Il finale di Stranger Things (2016) ha lasciato i fan divisi. C’è chi non ha potuto trattenere qualche lacrima per la fine della saga sci-fi dei Duffer Brothers. C’è chi non ha potuto nascondere qualche perplessità per la direzione incerta dell’epilogo.
Una cosa è sicura. Sia i nostalgici che i perplessi si aggrapperanno ai lati positivi della serie - world-building, interpretazioni, colonna sonora, dialoghi leggendari - per indorare la pillola. Che si tratti di affrontare il fatto che non ci saranno più episodi di Stranger Things (2016) o che il finale abbia gettato un’ombra sull'intera serie.
Tra i lati positivi, tutti i fan hanno da sempre apprezzato le innumerevoli connessioni, omaggi ed easter egg tra lo show con Millie Bobby Brown e Winona Ryder e i film anni ‘80, soprattutto se fantascientifici o d’azione. Il cult Predator (1987) combina i due generi ed è al centro di una teoria tanto pazzesca quanto dibattuta.
“Predator” è l’archetipo di action anni Ottanta
Non è un mistero che un film come Predator (1987) venga omaggiato decenni successivi dalla sua uscita. Il film con Arnold Schwarzenegger è diventato con gli anni non solo un cult, ma un classico del genere action anni '80. A partire dalla trama. Niente fa più anni '80 di un gruppo di paramilitari muscolosi che si lanciano, armi in pugno, in una missione di salvataggio nella giungla. Anzi, forse c'è qualcosa ancora più "eighties": un extraterrestre dalle doti sopraffine quanto pericolose in cerca di prede.
Il film è diventato un capostipite dell'action muscolare anche per i nomi legati al progetto. A cominciare da John McTiernan, uno specialista alla regia quando si tratta di azione. È il suo curriculum a parlare chiaro: Trappola di cristallo (1988), Caccia a Ottobre Rosso (1990) e Last Action Hero - L'ultimo grande eroe (1993). La sua mano solida è solo l'inizio. Davanti alla macchina da presa troviamo Dutch, il nerboruto leader del gruppo di operativi interpretato da Schwarzenegger, il re dell'action anni '80 insieme a Sylvester Stallone.
Già visto al fianco dell'attore italo-americano nella saga di Rocky, Carl Weathers si unisce ad Arnie nei panni di Al Dillon, agente della CIA inviato con Dutch nella giungla guatemalteca. Altro peso massimo dei film d'azione è Bill Duke, già visto in Commando (1985) e Due nel mirino (1990). L'attore afroamericano è il primo a essere testimone dell'esistenza del Predator. Se alla trama sopra le righe e al cast stellare, aggiungete armi, esplosioni, atteggiamenti stoici ed - l’abbiamo già detto? - esplosioni, gli anni ‘80 sono serviti.
La teoria dei fan sulla vera fine di Jim Hopper
Veniamo ora al succo dell'articolo. Il finale di Stranger Things (2016) ci ha fatto assistere alla sconfitta definitiva di Vecna per mano di Eleven e del resto della combriccola di Hawkins. Hopper ha dato un contributo fondamentale, dagli scontri contro i militari deviati alle "missioni" all'interno del Sottosopra. Sono passati quattro anni dal 1983, anno in cui Will è rimasto intrappolato nel Sottosopra e, da agente della polizia locale, Hopper si è trasformato in una macchina di distruzione. Sopravvivere ai Demogorgoni, ad apparati deviati dello stato americano e a un gulag sovietico non può che renderti una persona distinta dalla massa.
Le skills che Hopper ha appreso sono forse le ragioni principali che rendono la teoria su Stranger Things (2016) e Predator (1987) intrigante. Hopper sarebbe sopravvissuto a Vecna e avrebbe preso parte a una missione nella giungla guatemalteca precedentemente alla spedizione di Dutch. Non a caso, quando il commando di Dutch ritrova alcuni cadaveri in pessima forma, il personaggio di Dillon afferma sbalordito che il Predator aveva fatto fare la stessa fine a Jim Hopper. Quel Jim Hopper.
Riassumendo: Hopper sopravvive a Vecna, viene inviato dalla CIA in Guatemala e perde la vita a causa del Predator.
Perché la connessione tra "Stranger Things" e "Predator" potrebbe essere forzata?
Non c'è dubbio che i Duffer Brothers abbiano voluto omaggiare Predator (1987) utilizzando il nome di Jim Hopper. Come ulteriore prova c'è il personaggio di Shane Black, la prima vittima del gruppo di Dutch per mano del Predator. L'attore poi diventato regista e sceneggiatore - curiosamente, è suo il copione del già citato Last Action Hero (1993) - interpreta l'operatore radio del commando, che si chiama niente popò di meno che Rick Hawkins. Tuttavia, "Hawkins" e "Jim Hopper" potrebbero essere solamente dei riferimenti al cult anni '80, anziché una vera e propria connessione con la saga.
Confrontando la timeline delle due opere, sorgono alcuni dubbi. Possiamo lasciar passare il fatto che il finale di Stranger Things (2016) e le vicende di Predator (1987) siano entrambi ambientati nel 1987. Può risultare improbabile che Hopper sia ritornato in azione immediatamente dopo quattro estenuanti anni sul filo della morte e della catastrofe. Ma forse non vogliamo dubitare del suo coraggio, della sua dedizione e della sua inesauribile energia di fronte ai pericoli più estremi.
Tuttavia, è impossibile dimenticarsi di un piccolo fatto saliente. Dopo la sconfitta di Vecna, il vero finale di Stranger Things (2016) ci mette al corrente del fato dei nostri eroi. Le immagini finali sono, però, ambientate 18 mesi dopo. L'anno è dunque il 1989, più di 500 giorni dopo il 1987 e dopo la presunta morte di Hopper in Guatemala. Il problema è che il poliziotto è vivo. Talmente vivo da chiedere a Joyce di sposarlo. Cade dunque tutto il castello e la connessione tra le due opere rimane più un omaggio che un vero e proprio legame.






































































































