Il franchise di Predator non è solo una serie di film d'azione fantascientifici: è un vero e proprio laboratorio di cinema che, dagli anni '80 a oggi, ha attraversato modalità, tecniche e linguaggi diversi, restando sempre fedele al fascino primordiale della caccia. Iniziato nel 1987 con il cult con Arnold Schwarzenegger, il marchio ha saputo reinventarsi spostando la battaglia dalla giungla al cuore delle metropoli, fino a immaginare pianeti alieni e crossover con gli Xenomorfi di Alien .
Per chi non conosce ancora la saga o vuole rivederla con un senso narrativo preciso, l'ordine cronologico è la scelta migliore: si parte da Prey (prequel ambientato nel 1719) per poi proseguire quasi perfettamente in linea con l'ordine d'uscita dei film che, invece, sarebbe così:
- Predator (1987)
- Predator 2 (1990)
- Alien v. Predator (2004)
- Aliens vs. Predator: Requiem (2007)
- Predators (2010)
- The Predator (2018)
- Prey (2022)
- Predator: Killer od Killers (2025)
- Predator: Badlands (2025)
Questa guida di JustWatch non solo vi aiuta a orientare la visione, ma vi racconta anche perché ogni capitolo merita ancora di essere riscoperto. Vediamo adesso l'ordine cronologico degli eventi.
1. Prey (2022)
Prey è stato una sorpresa: un prequel ambientato nel 1719 che racconta lo scontro tra una giovane guerriera Comanche e un Predator inedito, più arcaico e meno tecnologico di quelli che conosciamo. Diretto da Dan Trachtenberg, è un film che ricorda l'immediatezza e la tensione di The Revenant (2015)o di Apocalypto (2006), con paesaggi naturali che amplificano il senso di isolamento e sopravvivenza.
È anche il più breve del franchise, con i suoi 100 minuti che lo rendono secco, incisivo e moderno. Perfetto sia per chi vuole iniziare a conoscere il mito dei Predator, sia per chi cerca una rivisitazione fresca e al femminile del genere action. Non a caso la protagonista è ostacolata dalla sua famiglia nel proteggere la tribù in quanto donna. Un thriller d'azione dalla grande potenza visiva che ha l'intelligenza di non dimenticare mai lo spessore psicologico dei personaggi.
2. Predator: Killer of Killlers (2025)
Il primo film d'animazione della saga è una scommessa vinta. Diviso in tre antologici– “Lo scudo” , “La spada” e “Il combattimento” - più un epilogo, il film si muove tra altrettanti momenti storici – la Scandinavia dell'841, il Giappone feudale del 1609, gli Stati Uniti del 1942 – più una quarta era risalente a un periodo di tempo indeterminato. La sua collocazione temporale in questa lista potrebbe far storcere il naso a qualcuno, ma è importante che vediate Prey prima di Predator: Killer of Killers .
La trama ruota attorno a tre feroci guerrieri — una predatrice vichinga, un ninja e un pilota della seconda guerra mondiale — che scoprono di essere prede di un "killer di killer" per parafrasare il titolo. La scelta dell'animazione permette una libertà visiva totale in cui stili visivi si susseguono e scene di combattimento mozzafiato prendono vita. Un'ora e mezza spaccata per un esperimento che espande il franchise dimostrando quanto ancora si possa raccontare delle creature nate alla fine degli anni '80. Da non perdere se sei fan di Love, Death & Robots (2019).
3. Predator (1987)
Il primo Predator resta insuperabile: un mix di muscoli, suspence e fantascienza che ha definito un'epoca. John McTiernan mette in scena una sopravvivenza nella giungla che parte come un'azione militare alla Commando e si trasforma in un horror fantascientifico claustrofobico e primordiale, con Arnold Schwarzenegger che affronta un nemico invisibile e letale.
È uno di quei film anni '80 che hanno fatto scuola, al pari di Alien (1979) e Terminator (1984) , e con i suoi 107 minuti non perde un colpo. La regia trasforma la giungla che fa da sfondo al film in una sorta di labirinto dal quale sembra impossibile uscire mentre costruisce la tensione come una bomba ad orologeria pronta a esplodere. Da rivedere non solo per nostalgia, ma perché incarna alla perfezione l'idea di cinema d'azione come rito collettivo.
4. Predator 2 (1990)
Ambientare un Predator nella giungla urbana di Los Angeles negli anni '90, attraversata da lotte tra forze dell'ordine e bande di narcotrafficanti, è stata una scelta coraggiosa che ancora oggi divide il pubblico. Danny Glover prende il posto di Schwarzenegger e porta la saga con Predator 2 in un contesto più noir, dove lo scontro con l'alieno diventa quasi un poliziesco distopico.
Non ha la compattezza del primo, ma nei suoi 108 minuti mostra dettagli preziosi sulla cultura e la tecnologia Yautja, anticipando quell’espansione mitologica che diventerà centrale nei crossover. Da riscoprire se vi piacciono gli action urbani alla RoboCop (1987) oDie Hard 2 (1990), con un tocco di splatter in più.
5. Alien vs. Predator (2004)
Il sogno proibito dei fan diventa realtà:Alien vs. Predator. Paul W.S. Anderson firma un film che nella sua ora e quaranta non brilla per scrittura, ma regala l’emozione di un “what if” che ha popolato fumetti e videogiochi per decenni. Ambientata in un’oscura piramide sotterranea in Antartide, la pellicola gioca con i codici dell’horror e della fantascienza anni 2000, ricordando a tratti l’estetica diResident Evil (2002).
È consigliato a chi vuole divertirsi senza troppe pretese e scoprire come i Predator abbiano un ruolo quasi “sacrale” nella storia dell’umanità; ma anche ricordare che se uno Xenomorfo o Predator singolarmente fanno paura, insieme non lasciano scampo. Da recuperare se ti sei divertito guardandoPacific Rim (2013) e Underworld (2003).
6. Aliens vs. Predator: Requiem (2007)
Sequel diretto del crossover,Aliens vs. Predator: Requiem parte esattamente dove si era chiuso il primo film, mostrando l’arrivo sulla Terra di un ibrido spaventoso, il Predalien, frutto dell’incrocio tra uno Xenomorfo e un Predator. Ambientato in una cittadina del Colorado, il film abbandona i toni più avventurosi del predecessore per abbracciare un orrore cupo e senza compromessi, che nella sua ora e mezza ricorda per brutalità i capitoli più crudi di Alien, comeAliens (1986).
Molto criticato per la fotografia scura e la trama convenzionale, resta comunque un tassello affascinante per chi vuole esplorare il lato più estremo e disperato del franchise. Se hai apprezzato Virus (1999), puoi dare una chance a questo capitolo della saga.
7. Predators (2010)
ConPredators il franchise torna a respirare l’atmosfera del film originale del 1987, pur proponendo un’idea nuova: i protagonisti non si trovano più sulla Terra, ma su un pianeta adibito a riserva di caccia dagli Yautja. Diretto da Nimród Antal e prodotto da Robert Rodriguez, il film mette in scena un cast guidato da Adrien Brody e Alice Braga, con una tensione che richiama tanto Predator quantoCube (1998) per la dinamica del “gruppo di sconosciuti in trappola”.
Il tono è irrequieto e riesce ad evocare quel senso di perenne caccia che permette al racconto di non calare mai in termini di suspence. La durata di 107 minuti lo rende un capitolo snello ma avvincente, capace di approfondire la mitologia introducendo le rivalità tra diverse fazioni di Predator.
8. The Predator (2018)
Diretto da Shane Black, già interprete del primo film,The Predator tenta di modernizzare il franchise con ironia e azione frenetica. La storia ruota attorno a un Predator ribelle catturato dall’esercito americano, a cui si contrappone un “Super Predator” geneticamente potenziato.
Il tono a tratti strizza l’occhio aGuardiani della Galassia (2014) o al cinema d’azione anni '80 aggiornato al ritmo dei blockbuster contemporanei, ma la commistione tra commedia irriverente e thrillr sci-fi non ha convinto tutti. Con i suoi 107 minuti, resta comunque un capitolo da non saltare, interessante soprattutto per i fan che vogliono vedere come il franchise abbia tentato di adattarsi alle sensibilità moderne distaccandosi dai toni dei titoli che lo precedono.
9. Predator: Badlands (2025)
Ultimo tassello dell'universo Predator, sia in ordine di uscita che cronologico. Con Predator: Badlands ci troviamo catapultati in un lontano futuro, sul pianeta Genna. È lì che un giovane Predator vive a causa delle sue dimensioni e si allea con un'androide danneggiata per dare la caccia a una creatura leggendaria, Kalisk, come prova del suo valore. Un'ora e 47 minuti in cui, per la prima volta, il protagonista è uno degli extraterrestri da sempre antagonisti all'interno del franchise.
Un capitolo autonomo con al centro il tema della sopravvivenza resa possibile da un'alleanza sulla carta impossibile. Dal punto di vista visivo, la pellicola ha un'atmosfera sospesa tra un'ambientazione futuristica e un approccio più crudo che, ancora una volta, permette alla saga di reinventarsi. Da recuperare se il ritmo incessante del mondo post apocalittico di Mad Max: Fury Road (2015) e la fantascienza de Il mio nemico (1985) ti hanno conquistato.















































































































