Con l'uscita in sala di “Cime tempestose”, il terzo lungometraggio di Emerald Fennel che dà vita alla sua versione del romanzo di Emily Brontë, si sta tornando a parlare non solo del classico della letteratura inglese – con tanto di Gen Z alle prese con il volume dell'800 -, ma anche dei suoi adattamenti cinematografici e televisivi.
L’argomento più discusso è la fedeltà delle sceneggiature al materiale letterario da cui prendono forma. In questo caso, la storia è quella dell'amore ossessivo e tormentato tra Heathcliff, un trovatello selvaggio, e Catherine Earnshaw, ambientato tra le brughiere dello Yorkshire. Dopo che la giovane donna decide di sposare un altro, l'uomo è travolto da una sete di vendetta che si abbatterà anche sulle generazioni successive, trovando pace solo nella morte. E se è vero che adattare per un altro medium significa tradire, è anche vero che per i lettori puristi non sempre vedere stravolto il libro che hanno amato è facile da accettare.
Su JustWatch trovate la classifica di tutti gli adattamenti per il cinema e la TV di Cime tempestose, dal meno al più fedele.
10. Wuthering Heights (2003)
Dalle ventose e uggiose brughiere dello Yorkshire alla soleggiata California. Nel 2003 MTV decide di prendere il classico della letteratura inglese e trasformarlo in un film teen dove le antiche dimore degli Earnshaw e dei Linton si trasformano in ville e fari isolati. La fedeltà al romanzo si rintraccia vagamente nel triangolo sentimentale tra i protagonisti: Heath, Cate ed Edward. Ma tutto è raccontato in chiave moderna, tra Heathcliff che si trasforma in un outsider con il pallino per il rock, bullismo, e una colonna sonora firmata da Jim Steinman.
Wuthering Heights è una rivisitazione pop, pensata per un pubblico specifico, che semplifica una struttura narrativa molto più stratificata e ricca, eliminando tutta la seconda parte del romanzo e le sue sfumature cupe e gotiche. Anche il linguaggio è modernizzato per adattarsi al periodo storico in cui prende vita la storia. Un'ora e mezza precisa che, alla larga, può ricordare Romeo + Giulietta di William Shakespeare (1996) di Baz Luhrmann.
9. La voce nella tempesta (1939)
Quello di William Wyler è l'adattamento più famoso del romanzo dell'800. La versione che ha cristallizzato per sempre l'immagine di Heathcliff, interpretato da Laurence Olivier, come eroe romantico (ignorando tutto il resto). Nel ruolo di Catherine, invece, Merle Oberon. Una trasposizione di 104 minuti in bianco e nero che accentua l'atmosfera gotica del film diretto da William Wyler.
Come spesso accade, anche ne La voce nella tempesta manca la rappresentazione della seconda parte del romanzo con il racconto dedicato alle vite di Hareton Earnshaw e Catherine Linton. Una scelta che tronca a metà il senso stesso dell'opera letteraria. Se la storia scritta da Emily Brontë parla di vendetta e redenzione, questa versione hollywoodiana si concentra solo su una storia d'amore tragica. Inoltre, il finale – a modo suo – ha addirittura delle sfumature da happy ending che vanno contro ciò che incarna il romanzo stesso.
8. Abismos de Pasión (1954)
Anche un regista geniale e leggendario come Luis Buñuel si è confrontato con il capolavoro di Emily Brontë. In Abismos de Pasión, la remota fattoria di Wuthering Heights si trasferisce nel Messico rurale. Ma, anche se il contesto è completamente differente, Buñuel riesce a catturare lo spirito di quell'ossessione sentimentale che attanaglia i due protagonisti. Una passione distruttiva che si intreccia con quel presagio di morte che attraversa il romanzo e che culmina, addirittura, in un pensiero necrofilo.
Le modifiche al testo originale sono molteplici, dal cambiare i nomi dei personaggi all'eliminare ogni narratore passando per l'ambientazione calda e sensuale del Sud America fino al decidere di concentrarsi solo sugli eventi che accadono tra i capitoli X e XVI (dal ritorno di Heathcliff alla morte di Cathy). Eppure la crudeltà di Alejandro/Heathcliff è forse la più vicina a quella del personaggio letterario, così come la perversione e malvagità che si annida in questa storia. Uno dei film minori del regista surrealista, ma che in un'ora e 30 minuti sceglie di non addolcire e mitigare nulla della forza violenta che si annida tra le pagine del romanzo inglese. Da vedere se hai amato Quell'oscuro oggetto del desiderio (1977).
7. “Cime tempestose” (2026)
Le virgolette ad aprire e chiudere il titolo sono d'obbligo. Perché “Cime tempestose” di Emerald Fennell altro non è che la versione del romanzo che la regista aveva in mente mentre lo leggeva. Una versione stilizzata - tra abiti meravigliosi che nulla hanno a che vedere con il periodo storico, fragole giganti, pavimenti rosso sangue e pareti color pelle – e provocatoria del classico. Anche la scelta dei protagonisti, Margot Robbie e Jacob Elordi, è dissonante rispetto alle descrizioni di Catherine e Heathcliff fatte da Brontë nel libro. Così azzardato nella messa in scena, che in molti all'uscita del trailer erano convinti si trattasse di un sogno o di una fantasia di una lettrice.
Un'ipotesi non poi così lontana dalla realtà. Quello che vediamo è, effettivamente, frutto dell'immaginazione della regista/lettrice che lesse per la prima volta il romanzo a 14 anni. Tra le infedeltà della sceneggiatura c'è la scelta di concentrarsi solo sulla prima parte del volume, ignorando la vendetta di Heathcliff sugli Earnshaw, l'aver tagliato svariati personaggi e aver dedicato una lunga parentesi all'amore carnale dei protagonisti che nel libro non si sfiorano neppure. Quasi due ore che parlano di desiderio tossico e tornano ad affrontare uno dei temi cari al cinema della regista, la disparità di classe, già affrontata in Saltburn (2023).
6. La voce nella tempesta (1970)
Se l'Heathcliff di Laurence Olivier eliminava ogni traccia di cattiveria e brutalità dal personaggio, ci pensa Timothy Dalton ne La voce nella tempesta di Robert Fuest a riportare queste sfumature (necessarie) nel film. Questo, inoltre, permette di mostrare anche la sua infanzia complessa e caratterizzata da umiliazioni e abusi che ne hanno plasmato il carattere così duro.
Ancora una volta, anche questa versione sceglie di mettere da parte la seconda parte del romanzo fermandosi alla morte di Catherine (Anna Calder-Marshall), senza prendere in considerazione la seconda generazione di personaggi e come la sete di vendetta di Heathcliff si abbatta su di loro. Anche perché il personaggio muore poco dopo la scomparsa di Cathy. Una scelta che elimina totalmente uno dei pilastri narrativi del romanzo. Quello, cioè, dell'ossessione di rivalsa e punizione. A favore del film, però, un'ambientazione che replica fedelmente la rovina e la desolazione di Wuthering Heights.
5. Cime tempestose (2011)
Com'è tipico del cinema di Andrea Arnold, questa trasposizione del romanzo vive più di sensazioni ed emozioni che di parole. La regista di American Honey (2016) porta in scena la versione più cruda del libro in cui è l'ambientazione l'elemento che più di tutti fa brillare gli occhi ai lettori di Brontë. La regista riesce a riprodurre le caratteristiche tipiche della brughiera dello Yorkshire, tra fango, freddo, pioggia e vento.
Inoltre – elemento quasi sempre assente - Heathcliff è interpretato da un attore nero, James Howson, che rispetta la descrizione fatta dalla scrittrice nel suo romanzo oltre a permettere di affrontare il tema del razzismo di cui è vittima da parte della famiglia Earnshaw. Poco più di due ore in cui Cime tempestose elude la presenza del narratore così come la decisione di inserire passaggi della seconda parte del libro e alcuni dei dialoghi più celebri. Tutto a favore di un approccio meno verboso e viscerale e più sensoriale. Al centro rimane il racconto di un amore contrastato fatto di rivalità, gelosie e vendette.
4. Wuthering Heights (1998)
Una versione televisiva di poco meno di due ore targata BBC con protagonisti Robert Cavanah e Orla Brady che si attesta come una via di mezzo tra fedeltà e tradimento. Il film mantiene la figura di Lockwood come narratore e la scelta di dare spazio all'intero arco narrativo del romanzo, ma condensare così tanto materiale in un tempo così breve porta inevitabilmente a delle infedeltà.
Se Wuthering Heights si sforza di mettere al centro il tema del divario di classe, che molte altre trasposizioni non hanno sufficientemente sottolineato, è anche vero che l'epilogo appare troppo affrettato, privando i personaggi del giusto approfondimento psicologico. Se il tono è simili a quello del romanzo, la messa in scena non ha la stessa forza delle descrizioni evocate da Brontë. E anche la sofferenza e la passione che caratterizzano il rapporto tra Heathcliff e Cathy è manchevole di quella scintilla che ha da sempre caratterizzato il loro rapporto.
3. Cime tempestose (2009)
Una miniserie in due episodi della durata complessiva di 180 minuti in cui Tom Hardy e Charlotte Riley interpretano i due protagonisti principali. Con Cime tempestose ci troviamo di fronte ad uno degli adattamenti più completi. Il merito è quello di una rappresentazione di Heathcliff vicina a quella presente nel romanzo. Non nell'aspetto, ma nel carattere feroce e pericoloso e nel modo in cui la sua presenza a Wuthering Heights influisca negativamente sulla dimora e i suoi abitanti.
In più, questa versione è stata particolarmente apprezzata per aver incluso nella sceneggiatura anche la generazione dei figli, dando un senso di maggiore completezza narrativa. Ciò che differisce dal volume dell'800 è la scelta di accorpare o semplificare alcuni passaggi, scegliendo di concentrarsi troppo su Heathcliff – dando connotazioni più fisiche al suo rapporto con Catherine – che mettono in parte in ombra la nota di riscatto del finale per il futuro di Hareton a Cathy.
2. Wuthering Heights (1978)
Grazie alle sue oltre quattro ore di durata divise in cinque episodi, questa miniserie della BBC è considerata tra le versioni più fedeli di Cime tempestose. Specialmente per quanto riguarda il testo scritto da Emily Brontë. Sebbene - essendo stata filmata in studio - l'ambientazione non rispecchi lo spirito selvaggio e indomito delle brughiere dello Yorkshire, Wuthering Heights ha la sua forza nella sceneggiatura.
Rispetto a tante altre versioni che hanno dedicato il loro nucleo narrativo solo all'amore tormentato dei due protagonisti, qui c'è un'attenzione dedicata a tutti i personaggi e alla seconda parte del libro, troppo spesso accantonata. È così che uno dei tempi del romanzo, quello della redenzione, trova spazio per essere approfondito e messo in scena. In più, anche il ruolo di Lockwood e Nelly come narratori, viene rimesso in primo piano. Se cercate una trasposizione fedele alle parole (a discapito delle immagini), non resterete delusi.
1. Cime tempestose (1992)
Con Cime tempestose ci troviamo a relazionarci con quella considerata da molti la miglior versione cinematografica del classico della letteratura inglese di metà '800. Un'ora e 45 minuti in cui ci si concentra sulla natura oscura, gotica e vendicativa della storia. Tra i più grandi punti di forza del film c'è l'interpretazione di Ralph Fiennes. L'attore ci regala un Heathcliff demoniaco, complesso e morboso che si allontana dalla versione romantica del 1939. Inoltre, la sceneggiatura si impegna nell''includere il romanzo nella sua interezza, dedicando la parte finale del film alla seconda generazione.
Ovviamente in un lasso di tempo così contenuto molto è stato sacrificato per far sì che 30 anni di storia potessero essere condensati mantenendo credibilità. Rimane la natura cupa del racconto e un'attenzione alla fedeltà visiva delle descrizioni letterarie. Un (doppia) piccola curiosità: all'inizio del film vediamo Emily Brontë osservare le rovine di una dimora un tempo sontuosa. Da quella visione trarrà ispirazione per la stesura del romanzo di lì a poco narrato. Nel film, Juliette Binoche interpreta sia Cathy che sua figlia Catherine.







































































































