Da "Super Mario" a "I Minions": tutti i film d’animazione di Illumination

Da "Super Mario" a "I Minions": tutti i film d’animazione di Illumination

Gabriella Giliberti
Gabriella Giliberti

Pubblicato il 30 gennaio 2026

Aggiornato il 29 aprile 2026

Il 2026 è l’anno in cui Illumination punta a dominare di nuovo il calendario con due “event movie” che parlano lingue diverse ma hanno la stessa missione: riportare al cinema il pubblico family (e non solo) a colpi di colori, gag e personaggi-icona.

Da una parte c’è The Super Mario Galaxy Movie (2026), atteso per aprile e già presentato come un salto “cosmico” rispetto al primo film, con nuovi mondi e nuove creature. Dall’altra parte arriva anche Mega Minions (2026), previsto per luglio, pronto a rimettere in moto la macchina del caos giallo (e del box office).

Ma per capire davvero perché Illumination sia diventata una delle fabbriche di intrattenimento più riconoscibili del cinema contemporaneo, vale la pena ripercorrere il suo percorso dall’inizio: non solo Cattivissimo Me e derivati, ma anche esperimenti musicali, favole natalizie, racconti “da animali domestici” e film che provano a fare il colpo al cuore con la migrazione di una famiglia di anatre. Qui sotto trovi tutti i lungometraggi (in ordine di uscita): un rewatch perfetto per vedere come lo studio abbia raffinato formula, ritmo e stile, fino ad arrivare a Mario e al prossimo assalto dei Minions.

01

Cattivissimo me
Il film che definisce la “ricetta Illumination” prima ancora che diventasse un marchio: un’idea semplice, un ritmo da commedia, personaggi secondari che rubano la scena e un centro emotivo sorprendentemente solido. Cattivissimo Me parte come la storia di un super-cattivo in competizione, ma vince quando si sposta sul terreno che Illumination saprà coltivare meglio di chiunque: la famiglia. Gru non cambia perché “deve”, cambia perché tre bambine lo costringono a fare i conti con una tenerezza che lui non aveva previsto (né programmato). È qui che nasce anche l’idea di gag visive rapidissime, quasi da cartoon, e di un’animazione che privilegia l’espressività e la comicità fisica. E, ovviamente, è qui che i Minions iniziano a farsi notare come motore comico, pur senza essere ancora il fenomeno totalizzante che diventeranno. Ancora oggi funziona perché è un film che sa essere buffo e gentile nello stesso respiro.

02

Hop
Hop

Hop

2011

Un po’ l’outsider della filmografia: Hop è un ibrido live action/animazione, ma racconta già molto di Illumination, soprattutto la voglia di fare intrattenimento “da festività” con gag veloci, personaggi pop e un concept immediato. Il protagonista è E.B., coniglietto pasquale in crisi d’identità che vorrebbe suonare la batteria invece di consegnare uova: un’idea che sembra leggera, ma che in realtà anticipa un tema ricorrente nello studio, quello del personaggio che non vuole essere ciò che il mondo si aspetta. Il film punta sulla commedia e sul caos (molto), e non sempre trova l’equilibrio perfetto tra due linguaggi diversi, però ha un valore da “capsula del tempo”: è l’Illumination che prova a espandersi, a sperimentare, a capire dove può arrivare il suo tono. Se lo riguardi oggi, lo leggi anche come una tappa di transizione: meno “mitologia” e più gioco, ma già con la precisione del ritmo che lo studio affinerà negli anni.
Con Lorax Illumination entra in un territorio rischioso: l’adattamento “da fiaba morale”, con un messaggio ambientale molto esplicito e un immaginario che deve restare memorabile senza diventare predica. Il risultato è un film che vive di contrasti: colori sgargianti e inquietudine di fondo, canzoni e una distopia sorprendentemente vicina. La parte migliore è proprio quella sensazione di mondo “finto” che si vende come perfetto: aria in bottiglia, natura ridotta a brand, felicità come prodotto. Illumination qui fa una cosa intelligente: non rinuncia alla comicità, ma la usa per rendere più digeribile un discorso che, se fosse solo serio, sarebbe respingente per il pubblico family. È anche un film che mostra lo studio alle prese con la musicalità e con la coreografia di massa, elementi che torneranno fortissimi in Sing (2016). Non è il titolo più amato da tutti, ma è una tappa chiave per capire la fase “ambiziosa” del primo decennio.
Cattivissimo Me 2 fa una cosa che i sequel spesso dimenticano: non si limita ad “alzare il volume”, ma sposta il fuoco. Gru non è più solo un cattivo redento; è un padre in modalità gestione quotidiana, e questa normalità diventa terreno comico perfetto. L’arrivo di Lucy e della Anti-Villain League allarga il mondo e porta un’energia diversa: più action, più spy-comedy, più dinamiche da coppia. Ma ciò che resta davvero impresso è come Illumination capisca sempre meglio il suo pubblico: gag rapide, momenti emotivi brevissimi ma efficaci, e un’animazione che punta sull’espressività facciale quasi “da meme” (prima dei meme). È anche il film che mette definitivamente i Minions al centro dell’ecosistema comico: non sono più solo contorno, sono un linguaggio. Il risultato è un sequel estremamente rivedibile: funziona a scene, a pezzi, a serate “senza pensieri”, ma riesce comunque a darti una storia compiuta e un lieto senso di casa.

05

Minions
Minions

Minions

2015

Qui Illumination fa l’operazione più ovvia e più rischiosa: prendere i personaggi più rumorosi e trasformarli in protagonisti. Minions funziona perché capisce che, per reggere un film intero, i Minions devono diventare quasi un cartone muto travestito da blockbuster: linguaggio inventato, slapstick, ritmo frenetico, e un’ambientazione (gli anni ’60) usata come parco giochi estetico. È un film che non chiede troppo allo spettatore, ma ti prende per mano e trascina in una sequenza di set piece comiche, come se fossero sketch collegati da una missione semplice (trovare un nuovo cattivo da servire). L’intelligenza sta nel non forzare una psicologia che non appartiene a questi personaggi: la loro forza è l’energia, non la profondità. È anche uno dei casi più limpidi di “cinema da brand” fatto bene.
“Cosa fanno gli animali quando noi non ci siamo?”, questa è il concept da cui parte Pet e lo trasforma in una commedia d’avventura urbana con un cuore sorprendentemente tenero. Il film è una vetrina di caratteri: dal cane ansioso e possessivo al randagio disilluso, fino alla coniglietta iperattiva che sembra uscita da una stand-up. Illumination qui è bravissima a costruire un mondo parallelo dentro la città: tunnel, condotti, reti segrete di animali, e quella sensazione da “Toy Story ma con i guinzagli” che rende l’idea immediatamente comprensibile. La cosa che funziona di più è il ritmo: scene brevi, gag continue, e un crescendo action che non perde mai la bussola. E sotto la superficie c’è un tema semplice ma universale: la paura di essere sostituiti, di non bastare più, di perdere il proprio posto. Pets è uno di quei film che puoi mettere su “per ridere” e poi scoprire che, in mezzo alle battute, ti ha dato anche una piccola carezza emotiva.

07

Sing
Sing

Sing

2016

Nello stesso anno, Illumination fa un’altra mossa fortissima: un film musicale “da talent” che, invece di limitarsi a imitare la TV, usa la struttura del concorso per raccontare piccole storie di sopravvivenza. Sing (2016) è un film che sa essere energico e consolatorio: ogni personaggio porta un problema concreto (famiglia, lavoro, insicurezza, fallimento) e la musica diventa il modo in cui si rimette insieme. La cosa furba è che l’animazione non prova a sembrare realistica: abbraccia l’eccesso, il palco, la teatralità, e rende ogni performance un mini-spettacolo. Funziona anche perché Illumination capisce il valore del “montaggio emozionale”: non ti chiede di credere che questi animali canterebbero davvero così, ti chiede di credere a cosa provano mentre cantano. È uno dei titoli più “feel good” dello studio, una celebrazione dell’arte come seconda possibilità, con la leggerezza di chi sa parlare a tutti.
Cattivissimo me 3 è il capitolo che spinge ancora di più sul lato “cartoon” e sull’idea di franchise come comfort: più gag, più colori, più personaggi, più caos. L’elemento più fresco è l’arrivo del fratello gemello Dru, che permette di giocare sul doppio e su due fantasie opposte: la vita domestica e la vita avventurosa. Il villain (ex bambino star anni ’80) è una trovata pop perfetta per Illumination: nostalgia trasformata in cattiveria kitsch, con numeri musicali e un’estetica volutamente sopra le righe. È un film che non cerca di reinventare l’universo, ma di “pompettare” la sua energia: se entri nel mood, ti diverti; se cerchi evoluzioni profonde, qui trovi soprattutto intrattenimento. Eppure, anche in mezzo al circo, resta la costante della saga: Gru è un ex cattivo che non smette mai di imparare a essere padre, e quella piccola traiettoria emotiva tiene insieme tutto.

09

Il Grinch
Il Grinch

Il Grinch

2018

Illumination prende un altro classico (Dr. Seuss) e lo rilegge con il suo codice: gag veloci, character design “morbido”, e un’idea di Natale come macchina emotiva. Il Grinch è meno acido di alcune versioni precedenti e più orientato al family puro. Il protagonista resta misantropo, ma il film è interessato soprattutto a spiegarti perché lo è e come possa riaprirsi al mondo senza diventare un santo. La Whoville qui è un’esplosione di decorazioni e comfort: luci, neve, cibo, tradizioni – quasi un catalogo di hygge natalizio animato. La cosa più riuscita è l’atmosfera; puoi guardarlo anche solo per “sentire” Natale, senza dover seguire ogni battuta. È un film che non pretende di essere rivoluzionario; punta a essere una coccola pop impeccabile, e ci riesce. Perfetto da rivedere a dicembre, ma anche fuori stagione se hai bisogno di un’ora e mezza di gentilezza.
Il sequel prende la strada più intelligente; invece di ripetere identico il primo film, allarga il mondo in tre direzioni diverse, quasi come se fossero tre mini-film che si incrociano. Pets 2 lavora più sulla crescita e Max deve affrontare ansie e cambiamenti, Snowball si convince di essere un supereroe (ed è esilarante), e Gidget diventa una guerriera in miniatura. Gag visive, set piece d’azione, e quel talento per rendere gli animali “attori comici” con tempi perfetti. Funziona soprattutto perché non è cinico: anche quando scherza, lo fa con affetto. Il film è pensato per essere consumato con facilità, ma non è pigro, ha un ritmo alto, una varietà di scenari (città, fattoria, appartamento) e un’energia che non si spegne mai. E sotto, ancora una volta, c’è un messaggio semplice: cambiare fa paura, ma non ti distrugge – spesso ti fa crescere.

Informazioni su questa lista

Titoli

17

Costo totale di visione

23,93 €

Durata totale

26h 15min

Generi

Animazione, Commedia, Famiglia

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