
Questa peculiare vittoria agli Oscar non si verificava da oltre dieci anni
«È un pareggio, non sto scherzando». Sono state le parole dell’attore e comico Kumail Nanjiani, volto della serie HBO Silicon Valley (2014), una volta aperta la busta con il nome del vincitore del premio per il miglior cortometraggio durante la 98° edizione degli Oscar. Sebbene sia una rarità, è stata infatti assegnata la statuetta dorata a pari merito a The Singers (2026) e Two People Exchanging Saliva (2025).
Con il timore di non essere preso sul serio, Nanjiani ha ribadito il pareggio, chiamando prima sul palco il regista Sam A. Davis e il produttore Jack Piatt per The Singers e successivamente i registi di Two People Exchanging Saliva. In entrambi i discorsi di accettazione, c’è chi ha ammesso di non essere a conoscenza della possibilità di poter vincere un premio a pari merito oppure chi sapeva che fosse successo “solo per tre volte” nella storia degli Academy Awards.
In realtà, si tratta della settima volta. Rimane però un evento decisamente raro vedere agli Oscar due premi assegnati nella stessa categoria. L’ultimo episodio risale infatti al 2013, quando la statuetta per il miglior montaggio sonoro venne consegnata sia a Skyfall (2012) sia a Zero Dark Thirty (2012). Può succedere, infatti, più frequentemente nelle categorie più tecniche in quanto vedono meno persone votare, al contrario del miglior film, dove solitamente la partecipazione è particolarmente attiva, con il coinvolgimento di quasi tutti gli 11mila iscritti all’Academy.
Ripercorriamo gli altri casi rari in cui abbiamo visto l’Oscar ex aequo, tra l’inizio degli anni Trenta a oggi.
1. 1932, Miglior attore: Fredric March e Wallace Beery
Non si è trattato propriamente di un pareggio. In occasione della quinta cerimonia degli Academy Awards, Fredric March ha infatti ottenuto un voto in più per la sua interpretazione del protagonista nel film Il Dottor Jekyll (1931) di Rouben Mamaoulian rispetto a Wallace Beery, che ricopriva il ruolo principale de Il campione (1931), che tra l’altro fu presentato in occasione della primissima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, che si è svolta al Lido dal 6 al 21 agosto del 1932. Rispetto a oggi, le regole in merito all’assegnazione degli Oscar erano diverse: bastava uno scarto massimo di tre voti per far ottenere il premio anche al secondo classificato. Successivamente sarebbe stati infatti contemplato solo un pareggio esatto, ovvero con il medesimo numero di voti.
2. 1950, Miglior Corto Documentario
Cambiate le regole, ma la storia si ripete. Passano quasi vent’anni per giungere alla 22° edizione degli Academy Awards, che ha visto assegnare la statuetta dorata a pari merito per il Miglior corto documentario ai cortometraggi A Chance to Live (1949) di James L. Shute e a So Much for So Little (1949) di Chuck Jones e Friz Freleng. Per la prima volta nella storia del premio, due candidati all’Oscar ottengono il medesimo numero di voti, portando così alla consegna ex aequo dell’ambito riconoscimento.
3. 1969, Miglior attrice protagonista
A quasi venti edizioni di distanza, la terza volta. La 41° cerimonia degli Academy Awards, tenutasi il 14 aprile 1969, ha visto ottenere l’Oscar a pari merito nella categoria “miglior attrice protagonista”. Il riconoscimento è stato consegnato infatti sia a Katharine Hepburn per Il leone d’inverno (1968) e a Barbra Streisand per Funny Girl (1968). Nella pellicola diretta da Anthony Harvey, tratta dall’omonima opera teatrale di James Goldman, la Hepburn affianca Peter O’Toole, indossando i panni di Eleonora d’Aquitania, che fu regina per ben due volte, prima di Francia e poi d’Inghilterra, mentre la Streisand è la celebre attrice e cantante americana Fanny Brice nella pellicola che ne ripercorre la vita.
4. 1987, Miglior Documentario
Il 20 è un numero che torna. Sì, perché anche stavolta sono passati nuovamente (quasi) altri vent’anni. Proprio durante la 59° edizione, svoltasi il 30 marzo del 1987, il premio per il miglior documentario è andato ex aequo a Artie Shaw: Time Is All You've Got (1986) di Brigitte Berman e a Down and Out in America (1986) di Lee Grant. Il primo documentario ripercorre la vita del celebre clarinettista jazz, Artie Shaw, attraverso immagini d’archivio, riprese dei luoghi e una sua intervista, mentre il secondo è un viaggio attraverso la povertà dilagante negli Stati Uniti provocata dalla presidenza di Ronald Reagan (1981-1989).
5. 1994, Miglior Cortometraggio
La 67° cerimonia ha visto l’assegnazione degli Oscar a pari merito al miglior cortometraggio. Proprio come sarebbe accaduto 32 anni dopo, la statuetta dorata è stata infatti assegnata sia a Franz Kafka's It's a Wonderful Life, scritto e diretto da Peter Capaldi, sia a Trevor di Peggy Rajski. Il primo, in sostanza, fa incontrare “La metamorfosi” di Franz Kafka con La vita è meravigliosa (1946), il capolavoro di Frank Capra, mentre il secondo racconta la storia di un adolescente che scopre la propria omosessualità per poi diventare vittima di bullismo. Da quest’ultimo è stato tra l’altro tratto un musical, Trevor – Il musical (2022), disponibile su Disney+.
6. 2013, Miglior Montaggio Sonoro
Era il 2013 l’ultima volta che abbiamo visto verificarsi il caso piuttosto raro. Proprio nel corso della 85° edizione degli Oscar, la statuetta dorata per il “miglior montaggio sonoro” fu assegnata ex aequo a due film molto diversi tra loro: Skyfall (2012) e Zero Dark Thirty (2012). Il primo, diretto da Sam Mendes, è il 23° capitolo della saga cinematografica di James Bond, il terzo interpretato da Daniel Craig, il secondo, con la regia di Kathryn Bigelow, la prima donna nella storia a vincere l’Oscar per la miglior regia, ripercorre la caccia a Osama Bin Laden, fondatore e leader dell’organizzazione terroristica Al Qaeda, dietro il terribile attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001.
7. 2026, Miglior Cortometraggio
E così, nella scorsa edizione, l’Oscar è andato a pari merito a Sam A. Davis e Jack Piatt con The Singers e a Alexandre Singh e Natalie Musteata con Two People Exchanging Saliva. Entrambi i cortometraggi hanno avuto la meglio su Butcher’s Stain (2025) di Meyer Levinson-Blount e Oron Caspi, A Friend of Dorothy (2022) di Lee Knight e James Dean e Jane Austen’s Period Drama (2024)di Julia Aks e Steve Pinder. La battuta sul caso? “Con questa vittoria a pari merito avete rovinato le scommesse di chi gioca sugli Oscar” ha concluso O’Brein. La grande lezione? Per le prossime edizioni, dunque, bisognerà tenere sempre in considerazione l’eventualità dell’Oscar ex aequo.
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Two People Exchanging Saliva






























