La storia del cinema ci ha insegnato che nessuno è immune a un catastrofico flop al box office. Può trattarsi di un attesissimo sequel che non mantiene le aspettative come Joker: Folie à Deux (2024). Può essere il progetto della vita di una leggenda del cinema che naufraga come Megalopolis (2024).
In alcuni casi, anche un film pregiato come Babylon (2022) può ritrovarsi con un bilancio in rosso. Anche se lo sforzo artistico di una produzione si concentra solo sull’aspetto creativo dell’opera, lo schiaffo realista è sempre dietro l’angolo. Infatti, che si tratti di un blockbuster o di un film d’autore, ogni titolo che esce nelle sale deve portarsi a casa una quantità di incassi che si aggiri sul triplo del costo di produzione.
Questi tecnicismi economici sono conosciuti fin troppo bene dai 10 flop cinematografici più clamorosi di sempre che trovate di seguito. I film presi in considerazione sono stati scelti tenendo conto dell’inflazione.
10. Milo su Marte (2011)
Milo su Marte è uno di quei film che la Disney vorrebbe dimenticare. Se non altro per i 201 milioni di dollari persi. Questa pellicola animata sci-fi non riesce ad andare oltre tutti i suoi difetti. Da un lato, la trama non colpisce nel segno e la storia di un bambino che deve salvare la madre dagli alieni risulta riciclata. Dall’altro, lo stile animato della motion capture aliena lo spettatore. La tecnica, infatti, rende gli occhi dei personaggi quasi spiritati e del tutto innaturali. Il risultato più che deludente al box office non sembra dunque una sorpresa, anche se è necessario spezzare una lancia per Milo su Marte (2011): l’universo sci-fi creato potrebbe lasciarvi intrigati, soprattutto nelle scene all’esterno della Terra.
9. Battleship (2012)
Milo su Marte (2011) non è l’unico film di fantascienza ad aver toppato al box office. Il genere cinematografico è sempre una scommessa, a causa della difficoltà nel creare un mondo irrealistico in maniera credibile. L’universo di Battleship non aveva bisogno di un lavoro creativo esteso, essendo tratto dall’omonimo gioco della Hasbro. Tuttavia, i 205 milioni di perdita sono più che comprensibili. In primis, i dialoghi non sono all’altezza di un film che aspira a catturare milioni di spettatori. La trama è più che prevedibile e non convince neanche nelle scene d’azione. Infine, il cast stellare con Liam Neeson, Taylor Kitsch, Alexander Skarsgård, Jesse Plemons e Rihanna non riesce a salvare una pellicola destinata al dimenticatoio.
8. Strange World - Un mondo misterioso (2022)
Dopo aver cercato di cancellare dalla memoria Milo su Marte (2011), la Disney dovrà fare uno sforzo in più per relegare nell’oblio Strange World - Un mondo misterioso. Altro film di fantascienza, altro flop colossale. Questa volta, il bilancio negativo tocca quota 212 milioni. Come per Battleship (2012), questo cartone animato punta molto su un cast d’eccezione, con nomi leggendari come Jake Gyllenhaal, Lucy Liu, Dennis Quaid e Gabrielle Union. Peccato che le linee di dialogo che devono interpretare non sono all’altezza del loro livello. Ciò è un peccato, anche a fronte di un aspetto visivo di grande impatto e ricco di colori. L’unico modo per gustarsi Strange World (2022) rimane uno solo: con il volume sullo zero.
7. Sinbad - La leggenda dei sette mari (2003)
Sinbad - La leggenda dei sette mari è un punto di svolta per la DreamWorks. Il totale fiasco della pellicola non solo ha quasi mandato in bancarotta la casa di produzione. I 214 milioni di perdite hanno spinto lo studio responsabile di Shrek (2001) e Kung Fu Panda (2008) ad abbandonare l’animazione analogica per quella al computer. Tra i film nella lista, questa pellicola è una delle poche che non merita questo infausto primato. I punti di forza sono un buon ritmo tra avventura e azione, un’animazione alla pari di qualsiasi produzione DreamWorks e un cast astronomico tra cui Brad Pitt, Catherine Zeta-Jones e Michelle Pfeiffer. Tuttavia, un film più che decente come Sinbad (2003) stona al cospetto dei grandi capolavori della DreamWorks.
6. Corsari (1995)
Ci sono pellicole caotiche e fuori controllo come Apocalypse Now (1979) che finiscono per diventare caposaldi della settima arte. Ci sono pellicole caotiche e fuori controllo come Corsari che non riescono a scrollarsi dalle spalle i problemi di produzione. Soprattutto se le difficoltà sono state su più fronti. Il film di Renny Harlin ha subito molteplici modifiche della sceneggiatura. Allo stesso tempo, a cambiare sono stati anche alcuni membri del cast e della troupe. Alla Carolco Pictures, però, dovrebbero sapere che quando tutto cambia, tutto rimane come prima. Infatti, le modifiche non hanno impedito a Corsari (1995) di perdere la bellezza di 217 milioni.
5. Macchine mortali (2018)
L’avevamo detto: fare un film di fantascienza non è per nulla una passeggiata. Macchine mortali è l’ennesima dimostrazione di questo fatto. Il film di Christian Rivers costruisce l’universo steampunk dell’omonimo romanzo di Philip Reeve con grande creatività, ma non riesce ad andare oltre i suoi lati negativi. Come per Battleship (2012), il film pecca per i suoi aspetti derivativi, risultando un mix non riuscito tra Hunger Games: La ragazza di fuoco (2013), Guerre stellari (1977) e Interceptor (1979). Anche se il world-building va premiato e il filone del genere Young Adult ha effettivamente attraversato la sua epoca d'oro, Macchine mortali (2018) non poteva che essere destinato a uno scivolone ai botteghini. Se vogliamo chiamare “scivolone” 219 milioni di perdite.
4. Il 13° guerriero (1999)
Con i suoi 243 milioni persi, Il 13° guerriero si posiziona a ridosso del podio. Il film con Antonio Banderas e Omar Sharif condivide con Sinbad (2003) il nefasto status di flop, nonostante la mancanza di un apparente motivo. Anche se è vero che la trama non brilla per originalità, questo cult offre comunque una grande forma. I combattimenti sono epici, la fotografia è perfetta e la mancanza di effetti al computer non può che essere un toccasana. Tuttavia, forse per la trama debole, forse per il poco sviluppo dei personaggi, Il 13° guerriero (1999) non è riuscito a conquistarsi il favore del pubblico.
3. The Marvels (2023)
Negli ultimi quindici anni, lo stradominio della Marvel ha riscritto la formula dei blockbuster, puntando tutto su scene d’azione epiche e trame concatenate. Tuttavia, prima o poi doveva arrivare il passo falso. Quest’ultimo si chiama The Marvels. Il film non è un completo disastro come suggerirebbe il box office. I dialoghi sono divertenti e d’effetto, mentre la recitazione delle protagoniste è gradevole. Nonostante ciò, il film ha fatto fatica a decollare per il calante interesse del pubblico verso l’universo Marvel e una trama a tratti confusionaria. Se film come Il 13° guerriero (1999) sono stati rivalutati come cult, altri come The Marvels (2023) sono destinati a una fine più crudele.
2. The Lone Ranger (2013)
The Lone Ranger sfonda il quarto di miliardo di perdita e si assesta a un poco invidiabile secondo posto. I punti di debolezza della pellicola di Gore Verbinski sono molteplici e fin troppo evidenti. La trama passa in secondo piano, schiacciata tra una scena d’azione e l’altra. La lunghezza eccessiva di ben due ore e mezza rende la visione impegnativa. E questo è assolutamente da evitare quando si vuole intrattenere e fare cassetta. Neanche il personaggio sopra le righe di Johnny Depp riesce a salvare un film destinato al fallimento. L’unico aspetto positivo che si salva è l’atmosfera da spaghetti western, che va a sgrassare l’elemento action.
1. John Carter (2012)
Molti alla Disney si sono messi le mani nei capelli dopo l’uscita di John Carter, il film di Andrew Stanton che ha perso la bellezza di 274 milioni di dollari. Come per altri titoli sci-fi nella lista, questo film è colpevole del peccato mortale numero uno: poca originalità nella trama. Anche se il mondo di John Carter (2012) è accattivante e le scene d’azione colpiscono nel segno, senza una storia brillante è difficile fare breccia nel cuore del pubblico. Bisogna, però, ammettere che la visione del film non è così penosa come la sua reputazione vorrebbe farci credere. John Carter (2012) riesce comunque a intrattenere nelle sue due ore e poco più di durata, nonostante i suoi difetti.

















































































































