
Chi è la principessa Rosalinda? Una teoria curiosa sul nuovo personaggio di “Super Mario Galaxy”
Dal 1 aprile, nelle sale cinematografiche arriva Super Mario Galaxy – Il film (2026), il sequel del blockbuster d'animazione del 2023 Super Mario Bros. – Il film da oltre un miliardo di dollari al botteghino. Tra i nuovi personaggi, il più atteso è senza dubbio la principessa Rosalinda, doppiata da Brie Larson, da anni considerata una delle fan di Nintendo più entusiaste di Hollywood. Ma chi è Rosalinda per chi non ha mai impugnato un controller? E perché il fandom la aspetta con una curiosità che va ben oltre il semplice affetto per il personaggio?
Rosalinda debutta nel 2007 in "Super Mario Galaxy", e il suo passato viene rivelato gradualmente attraverso uno storybook di nove capitoli che il giocatore può leggere nella biblioteca dell'Osservatorio Cometa. Una bambina separata dalla madre, cresciuta tra le stelle come custode dei Luma, creature a forma di stella che l'hanno adottata come propria madre. È una delle backstory più malinconiche e sorprendentemente profonde dell'intero universo Nintendo. Ed è proprio dentro quello storybook che si nasconde un mistero che dura da quasi vent'anni, ma che il film potrebbe finalmente risolvere.
La custode delle stelle: chi è Rosalinda nel videogioco
Rosalinda è una donna alta e dall'aspetto giovanile, con una somiglianza marcata con la principessa Peach per quanto riguarda corporatura e lineamenti. Saggia, gentile e dotata di una conoscenza intima dell'universo, sebbene il suo arco nel gioco sia molto breve, riesce ad entrare subito nel cuore dei giocatori. La sua forza esteriore e il suo dolore interiore sono con ogni probabilità il risultato della perdita di sua madre, giustificando così il comportamento materno nei confronti dei Luma di cui si prende cura.
Durante uno dei suoi ritorni centennali sul pianeta natale, l'Osservatorio Cometa viene attaccato da Bowser, che ruba le Stelle Potere, spingendo Rosalinda a chiedere l'aiuto di Mario.
Nel capitolo 7 dello storybook, Rosalinda usa il suo telescopio per vedere il suo pianeta natale, e la sagoma del castello visibile sullo sfondo corrisponde esattamente alla forma del Castello dei Funghi, con la torre centrale alta e le due torri laterali più basse. Un dettaglio quasi impercettibile, eppure sufficiente a far partire una delle teorie più longeve del fandom Nintendo.
La madre nel libro illustrato: un volto troppo familiare
Al quarto capitolo dello storybook, intitolato "Il sogno", la piccola Rosalinda sogna sua madre. Il viso della donna è mostrato solo dalla bocca in giù, eppure la somiglianza con la principessa Peach è immediata e difficile da ignorare: stessa acconciatura, stessi orecchini pendenti, stesso incarnato. Nell'epilogo poi, gli orecchini di Rosalinda adolescente ricordano quelli della principessa Peach, e quelli di sua madre.
Nintendo, secondo la guida ufficiale per il gioco originale, aveva inizialmente pianificato di stabilire un legame familiare tra Rosalinda e Peach nella continuity dei videogiochi, ma alla fine abbandonò l'idea.
Nei materiali di marketing pre-lancio del 2006-2007, Rosalinda veniva descritta come la “sorella” o una “parente lontana” di Peach, una caratterizzazione che poi scomparve dalla versione finale del gioco. Il volto a metà nel capitolo quattro, però, è rimasto. Un indizio lasciato lì, in bella vista, senza risposta.
Figlia, sorella o antenata? Le teorie dei fan
Le ipotesi che il fandom ha costruito attorno a quella mezza faccia sono sostanzialmente due, molto diverse per complessità e ambizione narrativa.
La prima è quella delle sorelle separate. Nel primo film, Peach racconta a Mario di essere arrivata nel Regno dei Funghi attraverso un tubo verde, senza sapere da dove venisse. Un flashback della sua infanzia, la mostra vestita con abiti decorati di stelle e lune, un dettaglio visivo che non è mai stato spiegato e che molti attenti spettatori hanno collegato al mondo cosmico di Rosalinda e dei Luma. Se Peach viene da quello stesso universo galattico, la separazione tra le due bambine avrebbe senso come evento fondante di entrambe le loro storie.
La seconda teoria è più elaborata e si radica nel lore del gioco. Alla fine di Super Mario Galaxy, tutti i Luma si gettano in un buco nero trasformandolo in qualcosa di simile al Big Bang, e tutti i personaggi si risvegliano in un Mushroom Kingdom rinnovato. Rosalinda spiega che le stelle si trasformano in polvere di stelle e poi si riformano come nuove stelle, ma che il ciclo non si ripete mai esattamente allo stesso modo. Da qui nasce l'ipotesi che lo storybook di Rosalinda descriva un ciclo precedente dell'universo, e che la donna dal volto parziale non sia Peach stessa, ma una sua versione precedente. Rosalinda sarebbe quindi una discendente diretta di Peach attraverso generazioni di cicli cosmici, il che spiegherebbe la somiglianza fisica pur mantenendo la distanza temporale necessaria a rendere il tutto plausibile.
“Super Mario Galaxy – Il film”: la classificazione BBFC e la promessa di scioccanti rivelazioni
La descrizione ufficiale di Super Mario Galaxy – Il film recita che il compleanno della principessa Peach scatena un'avventura galattica, con i fratelli Mario e Luigi catapultati nello spazio per fermare le ambizioni di Bowser Jr. e salvare Rosalinda, gettando le premesse per delle “rivelazioni scioccanti”.
Ovviamente, la parola “scioccante” ha immediatamente fatto alzare le antenne del fandom, indirizzando l’attenzione sulla classificazione BBFC (British Board of Film Classification) – ovvero il sistema ufficiale britannico di classificazione per età di film, home video e contenuti streaming – dichiara: “rare scene di lieve turbamento, inclusi flashback della separazione di una bambina dalla sorella minore”, una descrizione che presta il fianco ad un’interpretazione legata proprio a Peach e Rosalinda. C'è chi si è detto entusiasta, chi ha espresso preoccupazione per il fatto che una rivelazione cinematografica finirà per sovrascrivere nella memoria collettiva un lore videoludico ben più sfumato, e chi ha sottolineato che i film e i giochi esistono in continuity separate, quindi niente di quello che accade sullo schermo cambia tecnicamente il canon del videogioco.
Il dibattito è acceso, ma la risposta è dietro l'angolo. Se le teorie dei fan dovessero rivelarsi corrette, assisteremo a uno di quei rari momenti in cui una comunità di giocatori, che specula da quasi vent'anni, si ritroverà tra le mani l’agognata risoluzione ad un vero rompicapo – anche se solo per il versante cinematografico. Che sia sufficiente o meno, dipenderà da voi.












