Dopo la serata dei Golden Globes, l'award season si dirige verso la conclusione con la notte più lunga dell'anno, quella degli Oscar. Prima di scoprire chi si aggiudicherà i premi cinematografici più ambiti al mondo, sono state svelate le nomination dal Samuel Goldwyn Theater di Beverly Hills. Chiamati a svelare i nomi di chi si contenderà le statuette gli attori Danielle Brooks e Lewis Pullman che hanno annunciato i titoli e gli artisti presenti nelle 24 categorie che costituiscono la 98ª edizione degli Academy Awards.
La cerimonia, come da tradizione, si terrà invece al Dolby Theatre di Hollywood a Los Angeles tra domenica 15 e lunedì 16 marzo 2026. Sul palco a condurre ritroveremo ancora una volta Conan O’Brien che replica dopo l’edizione fortunata dello scorso anno. In Italia non è stata ancora data l’ufficialità, ma - stando agli ultimi anni - la premiazione dovrebbe essere trasmessa in diretta su Rai 1.
In attesa di scoprire chi vincerà, JustWatch ha stilato la lista dei 3 nominati che ci aspettavamo e dei 3 grandi esclusi.
Le certezze:
I peccatori (2025)
Che I peccatori sarebbe stato tra i titoli più candidati dell'edizione 2026 degli Oscar ce lo aspettavamo. Quello che non potevamo prevedere è che avrebbe battuto ogni record diventando il film più nominato della storia degli Academy con un totale di 16 candidature. Ben due in più rispetto ai precedenti detentori del primato: Eva contro Eva (1950), Titanic (1997) e La La Land (2016). Il film di Ryan Coogler concorre per le candidature a miglior film, regia, sceneggiatura non originale, attore protagonista per Michael B. Jordan e la sua doppia interpretazione, attore non protagonista per Delroy Lindo, attrice non protagonista per Wunmi Mosaku, colonna sonora, trucco, costumi, fotografia, scenografia, montaggio, canzone originale e casting.
La storia, ambientata nel Mississippi del 1932, è quella di due gemelli che tornano nella loro città d'origine per sfuggire al passato, ritrovandosi però faccia a faccia con un male soprannaturale. Un horror in cui il folklore legato alle leggende sulla musica e tensioni razziali convivono in un'opera commerciale quanto politica. Perché la pellicola suggerisce quanto la cultura afroamericana sia “vampirizzata” dai bianchi che vogliono inglobarla e farla propria. Un esempio di grande cinema il piano sequenza sulle note di I Laid to You per un'opera ambiziosa che per 137 minuti si muove al ritmo di blues. Da vedere se ammiri i film di Jordan Peele come Scappa – Get Out (2017) e Noi (2019) in cui il genere horror è una metafora per raccontare altro.
Jessie Buckley per "Hamnet - Nel nome del figlio (2025)
Non ce ne vogliano Rose Byrne, Kate Hudson, Renate Reinsve ed Emma Stone. Ma questo è l'anno di Jessie Buckley. La sua interpretazione di Agnes Shakespeare in Hamnet - Nel nome del figlio di Chloé Zhao è magnetica, viscerale e struggente. Fresca vincitrice del Golden Globe, l'attrice condivide lo schermo con Paul Mescal nei panni del Bardo in un film che esplora il dolore straziante che ispirò lo scrittore inglese a scrivere una delle sue opere più celebri, Amleto, dopo la morte del figlioletto.
Un film, adattamento del romanzo di Maggie O'Farrell, in cui Zhao si concentra sui silenzi e i piccoli gesti quotidiani, sull'amore familiare e il ruolo centrale giocato dalla natura. La stessa che filma dando risalto alla luce naturale e alla sua maestosità che tanto ricorda il cinema di Terrence Malick. Poco più di due ore in cui la regista ci ricorda il potere salvifico dell'arte in cui perderci e rispecchiarci. Un film al quale si continua a pensare ben oltre la sua conclusione. Se il modo in cui Damien Chazelle ha affrontato il lutto in First Man – Il primo uomo (2018), prepara i fazzoletti perché Hamnet – Nel nome del figlio ti farà commuovere. Intanto, però, puoi recuperare sull'account Instagram del film il cast che, in una pausa sul set, balla sulle note di We Found Love di Rihanna.
Marty Supreme (2025)
Chissà come potrebbe commentare le nove candidature di Marty Supreme un tipo così ambizioso come il suo protagonista, il Marty Mauser di Timothée Chalamet. L'attore è arrivato a quota tre nomination agli Oscar a soli 30 anni dopo quelle ottenute per Chiamami col tuo nome (2017) e A Complete Unknown (2024). Il film di Josh Safdie, ispirato alla vita del campione di ping-pong Marty Reisman, concorre per la statuetta a miglior film, regia, attore protagonista, sceneggiatura originale, montaggio, casting, fotografia, costumi e scenografia. La trama ruota attorno a un commesso di un negozio di scarpe con l'ossessione di diventare il più grande giocatore di tennistavolo di sempre nella New York del dopoguerra. Il carisma di Chalamet e l'energia vibrante della regia di Safdie fanno di Marty Supreme un'opera nervosa, frenetica e serrata che ha il sapore dell'universalità.
Sebbene la storia sia calata in un contesto preciso, la pellicola – anche grazie all'uso della colonna sonora – potrebbe essere ambientata oggi così come in qualsiasi altra epoca. Un cast ricchissimo di volti originali, da Gwyneth Paltrow a Odessa A'zion passando per Tayler, the Creator, Abel Ferrara e Fran Drescher, una riflessione sui sogni che diventano tormento e sequenze di ping pong degne di un western, sono alcuni degli elementi che fanno dei 150 minuti del film una visione obbligatoria. Da vedere se sei un fan del cinema dei fratelli Safdie e di opere come Diamanti grezzi (2019).
Gli snobbati:
Wicked - Parte 2 (2025)
Di snobbati alla 98ª edizione degli Academy Awards ce ne sono parecchi (qualcuno ha detto James Cameron e il suo Avatar: Fuoco e cenere?). Ma tra i film e gli attori non presi in considerazione dagli Oscar spicca indubbiamente Wicked - Parte 2. Il secondo e ultimo capitolo del dittico diretto da Jon M. Chu e adattamento dell'atto II dell'omonimo musical di Broadway ispirato al libro Strega – Cronache del Regno di Oz (a sua volta rivisitazione de Il meraviglioso mondo di Oz). Se il film del 2024 si era portato a casa 10 nomination vincendo due statuette, quest'anno sono tutti rimasti a bocca asciutta. A cominciare dalle due protagoniste, Cynthia Erivo e Ariana Grande, per passare poi alla regia e alle categorie tecniche. Neppure le categorie miglior colonna sonora e miglior canzone originale sono riuscite a strappare una candidatura.
Eppure la fuga di Elphaba dal regno di Oz e il suo tentativo di smascherare la vera natura del mago avrebbero meritato un po' più di considerazione. Anche solo per l'immane lavoro che ha coinvolto tutti i reparti che hanno girato i due film in contemporanea, facendo un massiccio uso di effetti pratici a discapito di quelli digitali. Un film di due ore e 20 minuti dal tono più cupo che parla dell'uso improprio del potere, di propaganda e riscatto mentre racconta una storia di profonda amicizia. Se la magia de Il mago di Oz (1939) ti affascina, non resterai deluso da Wicked – Parte 2.
Dwayne Johnson per “The Smashing Machine” (2025)
La storia sembrava già scritta fin dai tempi della sua anteprima alla Mostra di Venezia nel 2025. La star dei blockbuster di Hollywood protagonista di un ruolo inedito in un film che finalmente mette in risalto le sue doti da interprete e dà una svolta alla sua carriera. Una parabola da Oscar pronta per essere servita. Eppure Dwayne Johnson è stato snobbato dai votanti degli Academy che gli hanno preferito le prove di Chalamet, Leonardo DiCaprio, Ethan Hawke, Michael B. Jordan e Wagner Moura. Un'assenza vistosa nella cinquina del miglior attore protagonista perché Johnson ha effettivamente dato vita a una grande performance che segna un prima e un dopo nel suo percorso attoriale.
L'attore porta in scena la vita tormentata del lottatore di MMA Mark Kerr alle prese con dipendenze, vittorie sul ring e una relazione tumultuosa. Un ruolo ben distante da quello dell'eroe a cui ci ha abituati e a cui regala una dimensione umana e dolente nella quale, per sua stessa ammissione, ha messo molto delle sue esperienze personali. L'altra faccia di Marty Supreme che, per uno scherzo del destino, vede contrapposti i fratelli Safdie alle prese con una storia sportiva che parla di ambizione e prezzo del successo. Se ti sono piaciuti The Fighter (2010) e The Warrior – The Iron Claw (2023), devi dare una chance a The Smashing Machine.
No Other Choice – Non c'è altra scelta (2025)
Altro illustre snobbato dalla corsa agli Oscar è No Other Choice – Non c'è altra scelta di Park Chan-wook. Un thriller satirico in cui violenza e black humor vanno a braccetto per parlare della crisi del lavoro e della cultura aziendale in modo chirurgico. Lo fa attraverso la storia di Man-soo (il Front Man di Squid Game, Lee Byung-hun), dipendente veterano di un'azienda cartaria che perde improvvisamente il lavoro. Dopo mesi di crisi e sacrifici decide di uccidere i suoi rivali per ottenere un nuovo posto di lavoro.
La pellicola non è riuscita ad entrare nella rosa del miglior film internazionale dove hanno avuto la meglio L'agente segreto (2025), Sirāt (2025), La voce di Hind Rajab (2025), Un semplice incidente (2025) e Sentimental Value (2025). Ma va detto che la pellicola nei suoi 139 minuti ha dalla sua la capacità di raccontare la disperazione, il mondo del lavoro, le insidie dell'IA in modo tragicamente divertente e con una maestria registica assolutamente inappuntabile. Da non perdere se hai amato Decision to Leave (2022).













































































































