
Ryan Gosling e altre 9 star licenziate durante le riprese di un film (e perché)
Cosa sarebbe X-Men (2000) senza il personaggio di Wolverine interpretato da Hugh Jackman? Cosa sarebbe Eyes Wide Shut (1999) senza il volto di Sydney Pollack nei panni di Victor Ziegler? Lo stesso si potrebbe dire di Eddie Murphy in Beverly Hills Cop - Un piedipiatti a Beverly Hills (1984) e di Sandra Bullock in Demolition Man (1993). Eppure, le parti iconiche che hanno segnato le carriere di questi interpreti erano destinate ad altri.
Capita anche ai migliori attori e alle migliori attrici di essere licenziati da una produzione per i più disparati motivi. Spesso, questi interpreti possono tirare un sospiro di sollievo una volta che il film è uscito nelle sale. Il loro licenziamento li ha salvati da un flop al botteghino o da recensioni che possono stroncare una carriera. In casi particolari, però, la perdita della parte fa solamente rosicare per l’occasione sprecata.
Di seguito trovate un elenco di 10 star di Hollywood che sono state licenziate durante le riprese. Quattro di loro, addirittura, non sono neanche riuscite a raggiungere il set.
1. "Apocalypse Now" (1979) - Harvey Keitel
Basta guardare Viaggio all'inferno (1991), il documentario sulle riprese di Apocalypse Now, per capire il clima che si respirava sul set. Tra tifoni che distruggono le scenografie, attori e membri della troupe sotto effetto di molteplici sostanze psicotrope e il comportamento sui generis dell’immenso Marlon Brando, il classico di Francis Ford Coppola poteva trasformarsi in un disastro in un’infinità di occasioni. A partire dall’ingaggio sbagliato del protagonista. La parte da leggenda di Martin Sheen, infatti, era di Harvey Keitel. L’attore feticcio di Martin Scorsese è durato una settimana prima di essere rimpiazzato. Sembra che il suo tipico stile attoriale ruvido e aggressivo fosse fuori luogo per il personaggio passivo di Benjamin L. Willard.
2. "Ritorno al futuro" (1985) - Eric Stoltz
Eric Stoltz è stata un’icona degli anni ‘80 e ‘90. Tra Un meraviglioso batticuore (1987), Non per soldi... ma per amore (1989) e Pulp Fiction (1994), l’attore è stato uno dei volti più inconfondibili del cinema mainstream e alternativo di quei decenni. E pensare che la sua caratura potrebbe essere superiore se fosse riuscito a mantenere la parte di Marty McFly in Ritorno al futuro. Oggi non potremmo che associare automaticamente il suo volto a Michael J. Fox ma, per cinque settimane di riprese, il teenager di Hill Valley era proprio lui, Eric Stoltz. La motivazione del suo licenziamento è simile a quella di Keitel, in quanto Stoltz non era adatto al personaggio. La verve comica di McFly non si sposava bene con la performance oltremodo drammatica dell’attore.
3. "Predator" (1987) - Jean Claude van Damme
Dopo Eric Stoltz, passiamo ora a un’altra icona degli anni ‘80, l’indimenticabile Jean Claude van Damme. Il suo curriculum parla chiaro quando si tratta di ruoli action. Senza esclusione di colpi (1988) Kickboxer - Il nuovo guerriero (1989) e Street Fighter - Sfida finale (1994) l’hanno reso sinonimo di pellicole con botte da orbi e sangue a fiotte. Il suo status iconico potrebbe essere ancora più significativo se l’attore belga fosse riuscito a terminare le riprese di Predator. Il cult con Arnold Schwarzenegger non ha messo fine solo a Jim Hopper di Stranger Things (2016). Ha dimostrato anche quale sia il punto debole dell’attore titanico. Basta il clima torrido del Messico, un costume da Predator ingombrante e poco traspirante e il licenziamento è servito.
4. "Romeo + Giulietta" di William Shakespeare (1996) - Natalie Portman
Al contrario di Jean Claude van Damme, Eric Stoltz e Harvey Keitel, Natalie Portman non è riuscita ad andare oltre gli screen test per il personaggio di Giulietta in Romeo + Giulietta di William Shakespeare. L’attrice aveva già ottenuto la parte e le inquadrature di prova erano solo una fase della routine cinematografica per la produzione di una pellicola. Peccato che, una volta sullo schermo, la chimica tra Portman e Leonardo DiCaprio risultasse inadeguata e decisamente inopportuna. Il mistero sull’incompatibilità tra i due non è poi così arduo da comprendere. Anzi, mi chiedo chi abbia avuto la brillante idea di ingaggiare una Portman quattordicenne per fare da contraltare a un DiCaprio già ventunenne.
5. "The Truman Show" (1998) - Dennis Hopper
Harvey Keitel aveva resistito una settimana sul set di Apocalypse Now (1979). A prima vista, potrebbe sembrare un tempo insufficiente per capire se il casting di un attore sia stato errato. Andatelo a dire a Dennis Hopper, sopravvissuto ben 24 ore nei panni di Christof sul set di The Truman Show. Come sappiamo, il ruolo è poi passato a Ed Harris, che si è portato a casa una nomination agli Oscar per la sua performance. Il licenziamento di Hopper non è stato causato dalla personalità selvaggia dell’attore, noto per i suoi comportamenti sopra le righe. Semplicemente, il suo stile attoriale non si addiceva alla parte di Christof, che Harris ha saputo interpretare senza pecche.
6. "Il Signore degli Anelli - La compagnia dell'anello" (2001) - Stuart Townsend
La storia di Stuart Townsend potrebbe essere paragonata a quella di Pete Best, il primo batterista dei Beatles licenziato a pochi passi dalla fama mondiale. L’attore irlandese aveva già avuto la luce verde per la parte di Aragorn ne Il Signore degli Anelli - La compagnia dell'anello, tanto da essersi allenato per due mesi prima delle riprese. Ahimè, Townsend ha conosciuto il suo fato a un passo dal primo ciak. Il giorno prima di mettere piede sul set, l’attore è stato licenziato e sostituito con Viggo Mortensen, diventato poi un tutt’uno con il personaggio tolkieniano. Le voci sul licenziamento sono molteplici; alcune affermano che Townsend fosse troppo giovane per calarsi appieno nella parte. Altre, invece, riferiscono che l’attore non avesse lo spirito adatto per un ruolo di tale portata.
7. "Panic Room" (2002) - Nicole Kidman
Pensate, Nicole Kidman è riuscita a tenere duro sul set di Panic Room (2002) per il doppio del tempo di Harvey Keitel. Ben due settimane in cui l’attrice australiana si è calata nei panni di Meg Altman, ruolo poi passato a Jodie Foster. La sua sostituzione è avvenuta per cause di forza maggiore e non è da attribuirsi all’incompatibilità dell’attrice. Dopo essersi infortunata al ginocchio durante le riprese del suo film precedente, il musical Moulin Rouge! (2001), Kidman ha cominciato a sentire dolore sul set di David Fincher fino al suo rimpiazzo. Nonostante ciò, l’attrice è comunque presente nel film, anche se si può ascoltare solamente la sua voce durante una telefonata.
8. "Amabili resti" (2009) - Ryan Gosling
È proprio così. Ryan Gosling doveva far parte del cast di Amabili resti, nel ruolo principale in cui poi si è ritrovato Mark Wahlberg. Anche per l’attore di Blade Runner 2049 (2017), il suo licenziamento è arrivato prima delle riprese. Questa volta, però, Gosling è riuscito a mettere piede sul set ed è stata proprio questa mossa a portare al suo licenziamento. Per interpretare la parte di un padre in lutto, l’attore ha deciso di abbandonare il suo fisico hollywoodiano e di mettere su più di 25 chili. La sua dieta consisteva nel far sciogliere barattoli di gelato e di berli quando avesse sete. La poca comunicazione pre-riprese ha fatto il resto. Una volta presentatosi sul set con questa nuova fisicità, l’attore ha scoperto che il regista Peter Jackson aveva un’altra idea in mente.
9. "Transformers 3" (2011) - Megan Fox
Megan Fox era diventata una star globale grazie alla parte di Mikaela Banes nei primi due capitoli della saga di Transformers. Tutti si meravigliarono quando l’attrice non fece la sua comparsa in Transformers 3. O forse no. La parte di Fox fu riscritta e assegnata a Rosie Huntington-Whiteley, che interpreta la fidanzata di Sam (Shia LaBeouf) Carly. Il pomo della discordia che causò la sostituzione di Megan Fox è da attribuire proprio all’attrice di Jennifer's Body (2009). Infatti, durante un’intervista dopo l’uscita di Transformers - La vendetta del caduto (2009), l’attrice aveva descritto in malo modo il comportamento del regista Michael Bay sul set. A sua detta, il cineasta si comportava da tiranno, se non da vero e proprio dittatore. Ovviamente, la sua dichiarazione segnò la fine della parte di Mikaela.
10. "Lei" (2013) - Samantha Morton
Lei di Spike Jonze funziona grazie a fattori molteplici. Da un lato, c’è un impianto tecnico formidabile, tra fotografia, montaggio e colonna sonora. Dall'altro, la sceneggiatura dalle vene psicologiche dà la possibilità a Joaquin Phoenix e alla voce di Scarlett Johansson di portare sullo schermo tutta la loro bravura ed espressività. Interpretando un programma di IA senza volto umano, la voce di Johansson era l’unica possibilità dell’attrice di esprimere le sfumature del ruolo. Quella parte iconica, tuttavia, è appartenuta in precedenza a Samantha Morton. Non per un giorno di riprese, né per una settimana o due. Bensì per tutte. Infatti, Johansson è apparsa solo nella fase di post-produzione per registrare da capo la voce. Per Jonze, che ha ricevuto il via libera da Morton, il personaggio aveva bisogno di intraprendere una strada differente.












































