Perché Internet è già ossessionato da “Yesteryear”, il nuovo thriller sulle "tradwife" prodotto da Anne Hathaway?

Perché Internet è già ossessionato da “Yesteryear”, il nuovo thriller sulle "tradwife" prodotto da Anne Hathaway?

Manuela Santacatterina
Manuela Santacatterina

Pubblicato il 09 maggio 2026

Aggiornato il 09 maggio 2026

Grembiuli sporchi di farina, uova appena raccolte, trecce, pane fatto in casa, fiocchi tra i capelli, svariati figli, latte della fattoria e verdure dell'orto. Un quadro idilliaco a cui aggiungere milioni di follower su Instagram e TikTok e una precisa idea di marketing legata al ritorno ai valori tradizionali. Tutti ingredienti che possono essere racchiusi in una sola parola: tradwife.

Un termine entrato nel 2025 nel Cambridge Dictionary che si riferisce a tutte quelle donne che credono e praticano ruoli di genere e matrimoni legati a una visione patriarcale, ispirandosi all'estetica degli anni '50 o dell'era vittoriana. Ma a favore dei social. Le loro giornate, passate a cucinare, riordinare la casa e prendersi cura dei figli, sono puntualmente condensate in video a favore di utente (e di like).

Tra le più famose: Hannah Neeleman, alias Ballerina Farm, Nara Smith, Estee Williams, Rachel Joy e Gwen The Milkmaid che, quotidianamente, mostrano al mondo cosa significhi essere “traditional wives”. Niente impiego d'ufficio, completi e scarpe con il tacco, niente turni sedute a una scrivania. Per loro essere una donna significa sfornare dolci e far trovare la casa immacolata al marito quando rientra dal lavoro. Ed è proprio dopo aver visto troppi video di tradwife su TikTok nell'inverno del 2024 che Caro Claire Burke ha avuto l'idea per il suo romanzo d'esordio: Yesteryear.

La storia di Natalie Heller Mills, una moglie e madre americana che vende il suo stile di vita a base di latte crudo e uova fresche ai suoi milioni di followers (senza mostrare tate, assistenti, produttori, cucine e forni moderni). Ma quando, una mattina, si risveglia improvvisamente infreddolita, sporca e terrorizzata nella brutale realtà del 1805, deve cercare di capire se si tratta di un incubo a occhi aperti, di un inganno ben architettato, di un reality show sadico o di qualcosa di ancor più sinistro. 

Considerato uno dei romanzi più importanti del 2026, Yesteryear diventerà un film scritto da Hannah Friedman con protagonista Anne Hathaway che, inoltre, produrrà con la sua casa di produzione, la Somewhere Pictures, insieme ad Amazon MGM Studios.

Dal romanzo al film: “Yesteryear” è già un fenomeno mediatico

Per l'attrice si tratta di un altro tassello a un già ricchissimo 2026 che l'ha vista e la vedrà protagonista di pellicole attesissime: Il Diavolo veste Prada 2 (2026), Mother Mary (2026), Verity (2026), The Odyssey (2026) e La fine di Oak Street (2026). Proprio la sua discesa in campo per ottenere i diritti molto ambiti del romanzo (ancor prima della sua uscita nelle librerie statunitensi lo scorso aprile), insieme al clamore che il volume ha riscosso nell'ambiente letterario, hanno trasformato Yesteryear in un fenomeno prima ancora che una singola immagine del film venisse mostrata.

Su Instagram ha iniziato a circolare un'immagine creata con l'intelligenza artificiale che ritrae l'attrice con abiti del XIX secolo sporchi di fango e rattoppati mentre trasporta una carriola con del legno. Alle sue spalle una cittadina della seconda metà dell'800 che ricorda quella descritta da Burke nel suo libro. Come sempre più spesso accade, progetti che vedono il coinvolgimento di nomi di spicco dell'industria cinematografica legati a tematiche attuali o controverse come quella delle tradwife finiscono per alimentare notevoli aspettative.

Un thriller psicologico venato di dramma che affronta con piglio satirico una tendenza ambigua del nostro tempo così legata all'illusione e alla percezione distorta della realtà non poteva che attirare attenzione su di sé. Perché attraverso la storia di Natalie, Caro Claire Burke prende le bugie che ogni giorno ci riempiono gli occhi e la mente attraverso reel e post e le smonta insieme a quel senso di nostalgia bucolica che quei ritmi lenti e “autentici” rappresentano in contrapposizione alla frenesia delle nostre vite.

Perché l'universo tradwife è perfetto per un horror ed è molto più di un trend social

Se scrollare il telefono per guardare video apparentemente innocui di giovani donne – quasi esclusivamente bianche, bellissime e bionde – che impastano, preparano torte con un neonato in braccio o stendono pasta fresca con il pancione sotto il grembiule e l'aiuto degli altri figli può sembrare romantico, dietro quelle immagini c'è molto altro. Non si tratta solo di abbracciare uno stile di vita, ma di venderlo. Sono influencer tanto quanto chi promuove cosmetici, profumi, marche di abbigliamento o film dietro un compenso.

Solo che queste donne, all'apparenza lontane dal mondo del lavoro e dai suoi meccanismi, si sono trasformate in imprenditrici di loro stesse. Vendono l'immagine nostalgica, pulita, sana e genuina che hanno costruito. Per questo Yesteryear è una riflessione satirica e spietata sull'identità in un momento storico in cui la realtà è costantemente manipolata e la perfezione (costruita al millimetro) è l'unico standard a cui aspirare.

Se Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood racconta di donne costrette a mettere al mondo dei figli per un gruppo di uomini (e consorti) che le sfrutta, il romanzo di Caro Claire Burke parla di donne che sono consapevoli e concordi a essere “sfruttate”. Il modello tradwife è il sogno di ogni uomo Incel e si colloca in un'era in cui alla nuova ondata femminista si contrappone una società che sembra fare passi indietro in termini di indipendenza. Non a caso, se ci si sofferma a riflettere sulla politica americana dell'amministrazione Trump si noterà una volontà a rendere difficile per le donne accedere all'aborto e al voto così come a un incoraggiamento a rimettere la figura femminile lì dove ancora troppi uomini la vorrebbero: in cucina.

A questo va aggiunta una tendenza – dall'audiovisivo alla musica passando per gli stili di vita - a guardare al passato con estrema nostalgia per evitare di confrontarsi con un presente sempre più complesso sotto molteplici aspetti. È anche per questo che Yesteryear ha attirato così tanta attenzione su di sé e si presta alla perfezione al genere horror.

Perché fin tanto che la protagonista decide inquadrature, filtri e ricette da mostrare ai suoi followers e con cui guadagnare è lecito. Ma quando si ritrova costretta a vivere una vita fatta di sacrificio, fatica e nessun diritto in quanto donna, viene meno la libertà. La stessa per la quale decine di migliaia di donne nei secoli hanno lottato affinché noi oggi – nonostante tutti gli ostacoli incontrati quotidianamente – possiamo avere facoltà di scelta sulle nostre vite.

Abbiamo già visto Anne Hathaway in vesti storiche prima dell’Odissea di Nolan: con un’indimenticabile interpretazione in Les Misérables (foto dell’articolo, in mancanza di foto dal set di Yesteryear!) e nei panni ottocenteschi della scrittrice inglese Jane Austen in Becoming Jane… attendiamo di ritrovarla sullo schermo in questo ruolo tragicomico e terribilmente attuale.

01

Les Misérables
Francia, XIX° secolo. Jean Valjean, un uomo povero, ma volitivo, finisce in carcere dopo aver rubato del pane per nutrire la sorella. Dopo essere stato liberato ed essersi fatto una posizione nella società, l'uomo si prenderà cura della piccola orfana Cosette.
La storia vera della vicenda sentimentale della giovane Jane Austen innamoratasi di un giovane irlandese prima di diventare una famosa scrittrice.

03

Odissea
Ulisse, il leggendario re greco di Itaca, intraprende un lungo e pericoloso viaggio verso casa dopo la guerra di Troia, raccontando i suoi incontri con esseri mitici come il ciclope Polifemo, le Sirene e la dea strega Circe.
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Informazioni su questa lista

Titoli

3

Costo totale di visione

2,99 €

Durata totale

7h 38min

Generi

Drammatico, Romantico, Azione e Avventura

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