
Odiati dalla critica, amati dal pubblico: "Michael" e altri 5 film che hanno sbancato al botteghino nonostante le critiche
Odi et amo. È una tensione costante, che da sempre attraversa la storia del cinema, soprattutto nel rapporto tra film, critica e pubblico. Non è raro che opere duramente contestate dagli esperti riescano invece a conquistare gli spettatori. Un esempio recentissimo è Michael (2026), il biopic su Michael Jackson, approdato da poco nelle sale. Pur incontrando il favore del pubblico, che lo sta accogliendo con grande entusiasmo, il film diretto da Antoine Fuqua è stato infatti stroncato dalla critica. I motivi?
Il progetto è stato infatti etichettato come una biografia “ammorbidita” della popstar, tanto da interrompere il racconto alla fine degli anni Ottanta, eludendo così la parte dell’accusa di molestie sessuali su minori. Premessa, sembrerebbe il vero finale sia stato completamente tagliato in corsa, portando a delle riprese aggiuntive per diversi motivi, compreso un cavillo legale che vedrebbe coinvolto uno degli accusatori. Ma al tempo stesso, nei titoli di coda appare una didascalia che lascia aperta la porta a un sequel, che sarebbe in fase di preparazione, considerato l’enorme successo che sta riscontrando al botteghino.
A documentare ulteriormente la netta divisione di giudizio è anche Rogen Tomatoes, il portale che aggrega recensioni di film e serie televisive, dove la pellicola ha raggiunto il 97% di media con i voti del pubblico, al contrario di quella della critica, che si è attestata sul 39%. Tuttavia, a essere stata risparmiata è la performance di Jaafar Jackson, nipote del Re del Pop, che nell’accettare la sfida di interpretare lo zio per il grande schermo è riuscito a mettere d’accordo all’unanimità due sguardi profondamente divergenti.
Di seguito, alcuni titoli che hanno condiviso la medesima esperienza: odiati dalla critica, ma amati dal pubblico. Tra questi uno ancora in sala e soprattutto in cima alla classifica.
C’è chi l’ha amato e chi l’ha odiato. Joker (2019) è stato infatti fortemente divisivo, non solo tra pubblico e critica. Presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia, dove vinse il Leone d’Oro, la pellicola di Todd Phillips ha segnato al botteghino un risultato al di sopra delle aspettative. Un miliardo di dollari è infatti un caso per un “film vero mascherato da cinecomic”, che sin dall’inizio voleva riscrivere le regole del filone. Il segreto del successo? Probabilmente il pubblico deve essere rimasto colpito da “qualcosa di diverso”, che era andato oltre una semplice origin story di un villain iconico, come l'arcinemico per eccellenza di Batman, che a sua volta arrivava da una trilogia cinematografica importante, come quella di Christopher Nolan. Il Joker di Joaquin Phoenix, che ha affascinato il pubblico, si discosta per molti motivi dall'interpretazione del compianto Heath Ledger ne Il Cavaliere Oscuro (2008), così come da quella di Jack Nicholson nel Batman (1989) di Tim Burton. È riuscito a ergersi come grande punto di forza nella riuscita, regalando agli spettatori un personaggio tragico, reso loro più vicino di quanto si possa pensare.
La stessa critica si è spaccata. Se da una parte c’era infatti chi tesseva le lodi della performance di Phoenix e l’intera operazione, molte stroncature si sono concentrate su una rappresentazione della violenza fine a sé stessa, con temi importanti, come la salute mentale, trattati con estrema superficialità. Ne è scaturito un dibattito che ha contribuito al successo, trasformando la pellicola di Phillips in un vero e proprio fenomeno culturale. Purtroppo, il sequel non ebbe la stessa fortuna, con tanto di critica ancora più feroce.
































