
Tutte le serie TV del Marvel Cinematic Universe in ordine di uscita
Le serie Marvel hanno sempre avuto un ruolo particolare dentro l’MCU. Non semplici appendici ai film, ma spazi dove sperimentare linguaggi diversi, rallentare il ritmo e dare voce a personaggi che al cinema restavano sullo sfondo. Non sempre sono state impeccabili, anzi, ci sono state cadute, scelte confuse e storie dimenticabili.
Ma quando hanno funzionato, hanno saputo ridefinire cosa può essere un racconto supereroistico in televisione. Dal 2013 con Agents of S.H.I.E.L.D. ai vicoli bui di Hell’s Kitchen, da divinità nordiche in viaggio nel tempo fino alle sitcom anni Cinquanta che diventano incubo. Stili diversi, narrazioni e generi differenti, produzioni che dalla fase ABC sono poi passate Netflix, che ha reso i supereroi più cupi e adulti, per poi arrivare all’era Disney+, integrata al centro del disegno multiversale.
In questa guida a tutte le serie TV del Marvel Cinematic Universe in ordine di uscita e dove vederle in streaming, partiamo dalle dieci più riuscite, quelle che hanno segnato davvero l’immaginario.
Agent Carter è uno di quei casi in cui la Marvel ha osato davvero, dando per la prima volta voce a un personaggio femminile prima ingiustamente trattato come semplice controparte nella storia d’amore con Captain America. Il fascino retrò, i tratti da spy story classica fanno di questa serie un piccolo gioiello, arricchito anche dalla origin story delle compagnie Stark, cuore dell’intero MCU (c’è anche Jarvis, l'originale!). Spesso tra i titoli Marvel ingiustamente dimenticati, vale la pena riscoprirlo soprattutto per la sua protagonista, primo che anticipa di anni l’indipendenza femminile di titoli come Jessica Jones o WandaVision. Tra le prime serie firmate Marvel, è decisamente più audace di Agents of S.H.I.E.L.D., perfetta per chi ama le spy story vintage con un tocco di fantascienza.
Oscuro, violento e moralmente ambiguo, Daredevil è la serie che ha ridefinito il concetto di supereroe in TV. Matt Murdock non è solo un vigilante cieco che combatte nel buio, ma un avvocato tormentato diviso tra fede e giustizia. Le sequenze di combattimento, in particolare i celebri piani-sequenza, hanno alzato l’asticella dell’action televisivo. Charlie Cox e Vincent D’Onofrio danno vita a una delle rivalità più memorabili dell’universo Marvel, capace di reggere il confronto con le saghe cinematografiche. Rispetto a Jessica Jones, che predilige l’introspezione, qui domina il corpo, la fisicità, il dolore. Nonostante alcune cadute di ritmo, resta la miglior produzione Marvel della fase Netflix e ancora oggi è imprescindibile per capire lo “street level” dell’MCU.
Con Jessica Jones il MCU televisivo affronta temi adulti e difficili, dal trauma psicologico all’abuso, senza filtri. Krysten Ritter è perfetta nel ruolo della detective disillusa, mentre David Tennant offre un villain disturbante come Kilgrave. La serie si distingue dalle altre per un tono noir che predilige i silenzi, le ferite interiori e la fragilità dei personaggi più che le sequenze d’azione. È ideale per chi cerca una storia cupa, sporca e profondamente umana, molto diversa dalla leggerezza di Ms. Marvel o Hawkeye. Alcuni archi narrativi soffrono di dilatazioni, ma resta la serie più intensa del blocco Netflix. Con le sue atmosfere torbide e il focus sul lato psicologico, rimane un unicum nell’universo Marvel.
Musica hip-hop, cultura di strada, tematiche sociali, Harlem sullo sfondo. Con Luke Cage Mike Colter porta in scena un supereroe invulnerabile, ma prima di tutto vicino alla propria comunità, una tematica forte e pressoché inedita, con Mahershala Ali nei panni di un villain indimenticabile come Cottonmouth. Questa è una serie perfetta per chi ama i crime ricchi d’azione, ma impreziosita dall’atmosfera urban, mentre per chi ama i titoli più ironici del catalogo Marvel potrebbe risultare un po’ troppo “seriosa”. Può ricordare The Punisher, ma il senso di appartenenza e il legame con un quartiere regala decisamente un tocco in più. Qualche calo nella seconda parte, merita certamente un recupero per la sua unicità culturale.































