
“American Pie”: tutti i film del franchise in ordine di uscita
Era il lontano 1999 quando Paul Weitz e Chris Weitz, su sceneggiatura di Adam Herz, tirarono fuori - segnando di fatto il cinema del nuovo Millennio - una sboccata, scurrile e irresistibile commedia teen. Senza dubbio, American Pie, tutt’ora, è uno dei film più rappresentativi per i Millennials. Protagonisti, un gruppo di ragazzotti in piena tempesta ormonale tra torte, feste, musica, incubi e sogni.
Perché dietro la leggerezza, la saga con protagonista Jason Biggs è un ritratto appassionato di un’intera generazione indecisa se crescere oppure no. Altri tre film ufficiali, oltre a ben cinque spin-off che hanno espanso l’universo. Un viaggio assurdo, divertente, sexy e comico entrato nell’immaginario attraverso personaggi e frasi culti. Un viaggio che, ripercorso oggi, suscita anche una certa malinconia.
Se volete divertirvi con i ragazzi di American Pie, JustWatch ha stilato una lista in ordine di uscita con tutti i film della saga.
Dal genio di Paul Weitz e Chris Weitz, un film che ha segnato un’epoca. La trama - semplice ed efficace - ruota attorno a quattro amici del liceo che stringono un patto: perdere la verginità prima del diploma, dando vita a una serie di situazioni imbarazzanti e spesso fuori controllo. American Pie, oltre lo scorretto e lo scurrile, ha ridefinito la commedia adolescenziale di fine anni Novanta, mescolando volgarità esplicita, ingenuità emotiva e un sorprendente senso di amicizia.
I personaggi, pur caricaturali, risultano tuttora riconoscibili: insicurezze, vulnerabilità, indecisioni. Se l’umorismo nasce tanto dal sesso quanto dalla goffaggine con cui viene affrontato, il 96 minuti American Pie va ben oltre le gag, diventando un racconto preciso sul passaggio all’età adulta e sulle ansie legate alla crescita. E poi il cast - da Jason Biggs a Chris Klein, da Alyson Hannigan a Natasha Lyonne - composto da attori e attrici diventati nostri amici. Senza dimenticare la colonna sonora tra Blink-182, Third Eye Blind e Matt Nathanson. Da vedere subito se ti è piaciuto Su×bad: 3 menti sopra il pelo (2007).
Il cambio di regia si sente, ma le vibrazioni restano le stesse. In questo secondo capitolo ritroviamo tutti i protagonisti durante un’estate in una casa sul lago, dove tentano di dimostrare di essere più maturi rispetto agli anni del liceo. Più sboccato e più corale, American Pie 2 dà maggiore spazio alle dinamiche di amicizia e alle relazioni sentimentali, senza rinunciare all’umorismo spinto che aveva decretato il successo del film del ‘99.
Se tutto è più eccessivo, complice il tono estivo, irrompe in scena un elemento decisivo: la nostalgia, sottolineando l'adolescenza che sta finendo. Pur risultando meno sorprendente dell’originale, il film di James B. Rogers riesce a sviluppare i personaggi lungo l’ora e 40 di montaggio, mostrando una crescita emotiva sempre credibile. Un capitolo che consolida la saga. E sì, non può mancare l’ormai mitica Mamma di Stifler. Se ti sei divertito con Project X - Una festa che spacca (2012) non resisterai ad American Pie 2.
Il capitolo della “maturità”, diretto questa volta da Jesse Dylan. Lo dice il titolo: la trama si concentra sul matrimonio di Jim e Michelle, evento che riunisce il gruppo originale e crea nuove tensioni comiche, soprattutto a causa dell’incontenibile Stifler. Il terzo film del franchise, anch’esso da un’ora e mezza di durata, sposta l’attenzione dall’adolescenza all’età adulta, mantenendo però uno spirito irriverente e sempre sopra le righe.
Le caratteristiche più evidenti sono l’umorismo più cinico e una comicità spesso affidata agli eccessi di Stifler - con una scena disgustosa entrata nell’immaginario collettivo -, che diventa il vero motore narrativo. L’assenza di alcuni personaggi storici si fa sentire, ma il film compensa con situazioni paradossali, chiudendo idealmente un ciclo entrato nella storia del cinema americano. Matrimoni e risate in stile I Gattoni (2001) sono di tuo gradimento? American Pie - Il Matrimonio è il film per te.
Dal grande schermo al piccolo schermo. Primo spin-off direct-to-video che segue Matt Stifler (Tad Hilgenbrink), fratello minore del celebre Steve, mandato in un campo musicale come punizione. La trama è semplice e ruota attorno ai suoi tentativi di portare il caos tipico del cognome Stifler in un ambiente apparentemente disciplinato - riprendendo certi spunti del primo capitolo.
Le caratteristiche della saga ci sono, ma è tutto più grossolano, optando per una produzione chiaramente televisiva. Pur introducendo nuovi personaggi, il film dalla durata di 87 minuti si affida quasi esclusivamente al marchio American Pie, reso vivo da una delle figure più amate del franchise: Noah Levenstein, interpretato da Eugene Levy. Da recuperare se ti sei divertito con le vacanze assurde di EuroTrip (2004).
Altro spin-off a rimpolpare il viaggio generazione di American Pie. Questa volta la storia ruota attorno a Erik (John White) un altro cugino degli Stifler che partecipa a una tradizione universitaria segreta chiamata “miglio nudo”. Umorismo che punta alla gag e una trama che vede di nuovo la sfida alla verginità, tra imprevisti, video hard e sbronze.
Se le caratteristiche principali risultano esasperate e puntano alla volgarità, American Pie: Nudi alla meta mantiene tuttavia in risalto il filo del franchise, divenendo anche uno dei capitoli più citazionisti: diversi gli omaggi, da The Blues Brothers (1980) ad Apocalypse Now (1979). Anche qui, nel corso dell’ora e mezza, spunta l’immancabile presenza di Eugene Levy, assoluto trait d'union. Da vedere se hai apprezzato le sfide estreme e le risate garantite di Frat Party (2009).
Lo si capisce dal titolo, l’ambientazione universitaria diventa centrale in American Pie: Beta House di Andrew Waller. Non più l’ambiente liceale, quindi, con una guerra tra confraternite che coinvolge ancora una volta Erik Stifler, diventato grande. In 85 minuti - ma c’è anche una versione non censurata da 95 -, la trama segue la rivalità tra studenti “ribelli” e un’organizzazione più rigida e moralista. Le caratteristiche del film includono un umorismo goliardico e una celebrazione della vita universitaria senza filtri.
A differenza di altri spin-off, Beta House tenta di costruire un minimo di continuità narrativa e di gruppo. Un prodotto leggero e prevedibile, ma forse più coeso e divertente rispetto ad altri capitoli spin-off anche per merito del cast in continuità con Nudi alla meta: John White, Steve Talley, Christopher McDonald e il totem Eugene Levy. Dopo averlo visto, ti verrà voglia di andare - o tornare - all’università. Forse. Se cerchi risate “universitarie” come in College (2008), guarda Beta House.
A dieci anni da American Pie, una (ri)partenza che torna a citare un elemento cardine del primo capitolo: tre studenti trovano il leggendario “libro dell’amore”, appartenuto ai protagonisti originali. Cercheranno di usarlo per migliorare la propria vita sessuale. Il film gioca sul collegamento nostalgico con il primo American Pie, richiamando temi e situazioni già viste.
Un tono più romantico e meno aggressivo, pur mantenendo elementi di comicità sessuale (basti pensare alla prima scena). Tuttavia, la mancanza di personaggi forti limita l’impatto. Certo, c’è un’idea interessante e diversi momenti riusciio, e se l’ora e mezza di montaggio fatica a coinvolgere totalmente, la colonna sonora torna ai fasti del passato. Brani di Katy Perry, Elliot Smith e Fall Out Boy danno il ritmo giusto. Se tra i tuoi film preferiti c’è Maial College (2002), vedi American Pie: Il Manuale del Sesso.
Anni dopo, riecco i nostri amici. Quelli veri, quelli che ci hanno “formato”. Li ritroviamo tutti, tornati a casa per una rimpatriata del liceo, confrontandosi con vite adulte lontane dalle aspettative giovanili. Si punta sulla nostalgia e sul confronto tra ciò che si sognava di essere e ciò che si è diventati. Jim e Michelle sono sposati e hanno un figlio, Kevin e Vicky si sono lasciati, Finch ha viaggiato in tutto il mondo e Stifler è rimasto - quasi - lo stesso.
Malinconia, bilanci, amicizie perse e ritrovate, anche se non manca certo la comicità che richiama il passato della saga. American Pie: ancora insieme cerca di parlare a un pubblico cresciuto insieme ai personaggi, affrontando temi come il fallimento, il matrimonio e il tempo che passa. Il capitolo più lungo della saga: quasi due ore. Una chiusura affettuosa e commovente. O, forse, una nuova ripartenza? Anche tu non vuoi crescere come i protagonisti di Un weekend da bamboccioni (2010)? Rivedi - e commuoviti - con la reunion di American Pie.
Chi lo dice che la saga di American Pie è maschile? American Pie Presents: Girls’ Rules, quinto spin-off, ribalta il punto di vista concentrandosi su un gruppo di ragazze del liceo che decidono di prendere il controllo della propria vita sentimentale. La trama segue il loro patto e le conseguenze delle scelte, aggiornando in un’ora e mezza la saga a una sensibilità più moderna, ma non meno comica.
Troviamo qui un umorismo meno maschilista per un tentativo di reinterpretare lo spirito originale in chiave femminile. Una sceneggiatura più inclusiva, tuttavia legata a una comicità semplice e diretta. Un’idea di base interessante, anche se non sempre il film riesce a rinnovare davvero il marchio American Pie. Se il tuo cult è Mean Girls (2004), guarda American Pie Presents: Girls’ Rules.





























