Da "Io sono un autarchico" a "Il sol dell'avvenire": tutti i film di Nanni Moretti

Da "Io sono un autarchico" a "Il sol dell'avvenire": tutti i film di Nanni Moretti

Manuela Santacatterina
Manuela Santacatterina

Pubblicato il 29 settembre 2025

Aggiornato il 29 settembre 2025

Il prossimo film di Nanni Moretti, Succederà questa notte, arriverà in sala nella primavera del 2026. Un'opera liberamente ispirata a Legami, la raccolta di racconti di Eshkol Nevo, il cui lavoro il regista aveva già portato sul grande schermo con l'adattamento di Tre piani. Un cinema il suo che rappresenta un genere a parte. Ironico, sarcastico, pungente. Con i suoi film Moretti ha fotografato la società italiana attraversando 50 anni di storia, che coincidono con la sua carriera. Dall'esordio a metà degli anni '70 con Io sono un autarchico, quando i film si giravano ancora in super 8, a Il sol dell'avvenire in cui riflette sulla politica e il cinema nostrano con uno sguardo malinconico.

Una filmografia ricchissima di storie e personaggi da lui stesso interpretati che, grazie a battute diventate iconiche, sono uscite dallo schermo per diventare parte integrante del nostro linguaggio. Regista, attore, sceneggiatore, produttore. Quella di Nanni Moretti è una figura legata a doppio filo alla settima arte. Così immerso nel mondo di celluloide tanto da aver aperto un suo cinema, il Sacher, nel cuore di Roma che ogni anno fa da cornice al festival Bimbi Belli, in cui dà spazio a registi esordienti.

JustWatch vi porta alla scoperta di tutti i suoi film che potete recuperare sulle principali piattaforme.

Esordio alla regia per Nanni Moretti che introduce il suo alter ego, Michele Apicella, protagonista di altre sue quattro pellicole. Un personaggio dallo sguardo disilluso sulla società post '68. Abbandonato dalla moglie, l'uomo impiega il suo tempo recitando in una compagnia teatrale d’avanguardia.

Costato poco più di 3 milioni di lire, Io sono un autarchico rappresenta il biglietto da visita del regista mettendo in campo, in 95 minuti, tematiche che diventeranno care al suo cinema. Un esordio dal respiro fresco e una testimonianza dello spirito della controcultura italiana di quegli anni di cui è stato uno dei principali esponenti. Da recuperare se hai amato le sue opere più mature come Habemus Papam e Mia madre e vuoi scoprire i suoi esordi.

02

Ecce bombo
Ecce bombo

Ecce bombo

1978

Uno dei film più celebri di Nanni Moretti, Ecce Bombo prosegue nel racconto di una generazione delusa dagli esiti della rivoluzione sessantottina e immerso, un decennio dopo, negli anni di piombo. Con Apicella mette in scena ansie e nevrosi della generazione dei trentenni borghesi di sinistra di fine anni '70, tra alienazione e incapacità di comunicare.

Il film è attraversato da una vena costante di leggero umorismo che si ritrova nei lunghi dialoghi racchiusi nella sua ora e 40 minuti di durata. Numerose le battute divenute dei classici. Su tutte: "Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?". Se hai apprezzato Cosa resta della rivoluzione (2018), non puoi perderti questo cult morettiano.

03

Sogni d'oro
Sogni d'oro

Sogni d'oro

1981

Questa volta Michele Apicella è un giovane regista alle prese con il suo terzo lungometraggio, un'opera dedicata a Sigmund Freud. Terzo film anche per Moretti che con Sogni d'oro fa un'analisi sul mondo del cinema e delle difficoltà creative con le quali deve confrontarsi ogni regista. All'epoca dell'uscita buona parte della critica vide nel film un tentativo di Nanni Moretti di omaggiare di Federico Fellini. Tesi più volte smentita dallo stesso regista.

Un'opera a tratti sperimentale nella sua volontà di mettere in scena, nell'arco di 105 minuti, il subconscio del suo protagonista chiamato a confrontarsi con ansie e blocchi artistici. Dal capolavoro di Fellini, passando per La grande bellezza (2013) e Interiors (1978), se ti affascinano i film sugli artisti in crisi, non puoi non vedere Sogni d'oro.

04

Bianca
Bianca

Bianca

1984

Con Bianca, Nanni Moretti si confronta con la commedia tinta di giallo. Il suo Apicella questa volta è un professore di matematica pieno di manie e fobie la cui passione è l'osservazione delle vite altrui. Quando una sua vicina viene ritrovata uccisa, l'uomo finisce per essere uno dei sospettati.

Un'analisi ironica dalle atmosfere noir che omaggiano Hitchcock e Truffaut per il ritratto di una generazione repressa dove ci si deve difendere dal dolore, ma si finisce per rimanere da soli. Una black comedy di poco più di un'ora e mezza su come l'ossessione per la perfezione e il controllo possano degenerare. Tra La finestra sul cortile (1954) e L'uomo che amava le donne (1977), recupera Bianca se ti affascinano i personaggi dalla forte rigidità come quello raccontato ne Il filo nascosto (2017).

Tra omaggi a I 400 colpi (1959) e a L'Atalante (1934), La messa è finita è uno dei film più amari di Nanni Moretti. Prima pellicola in cui non compare il suo alter ego, il regista interpreta Don Giulio. Un sacerdote a cui, dopo una missione in un Paese lontano, viene affidata una parrocchia nella periferia romana.

Tra riferimenti al terrorismo, suicidi, aborto e depressione, la pellicola in 94 minuti parla della crisi dei valori della società del tempo sempre più individualista. Non poi così diversa dalla nostra. Non manca una vena umoristica che fa da contraltare al tono malinconico che pervade il film. Un'altra riflessione di un’ora e mezza sulla disillusione e il ruolo della comunità. Da vedere se hai apprezzato L'equilibrio (2017) e Corpus Christi (2019).

06

Palombella rossa

Quinto e ultimo film in cui compare Michele Apicella, questa volta nei panni di un funzionario del PCI che, dopo un incidente, perde la memoria. Palombella rossa si sviluppa intorno a una partita di pallanuoto – celebre la sequenza sulle note di I'm On Fire di Bruce Springsteen – in cui l'uomo cerca di riacquistarla. La sua condizione rappresenta l'identità perduta da parte del partito comunista e la crisi della sinistra italiana.

Un'opera che in un'ora e mezza parla di memoria, ideali e di crisi di identità personali e collettive. Uno dei film più riusciti e completi della filmografia di Nanni Moretti, da recuperare se sei interessato a temi come la memoria, l'identità e la politica presenti ne Il portaborse (1991) e La seconda volta (1995).

07

Caro diario
Caro diario

Caro diario

1993

Basterebbe la passeggiata in Vespa per i quartieri di una Roma estiva quasi del tutto deserta per consegnare Caro diario alla storia del cinema. Diviso in tre capitoli - “In Vespa”, “Isole” e “Medici” -, il film vede Moretti interpretare se stesso in un viaggio attraverso la Capitale e le isole Eolie. 

Una delle opere più personali del regista che affida alla pellicola le sue riflessioni su cinema, malattia e società. In poco più di un'ora e mezza, Moretti si apre regalandoci un racconto intimo che cattura con onestà, malinconia a ironia il suo sguardo sul mondo. Da vedere almeno una volta nella vita.

08

Aprile
Aprile

Aprile

1998

Ancora una volta Nanni Moretti intreccia pubblico e privato. Lo fa raccontando l'attesa per la nascita di suo figlio Pietro e le sue opinioni sulla politica italiana dell'epoca. Non a caso il film si apre con un discorso di Emilio Fede che annuncia al TG4 la vittoria di Berlusconi alle elezioni del '94.

Come tipico del suo cinema, Aprile è un film ricco di ironia tagliente che guarda al mondo che ci circonda con uno sguardo privo di illusioni. Un mix di finzione e documentario su una parentesi storica particolare del nostro Paese in cui il regista, similmente a Caro diario, apre al suo privato e continua il suo dialogo con il pubblico in poco meno di un'ora e 20 minuti.

Uno dei film più belli di Nanni Moretti. Una profonda e lucida riflessione sulla perdita e sull'elaborazione del lutto attraverso la storia di una famiglia sconvolta dall'improvvisa morte del figlio. Un dramma in cui non si ritrovano gli elementi tipici del suo cinema o le nevrosi dei suoi personaggi.

La stanza del figlio apre un nuovo capitolo cinematografico per il regista che porta in scena i legami familiari messi a dura prova da una sofferenza insostenibile. Tutto, dalle interpretazioni alla delicatezza con cui procede il racconto, lo rende un'opera profondamente toccante che, in 99 minuti, riflette sul faticoso cammino in risalita di chi resta. Da vedere se Gente comune (1980), Rabbit Hole (2010) e Pieces of a woman (2021) ti hanno emozionato.

10

Il caimano
Il caimano

Il caimano

2006

Più che un film su Silvio Berlusconi, Il caimano è per Nanni Moretti un film sull'antiberlusconismo. Capace di attirare l'attenzione dei più alti esponenti della politica italiana, la pellicola racconta di un regista di film di serie B in crisi la cui unica salvezza sembra essere la sceneggiatura di una giovane cineasta che racconta la vita del fondatore di Forza Italia.

Il risultato è una satira politica di un'ora e 40 minuti attraverso la quale analizzare il potere e la sua rappresentazione nei media visti dalla lente del clima politico italiano del tempo. Se i due capitoli di Loro (2018) e Il Divo (2008) ti hanno affascinato, anche Il caimano sarà una visione appassionante.

Informazioni su questa lista

Titoli

14

Costo totale di visione

21,94 €

Durata totale

23h 13min

Generi

Di produzione europea, Drammatico, Commedia

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