I 10 migliori film usciti nel 2016

I 10 migliori film usciti nel 2016

Pubblicato il11 luglio 2023

Aggiornato il03 febbraio 2026

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Il 2016 è stato un anno straordinario per il cinema, e il suo epilogo agli Oscar del febbraio 2017 resterà nella storia per il momento più imbarazzante mai vissuto dall'Academy. Warren Beatty e Faye Dunaway salgono sul palco per annunciare il miglior film, Beatty apre la busta, esita, guarda di nuovo, sembra confuso, passa la busta a Dunaway che legge senza esitare: "La La Land!". 

Il cast e la troupe del musical di Chazelle salgono sul palco, iniziano i ringraziamenti, ma qualcosa non torna. Dopo due minuti di discorsi, il produttore Jordan Horowitz interrompe tutto, prende il microfono e dice: "C'è stato un errore. Moonlight ha vinto il miglior film". La busta consegnata a Beatty era quella sbagliata, quella dell'attrice protagonista già assegnata a Emma Stone. Il caos, l'incredulità, le scuse, poi finalmente il cast di Moonlight che sale sul palco mentre quello di La La Land scende, tra l’imbarazzo generale. Un errore che ha fatto il giro del mondo, ma anche la dimostrazione che quell'anno la competizione era così serrata che entrambi i film avrebbero meritato di vincere. Dai musical ai drammi familiari, dal cinema italiano che ha dimostrato di saper competere con Hollywood alle visioni provocatorie dei grandi maestri europei, il 2016 ha regalato film destinati a restare. Questa classifica raccoglie dieci titoli imperdibili, dieci opere che hanno segnato l'anno e che meritano di essere (ri)scoperte.

Andrea Arnold è una regista britannica che guarda l'America con gli occhi di chi viene da fuori, e forse proprio per questo riesce a vedere quello che gli americani non vedono più. American Honey segue una banda di ragazzi che viaggiano attraverso il Midwest vendendo abbonamenti a riviste porta a porta, dormendo in motel economici, bevendo, ballando, amandosi con la ferocia di chi non ha nulla da perdere. Il film dura quasi tre ore e non ha una trama nel senso tradizionale del termine, non ha un arco narrativo pulito, non ha fretta di andare da nessuna parte. Bisogna arrendersi al suo ritmo, accettare che il punto non sia la destinazione ma il viaggio, non la storia ma i corpi, i volti, la musica hip-hop e country che accompagna il viaggio. La protagonista è Star, una diciottenne che abbandona una famiglia disastrata per unirsi al gruppo, interpretata dalla debuttante Sasha Lane con una naturalezza che buca lo schermo. Shia LaBeouf, nei panni del carismatico Jake, ritrova finalmente un ruolo capace di contenere le sue capacità di interpretare figure drammatiche, e la fotografia di Robbie Ryan in formato 4:3 comprime i grandi spazi americani per concentrarsi sui personaggi. Il film ha vinto il Premio della Giuria a Cannes, ed è perfetto per chi ama il cinema che osserva, raccontando la società in cui viviamo in cui viviamo con poesia, ma senza giudicare.

Il cinema italiano che non ti aspetti. In Veloce come il vento Matteo Rovere prende una storia vera, quella del pilota di rally Carlo Capone, e dimostra che si può fare un film di corse automobilistiche in Italia senza sembrare una brutta copia di Hollywood, anzi trovando una voce propria e riconoscibile. La storia è quella di Giulia, una giovanissima pilota che dopo la morte del padre deve affidarsi al fratello maggiore Loris per continuare a correre. Il problema è che Loris è un ex campione distrutto dalla droga, e Stefano Accorsi lo interpreta in modo sbalorditivo: dimagrito, con i capelli unti e i denti rovinati, parla in dialetto emiliano e oscilla tra il patetismo e una strana, dolorosa dolcezza. È probabilmente la prova migliore della sua carriera, e la all’epoca debuttante Matilda De Angelis gli tiene testa con una presenza scenica notevole. Le scene di gara sono girate con competenza e adrenalina, il montaggio alterna tensione in pista e dramma fuori, ma il cuore del film sta nel rapporto tra i due fratelli, nella provincia emiliana raccontata senza folklorismi. Sei David di Donatello, incluso miglior film. Perfetto per chi pensa che il cinema italiano sappia fare solo commedie, e per chi ama le storie di seconde possibilità e rivincita. 

Paolo Virzì è uno dei pochi registi italiani capaci di mescolare commedia e dramma con una delicatezza unica, senza che nessuno dei due registri prevalga sull'altro, e La pazza gioia è forse il suo film più riuscito da questo punto di vista. Beatrice e Donatella sono due donne ospiti di una comunità terapeutica in Toscana: la prima, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, è una mitomane logorroica che si spaccia per contessa e sostiene di conoscere i potenti della Terra; la seconda, Micaela Ramazzotti, è silenziosa e tatuata e nasconde un segreto terribile legato alla maternità. Quando le due fuggono insieme dalla struttura, inizia un road movie attraverso la Versilia e la campagna toscana che evita ogni trappola del buonismo. Le protagoniste non sono angeli incompresi ma donne complesse, a tratti insopportabili, capaci di errori imperdonabili, ritratte e raccontate dal regista con profondità. Virzì le guarda con un affetto che contagia lo spettatore, costruendo scene di pura felicità rubata che restano nel cuore. La Bruni Tedeschi è straordinaria, una di quelle interpretazioni che in un sistema cinematografico diverso varrebbero un Oscar, e la Ramazzotti le tiene testa con una fragilità che non scivola mai nel patetico. Cinque David di Donatello. Perfetto per chi ama il cinema italiano d'autore e per chi cerca due interpretazioni femminili indimenticabili.

07

Neruda
Neruda

Neruda

2016

Pablo Larraín non fa biopic tradizionali, e Neruda ne è la dimostrazione più evidente. Il film racconta la fuga del poeta cileno Pablo Neruda, messo fuorilegge nel 1948 dal presidente Videla per la sua militanza comunista, ma lo fa in un modo che mescola continuamente realtà e finzione, storia e letteratura, thriller e western. Il colpo di genio è l'invenzione dell'ispettore Oscar Peluchonneau, interpretato da Gael García Bernal: un personaggio che forse esiste solo nella mente di Neruda, che insegue il poeta attraverso il Cile come un personaggio secondario insegue disperatamente il proprio autore per avere un senso. Il film gioca con lo spettatore, lo disorienta, rifiuta di dargli certezze. Luis Gnecco interpreta un Neruda sensuale e vanitoso, consapevole del proprio mito, che frequenta bordelli e feste mentre scrive il Canto General, e la fotografia di Sergio Armstrong avvolge tutto in una luce brumosa e onirica. Non è un film facile: richiede attenzione, pazienza, voglia di perdersi in un labirinto narrativo che non promette uscite semplici. Ma ripaga ogni sforzo con immagini e idee che restano a lungo nella mente. Candidato al Golden Globe come miglior film straniero. Perfetto per chi ama il cinema che osa e che non ha paura di sperimentare con le forme narrative. 

06

Elle
Elle

Elle

2016

Paul Verhoeven a quasi ottant'anni dirige il suo film più complesso e disturbante, e trova in Isabelle Huppert l'attrice perfetta per un ruolo che nessuna star americana avrebbe mai accettato. Michèle è una donna d'affari di successo che viene stuprata in casa da un uomo mascherato. Invece di denunciare, invece di crollare, invece di fare qualsiasi cosa ci si aspetterebbe, Michèle riprende la sua vita come se nulla fosse accaduto, salvo iniziare un gioco pericoloso con il suo aggressore. Elle è un film che rifiuta ogni categorizzazione: è un thriller, è una commedia nera, è un dramma familiare, è un'analisi spietata della borghesia francese. Verhoeven non giudica mai la sua protagonista, non la rende vittima né carnefice, la osserva con lo stesso sguardo freddo e curioso che la Huppert rivolge al mondo. È un film scomodo, provocatorio, a tratti irritante nella sua ambiguità morale, e proprio per questo impossibile da dimenticare. La Huppert ha vinto il Golden Globe e ha ottenuto una rarissima nomination all'Oscar per un ruolo in lingua non inglese. Perfetto per chi cerca un cinema adulto che non tiene per mano lo spettatore e per chi ama i titoli che portano in scena domande morali. 

In Manchester by the Sea Kenneth Lonergan costruisce un film sul dolore che non può essere superato, solo sopportato. Lee Chandler è un tuttofare che vive in uno scantinato di Boston, un uomo chiuso, scorbutico, che beve troppo e cerca risse nei bar. Quando suo fratello muore, Lee deve tornare nella sua città natale e scopre di essere stato nominato tutore del nipote adolescente Patrick. Attraverso flashback che si incastrano con il presente, il film rivela gradualmente cosa sia successo a Lee, quale tragedia lo abbia spezzato in modo irreparabile. Casey Affleck offre una delle interpretazioni più misurate e devastanti degli ultimi anni, un lavoro di sottrazione che dice tutto attraverso gli sguardi, le pause, i silenzi, giustamente premiato con l'Oscar. Lonergan scrive e dirige con una precisione chirurgica, evitando ogni scorciatoia emotiva, ogni catarsi facile, ogni redenzione consolatoria. Michelle Williams appare in poche scene ma (come sempre) lascia un segno indelebile, soprattutto nell'incontro casuale con Lee che è tra i momenti più strazianti del film. La cittadina costiera del Massachusetts, con la sua luce bianca e i suoi inverni gelidi, diventa un personaggio a sé. Due Oscar meritatissimi per attore protagonista e sceneggiatura originale. Perfetto per chi cerca un cinema che riesce a raccontare il dolore attraverso la poesia, senza mai scadere in facili melodrammi e spettacolarizzazioni. Una gemma. 

04

La La Land
La La Land

La La Land

2016

Damien Chazelle a trentuno anni resuscita il musical classico e lo fa in un film diventato un pilastro del genere. La La Land racconta la storia d'amore tra Mia, un'aspirante attrice che serve caffè negli studios di Hollywood, e Sebastian, un pianista jazz ossessionato dal passato del genere. Emma Stone e Ryan Gosling cantano e ballano con un'imperfezione studiata che li rende credibili e adorabili, lontani anni luce dai numeri patinati dei musical tradizionali, ma proprio per questo rende la loro performance credibile e contemporanea. Chazelle li filma con piani sequenza virtuosistici che omaggiano i classici senza mai scivolare nel citazionismo sterile. Il film apre con un numero musicale in autostrada che toglie il fiato e si chiude con un epilogo malinconico che ribalta tutto quello che ci si aspetta da una storia d'amore. Los Angeles non è mai stata così bella, con i suoi tramonti impossibili, i suoi locali jazz nascosti, il suo Osservatorio Griffith dove i protagonisti ballano tra le stelle. La colonna sonora di Justin Hurwitz è diventata una delle più amate, City of Stars è diventata ormai un classico. Sei Oscar su quattordici nomination, inclusi miglior regia e miglior attrice per la Stone. È un film che funziona anche per chi i musical non li sopporta, consigliatissimo se state cercando un blockbuster degno di questo nome, un vero kolossal contemporaneo.

03

Mademoiselle

Park Chan-wook, il maestro coreano della Trilogia della Vendetta, adatta il romanzo Ladra di Sarah Waters trasportandolo nella Corea degli anni Trenta sotto occupazione giapponese, e il risultato è il suo film più elegante e sensuale. La storia è un intrigo di inganni e doppi giochi: una giovane truffatrice viene assunta come cameriera di una ricca ereditiera, con l'obiettivo di farla sposare a un falso conte e poi farla internare in manicomio per impossessarsi del suo patrimonio. Ma niente è come sembra, ogni personaggio nasconde segreti, e il film ribalta continuamente le aspettative dello spettatore. Mademoiselle è diviso in tre atti che raccontano gli stessi eventi da punti di vista diversi, rivelando ogni volta nuove verità, e ogni volta che pensi di aver capito tutto scopri di non aver capito niente. Park Chan-wook dirige con una maestria visiva che toglie il fiato: ogni inquadratura è un dipinto, ogni movimento di macchina ha un significato, la cura per i dettagli sfiora l'ossessione. Le scene erotiche tra le due protagoniste sono esplicite ma mai gratuite, parte integrante di una storia che parla di liberazione e rivalsa. Kim Min-hee e Kim Tae-ri sono perfette, e lo zio collezionista di libri erotici è uno dei villain più inquietanti degli ultimi anni. Presentato in concorso a Cannes, questo film è perfetto per chi ama il cinema coreano e per chi apprezza le trame labirintiche. Un film affascinante e misterioso, da togliere il fiato.

02

Paterson
Paterson

Paterson

2016

Jim Jarmusch filma una settimana nella vita di un autista di autobus che si chiama Paterson e vive nella città di Paterson, New Jersey, la stessa città che diede i natali al poeta William Carlos Williams. Ogni giorno Paterson si sveglia accanto alla moglie Laura, va al lavoro, ascolta le conversazioni dei passeggeri, scrive poesie su un taccuino durante le pause, torna a casa, porta a spasso il cane, beve una birra al bar. E basta. Non succede quasi nulla, eppure succede tutto. Il film richiede allo spettatore di arrendersi al suo ritmo contemplativo, di accettare che la poesia possa nascere dalla ripetizione, dalla routine, dai piccoli dettagli che cambiano impercettibilmente da un giorno all'altro. Adam Driver è straordinario nel ruolo di un uomo che osserva il mondo con occhi gentili e lo trasforma in versi, e Golshifteh Farahani è perfetta come moglie che sogna in grande mentre lui sogna in piccolo. Jarmusch trova la bellezza dove nessuno la cerca: in una scatola di fiammiferi, in una conversazione origliata sull'autobus, in un cane bulldog francese che sembra avere più personalità di molti personaggi cinematografici. Le poesie nel film sono state scritte da Ron Padgett, e si integrano nelle immagini con una grazia che commuove senza mai essere sentimentale. Presentato in concorso a Cannes, Paterson non è un film per tutti, ma chi lo amerà lo amerà per sempre. Perfetto per chi cerca la poesia e i toni iperrealistici tipici del cinema indie di Jarmusch, un film cult che racconta la bellezza in ogni sua inquadratura.

Moonlight racconta la vita di Chiron, un ragazzo nero e gay che cresce nei quartieri poveri di Miami con una madre tossicodipendente, dividendo il film in tre atti: l'infanzia, l'adolescenza, l'età adulta. Nel primo atto il piccolo Chiron trova in uno spacciatore di nome Juan l'unica figura paterna della sua vita, e Mahershala Ali vince l'Oscar con un ruolo che dura pochi minuti, ma che definisce tutto il film. È cinema puro: ogni immagine sembra dipinta, ogni silenzio dice più delle parole, la vulnerabilità diventa forza. La fotografia di James Laxton trasforma i quartieri poveri di Miami in un luogo quasi onirico, con quei blu e quei viola che sono diventati iconici. La scena sulla spiaggia, dove Chiron adolescente vive il suo primo momento di intimità, è tra le più belle e delicate mai girate nel cinema contemporaneo. E il finale chiude il cerchio con una dolcezza inaspettata. Primo film a tematica LGBT e primo con un cast interamente afroamericano a vincere l'Oscar come miglior film. È un'opera che parla di identità, di amore, di sopravvivenza, con una voce che non assomiglia a nessun'altra. Consigliato a tutti, senza eccezioni.

Informazioni su questa lista

Titoli

10

Costo totale di visione

19,93 €

Durata totale

21h 17min

Generi

Drammatico, Di produzione europea, Romantico

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Ci sono 10 titoli in questa lista e 2 di questi li puoi guardare su HBO Max Amazon Channel. Anche altri 8 servizi di streaming hanno titoli disponibili oggi.

  1. 2 titoliHBO Max Amazon Channel
  2. 2 titoliHBO Max
  3. 2 titoliRai Play
  4. 1 titoloAmazon Prime Video
  5. 1 titoloSky Go