Mentre scriviamo questo articolo “Cime tempestose” di Emerald Fennell ha un indice di gradimento su Rotten Tomatoes del 61%. Questo, però, alla luce di un incasso nel nostro Paese di tre milioni 266 mila euro in quattro giorni di programmazione e oltre 34 milioni di dollari al box office statunitense nel primo weekend in sala.
La riprova della divisione netta tra l'opinione dei critici e l'indice di gradimento del pubblico. Con un'uscita in sala strategica pensata per San Valentino, la pellicola ispirata al classico di metà '800 di Emily Brontë ha l'obiettivo di trasformarsi nel Romeo + Giulietta di William Shakespeare (1996) per la Gen Z – grazie anche a un marketing martellante - come affermato dalla sua stessa regista. “Sono andata a vederlo al cinema otto volte, e sono rimasta a terra a piangere quando non mi è stato permesso di tornare per la nona. Voglio che sia così”.
Il romanzo inglese, per chi non l'avesse letto e non avesse familiarità con la sua trama, racconta l'ossessiva e burrascosa storia d'amore tra Heathcliff e Catherine Earnshaw. Trovatello lui, figlia dell'uomo che lo toglie dalla strada lei. Cresciuti insieme a Wuthering Heights, i due si amano di un amore simbiotico e viscerale, seppur casto. Ma quando le differenze sociali portano la giovane donna a sposare il ricco Edgar Linton, il dolore provato da Heathcliff lo porta a giurare vendetta all'amata e alle loro famiglie fino alla morte di entrambi. Una storia d'amore travolgente e romantica quanto profondamente tossica ambientata tra le ventose e uggiose brughiere dello Yorkshire.
Cosa dicono i critici di "Cime tempestose"
Grazie ad anteprime organizzate in giro per il mondo, molti critici hanno potuto vedere il film prima della sua uscita in sala, scrivendo recensioni che osannano o distruggono il lavoro di Fennell. “Anche se questo amore dovrebbe essere così intenso, non mi sento toccato o consumato da ciò che vedo e sento. Rimane impresso a malapena”, scrive Carlos Boyero di El Pais. “I cambiamenti apportati al film sono - nella migliore delle ipotesi - una lettura errata di ciò che il libro cercava di dire o, nella peggiore, una trasformazione di "Cime tempestose" di Fennell in qualcosa che non è affatto Cime tempestose”, gli fa eco Jackson Weaver di CBC News. A non aver apprezzato l'adattamento cinematografico anche Mick LaSalle del San Francisco Chronicle che scrive: “Emerald Fennell prende "Cime tempestose" di Emily Bronte e ne fa un disastro assoluto”.
Neppure Clarisse Loughrey su The Indipendent ci va per il sottile: “Usa la maschera dell'interpretazione per sventrare uno dei romanzi più appassionati ed emotivamente violenti mai scritti, per poi gettarne la pelle scorticata su qualsiasi cliché romantico sembri più commerciabile. Adattamento o meno, è un'opera sorprendentemente vuota”. Un'opinione che risuona anche nelle parole di Hannah Strong di Little White Lies. “Non c'è nulla che risuoni sotto la superficie; questa è una storia ricordata a metà, avvolta in uno splendido abito che sembra destinato alle modifiche dei fan di TikTok e alle mood board di Pinterest piuttosto che a una commovente catarsi emotiva”.
Ma tra i membri della stampa c'è anche chi si è goduto la visione, ravvisando il positivo presente nella trasposizione del libro di Emily Brontë. Ne è un esempio Johnny Oleksinski che sulle pagine del New York Post scrive: “Si tratta di una rivisitazione sexy, divertente, affascinante e oscura che mantiene intatti l'ossessività spaventosa, la tossicità emotiva e il sadismo di Heathcliff, ma al tempo stesso trasforma abilmente la storia in una storia d'amore decadente, moderna e tuttavia decisamente gotica”. Di idee simili anche Dana Stevens di Slate - “C'è del divertimento in questa "Cime tempestose" pulp, carnale e orgogliosamente idiota” - e Manohla Dargis del New York Times: “Fennell lancia idee su donne, uomini, sesso, libertà e dominio, anche se elude la questione della razza di Heathcliff e cerca di trasmettere visivamente la potenza della scrittura di Brontë”.
Guardando ai film precedenti di Fennell – Una donna promettente (2020) e Saltburn (2023) -, David Rooney di The Hollywood Reporter ha un'opinione precisa: “L'adattamento di Fennell sfiora la follia e, se si riesce a liberarsi dai preconcetti su come questa storia dovrebbe essere raccontata, si può dire che sia il film più puramente divertente della sceneggiatrice e regista”. Positivo anche il punto di vista di Linda Marric di HeyUGuys. “Per gli spettatori disposti ad abbracciare un'interpretazione stilizzata e modernizzata piuttosto che un tradizionale dramma in costume, questo Cime tempestose offre un viaggio torbido, provocatorio e stranamente avvincente”.
Leggendo questi stralci di recensioni, quello che affiora è un quadro piuttosto polarizzato dove raramente tra le due fazioni opposte è possibile ravvisare un terreno d'incontro. Ma non necessariamente questo deve essere visto come un male. È sempre più raro che un film riesca a generare un dibattito collettivo e la possibilità di confrontarsi o leggere articoli che spingono il lettore/spettatore ad andare in sala per formarsi una propria opinione è alla base stessa di un mestiere sempre più tallonato da influencer e marketing che, al contrario, non permettono un esercizio critico individuale.
Perché questo adattamento di Cime tempestose è così divisivo
Ormai è cosa nota che Emerald Fennell abbia voluto inserire delle virgolette al titolo per sottolineare che quella del film è la sua versione di Cime tempestose e non un adattamento fedele del romanzo. Quello che vediamo sullo schermo, infatti, è ciò che la regista immaginava mentre, quattordicenne, leggeva Brontë. Il risultato è un'opera divisiva che si allontana dal classico della letteratura inglese grazie a una serie di cambiamenti e liberà che hanno fatto storcere il naso a tutti i lettori puristi. Ad iniziare dal cast. La scrittrice vissuta nell'Inghilterra vittoriana ha lasciato delle descrizioni precise di Catherine e Heathcliff che Fennell ha scelto di stravolgere chiamando Margot Robbie e Jacob Elordi per interpretare una giovane ragazza bruna emaciata e uno “zingaro dalla pelle scura”.
Fin dalla notizia del cast circolata in rete si è scatenata una vera tempesta social che vedeva schierati da un lato chi riteneva Fennell l'unica in grado di catturare l'essenza del romanzo, dall'altro chi è arrivato a parlare di whitewashing. C'è anche chi ha ribattezzato la protagonista femminile Barbie Cathy, facendo riferimento alla celebre bambola Mattel interpretata da Robbie in Barbie (2023) di Greta Gerwig. Troppo bella, troppo bionda, troppo solare, troppo adulta per vestire i panni del personaggio descritto nel romanzo.
La scelta di mettere in scena un personaggio dalla pelle bianca - fatta in tutti gli adattamenti precedenti ad eccezione di Cime tempestose (2011) di Andrea Arnold -, fa si che uno dei temi principali del romanzo - il razzismo - svanisca dalla sceneggiatura. Tra gli altri elementi che fanno della pellicola un adattamento divisivo si sono anche la scelta di non includere anche la seconda parte del romanzo nel film, limitando la riflessione sulla vendetta generazionale; l'uso di costumi (meravigliosi) realizzati da Jacqueline Durran che nulla hanno a che vedere con la moda del tempo; una scenografia firmata da Charlotte Dirickx non accuratamente storica e fortemente estetizzante che non dà priorità alla profondità emotiva e psicologica e la fotografia di Linus Sandgren troppo debitrice a uno stile da videoclip o pubblicità. Tutti elementi che i più maligni hanno definito perfetti per TikTok più che per il grande schermo.
Infine, la scelta di concedere a Catherine e Heathcliff di vivere il loro amore anche da un punto di vista sessuale, alimentando la narrazione cavalcata dal marketing di un film “bollente”, si è scontrata contro opinioni ben distanti. Le scene di sesso di “Cime tempestose” sono state paragonate a Bridgerton (2020), 50 sfumature di grigio (2015) e al corrispettivo cinematografico di un Harmony. La passione e l'alchimia tra i due protagonisti sarebbe più sbandierata che effettiva lasciando un senso di distacco che poco si addice a una storia conosciuta per essere impetuosa.
Perché il pubblico potrebbe apprezzare "Cime tempestose" più dei critici
Tutta la serie di motivazioni che hanno portato il film ad essere così criticato, potrebbe però decretarne la sua fortuna al botteghino e nel cuore degli spettatori. Basta pensare a grandi piattaforme come Netflix, HBO o Prime Video. Una fetta importante dei loro investimenti sono dedicati all'adattamento per il piccolo schermo di successi letterari nati su piattaforme come Wattpad. Da Fabbricante di lacrime (2024) alla saga di After, passando per la trilogia Culpables, Heated Rivalry (2025) e Love Me Love Me (2026).
Ovviamente non stiamo paragonando uno dei libri più complessi, stratificati e importanti della letteratura inglese (e non solo) a romanzi rosa e fanfiction dalla struttura narrativa molto più semplice e immediata. Ma è palese come il pubblico sia orientato a quel genere di adattamenti e alla richiesta di storie d'amore dalle sfumature dark. Non a caso oggi un personaggio come Heathcliff verrebbe bollato come una “red flag” irresistibile. Di quella richiesta di trasposizioni “Cime tempestose” è come se ne rappresentasse l'esempio più produttivamente ricco. In fin dei conti stiamo parlando di una pellicola il cui seme nasce dalle fantasie di un'adolescente. Fantasie poi prese e fatte evolvere in una produzione da milioni di dollari a firma di una regista capace di creare scompiglio e polemiche ogni volta che realizza un film.
Se Andrea Arnold nella sua versione è stata attenta a seguire alla lettera alcuni passaggi fondamentali del romanzo, è anche vero che il pubblico non ha premiato il suo sforzo. Accompagnato da un marketing che ha spinto moltissimo sul legame di co-dipendenza tra i due protagonisti anche fuori dal set – come recentemente avvenuto anche per Glen Powell e Sydney Sweeney per Tutti tranne te (2023) – e un press tour fatto di abiti mozzafiato ispirati alle atmosfere del film, “Cime tempestose” è un film figlio del suo tempo e pensato per il pubblico del suo tempo.
Anche Sofia Coppola ai tempi di Marie Antoinette (2006) – citato da Fennell insieme a Via col vento (1939), Il giardino delle vergini suicide (1999), L'inganno (2017), Dracula di Bram Stoker (1992) e Romeo + Giulietta di William Shakespeare - fu massacrata per la sua versione della regina di Francia teenager con le Converse. Sarà il tempo (e il pubblico) a decretare se dietro le fragole giganti, la colonna sonora di Charli XCX, la bellezza sfacciata dei suoi protagonisti e le pareti color carne rimarrà qualcosa di duraturo capace di lasciare un segno o se si tratta solo di una mirabile confezione perfetta per attirare l'attenzione, ma cui manca la sostanza.






































































































