La fantascienza è uno dei generi più creativi nel panorama cinematografico, poiché offre la possibilità di rompere gli schemi e di uscire dalla realtà in cui viviamo. Tra questo tipo di film, quelli post apocalittici sono un esempio lampante del potere creativo della fantascienza, per la loro capacità di costruire mondi alternativi che rapiscono gli spettatori.
Al tempo stesso, i film post apocalittici tendono ad affrontare tematiche socialmente importanti, mostrando, il più delle volte, le irreparabili conseguenze causate dal nostro sistema. Da ambienti naturali completamente devastati e difficilmente abitabili a società estremamente violente dove sopravvivere è l’unica cosa che conta, il filone post apocalittico offre la possibilità di riflettere sulla parabola futura degli abitanti della Terra.
Questa lista di JustWatch vi presenta i migliori 10 film post apocalittici da non perdere assolutamente. Ho scelto i titoli in base agli universi visivi creati, ai temi trattati e alla loro importanza nella storia del cinema.
10. L'elemento del crimine (1984)
L'elemento del crimine è forse una scelta azzardata. L’esordio alla regia di Lars Von Trier è sicuramente la pellicola meno conosciuta nella lista. Tuttavia, questo neo-noir post apocalittico vi colpirà per la costruzione del suo mondo distopico. Ne L'elemento del crimine (1984) piove sempre, le case e gli interni sono diroccati e la fotografia giallo-arancione dona quel tocco di tossico che ricorda gli ambienti post apocalittici. Se amate gli aspetti on the road del sottovalutato Fino alla fine del mondo (1991) o le tinte crime psicologiche di Memento (2000), il primo film di Lars Von Trier andrà a nozze con voi. La trama arzigogolata e il frequente cambio di location potrebbero rendere difficile seguire l’evolversi della storia.
9. Codice Genesi (2010)
Se L'elemento del crimine (1984) non vi ha convinto con il suo sapore autoriale, Codice Genesi dei fratelli Hughes sarà pane per i vostri denti. Il film è diretto, immediato e facile da digerire. Nonostante ciò, niente è lasciato al caso. L’universo post apocalittico è desertico, ricco di macerie e per nulla ospitale. Proprio come quello di Mad Max: Fury Road, che trovate più avanti. Allo stesso tempo, Codice Genesi (2010) continua brillantemente quel filone di film con protagonisti eroi solitari e complessi. In questa parte, Denzel Washington è un gigante e mostra tutto il sobrio carisma di figure simili. Se state cercando intrattenimento ma con la voglia di pensare, il film dei fratelli Hughes è perfetto. Il ricco sottotesto religioso, però, potrebbe indisporre coloro che non sono avvezzi a questo tipo di tematiche.
8. Zombi (1978)
Zombi è uno dei tanti classici nella filmografia di George A. Romero. Il regista costruisce una storia horror e sci-fi che si mescola con un’allegoria critica al consumismo. Infatti, rispetto a Codice Genesi (2010), metà della trama si svolge all’interno di un centro commerciale. La realtà dipinta da Romero è, quindi, doppiamente terrificante. Gli zombi non sono solo una minaccia concreta per i protagonisti, ma anche un’allegoria sull’alienazione causata dal consumo di massa. Non preoccupatevi, però. Per chi non fosse interessato ai risvolti politici, Zombi (1978) offre un solido film horror fantascientifico con innumerevoli scene gore ed effetti speciali non digitali da urlo. Lo stile retrò della pellicola, tuttavia, la posiziona all’ottavo posto.
7. Snowpiercer (2013)
Al contrario degli ambienti desertici di Codice Genesi (2010) e Mad Max: Fury Road (2015), Snowpiercer vede la Terra alle prese con una nuova era glaciale. Gli unici superstiti vivono su un treno in costante movimento intorno al Globo. Sul mezzo di locomozione vige una severa divisione di classe e di condizioni di vita. Come già intuibile, Snowpiercer (2013) combina una storia post apocalittica con toni politici similmente a Zombi (1978). Qui, però, le allegorie sono messe da parte, in favore di un approccio più diretto ed esplicito. Man mano che il protagonista Curtis (Chris Evans) si fa largo di carrozza in carrozza, appare sempre più evidente chi detiene il potere sul treno. Snowpiercer (2013) di Bong Joon Ho mischia forma e sostanza come pochi.
6. L'esercito delle 12 scimmie (1995)
L'esercito delle 12 scimmie è ispirato dal cortometraggio La jetée (1962) di Chris Marker e vede alla regia Terry Gilliam. Il film con Bruce Willis, Brad Pitt e Madeleine Stowe vede il mondo decimato da un virus letale rilasciato da alcuni umani. Per cambiare il destino dei sopravvissuti, un prigioniero (Willis) viene mandato indietro nel tempo per fermare la proliferazione. L'esercito delle 12 scimmie (1995) vive della fotografia di Roger Pratt e dei set fantascientifici minimali ma efficaci. Lo stile tematico di Gilliam –critica al sistema e sensibilità sociali– rimane intatto e richiama altre pellicole del regista come Brazil (1985). Se cercate un film senza freni, pazzo e complesso, L'esercito delle 12 scimmie (1995) fa al caso vostro. I salti temporali, però, non favoriscono una comprensione facile della storia ed è per questo che il film si ferma al sesto posto.
5. 28 giorni dopo (2002)
28 giorni dopo è il secondo film di zombi dopo quello di Romero all’ottavo posto. Uscito più di vent’anni dopo Zombi (1978), la pellicola di Danny Boyle rivoluziona il genere portando sullo schermo morti viventi che corrono anziché muoversi lentamente. La carica innovativa di 28 giorni dopo (2002) è anche tecnologica; la pellicola è girata interamente in digitale e con una bassa risoluzione per accentuare il carattere post apocalittico. Sul versante della trama, lo sceneggiatore e futuro regista Alex Garland costruisce una storia che fonda la sua potenza sulla psicologia dei protagonisti e le insidie che devono affrontare. Se cercate un film post apocalittico sotto le due ore e con forti tinte horror, l’avete trovato. Essendo ormai abituati a film con un livello visivo impeccabile, le immagini a bassa risoluzione potrebbero far allontanare qualche spettatore, ergo la quinta posizione.
4. Stalker (1979)
Da molti, incluso il sottoscritto, è considerato uno dei migliori film mai realizzati. La magnus opus di Andrei Tarkovskij, Stalker, vi lascerà ipnotizzati e senza parole con il suo ritmo pacato e le visuali senza paragoni. Il capolavoro del regista sovietico non è però accessibile a tutti. I temi estremamente filosofici, la lunghezza di 161 minuti e gli aspetti meditativi potrebbero rendere faticosa la visione. Mentre Codice Genesi (2010) e Snowpiercer (2013) possono arrivare ai gusti di chiunque come una buona pizza, con Stalker (1979) ci si ritrova davanti a un menù stellato altamente concettuale. Per questo, il terzultimo film di Tarkovskij si posiziona al quarto posto della classifica. Per chi se la sentisse, invece, la pellicola potrebbe essere un’esperienza unica e irripetibile.
3. I figli degli uomini (2006)
I figli degli uomini è il fiore all’occhiello della filmografia di Alfonso Cuaron. Il film con Clive Owen contiene una visione unica del genere post apocalittico. Infatti, qui il mondo in cui i personaggi si muovono vive un lento ma inesorabile declino verso la distruzione, rendendo l’apocalisse in medias res. Il problema fondamentale rimane l’assenza di natalità, con nessuna persona nata da ben vent’anni. I figli degli uomini (2006) cattura gli occhi dello spettatore con immagini esteticamente sublimi. La fotografia di Emmanuel Lubezki calca sui toni cupi con colori che vanno dal grigiastro al blu. Cuaron, dal canto suo, mostra tutta la sua tecnica prediligendo la macchina a mano e lunghe sequenze ininterrotte come il magnifico inseguimento in auto a inizio film. Come per Snowpiercer (2013), forma e sostanza si equivalgono e sedimentano il film alla terza posizione.
2. Akira (1988)
Con Akira, l’apocalisse diventa animata ma non per questo meno efficace. Neo-Tokyo, 2019. Un membro di una gang di motociclisti entra in contatto con un progetto militare ultra segreto che lo rende capace di telecinesi. I suoi nuovi poteri, però, potrebbero essere catastrofici per la capitale giapponese. Il world-building di Akira (1988) merita, da solo, la visione della pellicola. L’ambiente urbano richiama classici come Blade Runner (1982) mentre i colori accentuano la cupezza del racconto e lo scintillio delle luci al neon. Come per L'elemento del crimine (1984) e I figli degli uomini (2006), il segreto per una visione soddisfacente sta nel lasciarsi trasportare nell’universo del film e immergersi senza paura. Un capolavoro indiscutibile.
1. Mad Max: Fury Road (2015)
Mad Max: Fury Road è il film post apocalittico migliore di sempre perché consegue la perfezione in ogni campo. Visivamente è uno spettacolo indimenticabile con toni che vanno dall’arancione tossico al blu profondo, a richiamare l’estrema escursione termica nei terreni desertici. I temi dell’ecologia, dell’effetto delle azioni umane e del femminismo elevano la pellicola, distinguendosi dall’ennesimo film d’azione. Da non dimenticare, poi, le prove eccelse di tutto il cast e una colonna sonora strepitosa e coinvolgente. La ciliegina sulla torta rimane l’estro artistico del regista George Miller, che firma alcune delle sequenze d’azione più belle di tutti i tempi e con un uso minimo di computergrafica. Se cercate due ore di intrattenimento elevato e di lusso, Mad Max: Fury Road (2015) è IL FILM da guardare.






































































































