Tra libri, film e ora anche la serie TV Disney+ Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo, la mitologia greca è ufficialmente tornata mainstream. Il 10 dicembre 2025 è arrivata la seconda stagione su Disney+ e Hulu, adattamento de "Il Mare dei Mostri", con Percy, Annabeth e Grover di nuovo in missione tra ciclopi, sirene e il Vello d’Oro.
Se hai già divorato i primi nuovi episodi e hai voglia di restare in quel mood fatto di profezie, semidei e dèi capricciosi, ci sono parecchi film e serie che fanno esattamente questo: prendono i miti che studiavi a scuola e li reinventano. A volte li spostano nel presente, a volte li trasformano in epopee action, altre li smontano del tutto per raccontare traumi molto umani.
In questa guida trovi 10 titoli perfetti da vedere dopo Percy Jackson: non sono adattamenti “fedeli” delle fonti antiche, ma riletture creative. Dal dark comedy con Zeus in burnout al cinecomic DC con Amazzoni e Ares, fino all’horror d’autore che trasforma Prometeo in un marinaio disperato: un piccolo Olimpo di storie per tutti i gusti.
1. KAOS (2024)
Se l’idea degli dèi che vivono “tra noi” ti piace in stile Percy Jackson, KAOS è la versione adulta, cinica e super britannica della stessa ossessione. Creata da Charlie Covell per Netflix, è una dark comedy mitologica in cui Zeus è un despota paranoico convinto che una profezia segni la sua fine, mentre tre mortali scoprono di essere legati al destino del mondo.
Qui gli dèi greci non sono figure irraggiungibili, ma boomer tossici con poteri cosmici: narcisisti, crudeli, seduttori seriali che usano il mondo umano come scacchiera personale. La serie gioca molto sul contrasto tra immaginario “classico” e sensibilità contemporanea, infilando temi come patriarcato, capitalismo e culto dell’immagine in un Olimpo fatto di complotti familiari e giochi di potere. È perfetta se ami il tono più irriverente di Riordan ma vuoi qualcosa di più cupo e satirico. E anche se è stata cancellata dopo una sola stagione, il suo modo di raccontare gli dèi come una famiglia disfunzionale con superpoteri la rende uno dei tentativi più interessanti degli ultimi anni di aggiornare il pantheon greco.
2. Blood of Zeus (2020 - 2025)
Se Percy Jackson è il lato YA dell’epica, Blood of Zeus è la sua controparte adulta, sanguinaria e operistica. La serie Netflix segue Heron, giovane che scopre di essere figlio illegittimo di Zeus e finisce al centro di una guerra tra dèi, demoni e giganti, in una versione dell’antica Grecia in cui il mito viene remixato come un gigantesco battle royale.
La forza della serie sta nella capacità di mescolare rispetto per le fonti e libertà totale: ci sono Talos, i Giganti, l’Ira di Hera, ma riassemblati in una trama nuova, dove la rabbia e il potere diventano temi centrali. La critica l’ha lodata per l’animazione spettacolare e per il modo in cui tratta la mitologia come un universo narrativo coerente, non come un semplice sfondo decorativo. È un’ottima scelta se ti piace l’idea dei semidei di Percy Jackson ma vuoi qualcosa di più dark, con dèi molto meno “genitoriali” e molto più spietati. E se ami gli anime d’azione alla Castlevania o Attack on Titan, qui ritrovi la stessa intensità, ma tutta giocata tra Olimpo, Tartaro e città in rovina.
3. Hercules (1997)
Prima che Percy Jackson portasse i semidei in classe, Disney aveva già trasformato la Grecia antica in un jukebox anni ’90. Hercules è una delle riletture più spudoratamente creative del mito di Eracle: Zeus e Hera diventano genitori modello, Ade è un villain da stand-up comedy e le Muse sono un coro gospel che commenta l’azione come se fosse uno show televisivo.
Dal punto di vista mitologico è un disastro, ma è proprio lì il punto: la pellicola usa il mito come materiale grezzo per parlare di identità, appartenenza e fama. Hercules è un outcast che sogna di “diventare qualcuno”, la scalata eroe-come-celebrity viene vista con un certo sarcasmo, e l’idea di “vero eroe” si sposta dal muscolo al sacrificio. È esattamente il tipo di operazione che un fan di Percy può apprezzare: rispetto affettuoso ma zero sacralità. Se ti piace il tono più leggero e ironico di Riordan, Hercules è un rewatch perfetto: è pieno di easter egg mitologici deformati ad arte, tiene ancora botta come musical e continua a influenzare lo sguardo pop sulla Grecia antica, dai meme alle nuove produzioni teatrali.
4. Wonder Woman (2017)
Con Wonder Woman, la mitologia greca entra di peso nel cinecomic. Il film di Patty Jenkins apre su Themyscira, isola nascosta creata da Zeus per proteggere le Amazzoni, e costruisce tutto il conflitto intorno alla guerra millenaria tra Zeus e Ares, dio della guerra, che continua a manipolare l’umanità dietro le quinte.
Quello che rende interessante Wonder Woman per chi ama Percy Jackson è la fusione tra superhero movie e mito classico. Diana è una semidea cresciuta in un’utopia femminile, che scopre il proprio ruolo di “Godkiller” nel pieno della Prima guerra mondiale: la sceneggiatura usa Ares come personificazione dell’odio umano, ma allo stesso tempo critica l’idea che basti eliminare un dio per ripulire il mondo. È un discorso molto vicino al modo in cui Riordan ribalta le figure divine, rendendole specchi dei problemi reali. In più, Themyscira e le Amazzoni offrono una delle rappresentazioni visive più iconiche dell’immaginario greco al cinema recente: meno marmo, più corpi in movimento, armature ibride e una fisicità che rende il mito immediato anche per chi non ha mai aperto l’Iliade.
5. Troy (2004)
Se la maggior parte dei film mitologici mette gli dèi in primo piano, Troy fa l’esatto opposto: prende l’Iliade, toglie quasi del tutto gli dèi e lascia solo uomini, politica e strategia militare. Il film di Wolfgang Petersen è un colossal bellico liberamente ispirato al poema omerico, con Brad Pitt nei panni di Achille e Eric Bana in quelli di Ettore, concentrato sulla guerra di Troia come conflitto umano più che divino.
Perché è interessante dopo Percy Jackson? Perché mostra cosa succede quando togli la parte esplicitamente fantastica ma lasci intatto il senso di mito. Le profezie diventano calcoli politici, gli dei sono evocati nei discorsi ma non scendono mai in campo, e l’eroismo di Achille è al tempo stesso grandioso e profondamente narcisista. È una “nuova interpretazione” proprio perché rifiuta l’idea di fedeltà religiosa alle fonti, scegliendo una lettura laica, quasi cinica. È un ottimo ponte se ti affascinano Achille, Ettore e compagni grazie ai romanzi YA e vuoi vedere una versione più adulta e disincantata della stessa storia, senza però rinunciare alle grandi scene di assedio e duello.
6. 300 (2006)
Con 300, Zack Snyder trasforma la battaglia delle Termopili in un fumetto vivente. Il film adatta la graphic novel di Frank Miller e racconta l’impresa di Leonida e dei suoi 300 Spartani contro il “dio-re” Serse con una messa in scena iper-stilizzata: slow motion, panoramiche irreali, mostri deformi e un’estetica che mescola storia e fantasy.
Qui la mitologia greca non appare tanto nei nomi degli dèi, quanto nel modo in cui la storia reale viene mitizzata. La voce narrante di Dilios trasforma ogni evento in leggenda, esagera proporzioni e numeri, costruisce Leonida come una figura quasi sovrumana. È la stessa logica dei bardi antichi, ma applicata al linguaggio del cinema pop dei primi anni 2000. Per chi arriva da Percy Jackson, 300 è un esempio di come la Grecia possa diventare puro stile, senza bisogno di mostri classici o semidei: basta la sensazione di assistere a qualcosa di più grande, in cui la realtà storica è solo il punto di partenza per un racconto epico e dichiaratamente esagerato.
7. Immortals (2011)
Se vuoi vedere la mitologia greca filtrata attraverso l’occhio di un regista visivamente ossessionato, Immortals è il tuo film. Tarsem Singh prende i miti di Teseo, del Minotauro e della Titanomachia e li ricombina in un action fantasy barocco, dove il contadino Teseo viene scelto da Zeus per fermare il tiranno Hyperion, deciso a liberare i Titani con l’arco di Epirus.
Qui gli dèi scendono davvero in campo, in armature dorate che sembrano sculture contemporanee, e ogni inquadratura è pensata come un quadro. La trama prende enormi libertà rispetto alle fonti, ma è proprio questa sua natura “apocrifa” a renderlo interessante: l’idea non è insegnare il mito, ma usarlo per discutere libero arbitrio, fede negli uomini e violenza del potere. Zeus è severo, quasi distante, e il rapporto con Teseo ricorda più quello tra mentore e allievo che tra dio e devoto. È consigliato a chi ama i mondi visivamente ricchi, alla 300 o God of War, e vuole un’esperienza più sensoriale che filologicamente corretta.
8. American Gods (2017–2021)
Ok, American Gods non è solo greco: nel romanzo di Neil Gaiman e nella serie Starz ci sono divinità e spiriti da mezzo mondo. Ma è uno dei titoli più interessanti per capire cosa succede quando sposti i dèi nel presente. Nel mondo di Shadow Moon, gli “Old Gods” sono versioni americane delle divinità antiche, sopravvissute finché qualcuno ci crede, e costrette a fare i conti con i “New Gods” della tecnologia, dei media e del consumo.
L’idea alla base è molto Percy Jackson: gli dei esistono perché gli umani li portano con sé, nei viaggi, nelle storie, nei bisogni. La serie, pur tra alti e bassi, offre momenti potentissimi in cui il mito viene usato per parlare di migrazione, razzismo, fede e identità culturale. Tra gli Old Gods che appaiono nel corso delle stagioni ci sono anche figure legate al pantheon greco e romano, rilette in chiave problematica e decadente. Se ti affascina l’idea di un Olimpo “sopravvissuto” nel nostro mondo, American Gods è la versione più adulta, filosofica e spigolosa di quello che Percy mostra con ironia e spirito YA.
9. The Lighthouse (2019)
A prima vista, The Lighthouse sembra lontanissimo da Percy Jackson: due guardiani di un faro alla fine dell’Ottocento che lentamente impazziscono su un isolotto in mezzo alle tempeste. Ma diversi saggi e analisi critiche hanno letto il film di Robert Eggers come una riscrittura contemporanea dei miti di Prometeo e Proteo: il giovane Ephraim / Winslow come Prometeo che sfida il divieto per rubare la luce, il vecchio Wake come divinità marina capricciosa e crudele.
Il faro diventa un sostituto del fuoco sacro: qualcosa di proibito, che acceca chi osa guardarlo troppo da vicino. Il corpo martoriato del protagonista, il gabbiano “tabù” da non toccare, le allucinazioni con sirene e mostri marini: tutti elementi che rimandano a punizioni e metamorfosi tipicamente greche, ma spogliate della loro aura eroica, rese sporcamente umane. Per chi ama il lato più oscuro e simbolico del mito, The Lighthouse è un’esperienza densissima: non troverai nomi di dei o mostri, ma la sensazione di assistere a una tragedia greca ridotta all’osso, dove la hybris (la tracotanza) porta letteralmente alla caduta.
10. Scontro tra Titani (2010)
Chiudiamo con un classico della “fase blockbuster mitologico”: Scontro tra Titani del 2010, remake del film del 1981. Qui seguiamo Perseus, figlio di Zeus, trascinato in una guerra tra gli dèi dell’Olimpo e Hades, che vuole scatenare il Kraken sull’umanità per vendicarsi del fratello. È un film che prende la base del mito e la trasforma in un videogioco live-action, con boss fight (Medusa, Kraken), armi leggendarie e side quest varie.
La “nuova interpretazione” sta tutta nel tono: Perseus rifiuta di essere un burattino degli dèi, si schiera con gli umani e mette in discussione il diritto stesso degli Olimpi a governare il mondo. Zeus è meno saggio e più ambiguo, Hades è un villain tragico e risentito, e gli uomini non sono più semplici pedine. È una versione molto anni 2000, piena di CGI discutibile ma ancora godibile se cerchi un fantasy muscolare che usi il mito come base per avventura pura. Perfetto da recuperare se ami l’idea del semidio riluttante alla Percy Jackson ma vuoi vederla espressa in un contesto più cupo, sporco e rumorosamente action.







































































































