«Una lettera d'amore ai classici degli anni '80 che hanno affascinato una generazione». Con questa definizione, nel 2015, abbiamo sentito parlare per la prima volta di Stranger Things. La serie creata da Matt e Ross Duffer concepita come un dramma sci-fi attraversato da atmosfere horror e thriller che guarda al grande cinema di Steven Spielberg, David Lynch e John Carpenter – solo per citarne alcuni – intrecciando teorie cospirative e reali esperimenti condotti durante la guerra fredda. Il tutto inserito all'interno di un racconto di amicizia e crescita dei suoi piccoli protagonisti cresciuti davanti ai nostri occhi nell'arco di questi 10 anni.
Uno show diventato un cult immediato, tra Demogorgoni, waffles Eggo e una ragazzina dalla testa rasata e poteri telecinetici chiamata Eleven. Mentre milioni di fan si stanno arrovellando cercando indizi che possano aiutarli a capire come finirà Stranger Things, JustWatch ha stilato la classifica delle 10 serie TV da vedere simili a quella dei fratelli Duffer se già senti la mancanza di Hawkins e del Sottosopra.
10. Yellowjackets (2021)
Con tre stagioni e 29 episodi all'attivo, Yellowjackets è una serie teen in cui convivono avventura, dramma, orrore e thriller che si dipana su due piani temporali differenti. Uno è quello del 1996, quando una squadra di calcio femminile liceale viaggia verso un torneo. Il loro aereo, però, precipita in una regione selvaggia dell'Ontario e i superstiti devono sopravvivere lì per 19 mesi.
L'altro è quello del 2021 in cui, 25 anni dopo, le sopravvissute sono chiamate ad affrontare le conseguenze di quei mesi avvolti dal mistero. Se il motore di Stranger Things è la nostalgia per gli anni '80, qui sono gli anni '90 i protagonisti assoluti. La vicinanza con Stranger Things risiede nella capacità di saper immortalare le dinamiche adolescenziali oltre che la perdita dell'innocenza tipica dell'infanzia. Se Lost (2004) è tra le tue serie del cuore, devi vedere Yellowjackets.
9. Sweet Tooth (2021)
Basata sull'omonimo fumetto di Jeff Lemire, Sweet Tooth è ambientata in un mondo post-apocalittico in cui, dopo una pandemia conosciuta come il Grande Crollo, nascono bambini metà umani e metà animali. Uno di loro è Gus, nato metà cervo, che vive nella foresta insieme a suo padre. Quando incontra il vagabondo Jepperd, i due iniziano un viaggio rispettivamente alle ricerca delle loro origini e passato. Una serie dal tocco fiabesco calata in un mondo oscuro dove innocenza e crudeltà convivono proprio come tra Hawkins e il Sottosopra.
Inoltre il rapporto tra i due protagonisti ricorda quello tra Eleven e Hopper, con Jepperd che diventa per Gus un burbero custode. L'arco narrativo, spalmato nel corso di 24 episodi racchiusi in tre stagioni, è quello di racconto di formazione in cui imparare ad accettare se stessi. Da vedere se sei fan di The Last of Us (2023) e The Rain (2018).
8. The Umbrella Academy (2019)
Conclusa dopo quattro stagioni da 36 episodi, The Umbrella Academy è un concentrato di black humor che si scontra con apocalissi mondiali, hit pop, viaggi nel tempo e traumi. La storia di sette fratelli con poteri straordinari che, dopo la morte del padre, si riuniscono per sventare la fine del mondo.
Come nella serie dei fratelli Duffer, anche qui i protagonisti hanno alle spalle esperimenti subiti come il personaggio di Millie Bobby Brown. E, come la banda di amici di Hawkins, devono fronteggiare una minaccia potenzialmente devastante. Misteri, dialoghi brillanti, sequenze action spettacolari, legami profondi e complessi. Da vedere se ti piacciono Doom Patrol(2019) e The Boys (2019).
7. The Midnight Club (2022)
Mike Flanagan e Leah Fong hanno preso ispirazione dall'omonimo romanzo di Christopher Pike per realizzare The Midnight Club. Un dramma fantastico attraversato da una vena horror. Al centro del racconto un gruppo di giovani malati terminali che, ogni notte, si riuniscono per raccontarsi storie dell'orrore. Come i fratelli Duffer, anche Mike Flanagan ha un debole per il genere.
Lo celebra nel corso di 10 episodi di circa un'ora spaziando tra il thriller e il noir grazie ai racconti dei giovani protagonisti che, come quelli di Stranger Things, sono costretti ad affrontare avvenimenti più grandi di loro. Se per Mike, Dustin e gli altri si tratta delle creature che popolano il Sottosopra, in The Midnight Club il nemico è la morte stessa, affrontata attraverso il potere della narrazione. Uno show che alterna momenti spaventosi con altri dedicati al potere dell'amicizia. Se The Haunting of Hill House (2018) ti ha terrorizzato, devi dare una chance anche a quest'altra serie dello stesso creatore.
6. Sense8 (2015)
La creatura delle sorelle Wachowski che celebra all'ennesima potenza la diversità e la sua forza. La trama di Sense8 ruota attorno a otto sconosciuti di altrettante parti del mondo che scoprono di essere connessi telepaticamente e poter condividere tra di loro abilità, emozioni e ricordi. Due stagioni da 12 puntate ciascuna e un episodio speciale da due ore e mezza per uno show che usa la telepatia dei protagonisti per parlare di empatia e connessioni.
Nonostante l'ambientazione sia contemporanea, l'attinenza con Stranger Things risiede nell'esistenza di un'organizzazione segreta che vuole catturare e studiare i personaggi legati tra di loro e nell'ambizione produttiva dei due progetti. Se le storie di identità a connessione come Heroes (2006) e Orphan Black (2013) ti affascinano, sarai catturato da quelle raccontate in Sense8.
5. I Am Not Okay With This (2020)
Sydney Novak, 17enne gay protagonista di I Am Not Okay With This, ha una cosa in comune con Eleven. Entrambe, infatti, hanno poteri telecinetici. Quelli della protagonista della serie basata sull'omonima graphic novel di Charles Forsman si attivano quando vive forti emozioni. La sua rabbia e frustrazione sono date dalla morte per suicidio del padre e dal rapporto complicato con la madre.
Due realtà che deve imparare ad affrontare nel corso di sette episodi da 20/30 minuti, insieme alla nascente amicizia con il vicino Stanley e ai sentimenti che prova per la migliore amica Dina. Un coming of age intriso di umorismo nero che affronta la difficoltà di sentirsi accettati (proprio come Will). Se sei cresciuto guardando Breakfast Club (1985) e hai un debole per i protagonisti di Misfits (2009), ti innamorerai della serie con Sophia Lillis.
4. Tales from the Loop (2020)
Ispirata alle opere illustrate di Simon Stålenhag, Tales from the Loop è quanto di più poetico vi capiterà mai di vedere legato alla fantascienza. Ambientato negli anni '80 in una zona rurale dell'Ohio, lo show racconta le storie di un gruppo di cittadini che vive e lavora sopra il “Loop”, macchina costruita per sbloccare i misteri dell'universo che fa vivere loro esperienze che sfidano le leggi della fisica.
Otto episodi da poco meno di un'ora interconnessi tra di loro, ma ognuno legato a uno o più personaggi che si concentra nel mettere in scena storie che parlano di tempo, amore e perdita con un tono malinconico e poetico. Dimentica scene d'azione come quelle che ci hanno regalato le cinque stagioni di Stranger Things. Ma la similitudine con la serie dei Duffer risiede nel saper raccontare avvenimenti incomprensibili attraverso lo sguardo di persone comuni che si ritrovano faccia a faccia con l'ignoto. Preparati a emozionarti con il tema composto da Philip Glass che accompagna ogni episodio. Da non perdere se sei fan di Devs (2020).
3. Dark (2017)
In questi anni in molti hanno definito Dark la versione più matura e seria di Stranger Things. La serie tedesca è basata sul principio di autocoscienza che permette a molti dei personaggi di spostarsi attraverso il tempo. Tutto inizia nel 2019 quando scompare un bambino da una cittadina tedesca che ospita una centrale nucleare. La stessa nella quale 33 anni prima accadde la stessa cosa, dando così inizio alla rilevazione di una fitta rete di segreti che lega quattro famiglie attraverso svariate generazioni.
Un vero rompicapo lungo tre stagioni da 26 episodi in totale che riprende l'estetica anni '80 della serie dei Duffer e si addentra nei risvolti più oscuri del destino e del determinismo. Sebbene manchino creature mostruose come Vecna e i Demogorgoni, la componente spaventosa della serie risiede nell'intreccio tra scienza e mito e negli errori commessi dall'uomo su base ciclica. Se ti piacciono i misteri apparentemente irrisolvibili come 1899 (2022) e Bodies (2023), non puoi perderti Dark.
2. The OA (2016)
Quando Netflix ancora investiva in progetti ambiziosi e fuori dagli schemi abbiamo avuto la fortuna di imbatterci nella creatura creata da Brit Marling e Zal Batmanglij: The OA. Una serie con elementi fantascientifici e soprannaturali su una ragazza cieca, Prairie Johnson, che torna a casa dopo sette anni di scomparsa avendo miracolosamente riacquistato la vista. Raramente vedrai qualcosa di così singolare e affascinante.
Più che una serie è un viaggio emotivo lungo due stagioni da 16 episodi complessivi da 45/70 minuti ai quali abbandonarsi lasciando da parte ogni logica per abbracciare un racconto che parla di trauma, guarigione e legami invisibili. E proprio come Stranger Things, al centro c'è un gruppo di personaggi apparentemente agli antipodi che trovano loro stessi grazie all'incontro con l'altro. Mentre la protagonista è come Eleven: una prescelta dai poteri sovrumani con alle spalle anni di esperimenti. Da recuperare se hai amato The Leftovers - Svaniti nel nulla (2014).
1. I segreti di Twin Peaks (1990)
“Chi ha ucciso Laura Palmer?”. Con questa domanda David Lynch ha rivoluzionato per sempre il piccolo schermo. Era il 1990 e I segreti di Twin Peaks debuttava in TV con l'arrivo dell'agente dell'FBI Dale Cooper nella cittadina immaginaria per indagare sull'omicidio della giovane protagonista. Tre stagioni (compreso il sequel del 2017, Twin Peaks) per un totale di 48 episodi di circa un'ora in cui la placida provincia americana, tutta caffè caldo e torta di ciliegie, si scopriva essere il centro nevralgico di un male nascosto dietro un'apparente serenità incapace di concepire azioni malvagie.
Come in Stranger Things, anche qui c'è l'unione del dramma adolescenziale con elementi soprannaturali sinistri. Una vera esperienza resa ancor più affascinante dalla colonna sonora di Angelo Badalamenti che, similmente al tema composto da Kyle Dixon e Michael Stein per la serie Netflix, amplifica il senso di tensione e mistero. Se hai amato True Detective (2014) e X-Files (1993), devi recuperare il capolavoro di David Lynch.







































































































