
Amore sul posto di lavoro: ecco le otto migliori office rom-com di sempre
L’amore sul posto di lavoro? Che storia possibile. L’ultimo esempio è Office Romance (2026), in cima alle classifiche di Netflix, con Jennifer Lopez nei panni di una CEO di una compagnia aerea e Brett Goldstein in quelli del nuovo avvocato dell’azienda. Una commedia romantica in cui i due protagonisti si ritrovano da colleghi ad amanti, mostrando che spesso c’è dell’altro dietro la facciata che si tende a dare sul posto di lavoro. Ma la posta in gioco dei sentimenti tra le scrivanie è sempre alta: reputazione, credibilità, se non la stessa posizione. Sì, perché esiste una rigida politica aziendale che vieta le relazioni sentimentali tra colleghi, che potrebbe mandare a monte il tutto da un momento all’altro. Un divieto che non è riconducibile esclusivamente alla fantasia degli sceneggiatori, spesso più concreto di quanto si immagini.
Ed ecco che l’ufficio si fa palcoscenico di fraintendimenti, momenti paradossali e reciproche attrazioni. Ma l’esito è spesso rassicurante, ed è forse per questo che si spiega il successo di una commedia come Office Romance. Una pellicola che arriva da una tradizione cinematografica ben precisa, che annovera molti titoli che hanno segnato un’epoca. Le possiamo rinominare “office rom-com”, ovvero commedie romantiche ambientate nel posto di lavoro. Storie di rivalità professionale che sfociano in attrazione, di insofferenze che vengono attenuate dai sentimenti, persino di interi ripensamenti di approcci nei confronti del prossimo.
Se siete reduci dalla visione della rom-com con JLO e Goldstein, di seguito JustWatch vi propone una lista di film non potete farvi sfuggire, soprattutto se cercate un posto di lavoro ad alto tasso sentimentale…almeno sullo schermo.
Una commedia sul posto lavoro dai risvolti romantici. Sì, perché Ladies First (2026) si focalizza soprattutto sulla storia di un uomo che si risveglia in un mondo dominato dalle donne, enfatizzando così il ribaltamento di ruoli di genere. Pubblicitario di successo, accanito seduttore e soprattutto maschilista convinto, improvvisamente Damien Sachs (Sacha Baron Cohen) si ritrova infatti a subire le dinamiche vissute dalla sua sottoposta Alex Fox (Rosamund Pike), che trasformandosi nel suo capo ne fa così da suo specchio.
Remake del film francese di Eléonore Pourriat, Non sono un uomo facile (2018), la commedia di Thea Sharrock è un’occasione per affrontare il tema del divario di genere nell’ambiente lavorativo. Prevalentemente ambientato in un ufficio, attraverso un linguaggio leggero, immagina il protagonista costretto a sperimentare quanto propagato, ritrovandosi del tutto spoglio dei propri privilegi. Non rinuncia però a quella componente sentimentale tanto apprezzata da chi ha visto Office Romance.
Rivalità sul lavoro, ma se poi sboccia l’amore? È quanto racconta Ti odio, anzi no, ti amo! (2021), commedia romantica targata Prime Video con Lucy Hale e Austin Stowell, che adattando il romanzo di Sally Thorne, attraverso le vicende di due colleghi rivali di una casa editrice, entrambi intenzionati a ottenere quella posizione di prestigio tanto desiderata. Due personaggi agli antipodi, lei valorizza l’importanza della letteratura, lui più concentrato sui numeri, ma alla lunga combattere risulta difficile quando insorgono i sentimenti.
Riprendendo il classico mantra degli “opposti si attraggono”, stavolta inserito in un contesto professionale come quello dell’editoria, pur non trattandosi di una rom-com capace di uscire dagli schemi, è una visione consigliata a chi è alla ricerca di un film che intreccia vita sentimentale e ambiente lavorativo.
Si possono rendere le giornate lavorative meno impegnative? Secondo Harper e Charlie, sì e la soluzione non poteva che coinvolgere l’amore. Come far perdere la testa al capo (2018) segue le vicende professionali di due assistenti, ricche di impegni per colpa dei rispettivi capi, che arrivano a escogitare di farli innamorare per ottenere più tempo libero. Ma finiranno per scoprire di avere in comune molto più di un semplice obiettivo e di una condizione di “sfruttamento” in ufficio.
Una commedia romantica che parla del lavoro odierno, spesso sottopagato e carico di pretese, attraverso la parabola di due moderni cupido che finiranno per provare reciproca attrazione. Piacevole, con ritmo, è una visione capace di intrattenere senza essere eccessivamente didascalica.
Di nuovo Sandra Bullock, stavolta affiancata da Hugh Grant per una rom-com classica. È stato forte il valore simbolico di Two Weeks Notice – Due settimane per innamorarsi (2002), girato interamente a New York e arrivato poco dopo gli attentati dell’11 settembre, contribuendo così a riportare gli spettatori di tutto il mondo in una metropoli reduce da un attacco senza precedenti.
Una storia che gioca sull’attrazione tra opposti. Un facoltoso immobiliarista (Grant) assume un brillante avvocato specializzata in cause ambientali (Bullock), che si ritrova però a fargli da segretaria. Pochi mesi dopo la donna si licenzia, ma da contratto deve aspettare due settimane affinché venga trovata una sua sostituta. Proprio il lasso di tempo necessario per riconsiderare il futuro professionale, ma soprattutto i propri sentimenti.
Non mancano i punti in comune con Office Romance, a partire dallo stesso soggetto che ruota attorno a un contesto lavorativo e al rapporto tra capo e collaboratore, che evolve in qualcosa di più. Dunque, se avete apprezzato la commedia romantica con Jennifer Lopez e Brett Goldstein, non riuscirete a fare a meno di questo classico del genere.
What Women Want – Quello che le donne vogliono (2000) è una commedia romantica piacevole, diretta da Nancy Meyers, dietro a successi come L’amore non va in vacanza (2006) e Lo stagista inaspettato (2015), che segue Nick Marshall (Mel Gibson), rampante pubblicitario, affascinante e rigorosamente maschilista, che si vede scippare la promozione da una nuova collega, Darcy (Helen Hunt), fin quando un incidente domestico non lo porta a ottenere il potere di sentire i pensieri delle donne. Quello che all’inizio sembra essere un vantaggio, in realtà si rivela in uno strumento che lo porta a una comprensione migliore dell’universo femminile e soprattutto a un ripensamento del proprio modo di rapportarsi con questo.
Una storia dal tocco fantasy, che si concentra sulla trasformazione del protagonista, rieducato all’approccio con le donne attraverso la scoperta di sentimenti a lui sconosciuti come l'empatia e la sensibilità. Ma non si limita solo a questo. Come guardare questa rom-com che riprende le classiche dinamiche di un contesto lavorativo? Con assoluta spensieratezza, senza forzarsi nella ricerca di ulteriori chiavi di lettura.



























