
“Super Mario Galaxy – Il film”: un'inaspettata new entry dall'universo di Super Smash Bros.
Super Mario Bros. – Il film (2023) aveva già dimostrato che un film d'animazione tratto da un videogioco poteva funzionare su scala globale: oltre un miliardo di dollari al botteghino, il maggior incasso di sempre per un adattamento videoludico. Il sequel, Super Mario Galaxy – Il film (2026), al cinema dal 1 Aprile, sembra avere ambizioni ancora più grandi.
A pochi giorni dall'uscita, Nintendo e Universal hanno pubblicato un poster ufficiale con Fox McCloud, protagonista della saga Star Fox di Nintendo, confermando la sua presenza nel film. Fox McCloud, però, non è un personaggio del mondo di Mario, infatti l’unico momento in cui i due universi si sono incrociati è all'interno di Super Smash Bros. – il celebre picchiaduro a incontri Nintendo – spronando molti fan a chiedersi: Nintendo sta costruendo il suo Cinematic Universe.
Chi è Fox McCloud, e cosa ci fa in "Super Mario Galaxy"?
Star Fox è una serie Nintendo che segue Fox McCloud, pilota asso e cacciatore di taglie che finanzia la propria carriera attraverso il lavoro mercenario, un'identità doppia che offre una flessibilità narrativa considerevole.
Il franchise esiste dagli anni Novanta e ha generato una serie di giochi di combattimento spaziale in cui Fox, a bordo del suo caccia Arwing, difende il sistema Lylat da invasioni aliene, in particolare dal perfido scienziato Andross. È un universo che ha pochissimo a che fare con i funghi, i goomba e le principesse del Regno dei Funghi, ma se Nintendo sta espandendo il suo universo cinematografico verso la galassia rende la presenza di Fox del tutto coerente: franchise che abitano lo spazio, come Star Fox, Pikmin o Kirby, possono esistere nello stesso cosmo senza forzature di trama. La scelta del regista di ambientare il sequel tra le stelle non è solo un espediente narrativo per introdurre Rosalinda, è la porta che apre a tutta una serie di franchise Nintendo che nei giochi hanno sempre gravitato attorno al cosmo.
A dare voce a Fox McCloud nella versione inglese del film sarà Glen Powell, “Hangman” di Top Gun: Maverick (2022).
"Super Smash Bros." al cinema? La logica del Nintendo Cinematic Universe
Per capire perché la comparsa di Fox McCloud ecciti così tanto il fandom, bisogna spiegare cos'è Super Smash Bros. Si tratta di un picchiaduro Nintendo in cui personaggi provenienti da franchise completamente diversi – Mario, Zelda, Metroid, Star Fox, Pokémon, Kirby – si affrontano in arene tratte dai rispettivi universi. Non esiste una narrativa condivisa nei giochi: Smash Bros. è essenzialmente un crossover celebrativo, un "What if…" permanente che risponde alla domanda di qualunque bambino che abbia mai posseduto una console Nintendo. Chi vincerebbe tra Link e Samus? Tra Pikachu e Fox McCloud?
Come già detto, la presenza di Star Fox nel film ha fatto sì che molti si chiedessero se non si stia costruendo un evento narrativo in stile MCU – una saga multiversale che culmini in un film di Super Smash Bros. Il primo film aveva già stabilito le fondamenta di questo universo espanso attraverso il ruolo prominente di Donkey Kong e l'infrastruttura di Kong Island, segnalando che il Regno dei Funghi non era mai stato pensato come il limite di questo universo. Il sequel accelera quella espansione con l'introduzione di Fox McCloud, creature Pikmin e R.O.B., funzionando come una campagna di reclutamento per franchise Nintendo non-Mario. La strategia sembra chiara: costruire familiarità con i personaggi attraverso apparizioni di supporto, poi farli debuttare in film autonomi. Tra l’altro, lo ricordiamo, un film di Donkey Kong sarebbe già in sviluppo.
Pokémon, Sonic e il problema dei diritti
Se si ipotizza un futuro evento in stile Smash Bros., due nomi vengono spontanei: Pokémon e Sonic the Hedgehog, entrambi presenti nel picchiaduro Nintendo. Le implicazioni in termini di diritti, però, sono molto diverse.
Pokémon è proprietà di The Pokémon Company, che è controllata in modo tripartito da Nintendo, Game Freak e Creatures Inc. Nintendo detiene quindi una quota significativa, il che rende teoricamente più semplice un accordo con Illumination per un'apparizione nel Mario cinematic universe. Non sarebbe neanche un precedente assoluto: Detective Pikachu, prodotto da Warner Bros. nel 2019, ha già dimostrato che Pokémon funziona al cinema con un approccio ibrido live-action/animazione. Un cameo di Pikachu in un futuro film Mario sarebbe probabilmente più una questione di volontà che di impossibilità legale.
Sonic è un discorso separato. Il riccio blu appartiene a Sega, che non ha nessun rapporto diretto con Nintendo – anzi, per decenni i due sono stati rivali commerciali prima che Sonic comparisse per la prima volta in Smash Bros. nel 2008, in quello che all'epoca sembrava quasi un atto di pace tra ex nemici. Sonic ha già la sua serie cinematografica di successo, cominciata nel 2020 con Sonic - Il film e prodotta da Paramount, e un accordo tra Paramount, Sega, Nintendo e Illumination sarebbe di complessità quasi kafkiana. Eppure, come ricordano spesso i fan, quella di Nick Fury che bussa alla porta di Tony Stark alla fine di Iron Man sembrava anche lei un'idea impossibile fino al giorno in cui non è successa.
Non sarebbe la prima volta: i crossover tra videogiochi al cinema e in TV
L'idea di mescolare personaggi di franchise videoludici diversi non è nuova, anche se la sua storia è disseminata di tentativi più entusiasti che riusciti. Uno degli esempi più noti è probabilmente Un videogioco per Kevin – Captain N, la serie animata americana del 1989 in cui un adolescente veniva risucchiato all'interno di una console Nintendo e si ritrovava a combattere fianco a fianco con Mega Man, Simon Belmont di Castlevania, Kid Icarus e Pit, una squadra di eroi Nintendo assemblata con la logica di chi sceglie i propri giochi preferiti dallo scaffale. Lo show funzionava come lettera d'amore al catalogo Nintendo degli anni Ottanta più che come narrazione coerente, e oggi ha il fascino sgangherato di quei prodotti che non potrebbero esistere in nessun altro momento storico da quello in cui sono stati creati.
Pixels, il film del 2015 con Adam Sandler, aveva provato a fare qualcosa di simile con personaggi arcade come Pac-Man, Donkey Kong e Centipede trasformati in invasori alieni, ma con risultati critici decisamente meno memorabili. Ralph Spaccatutto del 2012 aveva invece costruito un intero mondo su questo concetto, con personaggi di diversi arcade che condividono la stessa stazione ferroviaria tra un gioco e l'altro – un precedente che Illumination conosce sicuramente bene, e da cui ha certamente tratto qualche insegnamento.
La differenza con quello che Nintendo sta costruendo ora è la sistematicità. Non si tratta di un singolo film crossover ma di una strategia a lungo termine, film dopo film, cameo dopo cameo. Se funzionerà dipende da quanto Nintendo sarà disposta a cedere il controllo creativo dei propri franchise a uno studio di animazione e, soprattutto, da quanto il pubblico sarà paziente nell'aspettare che tutti i pezzi vadano al loro posto.












