la stand-up comedy dell’attore Cem Yılmaz, che racconta aneddoti di vita a partire dalla sua infanzia.

    Ecco quindi una breve lista di alcuni dei migliori film prodotti in Turchia, diretti da registi turchi. Buona visione!

  • I 10 migliori film usciti nel 2016
    Alessandro Zaghi

    Alessandro Zaghi

    Editor a JustWatch

    Il 2016 è stato un anno straordinario per il cinema, e il suo epilogo agli Oscar del febbraio 2017 resterà nella storia per il momento più imbarazzante mai vissuto dall'Academy. Warren Beatty e Faye Dunaway salgono sul palco per annunciare il miglior film, Beatty apre la busta, esita, guarda di nuovo, sembra confuso, passa la busta a Dunaway che legge senza esitare: "La La Land!". 

    Il cast e la troupe del musical di Chazelle salgono sul palco, iniziano i ringraziamenti, ma qualcosa non torna. Dopo due minuti di discorsi, il produttore Jordan Horowitz interrompe tutto, prende il microfono e dice: "C'è stato un errore. Moonlight ha vinto il miglior film". La busta consegnata a Beatty era quella sbagliata, quella dell'attrice protagonista già assegnata a Emma Stone. Il caos, l'incredulità, le scuse, poi finalmente il cast di Moonlight che sale sul palco mentre quello di La La Land scende, tra l’imbarazzo generale. Un errore che ha fatto il giro del mondo, ma anche la dimostrazione che quell'anno la competizione era così serrata che entrambi i film avrebbero meritato di vincere. Dai musical ai drammi familiari, dal cinema italiano che ha dimostrato di saper competere con Hollywood alle visioni provocatorie dei grandi maestri europei, il 2016 ha regalato film destinati a restare. Questa classifica raccoglie dieci titoli imperdibili, dieci opere che hanno segnato l'anno e che meritano di essere (ri)scoperte.

    10. American Honey 

    Andrea Arnold è una regista britannica che guarda l'America con gli occhi di chi viene da fuori, e forse proprio per questo riesce a vedere quello che gli americani non vedono più. American Honey segue una banda di ragazzi che viaggiano attraverso il Midwest vendendo abbonamenti a riviste porta a porta, dormendo in motel economici, bevendo, ballando, amandosi con la ferocia di chi non ha nulla da perdere. Il film dura quasi tre ore e non ha una trama nel senso tradizionale del termine, non ha un arco narrativo pulito, non ha fretta di andare da nessuna parte. Bisogna arrendersi al suo ritmo, accettare che il punto non sia la destinazione ma il viaggio, non la storia ma i corpi, i volti, la musica hip-hop e country che accompagna il viaggio. La protagonista è Star, una diciottenne che abbandona una famiglia disastrata per unirsi al gruppo, interpretata dalla debuttante Sasha Lane con una naturalezza che buca lo schermo. Shia LaBeouf, nei panni del carismatico Jake, ritrova finalmente un ruolo capace di contenere le sue capacità di interpretare figure drammatiche, e la fotografia di Robbie Ryan in formato 4:3 comprime i grandi spazi americani per concentrarsi sui personaggi. Il film ha vinto il Premio della Giuria a Cannes, ed è perfetto per chi ama il cinema che osserva, raccontando la società in cui viviamo in cui viviamo con poesia, ma senza giudicare.

    9. Veloce come il vento 

    Il cinema italiano che non ti aspetti. In Veloce come il vento Matteo Rovere prende una storia vera, quella del pilota di rally Carlo Capone, e dimostra che si può fare un film di corse automobilistiche in Italia senza sembrare una brutta copia di Hollywood, anzi trovando una voce propria e riconoscibile. La storia è quella di Giulia, una giovanissima pilota che dopo la morte del padre deve affidarsi al fratello maggiore Loris per continuare a correre. Il problema è che Loris è un ex campione distrutto dalla droga, e Stefano Accorsi lo interpreta in modo sbalorditivo: dimagrito, con i capelli unti e i denti rovinati, parla in dialetto emiliano e oscilla tra il patetismo e una strana, dolorosa dolcezza. È probabilmente la prova migliore della sua carriera, e la all’epoca debuttante Matilda De Angelis gli tiene testa con una presenza scenica notevole. Le scene di gara sono girate con competenza e adrenalina, il montaggio alterna tensione in pista e dramma fuori, ma il cuore del film sta nel rapporto tra i due fratelli, nella provincia emiliana raccontata senza folklorismi. Sei David di Donatello, incluso miglior film. Perfetto per chi pensa che il cinema italiano sappia fare solo commedie, e per chi ama le storie di seconde possibilità e rivincita. 

    8. La pazza gioia

    Paolo Virzì è uno dei pochi registi italiani capaci di mescolare commedia e dramma con una delicatezza unica, senza che nessuno dei due registri prevalga sull'altro, e La pazza gioia è forse il suo film più riuscito da questo punto di vista. Beatrice e Donatella sono due donne ospiti di una comunità terapeutica in Toscana: la prima, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, è una mitomane logorroica che si spaccia per contessa e sostiene di conoscere i potenti della Terra; la seconda, Micaela Ramazzotti, è silenziosa e tatuata e nasconde un segreto terribile legato alla maternità. Quando le due fuggono insieme dalla struttura, inizia un road movie attraverso la Versilia e la campagna toscana che evita ogni trappola del buonismo. Le protagoniste non sono angeli incompresi ma donne complesse, a tratti insopportabili, capaci di errori imperdonabili, ritratte e raccontate dal regista con profondità. Virzì le guarda con un affetto che contagia lo spettatore, costruendo scene di pura felicità rubata che restano nel cuore. La Bruni Tedeschi è straordinaria, una di quelle interpretazioni che in un sistema cinematografico diverso varrebbero un Oscar, e la Ramazzotti le tiene testa con una fragilità che non scivola mai nel patetico. Cinque David di Donatello. Perfetto per chi ama il cinema italiano d'autore e per chi cerca due interpretazioni femminili indimenticabili.

    7. Neruda 

    Pablo Larraín non fa biopic tradizionali, e Neruda ne è la dimostrazione più evidente. Il film racconta la fuga del poeta cileno Pablo Neruda, messo fuorilegge nel 1948 dal presidente Videla per la sua militanza comunista, ma lo fa in un modo che mescola continuamente realtà e finzione, storia e letteratura, thriller e western. Il colpo di genio è l'invenzione dell'ispettore Oscar Peluchonneau, interpretato da Gael García Bernal: un personaggio che forse esiste solo nella mente di Neruda, che insegue il poeta attraverso il Cile come un personaggio secondario insegue disperatamente il proprio autore per avere un senso. Il film gioca con lo spettatore, lo disorienta, rifiuta di dargli certezze. Luis Gnecco interpreta un Neruda sensuale e vanitoso, consapevole del proprio mito, che frequenta bordelli e feste mentre scrive il Canto General, e la fotografia di Sergio Armstrong avvolge tutto in una luce brumosa e onirica. Non è un film facile: richiede attenzione, pazienza, voglia di perdersi in un labirinto narrativo che non promette uscite semplici. Ma ripaga ogni sforzo con immagini e idee che restano a lungo nella mente. Candidato al Golden Globe come miglior film straniero. Perfetto per chi ama il cinema che osa e che non ha paura di sperimentare con le forme narrative. 

    6. Elle 

    Paul Verhoeven a quasi ottant'anni dirige il suo film più complesso e disturbante, e trova in Isabelle Huppert l'attrice perfetta per un ruolo che nessuna star americana avrebbe mai accettato. Michèle è una donna d'affari di successo che viene stuprata in casa da un uomo mascherato. Invece di denunciare, invece di crollare, invece di fare qualsiasi cosa ci si aspetterebbe, Michèle riprende la sua vita come se nulla fosse accaduto, salvo iniziare un gioco pericoloso con il suo aggressore. Elle è un film che rifiuta ogni categorizzazione: è un thriller, è una commedia nera, è un dramma familiare, è un'analisi spietata della borghesia francese. Verhoeven non giudica mai la sua protagonista, non la rende vittima né carnefice, la osserva con lo stesso sguardo freddo e curioso che la Huppert rivolge al mondo. È un film scomodo, provocatorio, a tratti irritante nella sua ambiguità morale, e proprio per questo impossibile da dimenticare. La Huppert ha vinto il Golden Globe e ha ottenuto una rarissima nomination all'Oscar per un ruolo in lingua non inglese. Perfetto per chi cerca un cinema adulto che non tiene per mano lo spettatore e per chi ama i titoli che portano in scena domande morali. 

    5. Manchester by the Sea

    In Manchester by the Sea Kenneth Lonergan costruisce un film sul dolore che non può essere superato, solo sopportato. Lee Chandler è un tuttofare che vive in uno scantinato di Boston, un uomo chiuso, scorbutico, che beve troppo e cerca risse nei bar. Quando suo fratello muore, Lee deve tornare nella sua città natale e scopre di essere stato nominato tutore del nipote adolescente Patrick. Attraverso flashback che si incastrano con il presente, il film rivela gradualmente cosa sia successo a Lee, quale tragedia lo abbia spezzato in modo irreparabile. Casey Affleck offre una delle interpretazioni più misurate e devastanti degli ultimi anni, un lavoro di sottrazione che dice tutto attraverso gli sguardi, le pause, i silenzi, giustamente premiato con l'Oscar. Lonergan scrive e dirige con una precisione chirurgica, evitando ogni scorciatoia emotiva, ogni catarsi facile, ogni redenzione consolatoria. Michelle Williams appare in poche scene ma (come sempre) lascia un segno indelebile, soprattutto nell'incontro casuale con Lee che è tra i momenti più strazianti del film. La cittadina costiera del Massachusetts, con la sua luce bianca e i suoi inverni gelidi, diventa un personaggio a sé. Due Oscar meritatissimi per attore protagonista e sceneggiatura originale. Perfetto per chi cerca un cinema che riesce a raccontare il dolore attraverso la poesia, senza mai scadere in facili melodrammi e spettacolarizzazioni. Una gemma. 

    4. La La Land 

    Damien Chazelle a trentuno anni resuscita il musical classico e lo fa in un film diventato un pilastro del genere. La La Land racconta la storia d'amore tra Mia, un'aspirante attrice che serve caffè negli studios di Hollywood, e Sebastian, un pianista jazz ossessionato dal passato del genere. Emma Stone e Ryan Gosling cantano e ballano con un'imperfezione studiata che li rende credibili e adorabili, lontani anni luce dai numeri patinati dei musical tradizionali, ma proprio per questo rende la loro performance credibile e contemporanea. Chazelle li filma con piani sequenza virtuosistici che omaggiano i classici senza mai scivolare nel citazionismo sterile. Il film apre con un numero musicale in autostrada che toglie il fiato e si chiude con un epilogo malinconico che ribalta tutto quello che ci si aspetta da una storia d'amore. Los Angeles non è mai stata così bella, con i suoi tramonti impossibili, i suoi locali jazz nascosti, il suo Osservatorio Griffith dove i protagonisti ballano tra le stelle. La colonna sonora di Justin Hurwitz è diventata una delle più amate, City of Stars è diventata ormai un classico. Sei Oscar su quattordici nomination, inclusi miglior regia e miglior attrice per la Stone. È un film che funziona anche per chi i musical non li sopporta, consigliatissimo se state cercando un blockbuster degno di questo nome, un vero kolossal contemporaneo.

    3. Mademoiselle

    Park Chan-wook, il maestro coreano della Trilogia della Vendetta, adatta il romanzo Ladra di Sarah Waters trasportandolo nella Corea degli anni Trenta sotto occupazione giapponese, e il risultato è il suo film più elegante e sensuale. La storia è un intrigo di inganni e doppi giochi: una giovane truffatrice viene assunta come cameriera di una ricca ereditiera, con l'obiettivo di farla sposare a un falso conte e poi farla internare in manicomio per impossessarsi del suo patrimonio. Ma niente è come sembra, ogni personaggio nasconde segreti, e il film ribalta continuamente le aspettative dello spettatore. Mademoiselle è diviso in tre atti che raccontano gli stessi eventi da punti di vista diversi, rivelando ogni volta nuove verità, e ogni volta che pensi di aver capito tutto scopri di non aver capito niente. Park Chan-wook dirige con una maestria visiva che toglie il fiato: ogni inquadratura è un dipinto, ogni movimento di macchina ha un significato, la cura per i dettagli sfiora l'ossessione. Le scene erotiche tra le due protagoniste sono esplicite ma mai gratuite, parte integrante di una storia che parla di liberazione e rivalsa. Kim Min-hee e Kim Tae-ri sono perfette, e lo zio collezionista di libri erotici è uno dei villain più inquietanti degli ultimi anni. Presentato in concorso a Cannes, questo film è perfetto per chi ama il cinema coreano e per chi apprezza le trame labirintiche. Un film affascinante e misterioso, da togliere il fiato.

    2. Paterson

    Jim Jarmusch filma una settimana nella vita di un autista di autobus che si chiama Paterson e vive nella città di Paterson, New Jersey, la stessa città che diede i natali al poeta William Carlos Williams. Ogni giorno Paterson si sveglia accanto alla moglie Laura, va al lavoro, ascolta le conversazioni dei passeggeri, scrive poesie su un taccuino durante le pause, torna a casa, porta a spasso il cane, beve una birra al bar. E basta. Non succede quasi nulla, eppure succede tutto. Il film richiede allo spettatore di arrendersi al suo ritmo contemplativo, di accettare che la poesia possa nascere dalla ripetizione, dalla routine, dai piccoli dettagli che cambiano impercettibilmente da un giorno all'altro. Adam Driver è straordinario nel ruolo di un uomo che osserva il mondo con occhi gentili e lo trasforma in versi, e Golshifteh Farahani è perfetta come moglie che sogna in grande mentre lui sogna in piccolo. Jarmusch trova la bellezza dove nessuno la cerca: in una scatola di fiammiferi, in una conversazione origliata sull'autobus, in un cane bulldog francese che sembra avere più personalità di molti personaggi cinematografici. Le poesie nel film sono state scritte da Ron Padgett, e si integrano nelle immagini con una grazia che commuove senza mai essere sentimentale. Presentato in concorso a Cannes, Paterson non è un film per tutti, ma chi lo amerà lo amerà per sempre. Perfetto per chi cerca la poesia e i toni iperrealistici tipici del cinema indie di Jarmusch, un film cult che racconta la bellezza in ogni sua inquadratura.

    1. Moonlight

    Moonlight racconta la vita di Chiron, un ragazzo nero e gay che cresce nei quartieri poveri di Miami con una madre tossicodipendente, dividendo il film in tre atti: l'infanzia, l'adolescenza, l'età adulta. Nel primo atto il piccolo Chiron trova in uno spacciatore di nome Juan l'unica figura paterna della sua vita, e Mahershala Ali vince l'Oscar con un ruolo che dura pochi minuti, ma che definisce tutto il film. È cinema puro: ogni immagine sembra dipinta, ogni silenzio dice più delle parole, la vulnerabilità diventa forza. La fotografia di James Laxton trasforma i quartieri poveri di Miami in un luogo quasi onirico, con quei blu e quei viola che sono diventati iconici. La scena sulla spiaggia, dove Chiron adolescente vive il suo primo momento di intimità, è tra le più belle e delicate mai girate nel cinema contemporaneo. E il finale chiude il cerchio con una dolcezza inaspettata. Primo film a tematica LGBT e primo con un cast interamente afroamericano a vincere l'Oscar come miglior film. È un'opera che parla di identità, di amore, di sopravvivenza, con una voce che non assomiglia a nessun'altra. Consigliato a tutti, senza eccezioni.

  • 20 film di Natale da vedere assolutamente durante le feste e dove vederli in streaming
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    Le vacanze di Natale non servono solamente per passare il tempo con famiglia e amici, mangiare all’infinito e rilassarsi; se questo non bastasse, sono necessarie anche per farsi una scorpacciata di film. Per sentire ancora di più le emozioni del Natale e godersi fino in fondo il periodo festivo, questa lista presenta 20 film di Natale da vedere assolutamente.

    Tra i vari film di Natale usciti dall’inizio del cinema ci sono alcune pellicole che hanno fatto storia e sono considerate dei classici senza tempo. Non poteva, infatti, mancare dalla lista un film come La vita è meravigliosa di Frank Capra, con un indimenticabile James Stewart. Stessa cosa si può dire di Una poltrona per due, appuntamento fisso della vigilia. 

    I film di Natale non sono solamente rappresentati da pellicole che riportano sullo schermo una visione edulcorata della festa. Altri film, in direzione opposta, tendono a dissacrare e sovvertire il genere; Babbo bastardo è ovviamente un esempio lampante di questo filone, film culto per tutti coloro che non amano il Natale. Questa tendenza comprende anche la commedia noir Kiss Kiss Bang Bang, con uno scoppiettante Downey Jr./Kilmer duo.  

    E poi ancora, non possono mancare incursioni horror come Un natale rosso sangue o thriller autoriali come Eyes wide shut del grandissimo Kubrick. Questa lista di film di Natale soddisferà qualsiasi persona, da coloro che amano il periodo di feste a coloro che non lo possono sopportare.

  • Tutti i migliori film musical: dove guardare ogni titolo in streaming
    Sarah Grossi

    Sarah Grossi

    Editor a JustWatch

    Dal primo film sonoro uscito quasi 100 anni fa, il cinema e la musica sono da sempre due arti alleate e capaci di generare capolavori visivi e uditivi. Vediamo quindi quali sono i 20 film musicali che hanno fatto (e stanno facendo!) la storia del genere musical.

    Alcuni film musicali sono diventati non solo classici del musical, ma anche del cinema. “Cantando sotto la pioggia” è il musical del 1950 che parla proprio dell’avvento del sonoro – e quindi della canzone – nel cinema, mentre il precedente cult “Il mago di Oz” con l’inimitabile Judy Garland che canta Over the rainbow ha conquistato non solo le orecchie degli spettatori, ma anche i loro occhi, grazie al creativo uso dei colori e della fotografia. Si prosegue con gli indimenticabili “Tutti i insieme appassionatamente” con Julie Andrews, “Cabaret” con l’esplosiva Liza Minnelli, fino ad arrivare ai classici contemporanei. Un sottogenere forse atipico ma non meno valido è quello del musical horror, di cui abbiamo brillanti esempi con “Sweeney Todd – il diabolico barbiere di Fleet Street” e anche con un cult dell’animazione in stop motion come “Nightmare Before Christmas” scritto da Tim Burton e Michael McDowell.

    Buona visione…e buon ascolto!

  • Da “Titanic” a Ghost”: i 20 migliori film romantici del passato
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Il cinema è fatto per sognare. E cosa c’è di più bello, se non sognare un grande amore? Fin dall’epoca del muto, passando poi per il cinema classico hollywoodiano, le storie romantiche hanno influenzato gli spettatori, garantendo incassi alle major. Basti pensare a titoli come Via col Vento (1942), passando per Dirty Dancing (1987), Shakespeare in Love (1998), Love Actually (2003) o l’intramontabile Titanic (1997) che ha lanciato le carriere di Leonardo DiCaprio e Kate Winslet.

    Se l’evoluzione dei film romantici è inarrestabile, bisogna tuttavia guardare al passato per rivalutare l’importanza del genere, tra cult storici e titoli memorabili capaci di fare scuola, accendendo l’immaginazione del grande pubblico. 

    Per questo JustWatch ha stilato una classifica con i migliori 20 film romantici del passato.

    20. American Beauty (1999)

    L’altro lato dell’amore, un grande cast e la provincia americana di fine Millennio. Sam Mendes porta in scena la crisi di mezza età di Lester Burnham, che si trasforma in una ricerca ossessiva di bellezza e libertà quando si invaghisce della giovane amica di sua figlia. Un’opera cinica e rivelatrice, interpretata da un magistrale Kevin Spacey. In 122 minuti Mendes esplora l'ipocrisia dei sobborghi americani, rileggendo il romanticismo in un senso non convenzionale: celebra l'amore per la bellezza effimera e la riscoperta di sé stessi. Una sorta di catarsi.

    Reso celebre anche dalla scena onirica di Mena Suvari immersa nei petali di rose, American Beauty scava nel torbido della perfezione apparente, sostenuta da un approccio poetico e drammatico. Dramma esistenziale e malinconica ricerca di senso, un film imprescindibile per capire come sia cambiato l’amore sul grande schermo. Devi vederlo se ti hanno colpito le trasgressione e le relazioni proibite in stile Lolita (1997).

    19. Alta fedeltà (2000)

    Commedia romantica, certo, ma anche manifesto generazionale. Tratto dal romanzo capolavoro di Nick Hornby, John Cusack interpreta Rob Gordon, proprietario di un negozio di dischi in crisi, che compila la sua "top five" delle rotture più dolorose per capire perché le donne lo lasciano sempre. 

    Diretto da Stephen Frears, Alta fedeltà legge l’amore moderno dal punto di vista maschile, incapace di impegnarsi, tra collezionismo di vinili e smaccato cinismo. Lungo quasi due ore, il film è una lettera d'amore alla musica e alla cultura pop, con cammei indimenticabili come quello di Bruce Springsteen. Ti emozioni con la musica e l’amore di Tutto può cambiare (2003)? Ti colpirà Alta fedeltà.

    18. Il paziente inglese (1996)

    Sontuoso e struggente, Il paziente inglese si muove sullo sfondo della seconda guerra mondiale: un uomo sfigurato racconta la sua travolgente e tragica storia d'amore clandestina nel deserto del Sahara. Diretto da Anthony Minghella, il film è tra i classici degli anni ‘90: tre ore di durata e nomi stellari in scena come Ralph Fiennes, Juliette Binoche e Kristin Scott Thomas. 

    Con i suoi 9 premi Oscar, il film è una riflessione profonda sulla memoria e sul dolore. La sua carica romantica risiede nell'idea di un amore così assoluto da trascendere confini geografici, alleanze politiche e persino la morte. Hai sognato con l’amore e la passione travolgente di Espiazione (2007)? Preparati a replicare con Il paziente inglese.

    17. Se mi lasci ti cancello (2004)

    Jim Carrey e Kate Winslet hanno fatto scuola, diretti da Michel Gondry su sceneggiatura di  Charlie Kaufman. Al centro del film c’è Joel, affranto quando scopre che la sua ex Clementine si è fatta cancellare i ricordi della loro storia. Decide di fare lo stesso, salvo pentirsene nel bel mezzo della procedura. 

    In 108 minuti,  Se mi lasci ti cancello, divenuto fenomeno mondiale, esplora il paradosso del cuore: l'amore è romantico proprio perché include il dolore della perdita. Nonostante la struttura fantascientifica e frammentata, il titolo colpisce per essere emotivo e universale. Va visto perché insegna che i ricordi, anche quelli dolorosi, sono ciò che ci rende umani e capaci di amare ancora. La fine di una relazione e la crisi esistenziale: se ti ha folgorato (500) giorni insieme (2009), ti piacerà Se mi lasci ti cancello.

    16. Orgoglio e pregiudizio (2005)

    Non poteva mancare in lista uno dei tanti rifacimenti di Jane Austen. Elegante, vibrante, raffinato, Joe Wright porta sul grande schermo l'incontro-scontro tra la fiera Elizabeth Bennet e il misterioso Mr. Darcy nell'Inghilterra rurale di fine '700. Con Keira Knightley e Matthew Macfadyen, è il massimo del romanticismo classico, allungato in due ore e 10 minuti: tensione sottile fatta di sguardi e non detti, lettere appassionate e il superamento delle barriere sociali.

    La forza dell’amore per una storia incredibilmente moderna e coinvolgente, che ha acceso i sogni di tutti i romantici. Tra le migliori trasposizioni cinematografiche della Austen, capace di far battere il cuore con un semplice sguardo. Perfetto per chi crede che l'amore sia un’eterna conquista. Se sei un fan dei costumi e delle atmosfere di Ragione e sentimento (1995), ti piacerà Orgoglio e pregiudizio

    15. Colazione da Tiffany (1961)

    Un'opera culto dalle mille letture. Sofisticata, amara, iconica. Trama famigerata: Holly Golightly è una giovane socialite newyorkese che cerca di sfuggire al proprio passato, finché l'incontro con l'aspirante scrittore, Paul Varjak, non mette in crisi il suo stile di vita. Diretto da Blake Edwards e interpretato da un'indimenticabile Audrey Hepburn affiancata da George Peppard,  Colazione da Tiffany in 115 minuti rivede il romanzo di Truman Capote.

    Oltre lo stile impeccabile e la leggendaria Moon River, il film nasconde una malinconia profonda sulla paura di appartenere a qualcuno. Un lungometraggio simbolo dell'eleganza cinematografica e del desiderio di libertà. Tra i titoli più esplicativi di New York, nonché tra le storie d'amore che non stancano mai. Non resisti al fascino di Audrey Hepburn dopo averla vista in Sabrina (1954)? Allora non perderla nel classico di Blake Edwards.

    14. Io e Annie (1977)

    Intellettuale, nevrotico, rivoluzionario: il romanticismo e l’amore secondo Woody Allen. Alvy Singer ripercorre la genesi e il fallimento della sua relazione con la stravagante Annie Hall in una New York vibrante. Il regista e attore, affiancato da una splendida Diane Keaton, racconta l'amore come un groviglio di manie, risate e incomprensioni, ammettendo che, nonostante tutto, "ne abbiamo bisogno"

    Novanta minuti che alternano i colori di Manhattan a tecniche d'avanguardia come la rottura della quarta parete. Con Io e Annie, Woody Allen ha reinventato la commedia sentimentale: una scrittura affilata e il concetto di quanto l'amore sia complicato e indispensabile. Se Manhattan (1979) è il tuo film preferito, non puoi perdere Io e Annie.

    13. I ponti di Madison County (1995)

    Tra le pellicole strappalacrime per eccellenza. Intimo e struggente, I ponti di Madison County racconta la vita tranquilla della casalinga Francesca Johnson, sconvolta dall'incontro casuale con il fotografo Robert Kincaid, vivendo quattro giorni che dureranno una vita intera. Diretto e interpretato da Clint Eastwood insieme a Meryl Streep, l’opera è la quintessenza del romanticismo: la scelta lacerante tra il dovere e un amore assoluto arrivato "troppo tardi".

    In 135 minuti, Eastwood dirige con delicatezza, lasciando che i silenzi parlino più delle parole. Un film che commuove per la sua portata emotiva e per la potenza dei sentimenti. A rendere il tutto ancor più bello, il paesaggio dell’Iowa con i suoi famigerati ponti di legno. Se piangi con Come un uragano (2008), prepara i fazzoletti per I ponti di Madison County

    12. Vacanze romane (1953)

    Una principessa in fuga dai suoi obblighi reali trascorre una giornata di libertà a Roma in compagnia di un giornalista americano che inizialmente cerca solo uno scoop. Così nasce il mito, così nascono le icone. Vacanze Romane: delizioso, etereo, sognante. Diretto da William Wyler, il film vede protagonisti Gregory Peck e una giovane esordiente Audrey Hepburn. In 118 minuti, la città eterna diventa lo sfondo di un sentimento impossibile e purissimo, destinato a durare solo il tempo di un giro in Vespa.

    La pellicola è un inno all’amore, fugace e veloce. La pellicola ha creato l'iconografia stessa di Roma, elargendo la capitale come simbolo d’amore. Una favola che sa essere dolce senza diventare mai stucchevole. Dall’Italia alla Francia con Audrey Hepburn: se ti sei innamorato di Cenerentola a Parigi (1957), Vacanze Romane ti farà battere il cuore.

    11. Notting Hill (1999)

    Gli anni ‘90 sono stati segnati da Julia Roberts e Hugh Grant. La coppia è la quintessenza del romanticismo in Notting Hill, rom-com scritta da Richard Curtis che non ha bisogno di presentazioni. La vita di William Thacker, un timido libraio londinese, viene stravolta quando Anna Scott, la diva del cinema più famosa al mondo, entra nel suo negozio. 

    In due ore, il film cult rilegge l’amore secondo il desiderio di essere amati partendo da una frase citatissima: "Semplicemente come una ragazza che sta di fronte a un ragazzo". Con un cast di comprimari eccellenti (su tutti Rhys Ifans) e dialoghi brillanti, il film incarna la perfezione della commedia britannica. Se sei fan dei film di Richard Curtis in stile Quattro matrimoni e un funerale (1994), ti piacerà da impazzire Notting Hill

    10. Le pagine della nostra vita (2004)

    Passionale, epico e, anche questa volta, strappalacrime. La storia d'amore travagliata tra il povero operaio Noah e la ricca Allie, separati dalla classe sociale e dalla guerra, viene riletta da un anziano in una casa di riposo. Diretto da Nick Cassavetes e interpretato da Ryan Gosling e Rachel McAdams, Le pagine della nostra vita è romanticismo allo stato puro: la promessa di un amore che non si arrende mai, nemmeno davanti alla malattia e al tempo.

    In due ore nette, la chimica esplosiva tra i due protagonisti ha reso leggendarie molte scene (come quella del bacio sotto la pioggia). Se ti ha colpito I passi dell’amore, film emblema del 2002, anch’esso tratto da un’opera di Nicholas Spark, anche Le pagine della nostra vita è un punto di riferimento del genere sentimentale degli anni 2000. Per chi crede nel destino e nell’anima gemella. 

    9. Ufficiale e gentiluomo (1982)

    Altra epoca, quando gli anni ‘80 aprivano ai sogni impossibili, d’amore e di passione. Sulle note di Up Where We Belong, Richard Gere e Debra Winger hanno fatto la storia in Ufficiale e Gentiluomo. La storia? Zack Mayo entra in accademia per diventare pilota della Marina, scontrandosi con un sergente durissimo e trovando l'amore in una ragazza del posto che sogna una vita migliore. 

    Diretto da Taylor Hackford, la pellicola in 124 minuti mostra come l'amore possa essere la forza che ti spinge a diventare una persona migliore, superando i propri traumi. Celebre per la scena finale - e per i molti passaggi in tv! -, la grande forza arriva dal dramma miscelato al calore dei sentimenti. L'archetipo dell'eroe che salva e viene salvato dall'amore. Un classico che non perde mai il suo smalto. Se Richard Gere ti fa battere il cuore in Sommersby (1993), ti colpirà anche in Ufficiale e Gentiluomo

    8. Love Story (1970)

    Fin dal titolo, una pellicola romantica nella sua semplicità straziante, coniando la celebre frase: "Amare significa non dover mai dire mi spiace". Ha definito il moderno "tear-jerker", puntando tutto sulla purezza del legame tra i due giovani, Ryan O'Neal e Ali MacGraw.

    In Love Story, diretto da Arthur Hiller, in 100 minuti si racconta di Oliver, ricco studente di Harvard, che sfida la famiglia per sposare Jennifer, una ragazza di origini umili. Ma la loro felicità viene interrotta da un destino crudele. Con una colonna sonora che ha fatto la storia, il film ha commosso intere generazioni. Tra i romance che vanno dritti al punto (e al cuore), Love Story è un passaggio obbligato. Devi assolutamente recuperarlo se hai un debole per Autumn in New York (2000).

    7. Pretty Woman (1990)

    Iconico, frizzante, intramontabile. La favola moderna per eccellenza vede l’algido affarista Edward Lewis assumere la spumeggiante Vivian Ward come accompagnatrice, finendo per innamorarsene tra le strade di Beverly Hills. Diretto da Garry Marshall, il film scorre in 119 minuti grazie all'alchimia tra Richard Gere e Julia Roberts, coppia capace di imporsi nell’immaginario collettivo. È romantico perché riscrive il mito di Cenerentola con ironia.

    Pretty Woman, tra i cult assoluti, brilla per la scrittura: una rom-com che esalta il riscatto e la dignità. Va visto perché ha ridefinito i canoni della commedia romantica anni '90, lanciando Julia Roberts nell'olimpo delle star. Il tutto, canticchiando la celebre canzone di Roy Orbison. Se hai amato Richard Gere e Julia Roberts in Se scappi ti sposo (1999), li amerai anche in Pretty Woman.

    6. Harry, ti presento Sally… (1989)

    Un altro grande classico. Harry e Sally, dodici anni a incontrarsi, scontrarsi e diventare amici, cercando di rispondere alla domanda: "Può esistere l'amicizia tra uomo e donna senza il sesso di mezzo?". Diretto da Rob Reiner e scritto da Nora Ephron, il film dura 95 minuti e vede Billy Crystal e Meg Ryan al loro meglio: forse, tra i migliori film romantici di sempre.

    Dalla scena dell'orgasmo simulato al ristorante (da Katz's, icona newyorkese) ai dialoghi fulminanti, Harry, ti presento Sally… va visto perché è capace di far ridere e riflettere sulle dinamiche di coppia come nessun altro. Sullo sfondo, la magia di New York City. Se non resisti a Insonnia d’amore (1993), non resisterai nemmeno a Billy Crystal e Meg Ryan in Harry, ti presento Sally…

    5. Romeo + Giulietta di William Shakespeare (1996)

    Lo stile inconfondibile di Baz Luhrmann per rileggere un classico intramontabile. La tragedia shakespeariana trasportata in una Verona Beach moderna e violenta, dove i giovani amanti sono prigionieri della guerra tra bande delle proprie famiglie. Interpretato da Leonardo DiCaprio e Claire Danes, Romeo + Giulietta di William Shakespeare è montato in due ore, e mescola versi classici con un'estetica da videoclip. È romantico nel suo estremo: l'amore adolescenziale come sentimento fatale e indomabile.

    Frenetico, pop, audace, il titolo è un’esplosione di colori e musica che cattura perfettamente la ribellione giovanile. Una sorta di classico, emblema di un cinema postmoderno. Talmente potente da lasciare senza fiato. Va visto perché ha dimostrato come un classico possa diventare avanguardia, parlando direttamente al cuore delle nuove generazioni. Se ami le storie di passioni proibite e lo stile visivo travolgente, questa versione ti catturerà . Specie se ti sei emozionato con Moulin Rouge! (2001).

    4. Prima dell’alba (1995)

    Romance che ha fatto la storia del cinema. Cerebrale, intimo, sospeso. Jesse e Celine si incontrano su un treno e decidono di scendere a Vienna per passare una sola notte insieme prima delle rispettive partenze. La nascita di un amore e la regia di Richard Linklater, sorretta dalle interpretazioni di Ethan Hawke e Julie Delpy. 

    Prima dell’alba, capitolo iniziale di una trilogia, è romantico nella sua forma più intellettuale e pura: la connessione mentale tra due sconosciuti che si innamorano parlando della vita, della morte e dell'universo. Quasi interamente basato sul dialogo, il film cattura la magia dell'incontro fortuito. Un'esperienza immersiva che fa sentire lo spettatore parte di quella notte magica. Se sei un fan della saga, e ti piace Before Sunset - Prima del Tramonto (2004), devi rivedere il film che ha iniziato la storia.

    3. Casablanca (1942)

    In una Casablanca crocevia di spie durante la Seconda Guerra Mondiale, il cinico Rick ritrova l'antico amore Ilsa e deve scegliere tra i suoi sentimenti e il bene comune. Vedi alla voce “capolavoro”. La pellicola di Michael Curtiz è una delle massime espressioni cinematografiche di tutti i tempi.

    Il sacrificio, il senso di eternità e poi il Borsalino di Humphrey Bogart e lo sguardo di Ingrid Bergman. Ogni inquadratura e ogni battuta sono entrate nel mito del cinema. Thriller politico e romanticismo si fondono in un equilibrio miracoloso. In soli 102 minuti tutto il fascino della “vecchia Hollywood”. Amore impetuoso e relazioni senza tempo? Se ti ha colpito In the mood for love (2000), ti colpirà Casablanca

    2. Ghost - Fantasma (1990)

    Si piange sempre, come fosse la prima volta. Fazzoletti a portata di mano vedendo Ghost di Jerry Zucker, che porta in scena un tris di grandissimi: Patrick Swayze, Demi Moore e Whoopi Goldberg. Plot famosissimo: in due ore il film racconta la storia di Sam, ucciso durante una rapina, che resta sulla Terra come fantasma per proteggere la sua amata Molly e scoprire chi lo ha tradito, comunicando attraverso una sensitiva.

    L’amore come energia, resistente persino alla morte. Se la scena del tornio d’argilla è una delle più sensuali e citate della storia, supportata dalle note di Unchained Melody, è anche vero che Ghost mescola generi diversi con successo rendendolo intramontabile. L’amore oltre l’amore: se ti commuovi con City of Angels - La città degli angeli (1998), non potrai non fare lo stesso con Ghost.

    1. Titanic (1997)

    Colossale, tragico, immenso. L’ultimo grande kolossal che ha segnato un’epoca: la storia d'amore proibita tra Jack, un artista squattrinato, e Rose, un'aristocratica infelice, a bordo del transatlantico più grande del mondo, ha fatto emozionare diverse generazioni. Diretto da James Cameron e interpretato da Leonardo DiCaprio e Kate Winslet, la pellicola è un’esperienza emotiva lunga ben 194 minuti. Romanticismo estremo: la scoperta della libertà e dell'amore vero e il disastro imminente.

    Con una ricostruzione storica maniacale e scene mozzafiato, Titanic è diventato un fenomeno globale senza precedenti. La prova di come il cinema possa trasformare una tragedia storica in un mito della cultura popolare moderna. Romantica e innamorata, fino all’ultimo bacio. Se hai apprezzato Leo DiCaprio e Kate Winslet in Revolutionary Road (2008), non potrai non amarli in Titanic.

  • Tutti i 20 film sulla mafia online da non perdere 
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    I film sulla mafia sono, da sempre, amati profondamente da coloro che vedono il cinema come uno specchio della società e uno strumento di denuncia sociale. Al tempo stesso, questo genere di film è passato alla storia per il suo controverso e dibattuto approccio alla violenza, da molti considerato una vera e propria glorificazione della vita fuorilegge. Non mancano però i difensori che mettono in risalto la capacità schietta con cui i film sulla mafia descrivono la realtà, non esaltandone i tratti violenti ma ponendoli in primo piano per essere analizzati. 

    Questa lista presenta 20 film sulla mafia che non devono essere persi assolutamente. La lista prende in considerazione i titoli più famosi e osannati prodotti da Hollywood, poiché il genere non potrebbe essere lo stesso senza di essi. Film come Il Padrino di Francis Ford Coppola o Quei Bravi Ragazzi di Martin Scorsese sono, senza dubbio, pietre miliari con cui qualsiasi aspirante gangster film deve confrontarsi. I classici del genere non vengono solo dall’altra parte dell’Atlantico, ma sono stati prodotti anche nello stivale: Salvatore Giuliano di Francesco Rosi e Milano Calibro 9 di Fernando di Leo sono tra questi.

    Questi 20 film sulla mafia sono perfetti per capire il genere e, in parallelo, comprendere la natura del crimine organizzato, seppur con un tocco di finzione aggiunto dalla settima arte. 

  • I 20 migliori film storici per capire il genere e dove vederli online
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    I film storici hanno il potere di portarci indietro nel passato e farci immergere completamente in realtà remote nel tempo. Per farlo in maniera convincente, questo tipo di film cerca di essere estremamente dettagliato nella ricostruzione visiva degli ambienti e dei costumi utilizzati dal cast. Al tempo stesso, le sceneggiature tendono ad essere fortemente coinvolgenti e ricche di scene spettacolari, con l’obiettivo di incollare lo spettatore allo schermo.

    Questa lista presenta i 20 migliori film storici, con l’intento di mostrare la versatilità del genere e capirne la storia ed evoluzione. Alcuni film storici sono diventati, col tempo, pietre miliari e i migliori rappresentanti dell’età d’oro del cinema hollywoodiano; infatti, film come Spartacus di Stanley Kubrick e Ben-Hur di William Wyler sono, tuttora, tra i primi ad essere menzionati quando si pensa a film dal carattere storico.

    Questo tipo di film non riporta sullo schermo solamente realtà storiche oltremodo lontane da noi; negli ultimi 30 anni si è assistito anche all’uscita di film che si focalizzano fortemente sul periodo degli anni sessanta e settanta. Il primo film che viene alla mente è il capolavoro assoluto di Spike Lee, presente nella lista, che si chiama Malcolm X, con un intoccabile Denzel Washington. Per non parlare di Munich di Steven Spielberg, sottovalutato completamente da molti.

  • Da “Arancia Meccanica” a “Il grande Lebowski”: i 10 migliori cult del XX secolo
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Cos'è che fa di un cult un cult? La storia? Il cast? I dialoghi? Ovviamente è un mix di elementi a rendere un film tale. Molto spesso lo diventa a posteriori. Più di un titolo di questa lista è stato accolto tiepidamente o, addirittura, massacrato dalla stampa alla sua uscita per poi venire celebrato tempo dopo e crescere nel cuore del pubblico grazie al passaparola o a una serie di eventi a catena che ne hanno decretato un successo postumo.

    Una variabile impazzita che non conosce distinzione di generi passando dalla commedia al dramma fino all'horror e il musical. Film in grado di offrire al pubblico un senso di appartenenza tramandato di generazione in generazione. Ed è questo uno dei “segreti” dei grandi cult cinematografici: riuscire a superare indenni la prova del tempo, mantenendo una freschezza e immediatezza che non conosce stagioni.

    Su JustWatch trovate la classifica dei 10 migliori cult del XX secolo.

    10. Scarface (1983)

    Remake dell'omonimo classico del 1932 diretto da Howard Hawks, Scarface rappresenta la vetta più alta del cinema degli anni '80, tra i colori eccessivi di Miami e l'immaginario legato alla criminalità. Protagonista assoluto il Tony Montana di Al Pacino. Un profugo cubano che, dal gradino più basso della scala sociale arriva fino ai vertici del narcotraffico per poi finire per essere schiacciato sotto il peso della sua stessa cupidigia.

    Diretto da Brian De Palma e scritto da Oliver Stone, il film è una cruda e violenta riflessione sull'avidità e una fotografia del profilo più oscuro del sogno americano che cattura in modo chirurgico l'ossessione per denaro, potere e successo a tutti i costi. Ricca di scene iconiche – su tutte quella della sparatoria finale – e frasi cult, la pellicola è intrisa di violenza ed eccessi che si alternano nei suoi 170 minuti. Da recuperare se Carlito's Way (1993) è uno dei tuoi film preferiti.

    9. Fight Club (1999)

    Faremo uno strappo alla prima regola del Fight Club e parleremo di Fight Club. Il film diretto da David Fincher e adattamento dell'omonimo romanzo di Chuck Palahniuk con protagonisti Edward Norton e Brad Pitt. Divisivo e poco incisivo al box office all'epoca dell'uscita in sala, il film trovò la sua dimensione di cult poco dopo grazie all'home video. Un tale successo che, per il suo decimo anniversario, il New York Times arrivò a definirlo“il film cult per eccellenza del nostro tempo". Due ore e 20 minuti in cui facciamo la conoscenza di un impiegato insonne e un carismatico produttore di sapone che, insieme, fondano un club di combattimenti clandestini che finisce per trasformarsi in un’organizzazione terroristica anti-consumista.

    Il manifesto del nichilismo di fine millennio con un colpo di scena magistrale che ci costringe a ripensare a tutto quello che abbiamo visto fino a quell'istante. La violenza al centro del film non è solo spettacolo fine a se stesso, ma la necessità dei protagonisti di provare qualcosa in un mondo che lo ha resi esseri alienati vittime della “vita IKEA”. Una satira della società degli acquisti che ha lasciato un segno indelebile nella cultura dei primi anni 2000, tra le musiche dei Dust Brothers e Where is My Mind? dei Pixies. Se ancora devi metabolizzare i colpi di scena di Seven (1995) e Shutter Island (2010), perché non aggiungere anche questo cult?

    8. The Rocky Horror Picture Show (1975)

    Ignorato beatamente dalla critica del tempo, The Rocky Horror Picture Show si è preso la sua rivincita diventando uno dei titoli più popolari della storia. Celebre come "midnight movie", la pellicola di Jim Sharman conta ammiratori in tutto il mondo che si esibiscono, vestiti come i protagonisti, durante le proiezioni organizzate spesso durante Halloween. Un omaggio parodistico ai film di fantascienza e agli horror che dagli anni '30 arrivano fino agli anni '60.

    La storia segue una coppia di ingenui fidanzatini che, persi e con l'auto in panne, trovano rifugio in un castello abitato da eccentrici personaggi guidati dal dottor Frank-N-Furter, lo scienziato pazzo travestito interpretato da Tim Curry. È da lì che ha inizio un vero e proprio inno alla libertà sessuale e all'anticonformismo capace di abbracciare appieno l'idea di cinema come esperienza collettiva. Stracolmo di ironia e dallo spirito glam rock, il musical è anche un tripudio di canzoni divenute dei classici ancora oggi intonati a squarciagola. Ne sono un esempio Time Warp e Sweet Transvestite. Un totale di 100 minuti tondi che devi assolutamente vedere se ti sei scatenato con Hedwig - La diva con qualcosa in più (2001).

    7. Arancia meccanica (1971)

    Il più grande regista del '900 per uno dei grandi cult del '900. Stanley Kubrick e il suo Arancia Meccanica hanno fatto la storia della settima arte con un'opera brutale, disturbante, violenta e a lungo censurata. Un totale di 136 minuti che condensa il romanzo omonimo di Anthony Burgess ambientando il film in una Londra distopica in cui il giovane Alex DeLarge (Malcolm McDowell) vive di ultra-violenza finché non viene sottoposto al "trattamento Ludovico", un invasivo programma di rieducazione statale.

    Un capolavoro visivo e narrativo che riflette, senza dare risposte, sul libero arbitrio, il controllo sociale e la natura stessa della violenza. L'uso della musica classica, l'estetica retrofuturista, il linguaggio "Nadsat", il Korova Milk Bar – omaggiato nel videoclip di The Universal dei Blur - e la sequenze di pura furia dei protagonisti hanno contribuito a rendere il film un'esperienza cinematografica rara. Ancora oggi non esistono pellicole capaci di eguagliare la stratificazione socio-narrativa rappresentata da Arancia meccanica. Da non perdere se Funny Games (1997) ti ha disturbato e affascinato.

    6. Apocalypse Now (1979)

    Insieme a Full Metal Jacket (1987) e Platoon (1986), Apocalypse Now rappresenta la triade che meglio di tutte è stata in grado di raccontare l'orrore della guerra sul grande schermo fino a farsi metafora dell'insensatezza di ogni conflitto. Adattamento di Cuore di tenebra di Joseph Conrad, il film di Francis Ford Coppola ci trascina nel cuore della Cambogia per seguire il capitano Willard (Martin Sheen) determinato a risale un fiume per trovare e uccidere il colonnello Kurtz (Marlon Brando).

    Un viaggio lungo 147 minuti che, ben presto, assume contorni psichedelici e filosofici, tra sequenze oniriche e violenza, mentre indaga la natura stessa del male e la capacità dell'uomo di compierlo. La fotografia di Vittorio Storaro, le musiche di Wagner e l'odore del napalm sono divenuti elementi iconici tanto quanto le straordinarie interpretazioni del cast e la regia impeccabile di Coppola. Una lavorazione leggendaria al pari del film che ha reso la produzione un'odissea simile a quella vissuta dai protagonisti, contribuendo a far entrare Apocalypse Now nel mito.

    5. Gioventù bruciata (1955)

    T-shirt bianca e giubbotto rosso. Due elementi distintivi che richiamano immediatamente alla mente James Dean in “Gioventù bruciata”, il classico del cinema americano diretto da Nicholas Ray divenuto un faro per tutta quella cinematografia dedicata al disagio giovanile. Capi così iconici da essere citati innumerevoli volte – basti pensare a Ryan Gosling in Come un tuono (2012) – così come i suoi dialoghi - "You’re tearing me apart, Lisa!" nello (s)cult di Tommy Wiseau, The Room (2003) – o la sfida delle auto riproposta in decine di film.

    Grazie alla storia del tormentato Jim Stark, la pellicola nei suoi 111 minuti mette in scena per la prima volta il malessere di una generazione e la sua ribellione contro i valori borghesi di una classe media americana conformista e incapace di ascoltare il grido di aiuto dei suoi figli. Inoltre, James Dean ritrae una vulnerabilità maschile al tempo assolutamente inedita, anticipando di anni una rappresentazione priva di stereotipi del “sesso forte”. A settant'anni dalla sua uscita, Gioventù bruciata rimane un racconto universale e senza tempo. Da vedere se sei cresciuto guardando Breakfast club (1985).

    4. Il laureato (1967)

    La colonna sonora di Simon & Garfunkel, lo sguardo dei protagonisti sull'autobus, le interpretazioni di Dustin Hoffman, Anne Bancroft e Katharine Ross, la regia di Mike Nichols, i dialoghi imparati a memoria, le urla in chiesa. Insomma, di motivi per ritenere Il laureato un cult sono parecchi. Un film di poco più di un'ora e mezza profondamente radicato nel nostro immaginario collettivo che, all'epoca della sua uscita, sfidò i tabù sessuali e perbenisti arrivando prima di chiunque altro a raccontare la confusione, lo smarrimento e la crisi identitaria della generazione post-universitaria di fine anni '60.

    Uno stato d'animo e sociale che avrebbe accompagnato anche le successive, arrivando fino ai giorni nostri. La celebre frase, “Plastica. Il futuro è nella plastica”, racchiude alla perfezione l'anima moderna e amaramente consapevole di quello che sarebbe venuto dopo. La fotografia di una società che si stava trasformando mentre realizzava che la facciata immacolata del sogno americano era, in realtà, piena di crepe. Se hai amato un altro film imperdibile come Giovani, carini e disoccupati (1994) e il suo ritratto della crisi della Generazione X, non puoi perderti questo classico.

    3. The Blues Brothers (1980)

    Nato da un’intuizione di Howard Shore per il Saturday Night Live, The Blues Brothers di John Landis è molto più di un film: è un cult assoluto della cultura pop. Uscito nel 1980 in contemporanea con L'Impero colpisce ancora (1980), il film superò l'iniziale scetticismo della critica e una produzione turbolenta — segnata dagli eccessi di John Belushi e da un budget raddoppiato — per diventare leggenda. Jake ed Elwood Blues, icone in completo nero e occhiali da sole, sfrecciano sulla loro Bluesmobile attraverso una Chicago che si fa co-protagonista perfetta tra blues, jazz e inseguimenti spettacolari.

    In questa folle "missione per conto di Dio" per salvare un orfanotrofio, Landis, in oltre due ore, riunisce un cast stellare e divinità della musica come Aretha Franklin e Ray Charles, inizialmente snobbati dalla produzione perché considerati "fuori moda". Nonostante le critiche postume di appropriazione culturale, l’opera resta un pilastro del '900: un mix irripetibile di commedia irriverente e numeri musicali travolgenti, da Think a Everybody Needs Somebody to Love. A distanza di decenni, la potenza sonora e il carisma di Belushi e Aykroyd ci costringono ancora oggi ad alzare il volume al massimo. Da non perdere se ti sei divertito con le peripezie dei protagonisti di Detroit Rock City (1999).

    2. Il grande Lebowski (1998)

    Jeffrey "Drugo" Lebowski. L'antieroe in accappatoio con il volto di Jeff Bridges, la cui filosofia di vita si riassume in White Russian, bowling e “un regime rigoroso di droghe”. Uno dei personaggi più celebri della storia del cinema, capace di dare vita a una religione parodistica, il Dudeismo, e al celebre Lebowski Fest, festival itinerante festeggiato ogni anno dal 2002 al 2018. E pensare che al suo esordio in sala il film dei fratelli Coen fu un colossale flop al botteghino. Un noir stonato ispirato alle opere di Raymond Chandler con il Drugo trascinato in un'odissea assurda tra nichilisti, artisti d'avanguardia e miliardari omonimi.

    Il film, nelle sue due ore di durata, mescola satira sociale, riferimenti alla Guerra del Golfo e sequenze oniriche, sorretto da una sceneggiatura vertiginosa e da personaggi indimenticabili come il folle veterano dei Vietnam Walter Sobchak (John Goodman). Tra citazioni pop e una regia impeccabile che distorce i canoni classici hollywoodiani, l'opera dei Coen finisce per raccontare l'assurdità dell'esistenza stessa. La lezione del Drugo rimane un monito contro le frenesie moderne: nella vita capitano strike e palle perse, ma l'importante è non prendersela troppo, perché a volte "sei tu che mangi l'orso e altre volte è l'orso che mangia te". Imperdibile. Specie se ti piacciono le pellicole lisergiche come Vizio di forma (2014) o Paura e delirio a Las Vegas (1998).

    1. Taxi Driver (1976)

    Era l'8 febbraio 1976 quando, a New York, debuttava Taxi Driver di Martin Scorsese. Un capolavoro da Palma d'Oro destinato a ridefinire la storia del cinema. Attraverso la fotografia al neon di Michael Chapman, le musiche languide e inconfondibili di Bernard Herrmann e l'iconica interpretazione di Robert De Niro, il film esplora la psicosi di Travis Bickle, veterano del Vietnam e tassista insonne in una New York degradata. Scritto da Paul Schrader, il personaggio incarna l'alienazione di un'America orfana di ideali dopo lo scandalo Watergate e la sconfitta morale e bellica subita in Vietnam.

    Un'opera magistrale, violenta, inquieta che trae ispirazione dal nichilismo esistenzialista e dalla cronaca, finendo paradossalmente per influenzare la realtà stessa come nel caso dell'attentato a Reagan ispirato a quello architettato dal protagonista nel film. A cinquant'anni di distanza, Taxi Driver non solo non ha perso un grammo della sua potenza, ma nei suoi 114 minuti appare addirittura profetico: il risentimento e la misoginia di Travis anticipano la moderna sottocultura Incel e la radicalizzazione digitale. Il protagonista, un "salvatore" violento che trasforma il rifiuto in delirio punitivo, resta il prototipo dell'antieroe moderno, capace di ispirare opere contemporanee come Joker (2019) e di rispecchiare le attuali derive del populismo e dell'isolamento sociale.

  • Le 15 commedie più divertenti e dove guardarle in streaming
    Sarah Grossi

    Sarah Grossi

    Editor a JustWatch

    La spensieratezza e la risata sono ciò di cui tutti gli spettatori, prima o poi, hanno bisogno. Naturalmente, ciò che fa ridere alcuni spesso infastidisce altri; ma con una lista di ben 15 commedie divertenti diverse fra loro, ognuno può trovare almeno un titolo ideale!

    La commedia italiana non può mancare, partendo dagli anni Cinquanta con gli indimenticabili Totò e Alberto Sordi fino al moderno trio di Aldo Giovanni e Giacomo, che in “Tre uomini e una gamba” interpretano tre cognati in viaggio. La comicità americana ha sempre fatto e continua a fare da padrone nelle sale, grazie a titoli come “Una settimana da Dio” con protagonista uno degli attori comici più amati, Jim Carrey, e il cult della commedia adolescenziale “Mean Girls”, che ha reso Rachel McAdams una delle villain comiche più amate grazie alla sua interpretazione dell’iconica Regina George. C’è spazio per la risata anche in alcuni film a tema natalizio, come “Fuga dal Natale” ed “Elf”, senza dimenticare i classici della commedia americana, come “La guerra lampo dei fratelli Marx” (la cui satira politica può definirsi sempreverde) e la commedia “Frankenstein Junior”, parodia dei film horror in bianco e nero dedicati alla famosa creatura letteraria riportata in vita da uno scienziato.

    Che amiate la comicità slapstick, la commedia all’italiana o lo humor nero, in questa lista di commedie divertenti troverete certamente ciò che fa per voi.

  • Tutti i 20 film d’azione online per rivalutare Il genere
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    Quando si pensa ai film d’azione, le prime immagini che, solitamente, si materializzano nelle nostre menti sono armi esagerate, attori coi muscoli pompati e sceneggiature blande che servono solo a dar spazio ad esplosioni e combattimenti. Se è innegabile che molti film d’azione attingano fin troppo da questi stereotipi, senza tentare in alcun modo di dare una svolta al genere, è giusto ricordare quei film che si sono distinti dalla massa.Questa lista presenta 20 film d’azione imperdibili per tutti coloro che vogliono rivalutare il genere o riscoprirlo. Durante gli anni, questo tipo di film ad alto tasso di adrenalina ha sviluppato al suo interno ulteriori sfumature o temi fondamentali che hanno rafforzato il suo impatto cinematico. Basti pensare a tutti i film con ladri come protagonisti, qui rappresentati in grande stile dal sublime Heat - La sfida e Point Break - Punto di rottura.

    Allo stesso tempo, con la popolarizzazione dei temi post-apocalittici e distopici, alcuni film d’azione hanno inglobato tocchi fantascientifici che hanno elevato ancora di più l’impatto visivo del genere. Mad Max: Fury Road è senza dubbio uno degli esempi più riusciti di questa pozione su pellicola, girato maestosamente da George Miller e reso grande da una fotografia spaziale di John Seale. A questa categoria appartiene anche Inception dell’ultra-tecnico Christopher Nolan, di una potenza stilistica inaudita. 

    Non ci sono state solo contaminazioni in chiave sci-fi. Il genere d’azione è riuscito a sopravvivere alla continua seriosità delle sue trame grazie a spruzzi comici che hanno ravvivato le sceneggiature. Trappola di cristallo è tuttora un cult assoluto grazie all’approccio comico e sopra le righe di Bruce Willis nell’interpretare il poliziotto John McClane; stessa cosa si può dire per Arma Letale, eccelso buddy cop con un folle Mel Gibson. 

    Di seguito troverete i 20 film d’azione che sono imperdibili per tutti coloro che vogliono dare un’altra chance al genere.

  • Da “E.T.” a “Jumanji”: i 10 migliori film per ragazzi
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Dal cinema anni ‘90 di Joe Johnston, come Jumanji (1996), all’animazione catartica e poetica come quella della DreamWorks de Il Robot Selvaggio (2024), passando poi per capolavori come E.T. - L'extraterrestre (1982) o cult come Genitori in trappola (1998). I film per ragazzi - dai fantasy alle commedie adolescenziali - hanno accompagnato generazioni di giovani spettatori, plasmando la loro immaginazione. 

    Visioni poetiche, emozionanti, divertenti. Esempio di quanto il cinema sappia essere un viatico per affrontare paure, speranze e sogni. Tra mappe del tesoro, avventure adatte a tutta la famiglia, misteri intricati, alieni e strane situazioni, i film pensati per il pubblico teen hanno fatto genere a sé, affrontando con poesia e divertimento temi importantissimi. 

    Se volete tornare “giovani”, rivivendo avventure epiche, JustWatch ha stilato una lista con i 10 i migliori film per ragazzi. 

    10. Enola Holmes (2020)

    Dal mondo di Stranger Things (2016) a quello di Arthur Conan Doyle. Millie Bobby Brown interpreta Enola Holmes, un’adolescente brillante e anticonformista che fugge da un collegio vittoriano per ritrovare la madre scomparsa finendo invischiata in un complotto politico, all’ombra del celebre fratello Sherlock. Il tutto, ritmato in due ore di montaggio.

    Enola Holmes è tra i migliori film per ragazzi perché propone un modello di eroina emancipata, curiosa e ironica, capace di risolvere enigmi con intelligenza e spirito critico. Henry Cavill è un ottimo Sherlock - ma nel cast c’è anche Sam Claflin -, e poi il film funziona per il suo spirito dinamico, moderno e accessibile, con rotture della quarta parete che coinvolgono gli spettatori più giovani. Ottima struttura, divertente e divertita, supportata da un mistero di fondo non così scontato. Devi recuperarlo se hai amato Robert Downey Jr. in Sherlock Holmes (2009).

    9. Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi (2004)

    Da uno dei geni della letteratura per ragazzi, Daniel Handler, una pellicola simbolo di inizio anni 2000. Jim Carrey domina la scena nel ruolo di Olaf, affiancato dalle rivelazioni Emily Browning e Liam Aiken, e dalla voce narrante di Jude Law che "interpreta" proprio il narratore Lemony Snicket. Al centro i fratelli Baudelaire, orfani, che si ritrovano ad affrontare una catena di disgrazie tentando di sfuggire al perfido Conte Olaf, disposto a tutto pur di impossessarsi della loro eredità. 

    Nonostante il tono cupo e grottesco, i 108 minuti vengono esaltati da una scenografia eccezionale, enfatizzando il lato gotico e l’umorismo nero, insolito per il genere fantasy. Un’atmosfera coinvolgente, di forte impatto, per un romanzo di formazione alternativo e divertente. Con un finale sorprendente. Se sei rimasto folgorato da Spiderwick - Le cronache (2008), troverai entusiasmante anche in Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi

    8. Genitori in trappola (1998)

    Pochi lo ricordano, ma nel film di Nancy Meyers la giovane protagonista era Lindsay Lohan sdoppiandosi nel ruolo di due gemelle. Uno dei titoli per ragazzi più citati e visti, simbolo di un certo cinema family anni ‘90, tramandando di VHS in VHS. Affetti, identità, famiglia. Temi affrontati con leggerezza e comicità, e per questo resi ancora più efficaci. 

    La storia di Genitori in trappola racconta di due gemelle identiche che, cresciute separatamente dopo il divorzio dei genitori, si incontrano in un campeggio estivo e decidono di scambiarsi per riunire la famiglia. Una commedia brillante e rassicurante, diventata un classico. Oltre due ore di durata, che scorrono però senza flessioni. Da vedere e rivedere se sei un fan delle family comedy come Matrimonio a 4 mani (1995)

    7. Quel pazzo venerdì (2003)

    Di nuovo Lindsay Lohan, affiancata questa volta da un’icona come Jamie Lee Curtis. Sono una figlia e una mamma che, come spesso accade, non si comprendono a vicenda. Per colpa di uno strano incantesimo si scambiano di corpo, costrette a vivere la quotidianità l’una dell’altra. 

    Quel pazzo venerdì, a suo modo, racchiude gli archetipi generazionali e sfrutta al meglio la fantasia per insegnare empatia, dialogo e comprensione tra generazioni, sfoderando una sincerità e una scrittura molto originale. Tanto che Quel pazzo venerdì è diventata una pellicola di riferimento di inizio Millennio. Divertente, colorato e sorprendentemente profondo, funziona grazie alla chimica tra le due attrici, influenzando diverse future commedie. Ad aiutare, anche la durata: 97 minuti. Se hai amato il sequel Quel pazzo venerdì, ancora più pazzo (2025), non puoi perdere il primo capitolo.

    6. Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato (1971)

    Vedi alla voce classico. Trama famigerata, racchiusa in un’ora e 40 minuti, per uno dei film più citati tratti da un autore per ragazzi com Roald Dahl. Il povero ma gentile Charlie Bucket vince un biglietto d’oro per visitare la misteriosa fabbrica di Willy Wonka, dove fantasia e stranezza si mescolano a lezioni morali. Senza dimenticare i mitici Umpa Lumpa.

    Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato, perfetta visione formativa, è un film per ragazzi perfetto perché stimola immaginazione e curiosità attraverso ambienti colorati e canzoni entrate nell’immaginario collettivo. Affronta con originalità temi come l’integrazione, l’umiltà e il sacrificio. Un film intramontabile, sospeso tra fiaba e satira, con un Gene Wilder iconico nel ruolo di Wonka. Da non perdere se hai apprezzato Wonka (2023) con Timothée Chalamet.

    5. La storia infinita (1984)

    Una delle pellicole più emozionanti degli anni ‘80, simbolo della generazione dei Millennials. Il protagonista è Bastian (Barret Oliver), ragazzo timido e solitario. Il giovane, grazie a un libro misterioso, viene trasportato nel mondo di Fantàsia, un regno minacciato dal Nulla, forza oscura che distrugge sogni e storie. Ma l’immaginazione umana può fare la differenza. L’eroe del libro? Atreyu (Noah Hathaway).

    La storia infinita di Wolfgang Petersen, lungo 90 minuti, è tra i film per ragazzi imperdibili perché invita a credere nel potere della fantasia come rifugio, forza e strumento di crescita personale, aiutando ad affrontare paure e difficoltà. Un racconto simbolico ed emozionante, capace di parlare a un pubblico di tutte le età. Ieri come oggi, ci commuoviamo ancora con il sacrificio del cavallo Artax. Tra le scene più strazianti di tutto il cinema fantasy. Ami i mondi fantastici come quelli di Willow (1998)? Allora non perdere La storia infinita.

    4. Il robot selvaggio (2024)

    Nella lista non può mancare l’animazione, e abbiamo scelto un titolo sottovalutato come Il robot selvaggio, perfetto per un pubblico giovane. Un’ora e 40 minuti di grandi emozioni, in cui si alternano temi come l’empatia, la diversità e il rispetto per la natura in modo accessibile e visivamente potente.

    Il viaggio è quello di un robot tecnologicamente avanzato, naufragato su un’isola selvaggia, che impara a convivere con gli animali e a comprendere emozioni e legami. Delicato, profondo e poetico, riesce a emozionare senza risultare mai didascalico né scontato. Preparate i fazzoletti. Se hai pianto con Il gigante di ferro (1999), ti emozionerà anche Il robot selvaggio.

    3.  Jumanji (1996)

    Battute imparate a memoria, il suono oscuro dei tamburi e il richiamo all’avventura cinematografica. Jumanji di Joe Johnston è il perfetto film per un pubblico giovane, che si ritrova catapultato - come i protagonisti - in un misterioso gioco da tavolo capace di liberare i pericoli della giungla, costringendo due ragazzi e un uomo intrappolato da anni a completare la partita. 

    Suspense, humor e un pizzico di horror in un contesto fantastico, tutto compresso in 104 minuti che non lasciano tregua. Una pellicola che ha scritto un importante capitolo nella storia del cinema pop, ridefinendo i confini di un cult. A più di 30 anni dall’uscita, il film con Robin Williams - e una giovane Kirsten Dunst - è ancora capace di stupire. Se ti sei divertito con il reboot Jumanji - Benvenuti nella giungla (2017) vedi l’originale del 1996.

    2. E. T. - L'extraterrestre (1982)

    La fantascienza che diventa favola, il tema dello straniero, la visione incredibile di un regista unico come Steven Spielberg. Nel mezzo delle due ore, diverse scene entrate nel mito, la colonna sonora di John Williams e l’incontro emozionante che un bambino solitario stringe con un alieno rimasto sulla Terra. 

    L’amicizia e la paura dell’abbandono con semplicità e meraviglia, e ancora il senso poetico di cosa voglia dire “casa”. Pochi dubbi che il film di Spielberg sia uno dei veri capolavori del cinema. Ancora più potente se pensiamo sia rivolto anche a un pubblico di giovanissimi. Se hai adorato un altro capolavoro come Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), E.T. - L’extraterrestre ti conquisterà.  

    1. Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi (1989)

    Probabilmente tutto ciò che dovrebbe avere un film pensato per i giovanissimi. Un inventore stravagante rimpicciolisce accidentalmente i figli, che devono attraversare un giardino trasformato in un mondo ostile e gigantesco. Tutto questo (e molto altro) è Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi di Joe Johnston. 

    In 93 minuti, la pellicola trasforma la quotidianità in un’avventura piena di immaginazione e pericoli “a misura di bambino”. Una pietra miliare di fine anni ‘80: creativo e divertente, con effetti speciali innovativi per l’epoca. E poi come non citare il protagonista, Wayne Szalinski, interpretato da uno mitologico Rick Moranis, pronto a tornare sul set dopo un lungo periodo di pausa: sarà ancora Lord Casco nel sequel di Balle Spaziali (1987). Se sei un fan dei family movie come Piccola peste (1990), questa è la pellicola che non devi perdere.

  • Da “Breakfast Club” a “Lady Bird”: 10 teen movie imperdibili
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Se dovessimo rintracciare il primo teen movie (drammatico) del cinema statunitense sarebbe Gioventù bruciata (1955) di Nicholas Ray. T-shirt bianca, jeans e giubbotto rosso, il diciassettenne Jim interpretato da James Dean, è l'emblema dell'adolescente tormentato. Ma da lì in poi il genere è prosperato regalandoci una serie di classici, da American Graffiti (1973) ai cult anni '80 di John Hughes come Sixteen Candles - Un compleanno da ricordare (1984) e Bella in rosa (1986) fino alla sua evoluzione più scorretta e comica rappresentata dal franchise di American Pie (1999 - 2020) e le sue metamorfosi contemporanee.

    Un filone cinematografico che ha una forte presa sul pubblico grazie alla sua capacità di rappresentare emozioni o situazioni con le quali, prima o poi, ci siamo confrontati tutti. Dai primi amori alla ribellione contro i genitori passando per inquietudini, bullismo, sogni, salute mentale e sessualità. Un'istantanea di una stagione della vita fatta di confusione, divertimento e scoperte.

    Su JustWatch abbiamo selezionato una lista di teen movies, rappresentativi di epoche diverse, da non perdere.

    10. La rivincita delle sfigate (2019)

    L'esordio alla regia di Olivia Wilde è una commedia femminista, fresca, e fuori di testa che parla di amicizia femminili tra i banchi di scuola. Le protagoniste come le migliori amiche Amy (Kaytlyn Dever) e Molly (Beanie Feldstein). Due studentesse modello che, a un passo dal diploma e dal college, realizzano di aver dedicato troppo tempo allo studio e troppo poco al divertimento, decidendo di recuperare. Tutto nell'arco di una notte. Un film pensato per la Gen Z, che aggiorna il teen movie al sentire contemporaneo, tra inclusività, attivismo politico e relazioni fluide.

    L'amicizia femminile è celebrata come uno dei legami più importanti e formativi degli anni dell'adolescenza e rappresentata con una freschezza e un'ironia sfrenata quanto emozionante. Inoltre, come molti altri titoli appartenenti al genere, La rivincita delle sfigate smonta i classici stereotipi scolastici per mostrare come anche chi solitamente è considerato un underdogs non è un reietto, così come anche i più popolari hanno un cervello e degli interessi. Un'ora e 40 minuti circa di divertimento per un buddy movie al femminile che parla di scoperta di sé e sessualità. Da non perdere se hai adorato Bottoms (2023).

    9. Piccole Donne (2019)

    Un romanzo scritto nella seconda metà del 1800 , svariati adattamenti e una storia universale di sorellanza e adolescenza. Quella delle quattro sorelle March che crescono nel Massachusetts durante la Guerra Civile Americana, cercando di trovare la propria strada nel mondo. Sullo schermo Saoirse Ronan, Eliza Scanlen, Emma Watson e Florence Pugh, dietro la macchina da presa Greta Gerwig. La regista nonché sceneggiatrice che sceglie di prendere il testo di Louisa May Alcott e reinterpretarlo con uno sguardo moderno nonostante l'ambientazione ottocentesca rimanga intatta.

    Piccole donne, visivamente curatissimo, che parla delle difficoltà legate alla crescita, del ritrovarsi a un bivio, di autodeterminazione e di rifiuto delle convenzioni. Una pellicola che guarda con rispetto al materiale originale, ma che trova la sua chiave narrativa per parlare a una nuova generazioni di spettatori nelle sue due ore e 15 minuti di durata. Se sei cresciuto guardando la versione del 1994 di Piccole donne con Winona Ryder, non resterai deluso da questo adattamento.

    8. Ragazze a Beverly Hills (1995)

    Si può essere femminili e femministe? Per Ragazze a Beverly Hills sì. Una pietra miliare del cinema teen degli anni '90 liberamente ispirato a Emma di Jane Austen. La protagonista è Cher Horowitz (Alicia Silverstone), una liceale ricca, popolare e viziata di Beverly Hills molto concentrata su se stessa e poco sugli altri . Ma, nonostante la sua descrizione possa farla sembrare un piccolo mostro di egocentrismo, si finisce per adorare lei e tutta la combriccola di personaggi che le gravita attorno. 

    Il loro modo di parlare, l'ossessione per i telefonini, gli abiti firmati e la mania per il fitness sono diventati così popolari da trasformare il film in un fenomeno pop istantaneo aprendo la strada ad altre pellicole che, negli anni, hanno percorso lo stesso sentiero di (auto)ironia e necessità di andare oltre le apparenze. La sceneggiatura si prende bonariamente gioco dei protagonisti e del loro materialismo sfrenato mentre li tratteggia con empatia nella loro crescita fatta di nuove consapevolezze. Da recuperare se sei fan de La rivincita delle bionde (2001).

    7. Lady Bird (2017)

    Un altro ritratto dell'adolescenza firmato da Greta Gerwig. Ma questa volta non ci troviamo nel Massachusetts del 1800, bensì nella California del 2002 in cui una diciassettenne con il volto di Saoirse Ronan vuole evadere dalla sua vita a Sacramento per frequentare il college a New York, scontrandosi con la madre. Con Lady Bird, la regista scrive la sua personale lettera d'amore alla città natale in un film che non ha nulla di autobiografico nell'intreccio, ma che evoca comunque atmosfere a lei familiari.

    La protagonista è una ragazzina brillante quanto testarda, ambiziosa quanto tenera, nevrotica quanto ironica. Il film ne segue la sua quotidianità, fatta di cotte, delusioni, amicizie e un rapporto complesso con il genitore che non sembra capire le esigenze della figlia e non si sente compresa a sua volta. Uno sguardo sul desiderio di indipendenza di una ragazza che tocca tasti universali, ma con un tono profondamente originale. Un coming of age tenero che in un'ora e mezza ci immerge in un racconto intriso di nostalgia. Se hai adorato Submarine (2008), Lady Bird è il film che fa per te.

    6. Juno (2007)

    Diablo Cody alla sceneggiatura, Jason Reitman dietro la macchina da presa ed Elliot Page nei panni di un'adolescente eccentrica che si ritrova ad affrontare una gravidanza non preventivata. Sono gli ingredienti di Juno, teen movie indipendente dalla penna brillante ed emozionante. Una commedia capace di affrontare una tematica importante come quella delle gravidanze adolescenziali con una sensibilità mai stucchevole. Anzi, l'intero film è attraversato da una vena di sarcasmo e tenerezza che l'hanno reso un cult istantaneo ricco di citazioni pop e con una grande colonna sonora che spazia da Barry Louis Polisar e Buddy Holly, Sonic Youth e Cat Power.

    In un'ora e trenta minuti assistiamo allo scontro con l'età adulta della giovane protagonista che deve confrontarsi con il senso di responsabilità e le conseguenze delle sue azioni e scelte, ma senza giudizi o moralismi. E proprio questo permette al film di abbracciare tutto il pubblico, soprattutto gli adolescenti che da Juno e la sua storia possono imparare che anche i momenti più complicati possono essere superati. Da non perdere se ti è piaciuto 17 anni (e come uscirne vivi) (2016).

    5. La vita è un sogno (1993)

    Un mezzo fiasco al botteghino che, con il passare del tempo, è diventato uno dei film più omaggiati e citati degli anni '90. Richard Linklater fotografa in modo nitidissimo cosa significhi essere liceali attraverso le 24 ore di un gruppo di studenti texani durante il loro ultimo giorno di scuola nel maggio del 1976. un continuo girovagare tra feste e giri in macchina intervallati da riti di iniziazione e atti di bullismo. È come se La vita è un sogno nei suoi 102 minuti catturasse una sensazione fatta di noia, incertezza e libertà che si prova solo in quel limbo che è il passaggio dall'adolescenza all'età adulta.

    Un cast corale, da Matthew McConaughey a Ben Affleck in uno dei suoi primi ruoli, fatto di personaggi diversi tra di loro e simboli di realtà differenti che guarda con nostalgia al passato e alla bellezza effimera degli anni della giovinezza. A rendere il tutto ancor più leggendario una colonna sonora anni '70, da Alice Cooper ai Deep Purple. Imperdibile se hai amato American Graffiti (1973) Tutti vogliono qualcosa (2016), sempre diretto da Richard Linklater.

    4. L'attimo fuggente (1989)

    Con L'attimo fuggente, “O Capitano, mio Capitano!” e “Carpe Diem”, hanno smesso di essere semplici citazioni a Walt Whitman e Orazio e sono diventate un chiaro riferimento pop al film di Peter Weir. Uno dei più grandi classici cinematografici degli ultimi 40 anni ambientato nel rigido collegio di Welton nel 1959. È lì che la sceneggiatura segue un gruppo di studenti le cui vite saranno segnate per sempre dall'incontro con John Keating, un professore di letteratura con il volto indimenticabile di Robin Williams che insegnerà loro il potere della poesia e molto di più di quello che c'è scritto sui libri scolastici.

    Una storia corale di formazione che ci sprona a seguire e alimentare le nostre passioni senza farci schiacciare dalle imposizioni altrui. Ma anche un racconto che sottolinea l'importanza per gli adolescenti di figure di riferimento che insegnino loro a sviluppare un pensiero critico, oltre le regole e le norme sociali che ci vogliono tutti uguali e capaci di guardare le cose da una sola angolazione. Se ti sei commosso con Mona Lisa Smile (2003), prepara i fazzoletti per la scena finale del film di Peter Weir.

    3. I Goonies (1985)

    Uno dei pilastri del cinema degli anni '80 e del cinema teen. I Goonies più che un film è un manifesto che racchiude l'essenza di un momento della vita in cui l'amicizia è l'elemento più importante. Lo dimostra la storia di Mikey, Chunk, Mouth e gli altri protagonisti della pellicola di Richard Donner (scritta da Chris Columbus su soggetto di Steven Spielberg). Un gruppo di ragazzini che intraprende una caccia al tesoro per salvare il proprio quartiere che due imprenditori vogliono trasformare in un campo di golf.

    Quasi due ore in cui avventura, primi amori, crescita e trappole mortali convivono insieme a un senso di scoperta e immaginazione che il mondo degli adulti sembra aver accantonato. Un classico da 114 minuti di personaggi indimenticabili e scene cult. Su tutte l'incontro/scontro tra Chunk e Sloth, preludio di una grande amicizia suggellata da una barretta di cioccolato. Se sei cresciuto consumando le VHS di E.T. L'extra-terrestre (1982), Explorers (1985), ti emozionerai guardando il film. E ricorda: “Goonies never say die”.

    2. Stand by Me - Ricordo di un’estate (1986)

    Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a dodici anni. Gesù, ma chi li ha?”. È Gordie Lachance, uno dei giovani protagonisti di Stand by Me - Ricordo di un’estate a pronunciare questa celebre frase ormai da adulto, quando ripensa all'estate del 1959. Quella in cui, insieme ad altri tre amici, intraprende un viaggio a piedi lungo i binari della ferrovia per ritrovare il corpo di un ragazzo scomparso. Tratto da un racconto di Stephen King, quello di Rob Reiner è il film più rappresentativo del cinema per ragazzi.

    Una fotografia nitidissima della fine dell'innocenza. Il cammino intrapreso dai piccoli protagonisti – interpretati da River Phoenix, Will Wheaton, Corey Feldman e Jerry O'Connell – diventa una metafora della loro crescita, tra battute, riflessioni e incertezze. Un piccolo, grande capolavoro attraversato da una vena di malinconia e nostalgia. La stessa di chi, adulto, guarda indietro ai giorni in cui è stato felice. Un'ora e mezza indimenticabile e di grande emozione, da recuperare se sei affezionato al modo di raccontare infanzia e adolescenza di King in un altro adattamento di un suo classico come IT - Capitolo Uno (2017).

    1. Breakfast Club (1985)

    John Hughes è il regista simbolo del cinema teen anni '80. Con Breakfast Club ha raggiunto una delle sue vette più alte grazie alla storia di cinque studenti liceali, tutti appartenenti a gruppi sociali diversi, costretti a trascorrere un intero sabato in punizione nella biblioteca della scuola. Lo studente modello, l'atleta, l'outsider, il ribelle e la principessa. Dei cliché che la sceneggiatura, scritta in due soli giorni, ribalta per mostrare il loro vero volto nascosto dietro una corazza di stereotipi.

    Una pellicola che affronta tematiche importanti, dalla depressione al peso delle aspettative soffocanti dei genitori fino alla necessità di andare oltre le differenze e scoprire quanto si sia simili nelle nostre paure. Sulle note di Don't You (Forget About Me) dei Simple Minds, John Hughes, in 97 minuti, firma l'high school movie per eccellenza. Da vedere se hai amato St. Elmo's Fire (1985) e Una pazza giornata di vacanza (1986).

  • Da “Lady Oscar” a “Kiss Me Licia”: i migliori cartoni anni '80
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Chiunque sia cresciuto a cavallo tra gli anni '80 ei '90 condivide ricordi fatti di pomeriggi passati davanti alla TV, tra i compiti da finire e la merenda. A fare compagnia ai bambini che fummo, una quantità di racconti animati che arrivavano da due lati opposti del mondo: Stati Uniti e Giappone. Ce n'era per tutti i gusti: storie di maghe e guerrieri, robot e cantanti, pallavoliste e ladre, piccoli esserini blu e gatti parlanti. Ad accompagnarli le sigle immortali e indimenticabili cantate da Cristina D'Avena o I Cavalieri del Re che hanno unito più generazioni diventando parte di una memoria condivisa andata ben oltre l'infanzia e l'adolescenza.

    A dire il vero, definirli semplici cartoni per bambini sarebbe altamente riduttivo, specie se paragonati all'animazione televisiva odierna. E non solo per la varietà e la ricchezza dei disegni. Quarant'anni fa le trame erano molto più profonde e mature di quanto i piccoli spettatori abbiamo realizzato, al punto che doppiaggio e montaggio spesso tagliavano o modificavano dettagli per adattarli alla fascia d'età alla quale erano indirizzate.

    JustWatch ha stilato la classifica dei migliori cartoni animati degli anni '80.

    15. Sampei (1980)

    Chi l'avrebbe mai detto che una serie animata sulla pesca sarebbe potuta essere avvincente? Eppure Sampei , trasposizione dell'omonimo manga di Takao Yaguchi ci ha dimostrato che era possibile. Protagonista un giovane ragazzo con una passione viscerale per la pesca che gira il Giappone con il suo cappello di paglia e la canna da pesca per imparare nuove tecniche e catturare pesci leggendari. Ad aiutarlo nel rendere realtà il suo sogno ci pensano il nonno paterno Ippei Mihira e il maestro Gyoshin Ayukawa.

    Leggendarie le sequenze di “lotta” tra il protagonista e i pesci giganti capaci di protrarsi per buona parte dei 24 minuti di durata dei 109 episodi dell'unica stagione della serie. Infine, Sampei ha un'anima ambientalista anticipatrice rispetto al presente grazie a un racconto attento alla natura e alla sua salvaguardia e un disegno naturalistico attento ai dettagli ittici. Da vedere se hai visto il live action del 2009, Tsurikichi Sanpei, e sei curioso di scoprire quanto è debitore delle atmosfere della serie.

    14. I Puffi (1981)

    Nati dall'immaginazione e dalla matita del fumettista belga Peyo, i piccoli omini blu che vivono in case a forma di fungo nel bosco sono tra i simboli dell'animazione degli anni '80. Tra strisce a fumetti e film, nella loro lunga storia che arriva fino ai giorni nostri, c'è stato spazio anche per le serie TV animate. Con I Puffi, prodotta da un sinonimo di qualità come Hanna-Barbera, ci troviamo di fronte alla migliore trasposizione delle storie originali (anche se dopo un'ispirazione iniziale partita dai fumetti, la narrazione ha proseguito con nuovi racconti).

    Accompagnata da una colonna sonora di musica classica che spazia da Debussy a Mozart, nei suoi 422 episodi da circa 22 minuti divisi in nove stagioni, la serie mette in scena una narrazione improntata all'importanza della comunità, dell'amicizia e della cooperazione. Inoltre, grazie all'acerrimo nemico Gargamella e il suo gatto Birba, I Puffi è anche un racconto comico che, dietro l'ilarità, cela un messaggio di lotta tra bene e male. Se ti sei divertito guardando I Gummi (1995), troverai le stesse qualità anche qui.

    13. Lupin III (1971)

    Altro manga trasformato in una serie TV. Con Lupin III veniamo catapultati nel mondo del celebre ladro in giacca e cravatta ricercato a livello internazionale. Al suo fianco il pistolero Jigen, il samurai Goemon e la seducente Fujiko con i quali mette a punto piani infallibili che li rendono l'ossessione dell'ispettore Koichi Zenigata.

    Attraversata da una nota cinica e ironica e da un tono noir, la trasposizione del fumetto di Monkey Punch del 1967 è un'avvincente mix di azione e comicità. Ventitré episodi da circa 20 minuti per un'animazione capace di catturare l'attenzione di un pubblico eterogeneo grazie alle tante anime che lo compongono.

    12. Doraemon (1979)

    Uno dei simboli degli anni '80 ha la forma di un grosso gatto robot proveniente dal futuro. Azzurro e bianco e con una campanellina dorata al collo, Doraemon è stato creato nel XXII secolo, ma torna indietro nel tempo per aiutare il giovane e svogliato Nobita Nobi a cambiare il suo destino. Nato come manga firmato da Hiroshi Fujimoto e Motoo Abiko, il fumetto è stato poi trasposto in altri media tra serie TV, videogiochi e lungometraggi.

    Uno dei simboli della cultura giapponese che parla di amicizia con piglio ottimista nel corso di ben 1700 episodi di circa 20 minuti divisi in 27 stagioni. Le sue linee morbide e semplici, insieme ai colori accesi e l'ironia presente nelle varie puntate ne fanno un titolo perfetto per ogni fascia d'età. Infine, Doraemon mette al centro una storia di amicizia, sottolineando come quest'ultima permetta di superare tutte le avversità. Da recuperare se hai amato un'altra opera di Fujimoto e Abiko, Kiteretsu daihyakka (1988).

    11. Siamo fatti così (1987)

    Globuli rossi, linfociti, vitamine, ossigeno, anticorpi. Tra i cartoni provenienti da Stati Uniti e Giappone, ce n'è anche uno francese amatissimo dai più piccoli (e anche dai più grandicelli, ammettiamolo). Stiamo parlando di Siamo fatti così, serie TV creata da Albert Barillé composta da 26 episodi da poco più di 20 minuti che esplora il funzionamento interno del corpo umano spiegando i processi biologici complessi in modo semplice.

    Lo fa attraverso figure antropomorfe che rappresentano cellule, proteine, sali minerali e quant'altro. A fare da Cicerone il globulo rosso anziano Globus che spiega la biologia umana agli altri componenti microscopici più giovani e a noi spettatori. Con una sigla cantata da Cristina D'Avena (che mentre leggete state tutti canticchiando), la serie è un grande esempio di intrattenimento educativo in cui sistema immunitario e virus esterni combattono al nostro interno. Imperdibile se hai apprezzato C'era una volta l'uomo (1978).

    10. C'era una volta... Pollon (1982)

    Pollon, Pollon combinaguai”. La sigla italiana di C'era una volta... Pollon racchiude alla perfezione lo spirito della sua protagonista. Bambina dai riccioli biondi, figlia di Apollo con il sogno di diventare una vera dea. Nel frattempo, però, ne fa di tutti i colori sul Monte Olimpo insieme al suo amico Eros, tra divinità i cui vizi e debolezze li rendono tremendamente simili agli umani.

    Basata sul manga di Hideo Azuma, la serie è un concentrato di comicità che si diverte a parodiare la mitologia greca senza però dimenticare di portare sul piccolo schermo le leggende classiche. Una sola stagione da 46 episodi da circa 20 minuti pieni di energia e dal tono tutt'altro che serio che dovresti vedere se sei fan della vitalità di Memole dolce Memole (1985).

    9. He-Man e i dominatori dell'universo (1983)

    Sul pianeta Eternia, il principe Adam si trasforma nel potente He-Man, “l'uomo più forte dell'universo”, per difendere il castello di Grayskull dalle mire del malvagio stregone Skeletor. Se cerchi una storia che mescoli fantasy e fantascienza con un pizzico di morale, in He-Man e i dominatori dell'universo hai trovato la serie animata perfetta per te. E si dà il caso che sia anche una delle più rappresentative degli anni '80.

    Due stagioni da 130 episodi da poco più di 20 minuti create come supporto agli action figure Mattel di Masters of the Universe che mettono al centro un eroe invincibile che combatte una serie di cattivi, il più celebre Skeletor. Tra ambientazioni medievali e tecnologie laser, la serie parla di coraggio, uso responsabile del potere, amicizia e lotta tra Bene e Male. Se hai visto She-Ra: La principessa del potere (1985) e Masters of the Universe: Revelation (2021), devi recuperare l'originale.

    8. Occhi di gatto (1983)

    Con 18 milioni di copie vendute nel mondo, Occhi di gatto è uno dei manga più celebri di tutti i tempi. Era inevitabile, quindi, che le storie delle tre sorelle Kelly, Sheila e Tati diventassero una serie TV animata (ma anche un radiodramma, un dorama, un live-action cinematografico e televisivo, oltre che un altro cartone).

    Le tre sorelle protagoniste gestiscono un bar di giorno, mentre di notte si trasformano in abili ladre di opere d'arte con l'obiettivo di riunire la collezione del padre scomparso sottratta anni prima dai nazisti. Solo due stagioni da 73 episodi da 24 minuti che ci regalano una Tokyo notturna e una colonna sonora pop mentre fondono azione, commedia romantica (Sheila è fidanzata con un poliziotto) e giallo. Disegnata da Tsukasa Hojo, Occhi di gatto è anche una visione avvincente grazie a linee slanciate e colori sgargianti che danno al racconto un'atmosfera affascinante. Da non perdere se hai visto la serie del 2024 e sei curioso di recuperare l'originale.

    7. Tartarughe Ninja alla riscossa (1987)

    Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Donatello. Quattro tartarughe mutanti antropomorfiche cresciute nelle fogne di New York, abili nelle arti marziali e con una passione per la pizza. Sono le protagoniste di Tartarughe Ninja alla riscossa, serie TV che ha dato vita a una vera e propria "Turtlemania" che prosegue ancora oggi come dimostrano altri adattamenti televisivi, videogiochi e film live-action e d'animazione a loro dedicati (l'ultimo in ordine di tempo è Tartarughe Ninja – Caos mutante, 2023).

    Ispirata a un fumetto sci-fi e supereroistico del 1984 dalle atmosfere molto più cupe, la serie ha un tono comico e allegro che si intreccia con la sua anima action. Dieci stagioni - per 193 episodi da 22 minuti – la cui forza risiede nella nelle personalità spiccate dei suoi protagonisti. Tutti con passioni e abilità differenti che hanno permesso ai suoi piccoli spettatori di identificarsi con loro. Un racconto di grande intrattenimento e spensieratezza da vedere se ti sei divertito con Street Sharks - Quattro pinne all'orizzonte (1994).

    6. Mila e Shiro - Due cuori nella pallavolo (1984)

    Come Holly e Benji, due fuoriclasse, anche Mila e Shiro - Due cuori nella pallavolo è tratto da un'anime spokon, genere le cui storie sono ambientate nel mondo dello sport. La trama ruota attorno alla quattordicenne Mila, che dalla campagna si trasferisce a Tokyo scoprendo una passione e un talento innato per la pallavolo. La serie segue la sua crescita atletica e il sogno di arrivare a competere alle Olimpiadi parallelamente al suo amore per il capitano Shiro.

    Un coming of age ambientato sul campo da gioco in cui competizione, rivalità e determinazione sono gli ingredienti alla base dell'unica stagione da 58 episodi. Al pari di Holly e Benji, anche qui le sequenze delle schiacciate e delle azioni sono enfatiche, fatte di salti e scontri memorabili e cariche di tensione e adrenalina. Se ti sei elettrizzato guardando Mimì e la nazionale di pallavolo (1969), ritroverai le stesse emozioni in Mila e Shiro - Due cuori nella pallavolo.

    5. Holly e Benji, due fuoriclasse (1983)

    Se le sequenze dei combattimenti tra Sampei e i pesci sono leggendarie, quelle dei tiri in porta acrobatici di Oliver Hutton hanno del mitico. Primo anime tratto dal manga Captain Tsubasa, Holly e Benji, due fuoriclasse è la storia di due talenti del calcio, dapprima rivali per poi unire le forze con l'obiettivo di vincere i campionati giovanili giapponesi e puntare ai mondiali entrando nella nazionale della loro categoria. Definire dilatata la narrazione è un eufemismo.

    Campi di calcio dalla lunghezza apparentemente infinita, tiri lanciati da mezz'aria, pallonate dalla potenza epica. Il cartone è il riferimento che ha ridefinito il modo di raccontare il calcio e lo sport in generale nell'animazione. Rivalità, sogni e passione sono alla base del cartone da non perdere se ti è piaciuto Inazuma Eleven (2008).

    4. L'incantevole Creamy (1983)

    “Pampulu-Pimpulu-Parim-Pampùm, Pimpulu-Pampulu-Parim-Pampùm!”. È con questa formula magica che la piccola Yu, grazie a un medaglione magico ricevuto da un folletto, si trasforma nella cantante Creamy Mami diventando un'icona della canzone pop giapponese. L'incantevole Creamy è il primo anime della saga delle maghette proseguita con Magica, magica Emi (1986) e Sandy dai mille colori (1986) che unisce il mondo magico con quello della vita quotidiana giapponese.

    Un disegno caldo e sognante, fatto di colori pastello e linee morbide che hanno contraddistinto lo stile dello Studio Pierrot negli anni '80 per una serie che mette al centro del racconto il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, i primi batticuore e il mondo dell'intrattenimento. In quest'ottica le canzoni intonate della protagonista sono diventate delle vere hit.

    3. Candy Candy (1976)

    Più che un personaggio, uno stato d'animo. Candy Candy oggi verrebbe definita una resiliente per la sua capacità di affrontare i colpi bassi della vita sempre con il sorriso sulle labbra. Protagonista dell'omonimo manga shōjo creato da Kyoko Mizuki e disegnato da Yumiko Igarashi, Candy è un'orfana cresciuta nel XX secolo, tra amori travagliati, la prima guerra mondiale e sfide sempre diverse. Ma la forza del personaggio, così amato dal pubblico, è la scelta di non aver mai voluto essere una vittima.

    La sua è una piccola epopea animata intrisa di dramma e romanticismo che affronta tematiche importanti e complesse come l'indipendenza femminile, il lutto, la guerra e il classismo con profondità e pienezza. Una sola stagione da 115 episodi di poco meno di mezz'ora di durata (con un finale italiano diverso dall'originale) che rappresentano un vero cult dell'animazione giapponese. Se la forza emotiva di Lovely Sara (1985) e il realismo di Georgie (1983) ti hanno emozionato, Candy Candy non ti deluderà.

    2. Lady Oscar (1979)

    Il buon padre voleva un maschietto, ma ahimè sei nata tu”. In questo verso della sigla intonata da I Cavalieri del Re, c'è racchiuso il nocciolo alla base di Lady Oscar. La serie tra le più amate degli anni '80 – in Italia arrivò nel 1982 - nata come adattamento dell'omonimo manga di Riyoko Ikeda, a sua volta ispirato alla biografia di Stefan Zweig, Maria Antonietta – Una vita involontariamente eroica. La trama ruota attorno alla vita della regina di Francia affiancata da Oscar François de Jarjayes, donna educata dal padre come un soldato a capo delle guardie di Sua Maestà. Un racconto che mescola fantasia e fatti storici con un approccio narrativo e visivo intenso e ricco.

    Lo stile del disegno è caratterizzato da linee sottili e morbide e un'attenzione al dettaglio maniacale. Una sola stagione di 40 episodi da circa 23 minuti che brilla per l'eleganza e la complessità dei suoi temi così avanti rispetto ai tempi. Ne è un esempio quello relativo all'identità di genere che vede protagonista proprio Oscar, così come i conflitti di classe e il sacrificio in nome di valori più grandi del singolo. Se hai apprezzato Il Tulipano Nero – La Stella della Senna (1975), Lady Oscar saprà conquistarti.

    1. Kiss Me Licia (1983)

    C'è un cartone animato capace di rappresentare il meglio dell'animazione anni '80 più di Kiss Me Licia? Noi siamo convinti di no, anche se siamo consapevoli che una scelta del genere sia soggettiva. Ma dovrete ammettere che la storia d'amore tra la giovane Licia e il leader dei Bee Hive Mirko, del padre Marrabbio e del ristorante Mambo, del piccolo Andrea e del cinico gatto Giuliano, sono un vero pilastro dell'infanzia di intere generazioni.

    Dalla sigla cantata da Cristina D'Avena alle canzoni del gruppo diventate dei classici al pari di quelle di una vera band passando per il romanticismo della storia d'amore travagliata tra i protagonisti, l'anime è un vero cult. Anche se in Giappone non riscosse il successo ottenuto in Italia che, con il benestare della produzione nipponica, decise di proseguire la storia dopo la fine dei 42 episodi che compongono l'unica stagione. Lo ha fatto con un telefilm live-action, Love Me Licia (1986) con protagonista la stessa D'Avena, seguito da altre tre serie TV di altrettanto successo: Licia dolce Licia (1987), Teneramente Licia (1987) e Balliamo e cantiamo con Licia (1988). Una visione imprescindibile, specie se ti sei emozionato con Piccoli problemi di cuore (1998).

  • Da “I soliti ignoti” a “Quo vado?”: i 10 migliori film per conoscere la storia della commedia italiana
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Dopo il Neorealismo, non c'è genere più rappresentativo del nostro cinema della commedia all'italiana. Una superficie capace di riflettere il Paese all'indomani del secondo conflitto mondiale, tra cinismo, satira e sguardo malinconico. Pellicole che hanno catturato il passaggio dal mondo contadino al boom economico degli anni '60 così come i nostri difetti più bassi. Grazie alle opere di Mario Monicelli, Dino Risi, Pietro Germi, Luigi Comencini ed Ettore Scola, solo per citarne alcuni, abbiamo conosciuto personaggi colmi di mancanze - spesso mediocri, limitati o vigliacchi -, ma anche profondamente umani e, per questo, simili a noi.

    Forse è il motivo per il quale ci siamo così tanto affezionati a personaggi e film che hanno finito per diventare parte di una cultura e di un immaginario condiviso. Inoltre, attraverso la lente della comicità, la commedia italiana – che negli anni si è evoluta cambiando forma, ma guardando sempre alla lezione della fine degli anni '50 – ha anche raccontato le rivoluzioni sociali dell'Italia, dal divorzio alla crisi del lavoro. Perché dietro alle risate c'è molto di più. Un'analisi sociologica mascherata da “semplice” intrattenimento.

    Su JustWatch trovate i 10 migliori film per conoscere la storia della commedia italiana.

    10. Fantozzi (1975)

    Una satira crudele e impietosa dell'italiano medio incarnata dal ragionier Ugo Fantozzi, un impiegato servile e sfortunato vessato dai superiori e ignorato dai colleghi interpretato da Paolo Villaggio. Ispirato agli stessi libri dell'attore e diretto da Luciano Salce, Fantozzi è il primo di un franchise composto da altri nove titoli dove facciamo la conoscenza della maschera tragica che scaturisce dal ridicolo.

    Dalla struttura alla stregua dell'episodico, la pellicola è un susseguirsi di sequenze iconiche - dalla partita di calcio tra scapoli e ammogliati alla tragica cena di gala – così come di elementi entrati nel nostro linguaggio quotidiano. Ne è un esempio la “nuvola di Fantozzi”, metafora della sfortuna che segue ovunque il protagonista e si trasforma in risate fragorose per il pubblico. Poco meno di un'ora e 50 minuti che mettono in scena con brutale onestà il mondo del lavoro, tra servilismo e dinamiche di potere aziendali. Da vedere se ti piace la comicità di Fracchia contro Dracula (1985).

    9. Smetto quando voglio (2014)

    Primo capitolo della trilogia composta da Smetto quando voglio – Masterclass (2017) e Smetto quando voglio – Ad honorem, Smetto quando voglio rappresenta il meglio del cinema italiano contemporaneo. Una grande sceneggiatura, un cast corale di attori strepitosi – da Pietro Sermonti a Libero De Rienzo passando per Stefano Fresi e Greta Scarano – e un respiro internazionale nonostante sia ben radicato nel tessuto urbano di Roma.

    La storia è quella di un gruppo di brillanti ricercatori universitari che, rimasti senza lavoro, decidono di creare e spacciare una nuova droga legale. Sydney Sibilia è un direttore d'orchestra impeccabile che riporta in auge, in modo moderno e originale, la commedia sociale italiana. Funziona tutto: dalla regia alle interpretazioni passando per il montaggio e l'uso delle musiche. Una pellicola che ha riportato linfa al nostro cinema, facendo ridere fino alle lacrime mentre parla di tematiche attuali. Un'ora e 45 minuti di grande intrattenimento che devi vedere se hai adorato L'incredibile storia dell'Isola delle Rose (2020).

    8. Quo vado? (2016)

    Luca Pasquale Medici, meglio conosciuto con il suo alter ego Checco Zalone, è il moderno e incontrastato re della commedia italiana. L'uomo dei record che riporta in vita i morenti botteghini dello Stivale ogni volta che torna al cinema con un nuovo film. Checco è l'italiano medio per antonomasia grazie al quale il comico ci fa ridere di noi stessi e delle nostre piccolezze. Uno specchio nel quale riconoscere i nostri difetti e ossessioni.

    Come quella per il posto fisso al centro di Quo vado?, in cui un impiegato provinciale farebbe qualsiasi cosa, compreso farsi trasferire al Polo Nord, pur di non rinunciare alla sicurezza del lavoro statale. Una satira politicamente scorretta, ricca di battute e sequenze che giocano sugli stereotipi, ma anche profondamente moderna e in ascolto del mondo. Tutto in meno di un'ora e mezza. Da non perdere se sei stato conquistato da Buen camino (2025).

    7. Febbre da cavallo (1976)

    Quasi passato inosservato al tempo dell'uscita in sala, Febbre da cavallo è diventato un classico della commedia italiana grazie ai passaggi televisivi che lo hanno fatto diventare un cult. Diretto da Steno, il film vede protagonisti Gigi Proietti, Enrico Montesano e Francesco De Rosa nei panni di tre amici - Mandrake, Er Pomata e Felice - accomunati dall'ossessione per le scommesse ippiche e pronti a tutto pur di racimolare i soldi per la prossima giocata. Come spesso accade nella tradizione comica nostrana, anche qui troviamo il racconto di un'umanità che vive di espedienti, ma dallo spirito goliardico.

    Profondamente radicata nella romanità, la pellicola mette in scena una varietà di personaggi sui generis che, in 100 minuti tondi, danno vita a una commedia spassosa fatta di gag verbali e fisiche. Proietti con il suo Mandrake modella un personaggio leggendario tanto da aver addirittura portato alla creazione di un termine, “mandrakata”, usato per definire una trovata ingegnosa che permette di risolvere una situazione difficile. Se ti sei imbattuto nel suo sequel del 2002, Febbre da cavallo - La mandrakata, devi assolutamente recuperare l'originale.

    6. Tre uomini e una gamba (1997)

    L'esordio cinematografico di Aldo, Giovanni e Giacomo e un vero cult della commedia italiana che incarna, inoltre, una rivoluzione narrativa per il cinema degli anni '90. Diretto da Massimo Venier, il film vede protagonista il terzetto impegnato in un viaggio da Milano alla Puglia per il matrimonio di uno di loro, portando con sé una misteriosa scultura divenuta iconica.

    Un'alchimia perfetta tra i protagonisti, un'atmosfera on the road e una serie di “intervalli” che fungono da parodia di vari generi cinematografici, dal neorealismo al noir, sono gli ingredienti che fanno della pellicola una grande commedia. A fare il resto ci pensa la gamba di legno citata nel titolo che scatena situazioni surreali e paradossali. Un film divertentissimo, ma che non rinuncia all'emozione nei suoi 98 minuti di durata. Scena iconica: la partita di calcio sulla spiaggia sulle note di Che coss'è l'amor di Vinicio Capossela. Se hai riso e ti sei emozionato guardando Odio l'estate (2020), Tre uomini e una gamba non ti deluderà.

    5. Bianco, rosso e Verdone (1981)

    Siamo nei pressi del mito. Non c'è italiano nato tra il dopoguerra e gli anni '90 che non abbia mai visto almeno una volta nella vita Bianco, rosso e Verdone. Uno dei film simbolo della filmografia di Carlo Verdone che ne è il protagonista indiscusso in ben tre ruoli. L'attore e regista interpreta tre uomini molto diversi tra loro — il logorroico Furio, l'ingenuo Mimmo e il taciturno Pasquale — tutti intenti a viaggiare verso i rispettivi seggi elettorali durante un weekend di votazioni.

    Un road movie che fotografa l'Italia dell'epoca, tra stazioni di servizio e lunghe code in autostrada, con piglio comico e antropologico. Si ride tanto, ma nei suoi 110 minuti c'è altrettanta malinconia. Lo dimostra il rapporto tra Mimmo e nonna Teresa interpretata dalla indimenticata Sora Lella che ci regala risate di cuore così come il momento più commovente del film. Una pellicola così popolare da aver fatto entrare i suoi personaggi e le loro battute nel lessico quotidiano, tra tic nervosi, grottesco e tenerezza. Se hai consumato le VHS di Un sacco bello (1980) e Viaggi di nozze (1995), non puoi non vedere questo classico della commedia italiana.

    4. Ricomincio da tre (1981)

    Massimo Troisi è uno dei re della comicità italiana. Con Ricomincio da tre, dove esordisce come attore cinematografico e regista, firma la sua personale rivoluzione legata al genere. Lo fa scegliendo toni più contenuti e meno urlati che si discostano dalla comicità meridionale facendone la sua cifra. Nel film interpreta Gaetano, un giovane napoletano timido e impacciato, che decide di trasferirsi a Firenze per cambiare vita e fare nuove esperienze.

    Un affresco ironico e tenero che, in poco più di un'ora e 40 minuti, fotografa i dubbi esistenziali e le difficoltà di una generazione alla ricerca della propria identità. Un umorismo più intimo e umano incarnato con leggera delicatezza da Troisi che ci regala dei siparietti comici irresistibili in coppia con Lello Arena. Da vedere se hai amato Scusate il ritardo (1983).

    3. L’armata Brancaleone (1966)

    Una commedia così radicata nell'immaginario collettivo italiano da aver dato vita a un'espressione, “armata Brancaleone”, che sintetizza alla perfezione un'accozzaglia di persone con idee confuse e poco organizzate. Proprio quelle del gruppo di protagonisti del film di Mario Monicelli raggruppate da un nobile decaduto e squattrinato (Vittorio Gassman) che mette insieme una banda di reietti per impossessarsi del feudo di Aurocastro.

    Similmente a I soliti ignoti, di cui ricalca alcuni passaggi, anche ne L'armata Brancaleone sono fame e miseria a muovere i personaggi e non certo l'onore cavalleresco del Medioevo in cui è ambientata la storia. Tra situazioni grottesche, una lingua che mischia latino maccheronico, lingua volgare e dialetti, le animazioni di Emanuele Luzzati e una comicità esilarante, la pellicola in due ore si prende gioco di ignoranza, superstizione e vanagloria. Un titolo immancabile nella classifica delle migliori commedie italiane, da vedere se ti sei divertito con il suo seguito, Brancaleone alle crociate (1970).

    2. Il sorpasso (1962)

    Una commedia che corre a 130 chilometri orari su una Lancia Aurelia B24 nell'Italia del Ferragosto del 1962. Quella del miracolo economico post seconda guerra mondiale dove il logorroico e vitale Bruno (Vittorio Gassman) trascina il timido studente Roberto (Jean-Louis Trintignant) in un viaggio on the road verso Castiglioncello, in Toscana. Qui uno dei massimi esempi di commedia all'italiana tocca le vette del cinismo per mano di Dino Risi e della sceneggiatura scritta insieme a Rodolfo Sonego, Ettore Scola e Ruggero Maccari.

    La via Aurelia sulla quale viaggiano due protagonisti attraversa un Paese proiettato verso il futuro che vuole dimenticare le macerie del passato. Ma dietro l'euforia e le risate, c'è un velo di malinconia che pervade tutto il racconto nonostante i brani dell'epoca, da St. Tropez Twist e Guarda come dondolo, che regalano un'apparente leggerezza. La contrapposizione tra i due personaggi crea momenti comici, ma è anche la rappresentazione di due umanità agli antipodi. Lo rappresenta alla perfezione il finale che lascia un amaro che rimane ben oltre la visione. Se hai amato Le città di pianura (2025), Il sorpasso è una visione imprescindibile.

    1. I soliti ignoti (1958)

    Con I soliti ignoti assistiamo alla nascita della commedia all'italiana e al più grande film comico del nostro cinema. Quello seminale, che li contiene tutti. Merito di un mix intramontabile di neorealismo e uno sguardo tragicomico sulla miseria di un'Italia ad un passo dal boom economico che lascerà molti ai margini. Dietro la macchina da presa Mario Monicelli, davanti un cast di prim'ordine: Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Tiberio Murgia, Carlo Pisacane, Claudia Cardinale e una piccola partecipazione di Totò che lascia il segno.

    La storia è quella di un gruppo di ladruncoli improvvisati che, nel tentativo di svaligiare il caveau di un monte di pietà, finisce per sfondare la parete sbagliata. Un gruppo di antieroi che in 106 minuti riescono a far ridere per poi, quasi a tradimento, lasciare con gli occhi lucidi. Una storia di sconfitta che rappresenta, però, l'arte di arrangiarsi di un popolo che non ha mai smesso di provarci. La colonna sonora jazz di Piero Umiliani, le battute intramontabili di Age e Scarpelli e le interpretazioni di un gruppo di attori straordinari fanno de I soliti ignoti un capolavoro senza rivali. Se hai visto il suo sequel, Audace colpo dei soliti ignoti (1959), devi recuperare assolutamente questo primo capitolo.

  • Da “La Mummia” a “Jurassic Park”: i 10 migliori film d’avventura
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Luoghi esotici, enigmi, tesori nascosti, viaggi epici, personaggi leggendari. Se c’è un genere che più di altri ha influenzato il grande pubblico, pochi dubbi che siano le storie d’avventura. Titoli epici, capaci di accendere l’immaginazione e la partecipazione. Film concepiti per trasportare gli spettatori in mondi lontani, tra realtà e fantasia, tra epoche lontane e future. 

    Basti pensare a I predatori dell’Arca Perduta (1981), che ha segnato il cinema d’avventura degli anni ‘80, o ancora l’avventura spaziale di Gattaca - La porta dell’universo (1997) o quella post-apocalittica di Mad Max: Fury Road (2015). 

    Per tutti gli appassionati, JustWatch ha stilato una lista con i 10 migliori film d’avventura.

    10. Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta (1990)

    Introdotto da una sigla leggendaria, e divenuto vero e proprio cult grazie al passaggio in VHS, questo film d’animazione targato Disney porta sul grande schermo l’universo di DuckTales in una vera avventura al cardiopalma. La storia segue Zio Paperone, Paperino e i nipotini alla ricerca del tesoro del leggendario Collie Baba, tra deserti, templi nascosti e la mitica lampada dei desideri. Quando la lampada finisce nelle mani sbagliate, i protagonisti devono affrontare il malvagio Merlock e salvare la situazione.

    Omaggio diretto al cinema d’avventura come I predatori dell’arca perduta, è tra i titoli simbolo degli anni ’90: leggero ma pieno di ritmo, con un senso dell’azione che richiama le storie di esploratori e tesori nascosti. Appena 74 minuti di durata che combinano perfettamente mistero e comicità per una visione adatta tutte le età. Ancora oggi dal fascino intramontabile. Se sei un fan della serie DuckTales (1987) non devi perdere Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta.

    9. All’inseguimento della pietra verde (1984)

    Diretto da un maestro come Robert Zemeckis, All’inseguimento della pietra verde mescola romanticismo, azione e avventura nella giungla sudamericana. Al centro dell’azione, una scrittrice di romanzi rosa che, per salvare la sorella, si ritrova coinvolta in una caccia al tesoro insieme a uno scaltro avventuriero tra le giungle colombiane. Nei rispettivi ruoli Kathleen Turner e Michael Douglas.

    Tra inseguimenti, mappe misteriose e criminali senza scrupoli, la ricerca della “pietra verde” diventa un viaggio pieno di pericoli e trasformazioni personali. Tutto racchiuso in un’ora e 45 di montaggio. La pellicola è spesso vista come una versione più leggera e ironica dei film alla Indiana Jones, supportata dalla grande chimica tra i protagonisti. È un must del genere d’avventura perché unisce ritmo, umorismo e ambientazioni esotiche. Così seminale da influenzare anche la Disney con la mitica avventura a fumetti di Indiana Pipps all'inseguimento della stella verde. Devi recuperarlo se ti piace Il gioiello del Nilo (1985).

    8. Il giro del mondo in 80 giorni (1956)

    E ora un grande classico ispirato al romanzo di Jules Verne. Il kolossal firmato da Michael Anderson racconta in 167 minuti la scommessa del gentleman Phileas Fogg, deciso a circumnavigare il globo in soli 80 giorni. Accompagnato dal fedele Passepartout, affronta imprevisti, mezzi di trasporto improbabili e culture diverse in un viaggio epico attraverso i continenti.

    Il giro del mondo in 80 giorni ha fatto la storia del cinema per la sua grandiosità, diventando precursore di un certo immaginario. Titolo d’avventura imprescindibile, tanto da vincere l’Oscar, perché incarna lo spirito del viaggio come scoperta del mondo, con scenari mozzafiato e una narrazione che trasmette meraviglia e curiosità, senza rinunciare a una forte dose di intrattenimento. Anche grazie ai tanti cameo: da Frank Sinatra a Marlene Dietrich e Buster Keaton. Da non perdere se ami il remake del 2004, Il giro del mondo in 80 giorni con Jackie Chan.

    7. La mummia (1999)

    Piramidi, mummie, antichi segreti, tempeste di sabbia. Ci sono tutti gli elementi, e al posto giusto. Avventura allo stato puro con Brendan Fraser e Rachel Weisz, tra le coppie cinematografiche più amate di fine millennio. La Mummia, diretto da Stephen Sommers, riporta in vita il mito delle antiche maledizioni egizie con grande piglio hollywoodiano. 

    La storia segue un gruppo di esploratori che risveglia accidentalmente il sacerdote Imhotep, scatenando una serie di eventi soprannaturali. Ben presto diventato titolo generazionale, in due ore spaccate si può apprezzare l’equilibrio tra azione, horror e ironia. Non solo, la pellicola ha avuto anche il merito di “svecchiare” un genere grazie a un racconto avvincente e ricco di tensione. Devi vederlo se ti piace La Mummia (2017) con Tom Cruise.

    6. Vita di Pi (2012)

    Epico, profondo, avvincente. Tratto dal romanzo di Yann Martel, Ang Lee porta in scena la straordinaria sopravvivenza di un ragazzo naufragato nel bel mezzo dell’oceano insieme a una tigre del Bengala, affrontando un viaggio estremo, emozionando per tutte le due ore di durata. 

    Oltre il senso stretto dell'avventura, il film pone l’accento sul tema spirituale, tra tempeste, fame e riflessioni sulla fede e sul senso della vita, culminando in un finale di grande impatto emotivo. Un film d’avventura unico, perché trasforma la sopravvivenza in mare aperto in un viaggio interiore profondo e visivamente straordinario. Se ti sei perso nella natura selvaggia di Into the Wild (2007), ti perderai anche con Vita di Pi (2012).

    5. La maledizione delle Prima Luna (2003)

    Primo capitolo della celebre saga piratesca targata Disney, in 120 minuti pieni La maledizione della Prima Luna introduce lo spettatore in un mondo fatto di mari infestati, antiche maledizioni e leggende senza tempo. Fulcro della storia, l’iconico capitano Jack Sparrow, interpretato da Johnny Depp. Uno dei personaggi più riusciti di tutto il cinema degli ultimi 30 anni. Ad affiancare Depp, Orlando Bloom e Keira Knightley. I tre sono impegnati a fermare una ciurma di pirati maledetti condannati a vivere come non-morti, capitanati da Hector Barbossa con il volto di Geoffrey Rush.

    La trama riesce a mescolare perfettamente azione, fantasy e umorismo, girando attorno al carisma del protagonista. Un film d’avventura imperdibile perché riesce a reinventare il genere piratesco con energia, ironia e uno stile visivo coinvolgente, dando nuova vita a un tipo di avventura che sembrava ormai dimenticato. Successo epocale, e primo di una lunga saga. Se ti sono piaciuti i pirati di The Bluff (2026), ti piaceranno anche quelli de La maledizione delle Prima Luna.

    4. Il Tesoro della Sierra Madre (1948)

    Diretto da John Huston e tratto dal romanzo di B. Traven, Il Tesoro della Sierra Madre è un tra i must del cinema anni ‘40, e tra i primi a segnare il genere. La storia ripercorre il viaggio di tre uomini che partono alla ricerca dell’oro nelle montagne del Messico, spinti dal desiderio di ricchezza e riscatto personale. Quello che inizia come un cammino avventuroso si trasforma progressivamente in un intenso dramma psicologico, in cui l’avidità e la paranoia mettono a dura prova i rapporti tra i protagonisti.

    Nel cast spiccano Humphrey Bogart e Walter Huston, le cui interpretazioni contribuiscono a rendere il film realistico e coinvolgente. In 126 minuti, l’azione dura e pura, mischiata alle location aride e inospitali, è capace di riflettere sulla vera natura degli uomini mostrandone i lati più oscuri. Se il tuo film preferito è Il Petroliere (2007), non devi perdere la pellicola di John Huston che ha ispirato proprio Paul Thomas Anderson.

    3. I Goonies (1985)

    L’epica e l’avventura per un racconto di formazione che ha segnato una generazione. Diretto da Richard Donner e prodotto da Steven Spielberg, I Goonies vede protagonisti degli amici per la pelle che, per salvare le loro case dalla demolizione, scoprono una misteriosa mappa del tesoro appartenuta a un leggendario pirata. Da quel momento ha inizio un’avventura sotterranea fatta di cunicoli segreti, trappole ingegnose e pericoli inaspettati.

    Se ogni dizionario di cinema lo eleva a vero e proprio cult degli anni ’80, il film è ancora oggi amatissimo per il suo senso di meraviglia, amicizia e avventura, declinata nel senso più puro e incantato. In due ore, cattura lo spirito dell’esplorazione infantile, mescolando ritmo serrato, mistero e momenti emozionanti che parlano a spettatori di tutte le età. Se ami le atmosfere analogiche di Explorers (1985), non puoi perderlo.

    2. Jurassic Park (1993)

    Trama famigerata per uno dei capolavori di tutti i tempi, targato Steven Spielberg. I dinosauri tornano in vita in un parco a tema, ma ovviamente le cose non andranno per il verso giusto. Protagonisti Sam Neill, Laura Dern e Jeff Goldblum. Un terzetto che ha fatto la storia, così come hanno fatto storie le numerose scene diventate elemento portante dell’immaginario collettivo.

    Acclamato per i suoi effetti speciali rivoluzionari, che hanno segnato una svolta nella storia del cinema, Jurassic Park è un’avventura imperdibile perché unisce perfettamente scienza, suspense e spettacolo, creando un’esperienza cinematografica marcatamente intensa. Devi vederlo se ti piace la saga di Jurassic World (2015).

    1. Indiana Jones e L’ultima crociata (1989)

    Non potevamo che chiudere con l’avventura dell'archeologo avventuriero più famoso del cinema inventato da Steven Spielberg e George Lucas. La terza avventura è anche la migliore di tutta la saga con protagonista Harrison Ford: la ricerca del Santo Graal, insieme al padre (un memorabile Sean Connery), rende il film ancora più emozionante. Tra enigmi antichi, inseguimenti mozzafiato e la minaccia dei nazisti (da prendere a pugni), il viaggio si sviluppa come un perfetto equilibrio tra azione, tensione e momenti di grande ironia.

    Una grande combinazione di spettacolo e profondità emotiva, il terzo capitolo di Indy incarna alla perfezione l’essenza del cinema d’avventura: esplorazione, pericolo, scoperta e il fascino intramontabile dei misteri. Tutto, sotto l’ombra di uno dei personaggi più emblematici del grande schermo, e non solo. Se ti è piaciuta l’ultima avventura del dottor. Jones, Indiana Jones e il quadrante del destino (2023), devi assolutamente vedere Indiana Jones e L’ultima crociata.

  • Da “Vertigo” a “Shutter Island”: i 10 migliori thriller psicologici
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Narratori inaffidabili, manipolazione della realtà, prigioni mentali, ossessioni. Tutti elementi spesso presenti in uno dei generi cinematografici più seducenti, conturbanti e sofisticati di tutti: il thriller psicologico. Un genere dove la minaccia è spesso invisibile, il conflitto interiore e le percezioni alterate. Tutto questo permette allo spettatore di entrare ancora più in empatia con i personaggi e la storia raccontata perché chiamato a partecipare in modo molto più diretto ed emotivo con quanto raccontato per tentare di risolvere il crimine o l'enigma al centro del racconto.

    Molti dei registi che hanno fatto grande il genere, da Alfred Hitchcock a David Fincher sono presenti nella classifica di JustWatch dei 10 migliori thriller psicologici da recuperare online.

    10. La ragazza del treno (2016)

    Trasposizione cinematografica dell'omonimo bestseller firmato da Paula Hawkins, La ragazza del treno mette al centro della storia una narratrice inaffidabile. Si tratta di Rachel (Emily Blunt), una donna alcolizzata e distrutta dal divorzio, che assiste a qualcosa di scioccante dal finestrino del treno su cui viaggia ogni giorno, finendo a indagare su una ragazza scomparsa.

    Un thriller psicologico tutto giocato nei suoi 112 minuti di durata sulla vulnerabilità psichica e la perdita di memoria della sua protagonista che confonde lo spettatore. Traumatizzata dalla fine del suo matrimonio e vittima dell'alcool, la protagonista ci trascina in un labirinto angosciante e claustrofobico dove non sappiamo se ciò che vediamo sia vero o frutto della sua immaginazione distorta. Se la tensione di film come L'amore bugiardo - Gone Girl (2014) e La donna alla finestra (2021) ti elettrizza, non puoi perdere La ragazza del treno.

    9. Unsane (2018)

    Girato interamente con un iPhone, Unsane è – similmente a La ragazza sul treno – tutto giocato sul dubbio. Ciò che vediamo è reale o solo il risultato del crollo mentale della sua protagonista? Una donna interpretata da Claire Foy che, in fuga da uno stalker, viene rinchiusa contro la sua volontà in un ospedale psichiatrico. Lì si convince che il suo aguzzino lavori nella struttura come infermiere.

    Steven Soderbergh adotta un approccio registico che enfatizza e drammatizza l'angoscia e l'inquietudine della protagonista posizionando l'obiettivo quanto più vicino al suo volto o scegliendo angolazioni perfette per rendere al meglio l'atmosfera claustrofobica dell'istituto. Un thriller psicologico da un'ora e 40 minuti la cui tensione cresce in modo incessante e brutale mentre esplora una tematica senza tempo quanto attualissima: quella delle paure femminili troppo spesso prese alla leggera o tacciate di esagerazione. Da recuperare se ti sono piaciuti Gothika (2003) e L'uomo invisibile (2020).

    8. Misery non deve morire (1990)

    Un classico del genere diretto da Rob Reiner e tratto dal romanzo di Stephen King. Misery non deve morire vede protagonista una grande Kathy Bates – vincitrice dell'Oscar e del Golden Globe per la sua prova - nei panni della psicopatica Annie Wilkes. “L'ammiratrice numero uno” del famoso scrittore Paul Sheldon (James Caan) che decide di tenere prigioniero l'uomo per costringerlo a resuscitare il suo personaggio letterario preferito in un nuovo romanzo.

    Una pellicola in cui convivono ossessione, controllo, dipendenza e rabbia. Tutto condensato nello spazio ristretto di una casa isolata trasformata in prigione. La sceneggiatura di William Goldman è un perfetto esercizio di equilibrio che vede momenti di “quiete” alternati con altrettante parentesi di furia in una battaglia psicologica che regala tensione e intrattenimento nell'arco di 107 minuti. Da vedere se le atmosfere thriller e la manipolazione psicologica al centro di Cape Fear – Il promontorio della paura (1981) ti hanno affascinato.

    7. Memento (2000)

    Una sceneggiatura dalla struttura matematica, un omicidio e un protagonista affetto da una rara forma di amnesia. Memento è tra i film più riusciti di Christopher Nolan – tratto da un racconto del fratello Jonathan – e uno dei thriller psicologici più originali che vedrai mai. Guy Pearce è un uomo incapace di immagazzinare nuove informazioni per più di alcuni minuti, per questo ha il corpo ricoperto di tatuaggi che gli forniscono informazioni e prende continuamente appunti su post-it o tramite polaroid.

    Noi spettatori ci ritroviamo così ad assistere all'assemblaggio di un puzzle il cui obiettivo è la ricerca della verità. A rendere così riuscita la pellicola ci pensa anche un montaggio che rappresenta la mente del protagonista con ogni sequenza interrotta dopo 15 minuti che riparte con un'altra opposta alla prima. È così che ci ritroviamo nei panni stessi del personaggio di Pearce, sapendo tanto quanto lui, ossessionati dal tentativo di risolvere il mistero al centro del film. Poco meno di due ore che rivoluzionano il genere e sfruttano una condizione medica per creare suspense. Se sei fan dei colpi di scena regalati da film come Il sesto senso (1999) e L'uomo senza sonno (2004), Memento non ti deluderà.

    6. Shutter Island (2010)

    Shutter Island ricopre una posizione di rilievo nella filmografia più recente di Martin Scorsese. Tratto da L'isola della paura di Dennis Lehane, il film vede protagonisti due agenti federali che indagano sulla scomparsa di una paziente da un manicomio criminale situato su un'isola remota durante una tempesta. Ma questa è solo la punta dell'iceberg di una sceneggiatura capace di fondere il thriller psicologico con il noir, le conseguenze del lutto con la malattia psichiatrica.

    L'isola diventa una metafora per parlare di rifiuto e chiusura mentali davanti a un dolore troppo grande per essere sostenuto. Ma nel farlo ci regala 138 minuti di grande cinema e colpi di scena con un plot twist finale che costringe a riavvolgere il nastro per rivedere tutto da un'altra prospettiva. Da recuperare se ti affascinano le storie con un cambio di punto di vista come accade in The Prestige (2006) e The Others (2001).

    5. Seven (1995)

    Con Seven ci troviamo di fronte a uno dei grandi titoli cult degli anni '90. Alla regia David Fincher per la storia di un serial killer che giustizia le sue vittime ispirandosi ai sette peccati capitali. A dargli la caccia il detective veterano e disilluso di Morgan Freeman e quello giovane e idealista di Brad Pitt. Un thriller psicologico costruito con ingegno e cura dei dettagli.

    Le scene del crimine sono dei quadri brutali architettati con la massima precisione, così come la dinamica dei due detective è basata su un'iniziale differenza caratteriale che genera attrito per poi lasciare spazio a un'intesa umana e professionale. Dietro il movente perverso del killer, convinto di agire come strumento divino, c'è una riflessione sulla corruzione del mondo e le bassezze umane che rendono la visione ancor più interessante. Non aspettarti un happy end canonico alla fine delle due ore e 10 minuti di durata. Se le atmosfere oscure di Prisoners (2013) ti hanno ammaliato, preparati a replicare con Seven.

    4. Zodiac (2007)

    Altro immenso film diretto da David Fincher, per un altro grande thriller psicologico. Questa volta il regista sceglie di lasciarsi ispirare dai libri di Robert Graysmith dedicati al serial killer passato alla storia come il killer dello Zodiaco. La storia è quella di un vignettista di San Francisco che dedica anni a decifrare i messaggi criptici dell'assassino per svelarne l'identità. Un cast di grandi nomi – Robert Downey Jr., Jake Gyllenhaal e Mark Ruffalo – per uno dei più importanti film degli ultimi vent'anni.

    Oltre due ore e 30 minuti per una narrazione intensa, fatta di indagini, frustrazione e paranoia. La ricostruzione storica degli anni '60 e '70 è minuziosa così come la violenza del killer che squarcia con lampi di orrore la pellicola. Seguiamo i protagonisti passare di pista in pista e come la ricerca del colpevole impatta sulle loro vite, vittime di un'ossessione che lentamente li consuma. Un film teso e dalla regia impeccabile che lascia incollati alla sedia. Non perdere Zodiac se ti è piaciuto Fino all'ultimo indizio (2021).

    3. Mulholland Drive (2001)

    Terzo gradino del podio per David Lynch e uno dei suoi capolavori: Mulholland Drive. Uno dei film più importanti del XXI secolo è anche un thriller psicologico che si fonde con atmosfere noir e oniriche per una storia che esplora i temi di inconscio e identità. Al centro il tentativo di una giovane donna, Betty, interpretata da Naomi Watts di sfondare a Hollywood. La stessa che si offre di aiutare un'altra donna, Rita (Laura Harring), a ritrovare la memoria dopo un incidente. È da quel momento che le loro storie si intrecciano, tra sogni e realtà.

    Un'esperienza da vivere lasciandosi andare completamente a una narrazione che nulla ha di canonico e tradizionale e che “costringe” a una partecipazione attiva. Un rompicapo lungo 147 minuti dove la razionalità sembra assente per concentrarsi, al contrario, sul sogno che diventa incubo. Come quello di avere successo in una città che promette le luci della ribalta, ma che sotto la sua patina di lustrini mostra il suo vero volto. Se Strade perdute (1997) è tra i tuoi film preferiti, non puoi perderti questo classico contemporaneo.

    2. Shining (1980)

    Uno dei più grandi classici del cinema. Shining è puro terrore. Ma non nell'accezione splatter del termine, quanto in quella psicologica. Stanley Kubrick prende il romanzo omonimo di Stephen King e ne realizza un adattamento ancora oggi capace di far affiorare nuovi dettagli a ogni visione. Jack Nicholson è Jack Torrance, scrittore che accetta di fare il custode invernale in un hotel isolato portando con sé moglie e figlio. Ma la solitudine e le presenze maligne presenti nella struttura, lo spingono verso una follia omicida lunga due ore e 20 minuti.

    Un'analisi della disintegrazione della mente umana e della violenza domestica in cui l'hotel, con i suoi lunghi corridoi, diventa una proiezione della mente disturbata del protagonista. Lunghi piani sequenza, l'uso della Steadicam, la simmetria geometrica e la quantità di indizi disseminati nelle varie inquadrature, ne fanno un'opera ricchissima sotto il doppio profilo registico e narrativo. Tra scene e frasi iconiche, sprazzi di violenza e teorie che continuano ad alimentarsi, Shining è un thriller psicologico da manuale. Imperdibile se hai visto e apprezzato il suo sequel, Doctor Sleep (2019).

    1. Vertigo - La donna che visse due volte (1958)

    Non poteva che esserci Hitchcock sul primo gradino del podio con Vertigo - La donna che visse due volte. Un film semplicemente perfetto in ogni suo ingranaggio. Dai titoli di testa disegnati da Saul Bass alla fotografia di Robert Burks passando per le interpretazioni di James Stewart e Kim Novak fino alla sceneggiatura ispirata al romanzo di Boileau-Narcejac. La trama ruota attorno all'ex poliziotto con la fobia delle altezze, Scottie Ferguson, incaricato di sorvegliare una donna dal comportamento ambiguo, sviluppando per lei un'interesse che si rivelerà fatale.

    Una pellicola sulla manipolazione, il desiderio e l'ossessione dalla struttura speculare che, nei suoi 128 minuti, affonda nel tormento psicologico del suo protagonista. A rendere ogni emozione ancor più enfatizzata ci pensa la colonna sonora di Bernard Herrmann che amplifica il senso di caduta nel vuoto che attanaglia Scottie. Una pietra miliare del genere che non puoi non vedere se hai amato Obsession - Complesso di colpa (1976) di Brian De Palma.

  • Da "Hook" a "Labyrinth": i 10 migliori film fantasy di sempre
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Il fantasy non è soltanto evasione: è un linguaggio simbolico che racconta paure collettive, desideri di riscatto, conflitti. Mondi assurdi, creature incredibili, luce e oscurità. Il cinema, fin dagli albori, ha fatto suo il genere, declinandolo in avventure epiche, fiabe gotiche e riflessi in cui potersi ritrovare. Da capolavori come Il Mago di Oz (1939) a cult come Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988), pensando poi alla saga di Harry Potter o all’animazione di Dragon Trainer (2010), la lista è ovviamente lunga: film dopo film, le pellicole fantasy sono riuscite a far dialogare mito e realtà, facendoci riflettere e divertire.

    Tra mondi fatati e titoli chiave, JustWatch ha stilato una classifica con i 10 migliori film fantasy della storia.

    10. Fantasia (1940)

    Pochi dubbi che Fantasia sia tra i migliori film fantasy. Il terzo Classico Disney è un’opera composta da diversi episodi animati che danno forma visiva a celebri brani di musica classica composti da Bach, Schubert, Beethoven e molti altri. In due ore, l’immaginazione si trasforma in suono e immagini, segnando un capitolo importante per il cinema d’animazione. 

    La libertà creativa dello studio Walt Disney Productions ha reso possibile un esperimento artistico ancora oggi modernissimo: ogni segmento è un viaggio sensoriale che stimola emozioni profonde senza bisogno di dialoghi tradizionali. La sequenza dell’Apprendista Stregone con Topolino, basata sull'omonima ballata del 1797 scritta da Johann Wolfgang von Goethe è diventata iconica, ma l’intero film è un inno alla potenza visionaria, audace e a tratti inquietante (basti pensare al demone Chernabog). Da vedere se hai amato la versione “moderna”, Fantasia 2000 (1999).

    9. La città incantata (2001)

    Dal genio di Miyazaki, un altro titolo fantasy imprescindibile. Al centro del film una bambina che si ritrova prigioniera in un mondo popolato da spiriti, streghe e divinità misteriose, si ritrova a lavorare in un gigantesco impianto balneare per salvare i genitori trasformati in maiali e riconquistare la propria identità. 

    In due ore, l’autore giapponese intreccia folklore giapponese, critica al consumismo e racconto di formazione. Ogni creatura, da Senza Volto alla strega Yubaba, è costruita con una complessità simbolica che rende il film stratificato e profondo. L’animazione dello Studio Ghibli raggiunge con La città incantata una delle sue vette più alte, con ambientazioni e atmosfere sospese tra sogno e inquietudine. Poetico, delicato e a tratti oscuro, il film utilizza immagini simboliche per illuminare gli aspetti peggiori della società giapponese all'alba del XXI secolo. Da non perdere se ti è piaciuto La principessa Mononoke (1997).

    8. Edward mani di forbice (1990)

    Inquietante, dark e romantico. Edward mani di forbice di Tim Burton è tra i migliori fantasy moderni perché utilizza una fiaba gotica per parlare di emarginazione, paura del diverso e desiderio di appartenenza. La trama è celebre: un ragazzo creato artificialmente, con forbici al posto delle mani, viene accolto da una famiglia della periferia americana, dove la sua innocenza e la sua diversità scatenano prima curiosità e poi diffidenza.

    In 105 minuti di grande poesia narrativa e visiva, Burton costruisce un contrasto visivo potente tra il castello oscuro e il quartiere dai colori pastello, trasformando le scene in metafore sociali. Tra scene cult e momenti drammatici, il film è esaltato dall’interpretazione silenziosa e malinconica di Johnny Depp, al ruolo che lo ha reso icona. Con lui anche una giovane Winona Ryder. La colonna sonora di Danny Elfman amplifica il tono fiabesco, esaltando un racconto divenuto senza tempo. A proposito di fantasy: devi vederlo se Big Fish (2003) è il tuo film preferito.

    7. Hook - Capitan Uncino (1991)

    Nella nostra lista non poteva mancare un film di Steven Spielberg. E se di fantasy parliamo, impossibile non citare Dustin Hoffman e Robin Williams nei panni di Capitan Uncino e Peter Pan. Un’energia pazzesca per un confronto capace di riscrivere le regole tra eroe e antagonista. Il regista di Jurassic Park (1992) rilegge un mito classico trasformandolo in una riflessione nostalgica sul tempo che passa e sull’importanza di non perdere l’immaginazione. 

    Peter Pan, ormai un adulto cinico e oberato dal lavoro, ha dimenticato la propria infanzia, finché il rapimento dei figli da parte di Uncino lo costringe a tornare all’Isola che non c’è per riscoprire chi era davvero. Due ore e 20 colorate, avventurose e pervase da un filo di malinconia. Memorabile il cast di contorno: da Julia Roberts nei panni di Trilli a Bob Hoskins nel ruolo di Spugna. Assurdo, rivisto oggi, pensare sia stato pesantemente criticato, tanto che lo stesso Spielberg ha più volte ammesso di non essere stato all’altezza. Se ti sei divertito con I Goonies (1985), ti divertirai con Hook - Capitan Uncino

    6. Il labirinto del Fauno (2006)

    Nella Spagna del 1944, sotto il regime franchista, una bambina solitaria scopre un antico labirinto dove un fauno enigmatico le affida tre prove per dimostrare la sua vera natura. Due ore piene per uno dei più grandi fantasy del nuovo Millennio. Tra estetica, mitologia e brutalità storica, Il labirinto del Fauno è diventato un classico. Fiaba sul ritorno di una principessa dagli inferi, ma anche toccante dramma su una bambina di 10 anni e la sua madre malata. Una versione cupa e inquietante di Alice nel Paese delle Meraviglie.

    Guillermo del Toro costruisce un mondo sotterraneo popolato da creature affascinanti e terribili, come l’Uomo Pallido, che incarnano paure profonde e, più in generale, diventano allegoria di simboli politici. La fotografia e il design delle creature rendono il film visivamente straordinario, mentre la narrazione alterna crudeltà e dolcezza. È una fiaba nera che parla di resistenza, sacrificio e potere dell’immaginazione come rifugio contro l’orrore, lasciando un segno indelebile. Da rivedere se ti sei emozionato con La spina del diavolo (2001).

    5. La storia infinita (1984)

    Gli anni ‘80 sono stati all’insegna del cinema fantasy. Lo dimostra la pellicola firmata da Wolfgang Petersen, che narra di un ragazzo introverso e di un libro misterioso che lo trasporta nel regno di Fantàsia, minacciato dal Nulla, una forza che distrugge ogni cosa cancellando sogni e speranze. 

    Le avventure di Atreyu e l’incontro con creature iconiche come il drago della fortuna Falkor hanno segnato l’immaginario pop, tra l’altro esaltato da diverse sequenze di grande impatto (come la morte del cavallo Artax). Tutto concentrato in un’ora e mezza. Ancora oggi, La storia infinita riesce a parlare della perdita, della paura e del coraggio con una sincerità e semplicità, coinvolgendo emotivamente spettatori di ogni età. Una visione intramontabile. Devi assolutamente vederlo se sei un fan di un’altra storia fantasy, ovvero La storia fantastica di Rob Reiner (1987).

    4. Labyrinth - Dove tutto è possibile (1986)

    Jim Henson, creatore de I Muppets, scrive un capitolo importante nel cinema di genere. Labyrinth in 101 minuti racconta di una ragazza adolescente che, dopo aver espresso un desiderio, deve affrontare un intricato labirinto pieno di creature fantastiche per salvare il fratellino rapito dal carismatico Jareth Re dei Goblin. Un cult del fantasy grazie alla straordinaria inventiva visiva e all’uso magistrale di pupazzi e animatronica. 

    Ovviamente, da ricordare la presenza magnetica (e leggendaria) di David Bowie nel ruolo di Jareth, che aggiunge fascino e ambiguità al racconto, mentre le canzoni contribuiscono a creare un’atmosfera sognante e surreale. Pur non essendo stato un grande successo iniziale, è diventato negli anni un’opera di citata e copiata, amata per la sua capacità di raccontare la crescita e il passaggio all’età adulta attraverso l’immaginazione. Recupera Labyrinth se ti piace Willow (1988).

    3. Il signore degli anelli: Le due torri (2002)

    Il secondo capitolo della trilogia firmata da Peter Jackson è il migliore. Epico, potente, drammatico, culminando nella più entusiasmante battaglia mai vista sul grande schermo: l’assedio del fosso di Helm. Il tutto mentre Frodo e Sam proseguono il loro viaggio verso Mordor guidati dall’ambiguo Gollum.

    Jackson, che ha girato la trilogia back-to-back, ha orchestrato scene di guerra imponenti e momenti intimi con grande equilibrio, mantenendo vivido l’universo creato da Tolkien. L’innovazione tecnologica, soprattutto nella creazione digitale di Gollum, ha segnato un punto di svolta nel cinema contemporaneo. Emozionante, grandioso e profondo, il film unisce mito, amicizia e sacrificio in un racconto di grande impatto. Non puoi perdere Le due torri se hai visto La compagnia dell’anello (2001).

    2. Il settimo sigillo (1957)

    Filosofico, austero, esistenziale. Ingmar Bergman dirige un’opera allegorica considerata tra le massime espressioni cinematografiche. Appena una riga di trama, già emblematica: un cavaliere di ritorno dalle Crociate incontra la Morte e la sfida a scacchi per guadagnare tempo e trovare risposte sul senso della vita mentre la peste devasta il paese. 

    Il regista utilizza il soprannaturale per indagare il senso della fede, del dubbio e dell’angoscia esistenziale. Immagini di straordinaria potenza simbolica (la fotografia in bianco e nero è di Gunnar Fischer), come la danza finale sulla collina, che sono entrate nell’immaginario collettivo. Niente risposte semplici, ma una riflessione profonda su l'inevitabilità della morte e sul bisogno umano di cercare un significato. Capolavoro. Se adori Persona (1966) e tutto il cinema di Bergman, non devi perdere Il settimo sigillo

    1. Il Mago di Oz (1939)

    Il Mago di Oz è il miglior film fantasy della storia. Victor Fleming traduce l’opera mastodontica di L. Frank Baum in un pilastro della Settima Arte. Storia famigerata: trasportata da un ciclone nel regno fantastico di Oz, Dorothy affiancata dal cane Totò, intraprende un viaggio per tornare a casa insieme a uno Spaventapasseri senza cervello, un Uomo di Latta senza cuore e un Leone privo di coraggio. 

    Attenzione all’uso innovativo del Technicolor, all’utilizzo della musica e alla struttura archetipica del viaggio dell’eroe. La performance di Judy Garland e la celebre canzone Over the Rainbow hanno reso il film immortale. La contrapposizione tra il Kansas in bianco e nero e il mondo coloratissimo di Oz rappresenta simbolicamente il passaggio dall’ordinario allo straordinario. In appena 101 minuti, c’è riassunta l’epoca d’oro del cinema di Hollywood. Devi assolutamente vederlo se sei un fan di Wicked (2025) e Wicked Parte II (2015).

  • Da ‘‘Arrival’’ a ‘‘Barbie’’: 20 film recenti da vedere a tutti i costi
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Se il cinema è in continua evoluzione - sia tecnica che narrativa - gli ultimi anni hanno segnato un netto passaggio, modificando radicalmente storie, contesti e personaggi. Un cambio naturale, frutto dei tempi, che ha tuttavia regalato al grande pubblico film incredibili, firmati da autori affermati e nuove voci. 

    Basti pensare a Steven Spielberg con The Fabelmans (2022), oppure a Quentin Tarantino con C’era una volta a… Hollywood (2019), e ancora alla freschezza dei Daniels con il caso emblematico di Everything Everywhere All at Once (2022) o all’egemonia della Marvel con titoli che hanno fatto la storia come Black Panther (2018) o Spider-Man: No Way Home (2021). 

    Se volete recuperare i titoli più emblematici, JustWatch ha stilato una classifica con i film recenti da vedere assolutamente.

    20. Roma (2018)

    L’imposizione dello streaming agli Oscar, per un’opera di profonda bellezza ma, anche, di grande rilevanza storica. Ambientato nella Città del Messico degli anni ’70, Roma segue la vita quotidiana di Cleo, una domestica che lavora per una famiglia borghese, intrecciando eventi personali e storici. Diretto da Alfonso Cuarón e interpretato da Yalitza Aparicio e Marina de Tavira, il film in due ore e 15 minuti fonde precisione formale e intimità emotiva. 

    La fotografia in bianco e nero è straordinaria e ogni inquadratura sembra costruita con sguardo pittorico. Da contemplare più che da vedere, Roma richiede certamente attenzione e pazienza, risultando tuttavia una delle massime espressioni del cinema recente, inteso come memoria tanto personale quanto collettiva. Se ami No - I giorni dell’arcobaleno (2012) devi vedere Roma.

    19. Everything Everywhere All at Once (2022)

    Quasi due ore e mezza di montaggio, dove Evelyn, una donna qualunque, scopre l’esistenza del multiverso e si ritrova coinvolta in una missione che attraversa infinite versioni della realtà e di sé stessa. Uno dei casi più discussi del cinema post-Covid. Diretto dai Daniels e interpretato da Michelle Yeoh, Ke Huy Quan e Jamie Lee Curtis, il film combina arti marziali, fantascienza e commedia surreale in modo originale. 

    Se il caos narrativo sembra prendere la mano, la regia ha la capacità di scavare sotto la superficie spettacolare, mostrando una riflessione profonda su identità, famiglia e senso della vita, trattata con ironia e sincerità emotiva. Forse lo zenit delle produzioni A24. Esempio unico di creatività postmoderna, capace di reinventare il linguaggio cinematografico e offrire allo spettatore qualcosa di davvero inaspettato. Se ti sei divertito con l’assurdo Swiss Army Man (2016) devi recuperare Everything Everywhere All at Once.

    18. Avengers: Infinity War (2018)

    Mastodontico, epico, emozionante. Lo scontro tra gli Avengers e il potente Thanos, deciso a ottenere le Gemme dell’Infinito per eliminare metà della vita nell’universo, mentre si intrecciano numerose linee narrative e personaggi nei 149 minuti di durata. Il titolo Marvel più commovente, quello diretto dai fratelli Russo, che apre al finale di Avengers: Endagame (2019). Interpretato da un cast corale che include Robert Downey Jr., Chris Hemsworth e molti altri, è uno dei film più ambiziosi mai realizzati nella storia della settima arte. 

    Nonostante la complessità, c’è spazio per ogni eroe e ogni personaggio, senza mai perdere coesione. La spettacolarità delle scene d’azione è accompagnata da un tono più oscuro del solito, che culmina in un finale aperto che non rinuncia al dramma. Va visto perché rappresenta un punto di svolta nel genere dei cinecomic, dimostrando che anche i blockbuster possono osare e lasciare un segno emotivo indelebile. Dopo questo film, il Marvel Cinematic Universe non è stato più lo stesso. Se ti sei emozionato con il rivoluzionario The Avengers (2012), non puoi perdere Avengers: Infinity War

    17. The Fabelmans (2022)

    Steven Spielberg racconta se stesso e la crescita di un giovane appassionato di cinema. Tra sogni, difficoltà familiari e scoperta della propria identità artistica. Diretto da Steven Spielberg e interpretato da Gabriel LaBelle, Paul Dano e Michelle Williams, riflette sull’origine della vocazione cinematografica e sull’influenza dell’immaginazione verso gli esseri umani. 

    Due ore e 31 minuti di montaggio, mai artificiosi né pesanti. Anzi. Il racconto è intriso di nostalgia ma anche di realismo, mostrando il lato meno romantico del percorso artistico. Almeno un paio di sequenze magistrali e un finale tra i migliori visti di recente. The Fabelmans, oltre il tocco di Spielberg, diventa particolarmente significativo per chi ama il potere del grande schermo. Se ti ha colpito la lettere d’amore al cinema di Last Film Show (2021), devi rivedere l’opera di Spielberg.

    16. Flow (2024)

    Ha fatto parlare di sé fin dalla presentazione a Cannes, arrivando poi agli Oscar. Meno di un’ora e mezza per uno dei film animati più belli degli ultimi anni. Diretto dal regista lettone Gints Zilbalodis, narra di un viaggio visivo e sensoriale in un mondo senza dialoghi, dove il movimento e le immagini raccontano una storia aperta all’interpretazione dello spettatore. Al centro, un gruppo di animali. 

    Un flusso continuo di immagini evocative, accompagnate da un uso sapiente del suono e della musica. Il risultato è un’opera ipnotica, perfetta per chi è disposto a lasciarsi trasportare da sensazioni e suggestioni. Visione fondamentale, perché capace di comunicare senza parole e di offrire un’esperienza profondamente personale. Girato low budget, sottolinea quanto il cuore di un film risieda nell’idea. Se ti commuovi con il viaggio animato di Away (2019), ti emozionerai con Flow.

    15. Decision to Leave (2022)

    Park Chan-wook riesce a fondere in modo originale il genere thriller con una profonda dimensione romantica e psicologica, dando vita a un’opera sofisticata e fuori dagli schemi. Tutto inizia quando un detective indaga sulla morte sospetta di un uomo e, durante il caso, sviluppa un legame sempre più complesso e ambiguo con la misteriosa moglie della vittima. 

    La narrazione è rafforzata da un uso creativo della macchina da presa che si rifà all’ottica di Hitchcock, mentre accompagna lo spettatore dentro i pensieri e le ossessioni dei protagonisti. Ma ciò che rende davvero speciale il film è il rapporto tra i due personaggi principali, costruito su ambiguità, attrazione e diffidenza. In quasi due ore e mezza il rapporto si trasforma progressivamente in qualcosa di più complesso e difficile da definire. Lasciandoci incollati allo schermo. Se il tuo film preferito è La donna che visse due volte (1958), vedi assolutamente Decision to Leave.

    14. Don't Look Up (2021)

    Uno dei film più discussi dell’epoca Covid, capace di riflettere sulle paure umane e dell'ineluttabile senso di fine. Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence sono due scienziati che scoprono una cometa destinata a distruggere la Terra e cercano disperatamente di convincere il mondo a reagire. Diretto da Adam McKay, il film lungo due ore e mezza è una satira feroce della società contemporanea. 

    Un tono ironico e grottesco per raccontare un tema estremamente serio (così com’è drammatico il finale), mettendo in luce le contraddizioni dei media e della politica. Don't Look Up è così uno dei titoli recenti più incisivi, portando lo spettatore a riflettere sulle stringenti e bollenti crisi globali che si susseguono. Se hai apprezzato Cercasi amore per la fine del mondo (2012) amerai Don’t Look Up.

    13. Oppenheimer (2023)

    Definito da molti epocale, Oppenheimer di Christopher Nolan ha segnato la stagione cinematografica del 2023, formando insieme a Barbie una coppia tanto improbabile quanto remunerativa. La storia ruota attorno alla vita di J. Robert Oppenheimer, creatore - suo malgrado - della bomba atomica, esplorando le conseguenze morali e personali delle sue scelte. 

    Diretto le tre ore piene di montaggio c’è molto di più: un’opera complessa e stratificata. La narrazione non lineare richiede attenzione, ma permette di approfondire il personaggio da diverse prospettive. Come sempre potente e immersivo, in pieno stile Nolan, il film è potente e sfrutta un uso magistrale del suono e della fotografia. Valore aggiunto, la prova da Oscar di Cillian Murphy. Scoperte rivoluzionarie e grandi inventori? Se ti è piaciuto Edison - L'uomo che illuminò il mondo (2017) ti piacerà Oppenheimer

    12. Nomadland (2020)

    La regia di Chloé Zhao e la prova di Frances McDormand per un’opera di grande bellezza, capace di cogliere l’altro lato dell’America. Un film delicato, strutturato sui paesaggi, riverbero della solitudine vissuta dalla protagonista, Fern, che decide di vivere come nomade attraversando gli Stati Uniti dopo una perdita personale molto significativa. 

    Se il ritmo è lento ma coerente con il tema del viaggio e della ricerca interiore, i personaggi che incontra Fern lungo il percorso aggiungono autenticità al racconto, lungo quasi due ore. Dai toni ancestrali, quasi spirituali, il film da Oscar di Zhao diventa allora uno spunto poetico per riflettere su cosa voglia dire casa. E su cosa sia la libertà. Se ti piacciono le atmosfere on-the-road di Into the Wild (2007), amerai quelle di Nomadland.

    11. Scappa - Get Out (2017)

    Jordan Peele il suo folgorante film di debutto, capace di riscrivere le regole dell’horror. Scappa - Get Out racconta la visita di un giovane afroamericano alla famiglia della fidanzata, che si trasforma rapidamente in un incubo inquietante. Una perfetta combinazione orrorifica e satirica, una tensione crescente, ed elementi tipici rivisti in modo originale, ben coesi all’ora e 45 di montaggio. 

    Al centro c’è il tema del razzismo, trattato con intelligenza e ironia, senza perdere efficacia narrativa. Il finale è sorprendente e lascia spazio a diverse interpretazioni. Uno dei titoli più influenti degli ultimi anni, che dimostra come l’horror possa essere anche uno strumento di critica sociale. Se sei un fan dell’horror arthouse in stile Nope (2022), resterai inquietato da Scappa - Get Out.

    10. Arrival (2016)

    Il tratto fantascientifico e la teorizzazione del linguaggio. Se Arrival è tra i migliori film di Denis Villeneuve lo si deve innanzitutto allo spunto narrativo: la storia segue una scienziata, interpretata da Amy Adams, chiamata a comunicare con una misteriosa specie aliena atterrata sulla Terra, mentre il mondo è sull’orlo del conflitto globale. 

    In due ore, Arrival miscela sci-fi e introspezione in modo raffinato. Villeneuve costruisce un’atmosfera sospesa, accompagnata dalla colonna sonora di Jóhann Jóhannsson, capace di amplificare il senso di mistero. Una riflessione profonda sulla comunicazione e sull’esperienza umana. Alieni, nuove scoperte e linguaggi interstellari: se ami Contact (1997), resterai colpito da Arrival

    9. Chiamami col tuo nome (2017)

    I colori dell’estate italiana, tanto vividi che sembrano risuonare sullo schermo. Luca Guadagnino dirige Timothée Chalamet e Armie Hammer in Chiamami col tuo nome, tra i più rappresentativi titoli LGBTQIA+ degli ultimi anni. In due ore e 10 minuti seguiamo la relazione tra un adolescente e un giovane studioso ospite della sua famiglia per le vacanze estive. 

    Una storia emotiva, calda, che valorizza sguardi, dettagli, silenzi, costumi. L’idea di una stagione che cambia, il tormento della crescita, l’ardore dell’amore. Entrato nell’immaginario popolare, la pellicola di Guadagnino ha un posto speciale in questa classifica, catturando in modo delicato e realistico l’intensità dei sentimenti. Se ti sei lasciato trasportare dalla storia di Estuari (2016), ti conquisterà anche Chiamami col tuo nome

    8. Anora (2024)

    Anora di Sean Baker è tra i titoli da non perdere usciti negli ultimi anni. Un’opera che riesce a raccontare con sensibilità e realismo una storia intensa e umana, senza mai scivolare nel giudizio. La trama segue una giovane donna che lavora come sex worker a New York, la cui vita prende una svolta inaspettata quando incontra il figlio impulsivo di un oligarca russo. Quello che sembra inizialmente un rapporto superficiale si trasforma in un viaggio complesso fatto di emozioni, conflitti e ricerca di libertà. 

    Protagonista Mikey Madison, affiancata da Mark Eydelshteyn e altri interpreti che contribuiscono a rendere colorato, divertente e imprevedibile ogni momento. Con una durata di 139 minuti, l’opera ha la capacità di alternare dramma e ironia, riscrivendo i toni della commedia. A suo modo, uno dei nuovi classici moderni. Se ti sei divertito con Red Rocket (2021), impazzirai per Anora.

    7. Barbie (2023)

    Sfida impossibile, ma vinta alla grande da Greta Gerwing. Dare carne e ossa a una delle figure più famose della cultura pop mondiale. Margot Robbie diventa così Barbie, mentre lascia il suo mondo perfetto per confrontarsi con la realtà, scoprendo contraddizioni e nuove consapevolezze. Con lei, Ryan Gosling nel ruolo di Ken. 

    Sotto la superficie leggera e colorata (tinta di rosa) si sviluppa una critica alla società contemporanea e ai ruoli di genere. Il tono, nelle due ore di montaggio, alterna momenti esilaranti (divenuti dei meme) a passaggi più profondi, mantenendo sempre la plausibilità. Non era facile, eppure… Film d’autore, che non perde mai di vista l’intrattenimento. Se sei un fan di Greta Gerwig e del suo Lady Bird (2017), amerai anche Barbie.  

    6. La La Land (2016)

    Non poteva mancare La La Land di Damien Chazelle, divenuto immediatamente un cult romantico. La storia d’amore tra un musicista jazz e un’aspirante attrice, alle prese con sogni e compromessi nella città delle stelle, Los Angeles, continua ad accendere l’immaginario collettivo. 

    Merito anche di Emma Stone e Ryan Gosling, protagonisti di un musical moderno che omaggia il cinema classico. Brani, scene, musica: in poco più di due ore La La Land trasporta gli spettatori al centro di un’opera che riflette sulle relazioni e sul prezzo del successo. Uno spettacolo che lascia un segno indelebile. Se Cantando sotto la pioggia (1952) è il tuo film preferito, lo diventerà anche La La Land.

    5. Il filo nascosto (2017)

    Dal genio di Paul Thomas Anderson, un film capace di riavvicinare l’arte all’esperienza cinematografica. Daniel Day-Lewis e Vicky Krieps sono i protagonisti de Il filo nascosto, annoverabile tra i grandi capolavori non solo del regista, ma del cinema tutto. Un’opera raffinata e complessa che esplora la relazione tra un celebre stilista e la sua musa. 

    Se la narrazione si sviluppa lentamente, il regista costruisce un crescendo psicologico efficace. Nel pieno flusso poetico di Paul Thomas Anderson, la pellicola diventa uno sguardo originale sulle relazioni umane e sull’ossessione creativa. Se adori la poetica di Paul Thomas Anderson come in The Master (2012), resterai colpito da Il filo nascosto.

    4. Ritratto della giovane in fiamme (2019)

    La visione estetica di Céline Sciamma, che si rifà alla pittura settecentesca. Ambientato nella Francia del XVIII secolo, il film racconta il rapporto tra una pittrice e la donna che deve ritrarre, destinata a un matrimonio combinato. Interpretato da Noémie Merlant e Adèle Haenel, è un’opera intensa e visivamente raffinata. 

    In due ore, la regista sfrutta il silenzio e lo sguardo come strumenti narrativi, culminando in un finale strepitoso. Se ogni scena sembra un quadro, il ritmo ragionato costruisce una tensione emotiva costante. Ritratto della giovane in fiamme è una delle storie d’amore più delicate e potenti degli ultimi anni. Da non perdere se ti è piaciuta l’eleganza sentimentale di Carol (2015).

    3. Paddington 2 (2017)

    Chi lo dice che i sequel sono inferiori agli originali? Basti vedere Paddington 2, in cui ritroviamo l’orsetto britannico mentre cerca il regalo perfetto per la zia Lucy, finendo però coinvolto in un furto che lo porterà a vivere un’avventura inaspettata. Diretto da Paul King e interpretato da Hugh Grant (uno dei suoi migliori ruoli) e Ben Whishaw (voce originale), è un film per famiglie ricco di inventiva. 

    Ma non solo: un’ora e 45 minuti pieni di trovate visive, capace di divertire spettatori di tutte le età. L’umorismo è intelligente e mai banale. Nel profondo, è un titolo che riflette sullo status di rifugiato, di esule, per spostarsi poi verso il tema della comunità e della famiglia non di sangue. Una storia che trasmette valori positivi senza risultare didascalica. Un sequel più unico che raro, equilibrato tra divertimento e cuore. Se hai apprezzato Paddington (2014), ti conquisterà anche Paddington 2

    2. C’era una volta a… Hollywood (2019)

    Il nono film di Quentin Tarantino è anche uno dei suoi migliori in assoluto. Ambientato nella Hollywood del 1969, porta sul grande schermo le vicende di un attore in declino e del suo irresistibile chauffeur mentre cercano di trovare il proprio posto nell’industria. Intanto, il culto di Charles Manson prende piede.

    Tris d’assi protagonisti, Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e Margot Robbie, è un omaggio nostalgico al cinema e a un’epoca, il tutto montato in due ore e 40 mai pesanti, anzi. In pieno stile Tarantino, i dialoghi e i dettagli ricreano l’atmosfera del periodo. Un film di grande carisma, che culmina in un finale da manuale. Una sorta di viaggio immersivo nella storia del cinema filtrato dallo stile unico di un regista culto. Se ami Pulp Fiction (1994), non devi perdere C’era una volta a… Hollywood.

    1. Parasite (2019)

    Si potrebbe dire che di un film come quello di Bong Joon-ho ne realizzano uno ogni 50 anni. Una riga di trama per un capolavoro: Parasite racconta l’infiltrazione di una famiglia povera nella vita di una ricca, dando vita a una serie di eventi imprevedibili. 

    Due ore e 10 minuti di durata per un’opera che mescola infiniti generi in modo magistrale. La regia è precisa e costruisce una tensione crescente che sfocia in momenti di altissimo cinema. Una forte critica sociale sul classismo e sul capitalismo. Feroce, sorprendente, a tratti estenuante. Un’opera accademica, originale e influente, capace di parlare a un pubblico globale. Se Memorie di un assassino (2003) è tra le tue pellicole preferite, devi assolutamente recuperare Parasite.

  • Da “Tempi moderni” a “Frankenstein Junior”: le 10 migliori commedie di tutti i tempi
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Ci sono momenti in cui l'unica cosa di cui abbiamo bisogno sono le endorfine. Gli “ormoni della felicità” capaci di allentare la pressione, scacciare la tristezza e migliorare l'umore. Ci sono molti modi per attivarle, ma forse uno dei più comuni e praticati è andare al cinema o mettersi comodo sul divano scegliendo di vedere una commedia. Fin dai tempi del cinema muto, con i film di Charlie Chaplin e Buster Keaton, il genere ha prosperato diventando un collante sociale. Dietro una risata si può nascondere una satira, rendere messaggi importanti accessibili a un pubblico trasversale o mettere in scena i nostri difetti. Si può addirittura nascondere un messaggio politico in bella vista come fece nel 1940 Chaplin con Il grande dittatore.

    Negli anni sono nati svariati sottogeneri, dalla commedia horror come Scary Movie (2000) alla commedia romantica come Il diario di Bridget Jones (2001), ma su JustWatch abbiamo stilato una lista di “commedie pure” appartenenti ad epoche diverse. Quelle che fanno ridere dall'inizio alla fine, fino a farvi piangere dalle risate.

    10. Anchorman - La leggenda di Ron Burgundy (2004)

    Una commedia diretta da Adam McKay, prodotta da Judd Apatow e interpretata da Will Ferrell, Christina Applegate, Paul Rudd, David Koechner e Steve Carell. Gli ingredienti perché le risate scoppino fragorose ci sono tutti. Ambientato negli anni '70, Anchorman - La leggenda di Ron Burgundy vede Ferrell interpretare un celebre mezzobusto televisivo, arrogante e maschilista che si ritrova a dover difendere il suo posto da una giornalista ambiziosa.

    Una commedia demenziale e surreale che, tra gag e battute iconiche, fa satira sul sessismo, il giornalismo d'assalto e la presunzione di chi non ha nessun tipo di talento. La regia di McKay ha uno stile quasi documentaristico nel seguire i suoi personaggi alle prese con situazioni fuori da ogni logica. Un'ora e mezza di nonsense irresistibile con al centro un personaggio entrato nella storia della commedia moderna. Se ti sei divertito guardando Fratellastri a 40 anni (2008), apprezzerai anche il carisma ridicolo di Ron Burgundy che puoi gustare anche nel sequel del 2013, Anchorman 2 – Fotti la notizia.

    9. Monty Python - Il senso della vita (1983)

    In una lista delle migliori commedie di tutti i tempi non ci si può esimere dal menzionare i Monty Python. Il leggendario gruppo comico britannico che, in circa un decennio, ha rivoluzionato il genere con uno stile irriverente e anarchico. Con Monty Python - Il senso della vita, il loro ultimo film, realizzano una satira sull'assurdità dell'esistenza attraverso una serie di sketch che seguono varie fasi, dalla nascita alla morte.

    Non c'è scampo per niente e per nessuno, dalla religione al capitalismo fino alle convenzioni sociali, alle istituzioni e all'educazione sessuale. Si ride di noi stessi e della nostra quotidianità per 107 minuti divenuti così celebri da essere citati in altri film, fumetti e serie TV. Se hai amato gli altri film del gruppo comico inglese, come Monty Python e il Sacro Graal (1975) e Brian di Nazareth (1979), ritroverai intatto il loro umorismo.

    8. Animal House (1978)

    Dal toga party alla scena della mensa, Animal House è un cult intramontabile. La commedia diretta da John Landis ha definito gli standard dei college movies che passano da La rivincita dei nerds (1984) fino ad American Pie (1999). Tutto merito della confraternita Delta Tau Chi del Faber College che, nel 1962, si ritrova a confrontarsi aspramente con il rettore e i ragazzi snob dell'Omega. Un film dall'umorismo dissacrante che celebra l'anarchia giovanile e il rifiuto delle regole come risposta alle rigide imposizioni sociali.

    Un film così politicamente scorretto che forse oggi farebbe fatica a essere prodotto. Poco più di un'ora e 40 minuti che ha lanciato la carriera cinematografica di John Belushi. L'attore che con il suo Bluto rappresenta l'anima ribelle di un film governato dal caos e dalla goliardia contrapposte alla disciplina e al perbenismo. Da recuperare se ti è piaciuto Porky's – Questi pazzi pazzi porcelloni (1981).

    7. Zoolander (2001)

    Venticinque anni e non sentirli. Tanti sono passati dall’arrivo di Zoolander, tripudio comico targato Ben Stiller. Ambientato nel patinato mondo dell’alta moda, al centro della storia c’è Derek Zoolander, supermodello ingenuo e vanitoso la cui carriera è minacciata dall’ascesa del rivale Hansel, interpretato da Owen Wilson. Tra sfilate grottesche e pose iconiche (come la mitica “Magnum”), Derek viene manipolato da uno stilista folle e coinvolto in un complotto internazionale più grande di lui. Ad interpretarlo, un altro grandissimo della comicità: Will Ferrell. 

    Colori, camei assurdi (come quello di David Bowie), un ritmo serrato, battute surreali e gag visive diventate leggendarie, tuttora citate sui social. Il tutto in un’ora e mezza. La forza comica di Zoolander sta nella sua satira capace di prendere in giro il culto dell’apparenza senza mai diventare retorico. Anzi, trasforma la “stupidità” dei personaggi in un linguaggio comico che ha fatto scuola. Ancora oggi il film funziona perché è veloce, e consapevolmente fuori scala, una di quelle commedie che non hanno paura di sembrare assurde pur di far ridere sul serio. Se ti fanno ridere i film comici come Palle al balzo - Dodgeball (2004), ti divertirai anche con Zoolander.

    6. Una notte da leoni (2007) 

    Todd Phillips, regista di Joker (2019), riscrivendo i canoni della commedia al maschile è partito da una premessa semplice ma geniale: un addio al celibato a Las Vegas finisce nel caos totale, e tre amici si svegliano senza memoria di ciò che è accaduto nella notte precedente. Da qui, con il supporto di un cast perfetto, nasce una commedia a incastro in cui la scrittura esalta una comicità sfrenata. Il cast è uno dei punti di forza: Bradley Cooper nel ruolo del leader improvvisato, Ed Helms come eterno perdente e soprattutto Zach Galifianakis, vero motore comico del film.

    In soli 100 minuti, sfruttati con un tempismo comico impeccabile, Una notte da leoni non è solo una sequela di battute ma costruisce una narrazione che cresce gag dopo gag, rendendo ogni situazione sempre più folle fino all’assurdo epilogo. Tra scene cult - come non citare la tigre di Mike Tyson? - e denti rotti, la pellicola è una commedia irriverente, a tratti scorretta, che ha ridefinito il genere delle “buddy comedy” moderne. Ancora oggi, e dopo altri due film, una garanzie di risate. Se ti sei divertito con Project X - Una festa che spacca (2012), non perderti Una notte da leoni

    5. L’aereo più pazzo del mondo (1980)

    Un capolavoro della comicità demenziale. Non c'è altro modo per definire L’aereo più pazzo del mondo del trio Zucker-Abrahams-Zucker. Una parodia surreale e folle del franchise dei film Airport (1970). Al centro del film un ex pilota con la paura di volare che, per riconquistare la sua ex divenuta hostess, si imbarca su un volo diretto a Chicago. Lo stesso di cui dovrà prendere il controllo dopo che una grave intossicazione alimentare colpisce l'equipaggio e i passeggeri.

    Tra manichini gonfiabili, gag visive e verbali, doppi sensi e l'assoluta serietà con la quale vengono pronunciate certe battute, la pellicola regala un susseguirsi incessante di risate. Una lunghezza di 88 minuti in cui vi ritroverete con le lacrime agli occhi per la geniale demenzialità architettata dai suoi creatori. Tra i protagonisti anche Leslie Nielsen che continuerà a lavorare con il trio di registi anche nella serie TV Quelli della pallottola spuntata (1982) che culminerà nel franchise di Una pallottola spuntata (1988) caratterizzata dalla stessa comicità nonsense. Se poi vuoi ritrovarti a ridere in alta quota puoi vedere il sequel del film, L'aereo più pazzo del mondo... sempre più pazzo (1982).

    4. Tempi moderni (1936)

    Chi l'ha detto che la critica sociale funziona solo in tono drammatico? Ci ha pensato Charlie Chaplin dagli anni '20 in poi a smontare questa equazione. Tra le sue commedie più riuscite c'è Tempi moderni. Il suo Charlot è un operaio di una catena di montaggio che, travolto dai ritmi disumani e ripetitivi della produzione industriale, finisce per avere un esaurimento nervoso.

    Una gemma del cinema muto che mescola commedia e critica sociale mostrando gli esiti della Grande Depressione e le insidie di un mondo industriale che pensa solo al profitto. Caratterizzato da una comicità fisica, il film nei suoi 87 minuti alterna risate a momenti più malinconici in una riflessione agrodolce sul progresso tecnologico ancora incredibilmente attuale. Se hai apprezzato la parodia del nazismo de Il grande dittatore, Tempi moderni non ti deluderà.

    3. Il grande Lebowski (1998)

    A volte si incontra un uomo che è l’uomo giusto al momento giusto nel posto giusto, là dove deve essere. E quello è Drugo, a Los Angeles”. Il tappeto che dava un tono all'ambiente, il bowling, il White Russian e il Vietnam. Il grande Lebowski dei fratelli Coen è un altro titolo imprescindibile quando si parla di commedie. La storia è quella del Drugo, un disoccupato perennemente in accappatoio con il volto di Jeff Bridges, scambiato per un milionario omonimo che finisce coinvolto in un surreale rapimento, tra nichilisti e artisti d'avanguardia. Un film che all'uscita fu un fiasco totale al botteghino e che oggi è diventato una pietra miliare del cinema, con tanto di ritrovi annuali dei fan e un culto religioso dedicato al suo protagonista.

    Quella del film è un'odissea pop che cita Il grande sonno di Raymond Chandler così come la Guerra del Golfo, mentre mette al centro un antieroe che non si prende sul serio. A rendere ancora più memorabile il film, le prove di John Goodman, Steve Buscemi, Julianne Moore, Sam Elliott, John Turturro e Philip Seymour Hoffman. Quasi due ore di grande cinema diventate un punto di riferimento per una comicità intelligente e citazionista. Da non perdere se sei fan di Vizio di forma (2014) e Burn After Reading – A prova di spia (2008).

    2. Frankenstein Junior (1974)

    La quantità di battute imparate a memoria da almeno tre generazioni di spettatori è il parametro con cui è possibile misurare l'enorme impatto culturale che Frankenstein Junior ha avuto nell'immaginario collettivo, dagli anni '70 ad oggi. Dietro il suo successo il genio di un altro mattatore della commedia come Mel Brooks che, da un'idea di Gene Wilder, realizzò una parodia del romanzo di Mary Shelley. Realizzato in bianco e nero e ispirato al cinema horror degli anni '30, il film vede il dottor Frederick Frankenstein, nipote del celebre scienziato, ereditare il castello di famiglia in Transilvania dove finisce, con esiti disastrosi, per dare vita a una nuova creatura.

    Cosa dire della pellicola se non che è assolutamente perfetta nel bilanciare la serietà apparente di messa in scena e dialoghi con un uso chirurgico dei tempi comici? Ad affiancare Wilder un gruppo di attori straordinari come Marty Feldman, Peter Boyle, Cloris Leachman, Teri Garr e Gene Hackman che sono diventati protagonisti di sequenze irresistibili, tra ribaltamento dei cliché horror, gag e comicità slapstick. Un film di culto intramontabile lungo 106 minuti che continua a far ridere, visione dopo visione, come se fosse la prima volta. Una visione imprescindibile, specie se ti sei divertito con Il fratello più furbo di Sherlock Holmes (1975).

    1. A qualcuno piace caldo (1959)

    Si scrive “Billy Wilder”, si legge “commedia perfetta”. Il regista e sceneggiatore americano tra i più influenti della storia di Hollywood e del cinema tutto. La firma di pellicole meravigliose come Viale del tramonto (1950), Sabrina (1954) e L'appartamento (1960) che nel 1959 realizza quella che ad oggi è considerata dai più la miglior commedia mai realizzata: A qualcuno piace caldo. Protagonisti tre leggende come Jack Lemmon, Tony Curtis e Marilyn Monroe che danno vita a una sceneggiatura perfetta, senza note stonate o sbavature. La storia è quella di due musicisti che, in pieno proibizionismo, sono testimoni della strage di San Valentino del 1929 a Chicago.

    Consapevoli di doversi nascondere dalla mafia, i due decidono di travestirsi da donne e incontrano Zucchero, cantante con il vizio dell'alcool a caccia di un milionario da sposare. Un film coraggioso per l'epoca che, tramite la lente della satira, parla di identità, sessualità e travestimento senza mai essere volgare o offensivo. Ricca di battute ed equivoci che scatenano la risata, la pellicola è una gioia lunga due ore che, a distanza di oltre 60 anni dalla sua uscita, non ha perso neppure un briciolo del suo smalto. Imperdibile, specie se ami il cinema statunitense degli anni '50 e '60 come Quando la moglie è in vacanza (1955) e Irma la dolce (1963).

  • Da “One Piece” a “Winx Club”: i 10 migliori cartoni animati degli anni 2000
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Ah, il divano di casa, il televisore acceso, e quell’appuntamento imperdibile, tra il pranzo e i compiti a casa o, magari, la mattina prima di andare a scuola. Se gli anni passano per tutti, non è un mistero che certi ricordi siano emotivamente legati ai cartoni animati (con le loro sigle iconiche) che hanno accompagnato la nostra infanzia. Avventure epiche e colorate, mondi fantastici, l’immaginazione al potere plasmata da personaggi cult. 

    Soprattutto, sono entrati nell’immaginario pop quei titoli prodotti alla fine degli anni ‘90 e distribuiti in tv nei primi anni 2000: come non citare i Pokémon, che venivano programmati su Italia1 dopo I Simpson (1989), fino alle spie di Totally Spies! (2002) o le insuperabili Le Superchicche (1998) o Winx Club (2004) create da Iginio Straffi.

    Se il ricordo di certe avventure è ancora vivido, JustWatch ha stilato una lista con i 10 cartoni animati che sono stati creati, prodotti e distribuiti nei primi dieci anni del 2000.

    10. Martin Mystère

    Direttamente ma liberamente ispirata all’omonimo fumetto, la serie animata di Martin Mystère è riuscita a farsi amare dal pubblico perché unisce avventura, mistero e divulgazione in modo intelligente e coinvolgente. Un mix di mistero, azione e umorismo, riprendendo alcuni temi di X-Files (1993). Alieni, complotti, segreti. Al centro della storia, lunga 66 episodi da venti minuti, i ragazzi della Torrington Academy: dietro i libri, i protagonisti lavorano per un’organizzazione segreta, proteggendo il mondo da mostri e creature.

    Il protagonista, Martin, è un personaggio riconoscibile, in cui è facile immedesimarsi. Non solo, le diverse missioni stimolano la curiosità e l’immaginazione, rendendo ogni episodio diverso e interessante. È rivolta soprattutto a più giovani, ma funziona benissimo anche ai ragazzi di ieri. Se ti appassionano le avventure incredibili di Monster Allergy (2006), resterai colpito da quelle vissute dal sedicenne Martin.

    9. Yu-Gi-Oh! (2000)

    In qualche modo gli anni Duemila sono stati quelli di Yu-Gi-Oh!. Un anime che ha trasformato un gioco di carte in una metafora adatta a un pubblico trasversale: sfide, destino e forza interiore. Nato dal manga di Kazuki Takahashi, ha avuto un impatto culturale incredibile. Venti minuti di durata per oltre 220 puntate in cui troviamo Yugi Muto che, grazie al potere del Puzzle del Millennio, affronta duelli sempre più pericolosi contro avversari legati a forze oscure. 

    Uno show animato riesce a rendere ogni partita carica di tensione, anche quando le regole diventano complesse. Coinvolgente e spettacolare, è riuscita a unire narrativa e competizione reale - grazie al gioco di carte -, generando una community di millennials tutt’ora attiva. Se sei appassionato di cartoni animati tratti dai giochi di carte come Duel Masters (2002) ti divertirai guardando Yu-Gi-Oh!.

    8. Totally Spies (2001)

    Creata da Vincent Chalvon-Demersay e David Michel, con 182 puntate ancora in corso, Totally Spies, forse, è riuscita a catturare al meglio lo spirito dei primi anni 2000. Gadget folli e colorati, come lo erano i primi anni 2000, tra villain eccentrici, protagoniste femminili forti ma imperfette, e quindi con cui era facile empatizzare. 

    La forza di Totally Spies? Unisce l’action-comedy allo spionaggio, moda e vita adolescenziale. Le protagoniste sono Sam, Clover e Alex, tre studentesse che lavorano segretamente come spie internazionali per la WOOHP. Tra missioni assurde a dinamiche quotidiane, tutto con un tono leggero ma ritmato. Divertente, autoironica e stilisticamente molto riconoscibile. Devi vederla se ti hanno colpito le avventure di The Amazing Spiez! (2009).

    7. Kim Possible (2002)

    Dall’universo di Disney Channel, ecco Kim Possible. Altro titolo che rappresenta lo spirito dei 2000. Divisa in 80 puntate da 22 minuti, la serie unisce supereroismo e vita quotidiana, riprendendo gli stilemi dei film spionistici anni ‘80. E poi lo stile animato: saturo, dinamico, accessibile per un pubblico trasversale ed eterogeneo. 

    Funziona perché riesce a innovarsi sempre, episodio dopo episodio. La trama ruota attorno a Kim, chiamato a salvare il mondo da supercriminali mentre cerca di vivere una normale adolescenza. Ironica e dinamica, fresca, energica e ben scritta. La ricordiamo perché ha offerto una protagonista femminile competente, sicura e indipendente, diventando un modello per molti spettatori. Da non perdere se ti è piaciuta la versione “live action” con Zendaya, K.C. Agente Segreto (2015).

    6. Winx Club (2004)

    Gioiello animato tutto italiano. Winx Club è una serie animata fantasy che ha saputo fondere magia, amicizia e romanzo di formazione con un’estetica riconoscibilissima, che cita la Disney restando però originale. Ambientata nel mondo di Magix, parla a un pubblico giovane ma affronta temi universali come identità e responsabilità. Al centro c’è Bloom, che scopre di avere poteri magici e si unisce alle Winx per proteggere i regni dalla minaccia delle Trix e di forze oscure. 

    Una serie colorata e inaspettatamente emotiva: nonostante uno stile leggero, costruisce personaggi coerenti e legami credibili, sottolineando l'importanza dell’immaginazione. In qualche modo ha segnato una generazione di bambine (continuando a farlo), portando l’animazione europea nel panorama globale, allargandosi anche al cinema e nei fumetti, andando così ben oltre le otto stagioni composte da oltre 200 puntate da mezz’ora. Da vedere se hai amato Sailor Moon (2003).

    5. Le Superchicche (1998)

    Altra serie culto, generata dal contenitore animato di Cartoon Network, approdo sicuro per ogni figlio degli anni ‘90. Come per i Pokemon, anche Le Superchicche è riuscita a entrare nell’immaginario pop, mescolando umorismo e satira in modo brillante. Blossom, Bubbles e Buttercup, create per errore in laboratorio, difendono Townsville da mostri e criminali. Lo stile ha fatto la sua forza: semplice ma estremamente efficace, ponendo l’accento sui temi supereroistici, ancora prima dell’universo Marvel.

    Ottanta episodi brevi ma intensi (appena 15 minuti), capaci di essere divertenti e sorprendentemente profondi. Ha rivoluzionato i cartoni per bambini, dimostrando che le protagoniste femminili potevano essere forti, complesse e carismatiche senza perdere leggerezza. Se ti piace lo stile animato de Il laboratorio di Dexter (1996) ti colpirà quello de Le Superchicche

    4. Detective Conan (1996)

    Oltre mille puntate da mezz'ora che uniscono logica, tensione e narrazione seriale di lungo respiro. Nato come manga di Gosho Aoyama, Detective Conan racconta casi complessi con un tono divertito e, visto il target, sorprendentemente maturo. Il protagonista è il mitico Shinichi Kudo, giovane detective prodigio, che viene avvelenato da un’organizzazione criminale e ringiovanisce, continuando a risolvere crimini sotto falsa identità. 

    Divenuta cult grazie a enigmi ben costruiti, al ritmo costante e a una mitologia che si espande anche grazie ai molti personaggi. Se oggi viviamo l’epoca d’oro per quanto riguarda gli anime, questo continua a essere un punto di riferimento, mantenendo alto l’interesse qualità. Il motivo? Il genere giallo diventa così accessibile a un pubblico giovane senza mai banalizzarlo, creando casi iconici e una tensione continua legata all’organizzazione degli Uomini in Nero. Un materiale narrativo pressoché infinito. Se sei fan di Detective School Q (2003), allora amerai Detective Conan.

    3. One Piece (1999)

    L’appuntamento certo per ogni adolescente. One Piece è una grande epopea piratesca che parla di libertà, sogni e amicizia. Anche qui, i personaggi - tratti dal mango di Eiichirō Oda - fanno la differenza: Monkey D. Luffy salpa con la sua ciurma per trovare il leggendario tesoro One Piece e diventare Re dei Pirati. 

    Ripresa da Netflix con un adattamento molto apprezzato, l’anime tv enfatizza in 21 stagioni (oltre 1000 puntate) un mondo vastissimo e dettagliato, con archi narrativi emotivamente potentissimi. Amata dai cosplayer per i colori e l’attinenza visiva, One Piece riesce a far ridere, piangere e riflettere, creando personaggi indimenticabili e una narrazione epica gigante, nonostante il formato tv. Da guardare subito se il tuo anime preferito è Hunter x Hunter (2011).

    2. Naruto (2002)

    Appena cinque stagioni da 220 minuti per un anime di formazione che racconta con intensità temi come il dolore, la crescita personale e la redenzione. Amatissima, con una forte fan base, la trama segue Naruto Uzumaki, un ragazzo emarginato dal proprio villaggio a causa di un destino più grande di lui, che sogna di diventare Hokage per ottenere finalmente riconoscimento e rispetto. Nel suo percorso affronta sfide sempre più difficili, stringe legami profondi e impara il valore dell’amicizia e del sacrificio. 

    Alternando combattimenti spettacolari e strategici a momenti emotivi molto profondi, capaci di coinvolgere lo spettatore, Naruto - al netto di alcune lungaggini narrative - riesce a trasmettere una forza emotiva notevole: solitudine, perseveranza e il desiderio di essere accettati. Temi universali supportati da un protagonista e un mondo narrativo che si rifà alla grande narrativa epica. Se sai a memoria le battute di Jujutsu Kaisen (2020) deve vedere Naruto.

    1. Pokémon

    Tra gli universi animati più influenti della storia. Dal genio di Satoshi Tajiri, Pokémon continua a parlare di avventura e amicizia in modo semplice ma efficace. Un mondo che si è poi allargato verso i videogiochi - mitologici quelli per GameBoy - verso il cinema, verso i fumetti. Materiale sempre in evoluzione, che segue Ash Ketchum viaggiare di regione in regione allenando Pokémon e sfidando palestre per diventare Campione. Il tutto, lungo tredici stagioni ancora in corso, superando le 1.300 puntate da venti minuti. 

    Se la serie non ha bisogno di presentazioni, la sua forza inesauribile risiede nella varietà del suo mondo narrativo e, ovviamente, delle sue colorate creature, ognuna con una propria identità. Divertente e a tratti epica, riesce a emozionare grazie ai legami tra allenatori e Pokémon. E poi ci sono personaggi iconici. Uno su tutti? Un mito: Pikachu. Adori le creature fantastiche di Digimon? Non puoi perdere Pokémon.

  • Da “Il petroliere” a “Inside Out”: i 10 film più famosi degli ultimi 20 anni
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Cos'è che rende un film un successo? I premi? Gli incassi al botteghino? Le recensioni entusiaste? Una risposta univoca non c'è. Ma forse il segreto è tutto racchiuso nella storia e nei suoi personaggi. Quegli elementi che ci fanno battere il cuore, emozionare, ridere o, addirittura, arrabbiare. E lì fuori ce ne sono alcune capaci di rapirci più di altre, di raggiungere milioni di persone con un impatto fuori dal comune, diventando dei punti di riferimento per la collettività.

    JustWatch ha stilato la classifica dei 10 film più famosi degli ultimi 20 anni. Non necessariamente i migliori, anche se spesso le due cose coincidono. Ma quelli che hanno lasciato una traccia permanente nella storia del cinema e nei nostri cuori di spettatori.

    10. La grande bellezza (2013)

    Io non volevo solo partecipare alle feste. Volevo avere il potere di farle fallire”. Una delle tante massime disseminate da Jep Gambardella ne La grande bellezza. Il film da Oscar di Paolo Sorrentino che mette al centro la figura di un giornalista e scrittore disilluso (Toni Servillo) con un blocco creativo e un'esistenza trascorsa da un evento all'altro. È attraverso di lui che entriamo nei salotti della decadente mondanità romana in quella che, a tutti gli effetti, è una lettera d'amore e di odio a Roma. Una città dalla bellezza abbacinante quanto popolata da personaggi grotteschi e caricaturali.

    C'è un netto contrasto nella regia che, da un lato, si muove elegante tra le meraviglie della Capitale e, dall'altro, cattura tutta la volgarità e povertà di feste di dubbio gusto che animano le notti romane. Il film ha saputo valicare i confini dell'Italia imponendosi nell'immaginario collettivo come La dolce vita (1960) del nuovo Millennio grazie alle atmosfere felliniane che lo popolano nei suoi 141 minuti. Da non perdere se ami il cinema del regista napoletano, da Youth – La giovinezza (2015) ed È stata la mano di Dio (2021).

    9. The Tree of Life (2011)

    Ci sono leggende che raccontano di cinema che hanno proiettato inavvertitamente The Tree of Life in una sequenza sbagliata senza che il pubblico se ne accorgesse. Questo perché il film di Terrence Malick sfida ogni tipo di convenzione narrativa trasformandosi sotto i nostri occhi in una poesia per immagini. Un'opera gigantesca che intreccia la storia di una famiglia texana negli anni '50 con quella della creazione dell'universo per parlare del significato della vita. In quest'ottica è palese l'influenza della formazione filosofica del regista che ha infuso la pellicola di tematiche di rara potenza.

    Una vera e propria indagine dell'esperienza umana che si interroga sui temi del lutto, della fede e del dolore contrapponendo i ricordi di un figlio diviso tra un padre severo e una madre amorevole. Dal punto di vista visivo nulla è equiparabile alla bellezza mostrata da Malick che, in due ore e 20 minuti, ci regala immagini della nascita delle galassie affiancate da quelle di una quotidianità immortalata dalla luce naturale di Emmanuel Lubezki. Così seminale da influenzare addirittura la scena iniziale di Eternals (2021) di Chloé Zhao. Se gli effetti speciali di 2001: Odissea nello spazio (1968) realizzati da Douglas Trumbull ti hanno impressionato, qui troverai lo stesso approccio firmato dallo stesso leggendario effettista statunitense.

    8. The Social Network (2010)

    La scrittura tesa e brillante di Aaron Sorkin e lo sguardo acuto e impeccabile di David Fincher per una sorta di origin story del nostro presente. Già perché con The Social Network assistiamo alla creazione di Facebook da parte di Mark Zuckerberg e alle battaglie legali che ne seguirono per rivendicare la paternità dell'idea. Un thriller psicologico che in due ore fonde il meglio del cinema del regista di Zodiac (2007) e della penna dello sceneggiatore di The West Wing – Tutti gli uomini del Presidente (1999) fotografando con precisione chirurgica la nascita dell'alienazione sociale nascosta dietro un “Like”.

    Jesse Eisenberg presta il volto al creatore del social network che ha ridefinito le connessioni tra individui nel XXI secolo, ritraendolo come un giovane uomo arrogante e ambizioso con problemi relazionali nella vita reale. Montaggio serrato, dialoghi incandescenti, la colonna sonora di Reznor e Ross, piani temporali diversi per una storia che parla di ambizione cieca, amicizie tradite e solitudine. Da vedere se ti hanno appassionato film/ritratto come Steve Jobs (2015) e The Founder (2016).

    7. Il cavaliere oscuro (2008)

    Il film che chiunque voglia portare sul grande schermo una storia di supereroi dovrebbe vedere. L'epica dei fumetti sull'Uomo Pipistrello incrocia la strada di uno dei più grandi registi a cavallo tra il vecchio e il nuovo Millennio: Christopher Nolan. Con Il cavaliere oscuro abbiamo a che fare con un crime-drama cupo e dal tono realistico sebbene calato nella fittizia Gotham City. Il Batman tormentato di Christian Bale deve affrontare il Joker anarchico dell'indimenticato Heath Ledger in una pellicola in cui l'eroe protagonista deve fare un passo indietro per il bene comune.

    Al centro del racconto lungo 152 minuti, Nolan pone dilemmi etici e personaggi dalla psicologia stratificata regalando al film numerose sfumature che ne fanno un'opera tutt'altro che bidimensionale. La sua fama sta nell'aver saputo elevare il genere del cinecomic unendo l'intrattenimento tipico del blockbuster con un'anima più introspettiva e autoriale. Da vedere se Heat - La sfida (1995) è uno dei tuoi film preferiti.

    6. Parasite (2019)

    Basterebbe la sequenza sulle note di In ginocchio da te di Gianni Morandi per bollare Parasite come un cult. Ma dietro al film di Bong Joon-ho c'è molto, molto di più. Il regista coreano firma una satira sociale feroce grazie alla storia di una famiglia che si insinua con l'inganno nella casa di una benestante famiglia di Seul.

    Un film attraversato nell'arco di 132 minuti da una moltitudine di generi diversi, dal thriller al dramma sociale fino alla black comedy ambientato quasi esclusivamente in interni, giocando magistralmente con gli spazi che suggeriscono metafore brillanti. Dopo Snowpiercer (2013), Joon-ho torna a parlare di disuguaglianze di classe con una sceneggiatura dagli ingranaggi perfetti che regala più di un colpo di scena. Il primo titolo in lingua non inglese a vincere l'Oscar come miglior film.

    5. Mad Max: Fury Road (2015)

    Un'esperienza cinematografica impareggiabile. George Miller riporta sul grande schermo il suo guerriero della strada Max Rockatansky al quale affianca l'Imperatrice Furiosa di Charlize Theron in un mondo post-apocalittico governato dal tiranno Immortan Joe. Mad Max: Fury Road è una corsa incessante nel deserto che ridefinisce l'estetica del cinema action grazie a una messa in scena impeccabile, tra tempeste di sabbia, chitarre fiammeggianti e muri di amplificatori.

    Un'odissea punk dove convivono istanze femministe e un mondo al collasso che guarda al futuro grazie – letteralmente – a un seme di speranza. La colonna sonora infiammata di Junkie XL contribuisce a rendere il montaggio concitato del film ancor più elettrico per due ore di pura meraviglia ipnotica che ti faranno saltare sul divano. Se hai visto Interceptor (1979), il primo film di Miller che dà il via alla saga, non puoi perderti questo concentrato di puro cinema.

    4. La La Land (2016)

    Da dove vogliamo cominciare? Dalla colonna sonora? Dalla coppia protagonista composta da Ryan Gosling ed Emma Stone? Dalla miriade di riferimenti alla storia del cinema di Hollywood? Dalla storia d'amore strappalacrime al centro del racconto? Sono innumerevoli i motivi per i quali La La Land è diventato uno dei film più popolari degli ultimi due decenni. Un vero fenomeno pop che ha ridato lustro ai musical facendoli amare anche dal pubblico più restio a lasciarsi andare al genere d'appartenenza.

    Damien Chazelle, grazie alla storia di un'aspirante attrice e un musicista jazz che si innamorano a Los Angeles mentre cercano di dare forma alle loro aspirazioni artistiche, è riuscito a celebrare tutti

    i sognatori. Lo ha fatto grazie a una pellicola dalla regia impeccabile in cui costumi, scenografie e coreografie concorrono per realizzare sequenze indimenticabili. Una storia che parla di ambizione e che non si lascia andare a un finale consolatorio e scontato, ma decide di spezzarci il cuore con un finale dedicato al “cosa sarebbe successo se” i protagonisti avessero fatto scelte diverse. Se ami il cinema di Jacques Demy e pellicole come Les Parapluies de Cherbourg (1964) e Josephine (1967) o hai ammirato lo sguardo dietro le quinte di Hollywood di Babylon (2022), amerai anche La La Land e la sua “city of stars”.

    3. Il petroliere (2007)

    Speriamo non ce le voglia Quentin Tarantino, ma Paul Dano è assolutamente eccezionale nel capolavoro di Paul Thomas Anderson. Non c'è classifica dei migliori film del XXI secolo che non lo metta sul podio. E ha ragion veduta. Il petroliere è grande cinema. Così grande, anche grazie alla sorprendente interpretazione di Daniel Day-Lewis, da diventare uno dei più amati, citati e idolatrati film degli ultimi 20 anni. Ambientato a inizio '900 in California, il film segue il cercatore d'oro e di petrolio Daniel Plainview, la cui ambizione sarà anche la sua condanna. Un film dalla regia elegante, epica e sontuosa dove i silenzi carichi di significato dei personaggi si muovono parallelamente alla colonna sonora dissonante di Jonny Greenwood.

    Nell'arco di 2 ore 38 minuti, PTA affronta tematiche insite nella storia degli Stati Uniti: dal capitalismo al fanatismo religioso passando per l'individualismo e l'avidità sfrenati. Un racconto cupo, accentuato dalla fotografia di Robert Elswit, che ha il sapore del petrolio e del sangue che hanno macchiato la vita del protagonista. Una di quelle pellicole che andrebbe vista più e più volte per godere appieno della sua magnificenza e profondità registica e narrativa capace di diventare il simbolo del miglior cinema contemporaneo. Da recuperare se sei rimasto colpito dall'ambiguità dei personaggi di The Master (2012) o dalla solitudine nascosta dietro la facciata del protagonista di Quarto Potere (1941).

    2. Avatar (2009)

    Il film con il più alto incasso nella storia del cinema con quasi tre miliardi di dollari riscossi ai botteghini di tutto il mondo. Va da sé che Avatar sia uno dei titoli più famosi usciti in sala negli ultimi 20 anni. Anche solo per la quantità di persone che lo hanno visto. Ma, anche in caso contrario, è impossibile non sapere di cosa si parli quando vengono pronunciate le parole “Pandora” e “Na'vi”. Un film per il quale James Cameron ha ridefinito il concetto di 3D, aspettando anni che la tecnologia avanzasse al punto tale da poterlo realizzare esattamente come lo immaginava nella sua testa.

    Una visione immersiva e sbalorditiva nella sua capacità di trasportare gli spettatori in un'altra dimensione e all'interno stesso dell'azione. Il regista lo fa attraverso una storia semplice quanto universale e senza tempo: quella di un conflitto tra umani e “indigeni” e la storia d'amore tra due di loro che spazza via ogni briciola di razzismo. Un kolossal che ha anticipato di anni il dibattito sulla questione ecologica grazie al legame strettissimo tra la natura e i protagonisti dalla pelle blu. Se hai amato Pocahontas (1995) e Alita – Angelo della battaglia (2019), apprezzerai anche i 162 minuti di Avatar.

    1. Inside Out (2015)

    Gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto. Emozioni che proviamo tutti, anche nell'arco dello stesso giorno. Le stesse che vivono nella mente dell'undicenne protagonista di Inside Out, tra i più grandi successi targati Disney/Pixar. Un film d'animazione che ha saputo trasformare l'impalpabile in qualcosa di tangibile trasportandoci in un'avventura colorata, emozionante e commovente dentro la nostra testa. I suoi personaggi sono diventati dei protagonisti del nostro immaginario collettivo ricordandoci che nessuna emozione è negativa.

    Il dolore è necessario tanto quanto la felicità. Bing Bong, l'amico immaginario della piccola protagonista, ti spezzerà il cuore mentre rappresenta l'importanza della memoria in una sequenza di rara bellezza. Poco più di un'ora e mezza che ti farà ridere e commuovere con la stessa intensità. Imperdibile se ti è piaciuto Soul: Quando un'anima si perde (2020). E se vuoi raddoppiare le emozioni, puoi vedere Inside Out 2 (2024).

  • Da “Ocean’s Eleven” a “Diamanti grezzi”: i migliori film di sempre sui casinò
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    C'è un fascino senza tempo nei film sul gioco d'azzardo e casinò. Sarà quell’eccitazione mista a nervosismo, l'euforia della vittoria e la disperazione della perdita, la riflessione sulle conseguenze spesso brutali della dipendenza e la vertigine di chi punta tutto su una mano convinto di poter svoltare una partita o la vita. Non c'è neppure bisogno di essere degli appassionati di poker, blackjack o Texas Hold 'em per assaporare il piacere di una visione cinematografica ambientata in casinò scintillanti o fumosi locali clandestini. Perché dietro queste storie c'è una metafora dell'esistenza stessa, in un continuo oscillare tra cadute rovinose e una buona mano.

    Tra cadute rovinose e seconde possibilità, su JustWatch trovate la nostra classifica dei migliori film di sempre sui casinò.

    10. 21 (2008)

    Tratto dal romanzo del 2005 Blackjack Club, 21 porta sul grande schermo la storia vera del MIT Blackjack Team, un gruppo di studenti dell'università di Cambridge che, tra il 1980 e il 1990, sbancò svariati casinò ricorrendo al conteggio delle carte nel blackjack. Una pellicola divertente e leggera che mette al centro l'ingegno e la matematica applicate al gioco delle carte e alla truffa.

    Due ore di intrattenimento che coinvolgono attivamente lo spettatore mostrando e spiegando la tecnica del conteggio grazie a un montaggio efficace. Un cast di grandi nomi – da Kevin Spacey a Jim Sturgess – per una storia che affonda in una riflessione sull'avidità e sulla corruzione dell'animo umano. Con una tensione che non viene mai meno e le luci scintillanti di Las Vegas, devi recuperare questo film se sei un fan della saga di Now You See Me (2013).

    9. Molly’s Game (2017)

    Un'altra storia vera, quella di Molly Bloom, raccontata nel suo libro di memorie trasformate da Aaron Sorkin in una sceneggiatura prima e in un film poi: Molly’s Game. Il racconto del giro di poker clandestino più esclusivo al mondo gestito per anni dalla donna prima di essere arrestata dall'FBI. Un debutto alla regia dal montaggio incalzante e dalla scrittura tagliente dove al centro c'è un potere femminile – rappresentato da una grintosa Jessica Chastain – in un ambiente da sempre considerato di appannaggio maschile.

    Se vuoi scoprire le dinamiche del poker d'élite e cosa accade dietro le quinte delle stanze d'hotel di lusso, tra attori celebri, magnati della finanza e criminali, la pellicola non ti deluderà. Diviso su due piani temporali, il film mette in scena con dovizia di dettagli un ecosistema di cui cattura ogni sfumatura, tra il brivido del rischio e l'ambiguità morale. Se ami la scrittura chirurgica e serrata di Sorkin in The Social Network (2010), preparati a ritrovare la stessa atmosfera anche qui.

    8. Mississippi Grind (2015)

    La visione perfetta per chi vuole osservare e conoscere la malinconia che accompagna i piccoli giocatori di provincia. La storia è quella di Curtis e Gerry, due giocatori d'azzardo che uniscono le forze nel tentativo di vincere un torneo ad alto rischio a New Orleans e dare una svolta alle loro vite disgraziate. Un film on the road dalla natura riflessiva e incentrata a ritrarre tutti quei rituali e connessioni che nascono tra chi condivide la stessa passione/ossessione.

    Protagonisti due grandi interpreti, Ben Mendelsohn e Ryan Reynolds, che danno vita a due figure ai margini la cui amicizia è l'ancora di salvataggio per non sprofondare sotto il peso di una vita fatta di sconfitte. Tra musica blues e omaggi al naturalismo del cinema anni '70 di Robert Altman, Mississippi Grind è un piccolo, grande film dal retrogusto agrodolce. Come una vittoria sfumata all'ultimo. Da recuperare se ti è piaciuto California poker (1974).

    7. Ocean’s Eleven - Fate il vostro gioco (2001)

    Uno di quei film che non ha bisogno di presentazioni, Ocean’s Eleven - Fate il vostro gioco è il titolo più sfacciatamente affascinante della nostra classifica. Merito di una sceneggiatura in cui ogni ingranaggio fila liscio senza intoppi e di un cast all star, da George Clooney a Brad Pitt, semplicemente irresistibile. Al centro in tentativo di Danny Ocean (Clooney) di svaligiare contemporaneamente tre dei più grandi casinò di Las Vegas grazie all'aiuto di 11 “specialisti”.

    Steven Soderbergh prende Colpo grosso (1960) e ne realizza un remake modernizzato decisamente riuscito che ha saputo dare una scossa al genere heist movie grazie al suo sguardo divertente e sofisticato sul gioco d'azzardo. Illuminato dalle luci scintillanti di Las Vegas e dei suoi casinò, la pellicola è una montagna russa di emozioni lunga quasi due ore, tra tavoli da gioco verdi, astuzia e battute che non hanno perso il loro smalto. Se hai adorato La truffa dei Logan (2017), non puoi perderti questo classico.

    6. Il giocatore - Rounders (1998)

    Se siete dei fanatici del Texas Hold 'em, Il giocatore - Rounders è il film perfetto per voi grazie alla riproduzione e descrizione al limite dell'ossessivo del suo gergo e delle sue tattiche. Non è un caso che la pellicola abbia contribuito a dare il via al boom del poker moderno nei primi anni 2000.

    Diretto da John Dahl e interpretato da Matt Damon, Edward Norton e John Malkovich, il film racconta di un giovane studente di legge ed ex giocatore che torna ai tavoli di poker per aiutare un amico a pagare un debito con la mafia russa. Due ore tonde che tengono incollati al tavolo verde e capaci di catturare l'essenza rischiosa e seducente del poker. Se hai apprezzato Sydney (1996), Il giocatore - Rounders saprà come conquistarti.

    5. Il collezionista di carte (2021)

    Paul Schrader è un maestro indiscusso del cinema americano e nel tratteggiare personaggi maschili solitari. Un esempio su tutti? Travis Bickle di Taxi Driver (1976). Ne Il collezionista di carte porta in scena la vicenda di William Tell (Oscar Isaac), ex carceriere di Abu Ghraib divenuto giocatore d'azzardo professionista che ripiomba in un vortice di violenza quando decide di aiutare un giovane in cerca di vendetta. Qui il casinò diventa lo strumento usato dal protagonista per costruire una routine mentale che allontani i ricordi persecutori del suo passato.

    Un modo per controllare la sua mente e vivere il gioco e le sue regole come una forma di penitenza per i suoi peccati. Cinema d'autore prestato al poker per una pellicola dalla regia rigorosa intervallata da fulminei flashback di pura violenza fisica e psicologica. In 110 minuti questo thriller psicologico ci immerge nel circuito dei tornei di poker professionistico per parlare di traumi, responsabilità e seconde possibilità. Da vedere se First Reformed (2017) e Il maestro giardiniere (2022), gli altri due capitoli della trilogia della redenzione di Schrader, ti hanno stregato.

    4. Cincinnati Kid (1965)

    Stati Uniti, anni '30. Da un lato Steve McQueen nei panni del più bravo giocatore di poker di New Orleans, dall'altro Edward G. Robinson in quelli del veterano “re del poker” tornato in città. Al centro una sfida tra la nuova e la vecchia guardia. È la trama di Cincinnati Kid, il classico del genere diretto da Norman Jewison e tratto dal romanzo di Richard Jessup. Ambientato durante gli anni della Grande Depressione, il film è una vera e propria pietra miliare del filone cinematografico legato al gioco.

    Un'opera seminale di un'ora e 40 minuti che costruisce lentamente la sua inesorabile marcia verso lo “scontro” finale tra i due protagonisti a colpi di Five-Card Stud. Una partita tesissima e vero e proprio capolavoro di montaggio che, tra il ticchettio delle fiches, sguardi e sudore, rappresenta una delle sequenze più iconiche della storia del cinema. Imperdibile se hai visto e rivisto Lo spaccone (1961).

    3. 40.000 dollari per non morire (1974)

    Una leggenda come James Caan veste i panni di Alex Freed, professore universitario di letteratura con una grave dipendenza dal gioco che si ritrova attanagliato da una serie di debiti pericolosi. A differenza di molti altri film di questa classifica, qui l'attaccamento al tavolo verde è mostrato come una malattia che porta all'autodistruzione. Un ritratto crudo e spietato della ludopatia che si regge sulle spalle del suo incredibile protagonista che gioca non con l'obiettivo di mettere da parte una ricchezza, ma per provare quel brivido dato dal rischio.

    Rispetto ad altri titoli legati al mondo del gioco, non c'è spazio per le luci brillanti dei casinò di Las Vegas o le stanze d'albergo trasformate in luoghi di gioco esclusivo. Quello ritratto nel film nei suoi 111 minuti di durata è un mondo cupo fatto di bische e scommesse clandestine dove a trionfare è il nichilismo. Se hai apprezzato The Gambler (2014), remake con Mark Wahlberg, devi assolutamente vedere l'originale, 40.000 dollari per non morire.

    2. Diamanti grezzi (2019)

    Il film che ha sancito definitivamente il talento dei fratelli Josh e Benny Safdie. Diamanti grezzi è una corsa forsennata alimentata da tensione e adrenalina. Un'opera frenetica, rumorosa, incessante e tragica con protagonista uno straordinario Adam Sandler in un inedito ruolo drammatico. L'attore interpreta un gioielliere di New York che, per rimediare a un debito, punta tutto sull'asta di un opale nero nella speranza di rimediare ai suoi errori.

    Ambientato tra le strade del Diamond District, il film cristallizza il volto tossico del gioco compulsivo e di chi vive sempre sull'orlo del baratro. Una pellicola notturna, illuminata dalle luci al neon dei locali e caratterizzata da un forte realismo. Un'epopea urbana magnetica che ha la capacità di immergere lo spettatore al centro dell'azione nel corso delle sue due ore e 15 minuti. Se il ritmo di Good Time (2017) e Marty Supreme (2025) ti hanno elettrizzato, non lasciarti sfuggire questo film.

    1. Casinò (1995)

    Un mondo scintillante, assurdo e kitsch. È la Las Vegas portata sul grande schermo da Martin Scorsese in Casinò. Un classico del cinema e uno dei titoli più rappresentativi della carriera del regista. Ispirato al libro di Nicholas Pileggi, Casino: Love and Honor in Las Vegas, il film mette al centro ascesa e caduta di Sam “Ace” Rothstein (un gigantesco Robert De Niro), un brillante allibratore legato alla mafia di Chicago, incaricato di gestire il casinò Tangiers di Las Vegas e ispirato alla vera figura di Frank Rosenthal.

    Tra voce fuori campo, il montaggio serrato firmato da Thelma Schoonmaker e una sceneggiatura capace di svelare i segreti dietro la gestione dei casinò, la pellicola è una disamina lunga 178 minuti dell'avidità umana in un momento di passaggio cruciale: quello della gestione criminale che lascia spazio alle grandi multinazionali. La fine di un'epoca fatta di violenza e corruzione, ma paradossalmente caratterizzata da una serie di regole che ne hanno sancito una lunga esistenza. Impossibile non citare Sharon Stone nei panni di Ginger McKenna divisa tra sete di lusso e una tendenza all'autodistruzione. Da vedere se hai amato gli altri due capitoli della trilogia sulla mafia di Scorsese, Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all'inferno (1973) e Quei bravi ragazzi (1990).

  • Da “Seven” a “Memento”: i 10 migliori film thriller di sempre
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Pochi generi riescono ad acchiappare il pubblico quanto il thriller. Da sempre sinonimo di tensione, intrighi e misteri. Uno scambio diretto con gli spettatori, tra storie avvincenti e misteri indecifrabili. Tutti i più grandi autori si sono cimentati con certi toni: da Hitchcock a Scorsese fino a David Lynch.

    La lista degli imperdibili è lunga: da classici senza tempo come Tutti Gli Uomini Del Presidente a veri e propri cult come Seven o Memento. I thriller, fin dagli albori, funzionano perché allargano il linguaggio e la narrativa, entrando spesso nell’immaginario collettivo. Basti pensare al finale di Seven o alle sequenze leggendarie di Intrigo Internazionale.

    Per tutti gli appassionati, JustWatch ha stilato una lista con i 10 migliori film thriller.

    10. Vertigo - La donna che visse due volte (1958)

    Cominciamo con uno dei capolavori di Alfred Hitchcock, che racconta la storia di un ex detective afflitto da vertigini che viene coinvolto in un mistero apparentemente soprannaturale legato a una donna. Protagonisti James Stewart e Kim Novak. Il cuore del film, che supera le due ore di durata, è la costruzione psicologica dell’ossessione del protagonista. Hitchcock usa il thriller per parlare di desiderio, controllo e illusione, trasformando una storia investigativa in una discesa nella mente disturbata di un uomo incapace di accettare la realtà. 

    Tecnicamente rivoluzionario: movimenti di macchina, colori e musica creano un’atmosfera ipnotica. E come non citare il mitico zoom all’indietro. Il tutto costruito sulle musiche di Bernard Herrmann. Ciò che rende Vertigo uno dei più grandi thriller della storia è il modo in cui la suspense non nasce dal mistero ma dall’ossessione, trasformando il film in un’esperienza profondamente inquietante. Da vedere se ti ha elettrizzato la storia di Analisi Finale (1992)

    9. M - Il mostro di Düsseldorf (1931)

    Altro capolavoro, quello di Fritz Lang, sorretto da un’interpretazione memorabile di Peter Lorre. Al centro della trama la caccia a un assassino di bambini in una città tedesca sconvolta dal terrore. Anche se la storia è lineare (124 minuti di durata), la vera forza del film è tutta nello straordinario ritratto sociale e psicologico. Lang va oltre il thriller: M - Il mostro di Dusseldorf è anche una riflessione sulla giustizia, sulla paura collettiva e sulla natura del male. 

    L’uso del suono – ancora relativamente nuovo nel cinema degli anni ‘30 – diventa uno strumento narrativo fondamentale, come dimostra il celebre motivo fischiettato dall’assassino. La regia crea tensione senza mostrare quasi mai la violenza, sfruttando al massimo il montaggio. Una pellicola che anticipa elementi moderni, e riesce a trasformare la caccia all’uomo in un potente incubo. Da non perdere se hai visto il remake M. di Joseph Losey (1953).

    8. La finestra sul cortile (1954)

    Sì, in questa lista ci sono molti titoli targati Alfred Hitchcock. Riecco James Stewart nel cast, e con lui Grace Kelly, la trama è quasi minimale: un fotografo immobilizzato osserva i vicini e sospetta che uno di loro sia un assassino. Spunto incredibile che, in 112 minuti, si trasforma in una straordinaria riflessione sullo sguardo, sulla curiosità e sul voyeurismo dello spettatore. 

    Hitchcock costruisce l’intero thriller in un unico spazio scenico, trasformando il cortile in un piccolo universo narrativo pieno di storie che si incrociano. La tensione nasce dall’incertezza: il protagonista ha davvero scoperto un delitto o sta immaginando tutto? Dimostrazione di quanto la suspense possa nascere da dettagli. Un’opera miliare, tra le più influenti di sempre. Se ti sei divertito con Disturbia (2007), ti emozionerai con La finestra sul cortile

    7. Tutti gli uomini del presidente (1976)

    Due ore e venti senza tregua, tra parole, suggestioni e odore d’inchiostro. A scuola di grande cinema con Alan J. Pakula che dirige due giganteschi Robert Redford e Dustin Hoffman. L’indagine giornalistica sullo scandalo Watergate, che portò alle dimissioni del presidente Richard Nixon, diventa narrativa da manuale. 

    Più che un thriller tradizionale, è un thriller dell’informazione: la suspense nasce dalla ricerca paziente di prove, documenti e testimonianze. L’autore punta sull’atmosfera: paranoia e pericolo in cui anche una semplice telefonata può essere decisiva. Il film esalta il lavoro giornalistico come forma di investigazione e mostra quanto sia difficile arrivare alla verità quando il potere cerca di nasconderla. Attualissimo. Devi vederlo se ti sei entusiasmato con Il Caso Spotlight (2015).

    6. Seven (1995)

    Con Seven di David Fincher entriamo nel territorio degli absolute di genere. Terzetto da urlo - Brad Pitt, Morgan Freeman e Kevin Spacey - per uno dei cult thriller anni ‘90. In 127 minuti, il film mette in scena l’indagine che ruota attorno a una serie di omicidi ispirati ai sette peccati capitali. Ma il vero cuore del film non è l’indagine quanto la visione estremamente pessimistica della società. 

    David Fincher costruisce un mondo cupo e soffocante in cui la città sembra costantemente immersa nella pioggia e nel degrado (iconico il trench di Freeman). Dietro l’orrore, uno schema freddo e controllato, mentre la sceneggiatura porta lentamente i personaggi verso un finale devastante. Memorabile, perché usa la struttura del poliziesco per affrontare temi filosofici come il peccato, la giustizia e la disperazione. Cinema da manuale come non ne fanno più. Non puoi perderlo se il tuo film preferito è Il silenzio degli innocenti (1991). 

    5. The Departed (2006)

    Anche qui, terzetto protagonista decisamente super: Leonardo DiCaprio, Matt Damon e Jack Nicholson. The Departed è considerato uno dei grandi thriller moderni: due ore e mezza che non annoiano mai, ben dirette da Martin Scorsese. Solito piglio dell’autore, che punta sulla tensione psicologica che deriva dal doppio gioco dei protagonisti. 

    Un lungometraggio nervoso e imprevedibile, in cui ogni scena può cambiare completamente la situazione. La trama in una riga: due infiltrati si sfidano su fronti opposti, uno nella mafia e uno nella polizia. Il film riflette sull’identità e sul prezzo morale dell’inganno, mostrando come vivere sotto copertura possa distruggere la personalità di un uomo. Finale esplosivo. Devi vederlo se ami le vibrazioni di Donnie Brasco (1997).

    4. Memento (2000)

    Un uomo, una vendetta da consumare e una memoria che fa cilecca. Non poteva mancare Christopher Nolan con il suo Memento. Appena 113 minuti, con una struttura narrativa innovativa che procede all’indietro e costringe lo spettatore a ricostruire gli eventi insieme al protagonista, interpretato da Guy Pearce. 

    Il regista di Odissea (2026) trasforma così la forma del racconto nel vero motore del thriller. Il pubblico vive la stessa confusione e incertezza del personaggio principale, mettendo continuamente in dubbio ciò che vede. Punto di riferimento per il thriller contemporaneo, reso celebre dal montaggio di Wally Pfister. Se ti piacciono i rompicapi stile Shutter Island (2010) devi recuperare Memento.

    3. Intrigo internazionale (1959)

    Non ce ne vorranno i fan di Psyco (1960), ma il film con Cary Grant e Eva Marie Saint (grande coppia) è il capolavoro inarrivabile di Alfred Hitchcock. Un titolo divertente, entusiasmante, ricco d’azione. La storia di un uomo comune scambiato per una spia diventa un viaggio pieno di inseguimenti, inganni e colpi di scena. 

    Suspense e ironia, per due ore e un quarto piene di sequenze diventate tra le più iconiche della storia del cinema (come non citare quella dell’aereo, o la scalata del Monte Rushmore). A differenza di altri lungometraggi di Hitchcock, Intrigo Internazionale è costruito come una grande avventura cinematografica che mantiene sempre un ritmo impeccabile, senza rinunciare a una certa eleganza. Se hai amato Notorious - L'amante perduta (1946), amerai Intrigo internazionale.

    2. Mulholland Drive (2001)

    Prima di vedere Mulholland Drive, un consiglio: lasciatevi trasportare dalla storia e dalle immagini, senza cercare una spiegazione precisa. Firmato da David Lynch e interpretato da Naomi Watts e Laura Harring, questo è uno dei thriller più enigmatici e discussi del cinema. Il plot segue due donne coinvolte in un mistero a Hollywood, ma il film si trasforma presto in un labirinto narrativo in cui sogno e realtà si confondono continuamente. 

    Il regista culto utilizza il linguaggio del thriller per creare un’esperienza onirica, piena di simboli e momenti inquietanti. Restando fedele alla sua visione. Più che risolvere un mistero, il film invita lo spettatore a perdersi nel suo mondo ambiguo e disturbante. Mulholland Drive, dalla durata di due ore e 27 minuti, rompe le regole tradizionali del genere e dimostra come il mistero possa essere usato per esplorare la psicologia, i desideri e le illusioni. Non devi perderlo se sei un fan di Strade Perdute (1997).

    1. Zodiac (2007)

    L’indagine sul celebre serial killer che terrorizzò la California negli anni Sessanta e Settanta, raccontata da David Fincher in quello che è, forse, un thriller ineccepibile. A differenza di molti titoli di genere, Zodiac rinuncia alla spettacolarizzazione e si concentra sull’ossessione dei personaggi che cercano di risolvere il caso. Nel cast Jake Gyllenhaal, Robert Downey Jr. e Mark Ruffalo. 

    In 157 minuti, Fincher costruisce un racconto estremamente realistico, pieno di dettagli investigativi. La tensione, focale ma mai strabordante, nasce proprio dall’impossibilità di arrivare a una risposta definitiva. L’esplicazione di quanto il mistero possa essere inquietante anche senza una soluzione chiara, trasformando l’indagine in un’ossessione che consuma lentamente chi la conduce. Devi vederlo sei un appassionato della serie Mindhunter (2017).

  • 40 film horror per tutti i gusti da vedere assolutamente in streaming
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    Tutti i fanatici di horror, ma anche quelli che preferiscono vedere un film del terrore di tanto in tanto,sono sempre alla ricerca di nuovi horror da scoprire o di classici intramontabili da vedere per l’ennesima volta. Gli appassionati del genere sono fortunati, perché il cinema horror è sempre stato in grado di innovarsi ed espandersi, riuscendo ad aumentare sempre più il livello di paura somministrato.

    Questa lista propone 40 film horror calibrati per tutti i gusti e da vedere assolutamente per un effetto-paura istantaneo. L’elenco prende in considerazione veri e propri capolavori del genere e non solo;questi film sono considerati il non plus ultra del cinema in generale. Film come Psycho di Alfred Hitchcock,Halloween di John Carpenter e Shining di Stanley Kubrick sono alcuni di questi classici indiscussi.

    La lista comprende anche esponenti del genere provenienti da Italia, Spagna e Giappone. Il maestro del terrore Dario Argento è presente con il suo capolavoro visivo e stilistico del 1975, ovviamente Profondo Rosso. Alejandro Amenábar invece mostra le sue doti registiche in The Others, un film che riscosse un incredibile successo ai botteghini nel 2001. Infine, Ring di Hideo Tanaka offre uno sguardo a quel fenomeno anni 90’s targato Giappone conosciuto come J-Horror.

    E poi ancora decine di altri horror che non possono assolutamente mancare nella lista di nessun appassionato di cinema. Dagli horror rivelazione della casa di produzione A24 Hereditary - Le radici del male e The Witched esempi iconoclasti e politici come La notte dei morti viventi e Non aprite quella porta, questa lista è completa di tutto.

  • Tutti i film nominati agli Oscar 2022 e dove guardarli in streaming
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    Gli Oscar sono riconosciuti in tutto il mondo come i premi più prestigiosi che un artista del cinema possa ricevere. Ogni anno - quasi sempre a febbraio o marzo - il tappeto rosso viene steso a Los Angeles e decine di film da tutto il mondo contendono per ambire ad ottenere almeno un premio. Allo stesso tempo, gli attori e gli addetti al lavoro che hanno reso possibile i film sono anch’essi premiati, categoria per categoria.

    Allo stesso tempo, data l’enorme risonanza mediatica dell’evento e il gigantesco volume di spettatori, le cerimonie degli Oscar possono anche contenere episodi virali o emblematici che sono rimasti nell’immaginario collettivo e nella storia del cinema. Dal rifiuto di Marlon Brando di ricevere il premio alla gaffe di Warren Beatty nell’annunciare il vero vincitore dell’edizione 2017, gli Oscar hanno anche offerto sorprese inaspettate.

    L’edizione del 2022 ha visto trionfare come Miglior Film CODA - I Segni Del Cuore, un bellissimo coming-of-age scritto e diretto da Sian Heder, mentre Dune di Denis Villeneuve si è portato a casa il numero più alto di premi, ben 6. I due premi più attesi, per quanto riguarda la recitazione, sono andati a Jessica Chastain per il ruolo di Tammy Faye Bakker in Gli Occhi Di Tammy Faye e a Will Smith per la sua interpretazione di Richard Williams in Una Famiglia Vincente - King Richard.

    Questa lista riporta tutti i film nominati agli Oscar del 2022 - compresi i film in gara per le categorie“miglior documentario” e “miglior film in lingua straniera” - così da poter rivivere un anno magnifico di film.

  • Da "Ghost" a "La La Land": i 10 migliori film romantici di sempre
    Manuela Santacatterina

    Manuela Santacatterina

    Editor a JustWatch

    Ah, l’amore. Impossibile, tragico, doloroso. E ancora: divertente, ricambiato, liberatorio. Il romanticismo nel cinema, fin dagli albori, ha assunto sfumatura diverse: c’è la fredda Ninotchka di Greta Garbo del ‘39, oppure la visione disincantata e spumeggiante di Marilyn Monroe, Lauren Bacall e Betty Grable in Come sposare un milionario (1953), o l’amore potente di West Side Story (1961), rivisto recentemente anche da Steven Spielberg. 

    Che amiate gli happy ending o i finali da lacrime, le pellicole romantiche sono espressioni di un sentimento unico, esaltato dal linguaggio cinematografico. Un linguaggio capace di accendere il sogno e l’immaginazione, portandoci a vivere amori unici e inimitabili.

    Per tutti gli inguaribili romantici, JustWatch ha stilato una lista con i 10 migliori film romantici.

    10. La bella e la bestia (1991)

    Uno dei classici Disney più belli è anche uno dei titoli più romantici della storia. Espressione del romanticismo in forma animata, racconto che unisce fiaba e maturità emotiva con  profondità. Al centro Belle, giovane donna intelligente e indipendente, che si offre prigioniera al posto del padre nel castello di una Bestia in realtà vittima di un incantesimo; ciò che nasce come costrizione si trasforma lentamente in scoperta reciproca e amore autentico. Accanto a loro personaggi che hanno fatto la storia: da Lumière al piccolo Chicco, protagonisti di sequenze musicali tuttora strabilianti. 

    A dirigere il film due maestri del genere come Gary Trousdale e Kirk Wise capaci di costruire un mondo visivamente sontuoso, enfatizzando i toni oscuri e fiabeschi. Senza dubbio capolavoro dell’animazione Disney, primo titolo animato candidato all’Oscar come miglior film, ed emblema del rinascimento disneyano, La bella e la bestia, dalla durata di 87 minuti, è un grande film romantico perché racconta l’innamoramento come scelta consapevole: Ovvero: vedere nell’altro verità e sincerità. Non puoi perderlo se hai amato il live action La bella e la bestia (2017).

    9. Le pagine della nostra vita (2004)

    Un melodramma intenso che esplora l’amore come memoria e promessa mantenuta nel tempo. La trama de Le pagine della nostra vita racconta la storia di Noah e Allie, giovani divisi dalle differenze sociali ma legati da una passione incancellabile, narrata attraverso il ricordo di un uomo anziano che legge la loro storia alla donna amata ormai colpita dall’Alzheimer. Al timone Nick Cassavetes, che in 123 minuti privilegia l’emozione diretta, sostenuta dalle interpretazioni di Ryan Gosling e Rachel McAdams, capaci di restituire emozioni e vulnerabilità. 

    Emblema del cinema di inizio Millennio - semplice ma non semplicistico - la pellicola è diventata, anche grazie al passaparola, un classico romantico, capace di parlare a un pubblico vastissimo. La fedeltà, il sacrificio, la lotta contro il tempo e la malattia. Con l’amore che resiste persino alla perdita della memoria. Lacrimoni. Devi vederlo se ti emozioni con Dear John (2010).

    8. Io e Annie (1977)

    Woody Allen prima di Manhattan (1979) ha rivoluzionato il racconto sentimentale, trasformando la commedia romantica in riflessione intellettuale sull’amore contemporaneo. Da una parte il nevrotico comico Alvy Singer e dall'altra l’'imprevedibile Annie Hall, tra entusiasmi, incomprensioni e inevitabile separazione. Tutto concentrato nei classici 90 minuti di montaggio. 

    Tra sorrisi e lacrime, Io e Annie porta in scena l’identità, la fragilità dell’ego, la paura dell’intimità riflettendo, in modo non banale, su quanto l’amore possa finire, senza però perdere il suo valore. Funziona ed emoziona perché il regista newyorkese spezza la linearità narrativa con flashback, rotture della quarta parete e sequenze surreali. E poi il cast, a cominciare da Diane Keaton in stato di grazia. Se il tuo film preferito è Harry, Ti presento Sally… (1989) non puoi perdere Io e Annie.

    7. C’è post@ per te (1998)

    Kathleen e Joe, rivali nel mondo delle librerie, sono ignari di essere gli interlocutori segreti di una corrispondenza via e-mail che li avvicina emotivamente. Non c'è dubbio che il film di Nora Ephron sia tra i massimi esempi di rom-com anni ‘90. L’albore di Internet, il sogno d’amore che passa attraverso il client di AOL. 

    C’è post@ per te è uno di quei film che non ci stanchiamo di rivedere: una delicata commedia che racconta l’innamoramento all’alba dell’era digitale, sostenuta dal carisma di Tom Hanks e Meg Ryan. Equilibrio, ironia e sentimento, sincerità, il destino e la trasformazione del conflitto in complicità, il tutto in due ore di durata che esaltano la bellezza di New York, da Central Park a Midtown. Non puoi amare Notting Hill (1999) senza prima vedere C’è post@ per te.

    6. Call me by your Name (2017)

    Tra i migliori film romantici a tema LGBTQIA+. Luca Guadagnino, basandosi sul romanzo di André Aciman, dirige un racconto sensuale e malinconico sulla scoperta del primo amore. Dai colori accesi e dalle sensazioni vivide, in 132 minuti seguiamo l’estate di Elio, diciassettenne che si innamora di Oliver, ospite americano nella villa di famiglia in Italia, a Cremona. 

    Lentezza, musica, pranzi e libri, la luce naturale e il silenzio. Un immaginario cinematografico in cui si mescolano temi come l’identità, il dolore e l’accettazione. L’amore come esperienza formativa, l’estate come illusione di felicità e bellezza. E poi come non menzionare i due protagonisti, Timothée Chalamet e Armie Hammer, intensi e reali. Se il tuo film romantico preferito è I Segreti di Brokeback mountain (2005), ti innamorerai anche di Chiamami col tuo nome.

    5. La La Land (2016)

    Non poteva mancare il cult romantico che più romantico non si può, diretto da Damien Chazelle. Lettera d’amore al cinema, nonché lettera d’amore a tutti i sognatori. Storia famigerata: in 128 minuti La La Land porta in scena l’incontro tra Mia, aspirante attrice, e Sebastian, musicista jazz, uniti da sogni comuni ma messi alla prova dall’ambizione. 

    La regia di Chazelle rende omaggio al cinema hollywoodiano con colori saturi e numeri musicali entrati nell’immaginario pop, mentre Emma Stone e Ryan Gosling incarnano perfettamente la chimica e la malinconia. La La Land ha reinventato il musical moderno e il concetto di romanticismo, capace di resistere al successo e al sacrificio. Perché amare significa anche lasciare andare per permettere all’altro di realizzarsi. Da non perdere se ti piacciono i film che uniscono l’amore e la musica come Tutto può cambiare (2013).

    4. Vi Presento Joe Black (1998)

    All’uscita, fece parlare per la sua durata decisamente importante: quasi tre ore. Vi presento Joe Black è una riflessione romantica e metafisica sull’amore e la morte, che ha avuto fortuna grazie ai molti passaggi in tv. Titolo romantico e strappalacrime. Protagonista la Morte che, assumendo sembianze umane, si innamora di una giovane donna mentre osserva la vita di un potente uomo d’affari. 

    Brad Pitt, Anthony Hopkins e Claire Forlani danno intensità al dramma, divenuto per molti un titolo cult degli anni ‘90. Con un finale tutt’altro che scontato, in quanto suggerisce che l’amore è ciò che rende bellissima la vita, anche quando è destinata a finire. Se piangi ogni volta con La casa sul lago del tempo (2006), devi vedere questo film. 

    3. Ghost (1990)

    L’amore cinematografico più citato e imitato di tutti. Romanticismo, dramma, sentimento in 122 minuti. Più che un film, un vero e proprio fenomeno culturale. Al centro una storia ormai celebre: Sam, ucciso durante una rapina, resta sulla Terra come spirito per proteggere l’amata Molly e scoprire la verità. Anche qui si piange, e pure molto.

    Oltre le sequenze iconiche (su tutti, quella del vaso di creta, sensuale e dolce allo stesso tempo), spicca il cast Patrick: Swayze, Demi Moore e Whoopi Goldberg offrono interpretazioni memorabili. Sulle note di Unchained Melody, cantata da The Righteous Brothers, Ghost ha fatto la storia tra i film romantici. Se ti commuovi con l’amore e la morte raccontati in City of Angels - La città degli angeli (1998), non resisterai a Ghost.

    2. Titanic (1997)

    Il destino beffardo, il sacrificio, ma anche la lotta di classe e il romanzo formativo. Titanic è un titolo che non ha certo bisogno di presentazioni. Tre ore e un quarto per una vera e proproa epopea romantica ambientata sullo sfondo della tragedia storica del celebre transatlantico, ricostruito da James Cameron attraverso espedienti digitali e analogici. 

    L’amore nella sua essenza: Rose, giovane aristocratica, e Jack, artista povero, si innamorano durante il viaggio inaugurale destinato al naufragio. Spettacolarità e intimità, con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet diventati icone generazionali. Forse, l’ultimo dei grandi colossal. Da non perdere se ami le grandi storie d’amore come quella di Romeo + Giulietta di William Shakespeare  (1996).

    1. Casablanca (1943)

    Uno dei più grandi film della storia del cinema. Il paradigma del romanticismo tragico, un’opera che ha saputo trasformare una storia d’amore in un mito senza tempo. Ambientato nella città marocchina durante la Seconda guerra mondiale, Casablanca racconta l’incontro inatteso tra Rick Blaine e Ilsa Lund, ex amanti separati dalle circostanze e dal dolore, interpretati da Humphrey Bogart e Ingrid Bergman. 

    Un’ora e quaranta per un film romantico che non celebra un amore facile o trionfante, ma un sentimento maturo, consapevole e doloroso, trovando la sua grandezza nel sacrificio: perché fare la cosa giusta è più importante dell’amore stesso. Finale mitologico, più volte citato e omaggiato. Devi vederlo assolutamente se ti sei emozionato con l’amore platonico di In the mood for love (2000).

  • Dove guardare online tutti i film horror usciti nel 2022
    Andrea Ballerini

    Andrea Ballerini

    Editor a JustWatch

    I film horror sono vecchi tanto quanto il cinema stesso. Mostrando immagini che mai potremmo vedere nella realtà ed essendo fin da subito uno dei generi più trasgressivi, il cinema horror ha continuato a terrificare ed ammaliare i suoi spettatori, decennio dopo decennio. I fan del genere sono sempre alla ricerca di emozioni forti e, ogni anno, nuovi contendenti escono nelle sale per ambire ad essere uno de gihorror più spaventosi di sempre.

    Il 2022 è stato un anno ricco di di film horror. Alcune delle saghe più apprezzate sono ritornate al cinemacon nuovi episodi; il 13 Gennaio è uscito Scream, diretto da Matt Bettinelli-Olpin e reboot del film culto di Wes Craven. Un mese dopo, è stata la volta di Non Aprite Quella Porta, basato sul capolavoro del 1974 di Tobe Hooper e diretto da David Blue Garcia. Allo stesso tempo, ad Ottobre è uscito Halloween Ends, uno degli horror più attesi dell’anno, ad opera di David Gordon Green. Il film va a completare la trilogia iniziata nel 2018, e si unisce alla vasta schiera di film ispirati da un altro capolavoro horror, Halloween di John Carpenter.

    Non solo film tratti da saghe sono usciti nel 2022, ma anche digressioni autoriali sul genere. Alex Garland,già autore dei bellissimi Ex-Machina e Annientamento, ha presentato il suo terzo film Men ad Agosto, dove affronta temi sociali importanti attraverso elementi di folklore. Due mesi prima, David Cronenberg deliziava il pubblico con la proiezione insal e limitate di Crimes of the Future, forse l’horror più bello dell’anno. Infine, non sono mancati i film dell’orrore nostrani, come Occhiali Neri del maestro Dario Argento, The Slaughter – La mattanza di Dario Germani e Piove di Paolo Strippoli.