Il Mostro (2025) è la serie del momento. Dal suo debutto su Netflix, lo scorso 22 ottobre, i quattro episodi diretti da Stefano Sollima, apprezzato regista di titoli come Romanzo Criminale – La serie (2008-2010), Gomorra – La serie (2014-2016), Suburra (2015) e Soldado (2018), sono in cima alla classifica del servizio streaming in diverse parti del mondo, oltre che nel nostro paese.
Sceneggiata dallo stesso Sollima con Leonardo Fasoli, la serie ripercorre le prime indagini per far luce sulla scia di sangue durata ben diciassette anni, caratterizzata da otto duplici omicidi. In particolare si concentra sulla cosiddetta “pista sarda”, recentemente tornata al centro dell’attenzione mediatica con la rivelazione dell’identità del padre biologico di Natalino Mele, il bambino sopravvissuto al mostro. Dunque chi si aspettava Pacciani e i compagni di merende potrebbe restare deluso (che diventino oggetto di una seconda parte?).Scopriamo il cast e i rispettivi personaggi realmente esistiti, o ancora esistenti, di una storia torbida, che ancora oggi suscita più domande rispetto alle risposte.
Marco Bullitta (Stefano Mele)
Nato a Sassari nel 1981, Marco Bullitta ha recitato in alcune fiction come È arrivata la felicità (2015-2018) e in film come Il muto di Gallura (2021) e Andarevia (2013). Ne Il Mostro (2025) interpreta Stefano Mele, che nella realtà è stato condannato per il primo delitto del mostro di Firenze, avvenuto nell’agosto del 1969. Le vittime erano Barbara Locci e Antonio Lo Bianco. La donna era la moglie di Mele, e nel sedile posteriore dell’auto in cui sono stati uccisi era presente il figlio piccolo, Natalino, che dormiva al momento degli omicidi. Il fatto che Lo Bianco fosse l’amante della Locci e che il piccolo Mele fu ritrovato illeso, a circa due chilometri di distanza dal luogo del duplice delitto persino con dei calzini puliti, spinse gli inquirenti a sospettare di Stefano, che alla fine confessò di essere l’assassino. Non si può non sottolineare il continuo cambio di versione della sua ricostruzione, oltre al collegamento con altri omicidi attribuiti al mostro, compiuti con la stessa arma, una Beretta calibro 22, mentre lui si trovava in carcere. Un’arma che non fu mai ritrovata.
Di recente, è emerso da un accertamento genetico disposto dalla Procura di Firenze che Natalino non fosse il figlio di Stefano Mele, bensì di Giovanni Vinci, il fratello maggiore di Francesco e Salvatore Vinci, due figure centrali della cosiddetta “pista sarda”, raccontata nella serie. I due fratelli finiscono per essere accusati da Mele nel corso di una delle sue ritrattazioni, che di conseguenza oltre per omicidio fu condannato proprio per calunnia. “Ho lavorato sul mio personaggio nello specifico affidandomi a tutte le fonti su cui potevo mettere mani, dagli atti processuali a libri scritti” – ha dichiarato Bullitta nel corso di un’intervista a proposito dell’approccio al ruolo di Stefano Mele, al quale è dedicato il primo episodio della serie. Il vero Stefano Mele morì trent’anni fa, nel 1995.
Valentino Mannias (Salvatore Vinci)
Classe 1991, originario di Cagliari, Valentino Mannias ha preso parte a diversi progetti cinematografici, come Storia di un riscatto (2025) di Stefano Odoardi, oltre a essersi distinto come autore, interprete e regista di diversi spettacoli teatrali, come l’Orestea di Eschilo. Nella serie di Sollima indossa i panni di Salvatore Vinci, figura centrale della cosiddetta “pista sarda”. Sospettato di essere il mandante del primo duplice omicidio del mostro del 1968, che sancì la morte di Barbara Locci, della quale era diventato amante, e di Antonio Lo Bianco, Vinci viene poi messo da parte perché Stefano Mele che inizialmente lo aveva accusato di avergli fornito la pistola si assume la colpa. A metà degli anni Ottanta viene ufficialmente indagato per gli otto duplici omicidi del Mostro.
Nel frattempo i magistrati di Cagliari ordinano il suo arresto per la morte della moglie, Barbarina Steri, avvenuta in circostanze sospette decenni prima. Il processo si concluse con l’assoluzione, e Vinci fece sparire le sue tracce. È stato dato per morto, anche se i familiari non ricevettero mai alcun certificato ufficiale del decesso. C’è chi pensa che sia stata una simulazione, e che oggi sia ancora vivo, nascosto in Spagna. Salvatore Vinci è ancora un enigma di uno dei misteri più inquietanti mai conosciuti dalla cronaca nera italiana.
Francesca Olia (Barbara Locci)
Nata a Cagliari, Francesca Olia si trasferisce a Roma per studiare recitazione. Si diploma presso l’Accademia Internazionale di Teatro come attrice e regista, e successivamente recita in diversi progetti, tra cui il film Boys (2021) di Davide Ferrario. Ne Il Mostro (2025) interpreta Barbara Locci, la vittima del primo duplice omicidio attribuito prima al marito Stefano Mele, e successivamente alla figura del Mostro. Il personaggio della Locci diventa centrale nella ricostruzione della serie tv. È raccontata come una figura simbolo contro il patriarcato, una donna alla ricerca di una libertà che non era in alcun modo tollerata da quei maschi violenti che la circondavano. “Ci siamo affidati alla visione di Stefano Sollima, che ci ha saputo guidare nel modo più rispettoso possibile” – ha raccontato Olia in un’intervista.
Liliana Bottone (Silvia Della Monica)
Nata a Napoli nel 1995, Liliana Bottone conseguì il diploma di recitazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Al cinema ha recitato in Cento domeniche (2023) di Antonio Albanese, e di recente in Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli (2025) e Tre ciotole (2025) e per il piccolo schermo in serie come Inganno (2024) e la terza stagione di La legge di Lidia Poët (2025), in uscita prossimamente. Nella serie Il Mostro (2025) è Silvia Della Monica, il sostituto procuratore che per prima collegò passato e presente, con l’intuizione che il mostro avesse già ucciso nel 1968. Soprattutto, è stata l’unica donna ad aver indagato sul caso e ad aver ideato quel bluff, dichiarando pubblicamente che una vittima avesse parlato prima di morire, per attirare l’attenzione del mostro… tanto da essere stata sfidata da quest’ultimo.
Nonostante lei avesse lasciato da qualche tempo le indagini, nel 1985 ricevette infatti una busta anonima al cui interno era contenuto un lembo del seno di Nadine Mauriot, la vittima francese, l’ultima della inquietante catena di delitti. “Trattiamo di personaggi realmente esistiti o esistenti, dunque l’obiettivo non è mai replicare la persona, diventandone il doppione, ma coglierne almeno l’essenza” – ha spiegato la Bottone, che nel corso delle riprese ha incontrato anche la vera Silvia Della Monica, che in una recente intervista ha dichiarato di aver apprezzato la ricostruzione e la manifattura delle serie di Sollima.
Giacomo Fadda (Francesco Vinci)
Originario di Cagliari, nel suo curriculum cinema, televisione e teatro, incluso un piccolo ruolo in To Rome with Love (2012) di Woody Allen. Ha recitato in Don Chisciotte (2024) di Fabio Segatori. Ne Il Mostro (2023) interpreta Francesco Vinci, tra i sospettati di essere il serial killer. Nel 1966 conosce Barbara Locci, diventando sua amante. Tant’è che dopo il suo omicidio, Stefano Mele lo accusò di essere l’assassino e di aver agito per motivi di gelosia. Fu arrestato, ma scarcerato poco dopo per assenza di prove. Nel 1982 viene sospettato di essere il mostro, ma anche stavolta viene rilasciato perché due dei duplici delitti avvennero mentre lui era recluso. Nell’estate del 1993 venne trovato morto, carbonizzato all’interno di un’auto assieme a un amico, Angelo Vargiu.
La moglie di Vinci, Vitalia Velis, ha sempre però avuto il “forte sospetto che il marito fosse ancora vivo”, raccontando persino di averlo visto qualche giorno dopo i funerali, che la salutava con un cenno della mano da una macchina. L’anno scorso il corpo fu riesumato per volere dei familiari ai fini di un esame del DNA per verificare una volta per tutte se il defunto fosse lui o meno. Gli accertamenti hanno dato esito positivo: il cadavere è quello di Francesco Vinci.
Antonio Tintis (Giovanni Mele)
Nato a Roma nel 1976, ma cresciuto a Cagliari, Antonio Tintis si diploma all’Accademia “Silvio D’Amico”. Tra i titoli per il grande e il piccolo schermo, ha recitato nel film La coda del diavolo (2022) e nel film TV Fabrizio De Andrè- Principe libero (2018). Nella serie di Sollima interpreta Giovanni Mele, fratello di Stefano (Marco Bullitta). Un personaggio ambiguo, che finì sotto accusa assieme al cognato, Piero Mucciarini. A destare dei sospetti dei comportamenti inquietanti così come gli oggetti visti in suo possesso, da coltelli di grosse dimensioni a riviste pornografiche, come raccontato ai Carabinieri da Iolanda Libbra, la sua ex amante. La donna raccontò persino che l’uomo, che prediligeva avere dei rapporti sessuali in automobile, in un’occasione la portò proprio nelle campagne a Roveta di Scandicci, nei pressi della Taverna del Diavolo, un ristorante non molto lontano da dove avvenne l’omicidio del 1981.
Così come un’altra volta si recarono presso un cimitero abbandonato, nella zona di Monteridolfi. Nella serie le due uscite vengono condensate in un’unica serata, regalando al pubblico una delle scene più inquietanti dei quattro episodi. “Ho cercato innanzitutto di rispettare la cronaca, il fatto che son stati tutti personaggi viventi, e soprattutto di sospendere il giudizio” - ha dichiarato Tintis, aggiungendo che non avesse a disposizione così tanto materiale sul personaggio realmente esistito al contrario di altri come i fratelli Vinci.
Giordano Mannu (Natalino Mele)
Giovanissimo attore, al suo debutto ne Il Mostro, Giordano Mannu interpreta Natalino Mele, che dormiva nel sedile posteriore dell’auto dove la madre Barbara Locci è stata uccisa assieme al suo amante. L’unico sopravvissuto al mostro, tanto che gli inquirenti hanno sospettato che ci fosse stata la mano del padre dietro il primo duplice omicidio del 1968. Di recente è emerso che Natalino Mele, oggi 64enne, non fosse figlio di Stefano Mele, condannato per il duplice omicidio della moglie e dell’amante …bensì di Giovanni Vinci, il fratello di Francesco e Salvatore, due figure centrali della pista sarda.








































































































