Il modo di fruire i contenuti è cambiato. Era inevitabile, è evidente, lo possiamo constatare quotidianamente guardando film e serie televisive. Un tema centrale però è quello dell’attenzione: recentemente, hanno fatto rumore alcune dichiarazioni di Matt Damon.
L’attore statunitense, protagonista di The Rip – Soldi sporchi (2026), ha infatti recentemente sottolineato l’esistenza di una tendenza nel ripetere più volte la trama nel corso di un film per assecondare gli spettatori distratti. Una tendenza assecondata dagli stessi servizi di streaming, sempre più orientati su titoli che sin dalla sceneggiatura consentano al pubblico di riprendere il filo in qualsiasi momento. Tutta colpa del “Second Screening”, ossia l’uso simultaneo di un secondo dispositivo, spesso uno smartphone, mentre si sta guardando la TV. Il film scorre, e tu scrolli.
Capita a chiunque, nessuno si salva.Ed è così che la difficoltà dello staccarsi dai social è arrivata a influenzare persino la scrittura di un film o di una serie, impoverendo di conseguenza l’offerta. Ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Non staremo a consigliarvi come non distrarsi, bensì vi porteremo all’attenzione alcuni film e serie TV che, per essere apprezzati (e soprattutto compresi) appieno, vi spingeranno a mettere da parte lo smartphone. Si tratta, in breve, di storie che non consentono il “secondo schermo”.
True Detective (2014)
Siete amanti del crime e cercate un cult? True Detective è quello che fa per voi. Una serie antologica, quattro stagioni in cui cambiano sempre personaggi e location. Qui, però, ci focalizziamo sulla prima, con le indelebili interpretazioni di Matthew McConaughey e Woody Harrelson e un approccio cupo del regista Cary Fukunaga, senza tralasciare la solida scrittura di Nic Pizzolatto (a cui va il merito di aver portato il grande cinema sul piccolo schermo). Sì, perché True Detective (2014) è in realtà un film lungo otto ore, che alternandosi su due piani temporali, gioca sulla tensione costante, fatta di dettagli nascosti, che emergono gradualmente per accompagnarci non solo alla scoperta dell’identità del serial killer, ma soprattutto a un’indagine esistenziale per affrontare i grandi temi della vita. Un doppio binario per cui è obbligatoria la massima attenzione, dove siamo richiamati a non lasciare nulla al caso per apprezzare pienamente una trama articolata e sorprendente. Più che un imperativo, verrà naturale mettere da parte il telefono.
Dark (2017)
Serie tedesca di Netflix, Dark ha incollato milioni di spettatori al piccolo schermo. Tutto ha inizio con la scomparsa di due bambini nella fittizia città di Winden, che dà vita a un susseguirsi di eventi in cui passato e presente si intrecciano irrimediabilmente. Una trama intricata, tanti personaggi da tenere a mente e continui indizi seminati qua e là, sono solo alcuni degli elementi di una saga familiare a tinte soprannaturali dal tono cupo, che non ammette alcuna distrazione. Pure nel suo svolgersi lento, ogni tassello è indispensabile per venire a capo di un puzzle di piani temporali, ricco di intrecci. Un rompicapo che non resterà indifferente a chi è alla ricerca di storie corali, di qualità e soprattutto di enigmi.
Lost (2004)
Se ci sono dei titoli da cui gli sceneggiatori di Dark (2017) hanno preso spunto, Lost è sicuramente uno di questi. Ogni dettaglio è fondamentale nella storia di un gruppo di superstiti di un incidente aereo che si ritrova su un’isola misteriosa. Non sono ammesse distrazioni nell’intercettare preziosi tasselli che ci spingono a formulare congetture, a essere attivi verso un racconto appassionante, che intreccia misteri, segreti, simboli, oltre alla lotta per la stessa sopravvivenza dei protagonisti. Se volete cominciare a guardare una delle serie più interessanti di tutti i tempi, spegnete i telefonini e allacciate le cinture per un viaggio lungo sei stagioni di ben 114 episodi.
Inception (2010)
Un action movie ambientato nell’architettura dei sogni. Inception di Christopher Nolan prende avvio dalla missione del protagonista, Dom Cobb (Leonardo DiCaprio): innestare un’idea nella mente di qualcuno. Da questo presupposto si sviluppa un’avventura rocambolesca che si trasforma in un viaggio attraverso più livelli onirici. Dal passaggio da un livello all’altro ai temi affrontati, è un film che richiede attenzione costante, un vero e proprio atto di fede verso l’esperienza cinematografica, stavolta per cercare di contemplare il labirinto edificato da Nolan che ci accompagna a un finale criptico. Attenzione: una sola visione potrebbe non bastare. L’importante è che si faccia senza scrolling dei social!
Memento (2000)
La tesi di laurea di Christopher Nolan. Oltre a essere l’opera che l’ha fatto conoscere al grande pubblico, Memento è uno di quei film che merita obbligatoriamente di esser visto almeno una volta nella vita. La storia prende le mosse da Leonard Shelby (Guy Pearce), che a seguito di un’aggressione si ritrova ad avere problemi con la memoria a breve termine. L’uomo dimentica infatti quanto accaduto ogni quindici minuti e si ritrova continuamente a ricominciare, affannosamente animato dallo scopo di trovare coloro che hanno violentato e ucciso sua moglie. Il montaggio è la rappresentazione della confusione mentale del protagonista, ci porta a immedesimarci nel suo spaesamento attraverso un racconto degli eventi a ritroso, che ne rispecchia l’amnesia anterograda da cui è affetto. Semplificando ai massimi, Memento (2000) è un film al contrario che ci obbliga a forte concentrazione per coglierne la struttura alquanto articolata, anche se bisogna dire che esiste anche una versione del film montata in ordine cronologico, ma proprio come Nolan, sconsigliamo una visione diversa da quella originale.
La donna che visse due volte (1958)
Tra i capolavori di Alfred Hitchcock, con titolo originale Vertigo, La donna che visse due volte è un film che merita tutta la vostra attenzione. Semplicemente perché è cinema allo stato puro, che ancora oggi valorizza i propri punti di forza. Per quanto concerne la trama, è sicuramente un labirinto in cui è facile smarrirsi, che esplora tematiche come l’ossessione e il doppio. Dunque, durante la visione non sono ammessi messaggi su Whatsapp o altre attività, che non solo potranno farvi perdere il filo, ma soprattutto risulterebbe penalizzante per un’esperienza altamente immersiva nella psicologia degli stessi personaggi di quello che è da considerarsi indubbiamente una pietra miliare della storia del cinema.







































































































