10 film fantasy europei che non hanno niente da invidiare alle produzioni di Hollywood

10 film fantasy europei che non hanno niente da invidiare alle produzioni di Hollywood

Andrea Ballerini
Andrea Ballerini

Pubblicato il 09 maggio 2026

Aggiornato il 09 maggio 2026

L’anno scorso il film fantasy cinese Ne Zha - L'ascesa del guerriero di fuoco (2025) ha battuto il record detenuto precedentemente da Frozen II - Il segreto di Arendelle (2019), diventando la pellicola fantastica più redditizia della storia. Un successo che va a scalfire la totale dominanza a stelle e strisce del genere cinematografico. Del resto la nazione asiatica vanta una sfilza di film leggendari fantasy del calibro di Once Upon a Time in China (1991) e La tigre e il dragone (2000).

Non stiamo certo parlando di geopolitica, ma ancora una volta potrebbe sembrare che il fanalino di coda sia sempre l’Europa. Ciò non potrebbe essere più lontano dalla verità. Nonostante lo strapotere di Hollywood, il cinema europeo ha saputo consegnare alle sale film fantasy di grande spessore che non hanno nulla da invidiare alle produzioni d’oltreoceano. Ne sono una dimostrazione i 10 film fantasy europei che trovate di seguito, uno più bello dell’altro.

Quando si pensa al cinema fantasy, i primi elementi che vengono alla mente sono draghi, spade gigantesche e scene di battaglie all’ultimo sangue. È normale che molti possano storcere il naso e bollare questi film come “pacchiani”. Tuttavia, il fantasy non è solo Conan il barbaro (1982). Lo svedese Ingmar Bergman cancella questo pregiudizio in un batter d’occhio con una delle sue punte di diamante, Il settimo sigillo. Lasciate da parte l’adrenalina, perché il classico del regista svedese si avvicina molto di più a un’esperienza meditativa. La scena con il personaggio principale che gioca a scacchi con la morte vale da sola il biglietto.

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Suspiria
Suspiria

Suspiria

1977

Non c’è alcun dubbio che Suspiria sia un film horror. Tuttavia, penso che le venature fantasy dell’opera siano ben evidenti. La figura della strega è uno stilema classico del genere. Inoltre, il tono fantastico è enfatizzato dalla fotografia espressionista che punta molto su colori accesi come il rosso e il fucsia. Allo stesso modo, la musica dei Goblin continua a essere tetra, ma già dal tema principale si nota la voglia di richiamare un’atmosfera fiabesca, seppur da incubo. Ha aiutato il fatto che il nostrano Suspiria (1977) sia uno dei film più belli della storia del cinema internazionale. Per questi motivi, il classico di Dario Argento non poteva mancare.
In Europa, il fantasy si declina attraverso il cinema filosofico, l’horror d’autore o, come nel caso de I banditi del tempo, il film d’avventura più ortodosso. Se non fosse che alla regia di questo cult c’è Terry Gilliam, la definizione vivente di “immaginazione al potere”. Nelle mani del regista britannico, questo fantasy diventa un’esperienza visiva indimenticabile, tra set surreali e inquadrature mai viste prima. A corredare il tutto un cast di personaggi uno più matto dell’altro e un tocco cinico di commedia nera come solo Gilliam sa fare. Il settimo sigillo (1957), Suspiria (1977) e ora I banditi del tempo (1981), non ci resta che dire: Europa 3 - USA 0, palla al centro.

Never Ending Story, ah ah ah ah ah ah ah ah ah. Alzi la mano chi ha avuto questo ritornello nella testa per giorni, dopo aver visto la puntata di Stranger Things (2016) con la canzone de La storia infinita. Ciò non sarebbe stato possibile se un tedesco di nome Wolfgang Petersen non avesse diretto questo cult che sa di nostalgia. E non è un caso che la serie che ha reimmaginato gli anni ‘80 contenga questa citazione. La storia infinita (1984) è un film molto più commerciale nei suoi intenti rispetto agli altri tre, utilizzando il vecchio caro trucchetto dell’avventura per ragazzi. Così tutta la famiglia può andare al cinema. Il bello è che si troverebbero davanti a un fantasy con un ritmo eccellente, scenografie azzeccate e una regia senza difetti.

Con Il cielo sopra Berlino torniamo in chiave autoriale e rimaniamo in Germania, trattandosi del maestro Wim Wenders. Come per Suspiria (1977), l’ambientazione scelta è moderna, anche se le squarciate horror lasciano spazio a un realismo magico alquanto poetico. Questa perla degli anni ‘80 colpisce, fin dalla prima visione, sia sul piano della forma che su quello della sostanza. Il bianco e nero della pellicola è da sogno, così come i movimenti di macchina a simulare il volo dell’angelo protagonista e le inquadrature statiche sulla città. Tematicamente, il film parla della solitudine e dell’amore in una metropoli, risultando terribilmente profetico rispetto ai tempi che viviamo.
La Francia alza la posta con La città perduta (1995), un’opera visiva di prim’ordine che potrebbe competere tranquillamente con qualsiasi fantasy a stelle e strisce dell’epoca. Anzi, potrebbe mandare K.O. anche molti titoli recenti, nonostante i decenni. Marc Caro e Jean-Pierre Jeunet portano sullo schermo una storia che non ha paura di omaggiare i grandi, in questo caso proprio Terry Gilliam. Nonostante i rimandi al regista, dagli accenni politici alla commedia nera, i due registi riescono a creare una pellicola che risulta originale. La ciliegina sulla torta è in realtà doppia. Da un lato, un Ron Perlman perfetto per il personaggio e, dall’altro, una colonna sonora misteriosa, ma intrigante, che completa l’atmosfera.
La città perduta non è disponibile per lo streaming.
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Tecnicamente, Il labirinto del fauno è una coproduzione tra Messico e Spagna, ma la sua importanza è tale che ho deciso di sorvolare su questo piccolo dettaglio. Sono passati esattamente 20 anni dalla sua uscita e il film sembra non essere invecchiato di un giorno. Gli elementi fantasy lasciano ancora a bocca aperta, dal fauno al regno di Ofelia sul finale. Ovviamente, il film non sarebbe lo stesso senza la dura analisi sul franchismo, impersonato dal mostruoso colonnello Vidal, e sull’importanza del disobbedire agli ordini imposti dal potere costituitosi con la forza. Una vera fiaba antifascista come il suo successivo Pinocchio di Guillermo del Toro (2022).
I vichinghi possono essere un passo falso per la maggior parte dei registi. Diventare kitsch e iperbolici è un secondo quando lo stereotipo cinematografico è quello di energumeni ubriachi che commettono molteplici crimini di guerra. Nondimeno, se il vostro nome è Nicolas Winding Refn, questo problema non si pone neanche. Valhalla Rising - Regno di sangue contiene alcune delle sequenze più violente che abbia visto sullo schermo. Nessuna glorificazione né spettacolarizzazione, però. Inoltre, c’è molto di più. Il cult moderno danese richiama l’illustre predecessore de Il settimo sigillo (1957) nei suoi aspetti meditativi, con un ritmo posato che taglia la testa ai film sui vichinghi dall’energia spiccatamente action.

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Troll Hunter
Troll Hunter è un altro film fantasy proveniente dal nord Europa, più precisamente dalla Norvegia. Un classico found footage movie si trasforma in un film d’avventura dal realismo magico con un esplicito tocco folk. Tante parolone per dire che la storia è accattivante, così come la scelta del sottogenere. Il found footage è perfetto perché abbassa i costi di produzione, utilizzati soprattutto per gli effetti speciali necessari per portare sullo schermo un troll. A cui si oppone un cacciatore che ricorda il capitano Achab. L’ambientazione ai giorni nostri serve anche a ringiovanire e modernizzare una figura mitologica che appartiene al passato. I paesaggi norvegesi sono il tocco di classe che aumentano l’appeal.

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Personal Shopper
Personal Shopper è una scelta azzardata per la presenza minimale dell’aspetto fantasy, che arriva soprattutto verso il finale della pellicola. Eppure, trovate il film di Olivier Assayas perché rappresenta un lato del realismo magico che non vuole strabordare. L’atmosfera è ciò che ti conquista fin dall’inizio, con un ritmo sostenuto, ma contemplativo. C’è anche una delle prove più significative di Kristen Stewart, che regge il film sulle sue spalle senza alcun problema. Il francese Personal Shopper (2016) sa essere delicato e incisivo, bilanciando con saggezza entrambi i poli, ed è per questo che verrà amato dai fan del fantasy estraneo al barocco. Menzione d’onore per una fotografia mozzafiato che esalta la vita sottotono della protagonista a seguito di un lutto.      

Informazioni su questa lista

Titoli

10

Costo totale di visione

19,94 €

Durata totale

17h 49min

Generi

Di produzione europea, Drammatico, Fantasy

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