Mi tolgo da Instagram. Quante volte abbiamo pronunciato o almeno pensato questa frase? I motivi possono essere molteplici. Passiamo troppe ore sui social; un tempo che potremmo sfruttare meglio. Ma non è solo un problema di tempo. Esiste anche un’altra faccia, più oscura, che limita profondamente la nostra libertà.
È fatta di notifiche incessanti, studiate per tenerci incollati allo schermo, di dati personali raccolti e trasformati in “merce”, di un sistema che orienta ciò che pensiamo e persino la nostra realtà. Tutti tasselli di un puzzle che ci accompagna quotidianamente.
Ecco, dunque, una lista di documentari che ci raccontano i meccanismi dei social, ma anche i pericoli che nascondono e gli effetti che hanno sulla società. Non demonizzano, bensì invitano a una riflessione critica (fondamentale in una democrazia).
The Social Dilemma (2020)
Ogni giorno scorriamo, clicchiamo, mettiamo like. Cosa c’è però dietro lo schermo? Chi si nasconde in quelle raccomandazioni “perfette” che sembrano leggerci nel pensiero? Ma soprattutto quali sono gli effetti di tutto questo sulla società? Attraverso interviste a ex dipendenti di Facebook, Google, Twitter e altre grandi compagnie tecnologiche, The Social Dilemma (2020) si pone l’obiettivo di rispondere a queste domande, svelando come le piattaforme siano pensate per catturare costantemente la nostra attenzione, oltre che per renderci un prodotto nel passaggio che ci ha portato da fruitori a serbatoio di dati. È importante guardarlo in quanto stimola uno sguardo critico sull’utilizzo quotidiano dei social media e offre una riflessione sull’impatto della tecnologia sulle nostre scelte. Forse non li cancelleremo, ma potremmo fare dei social un uso un po’ più moderato e costruttivo dopo la visione.
Il truffatore di Tinder (2022)
Un documentario che ci racconta una delle truffe digitali più significative di sempre. Il truffatore di Tinder (2022) ripercorre la storia di Simon Leviev, il cui vero nome è Shimon Yehuda Hayut, che si è finto un ricco erede di un magnate dei diamanti per sedurre donne su Tinder. Tra jet privati, hotel a cinque stelle e ristoranti costosi, offriva loro il sogno di una lussuosa vita romantica, salvo poi inventarsi storie per farsi prestare denaro e gettarle così nella spirale dei debiti, continuando ad ampliare la sua rete. Quella di Simon è una storia che ci mostra come un sogno d’amore (o meglio, un’illusione a cui scegliamo di credere) possa sfociare in incubo senza fine. Quello in cui si finisce per cadere, se non si usa la necessaria cautela quando ci si rapporta con sconosciuti dietro lo schermo, è uno schema manipolatorio, messo in piedi a regola d’arte. Ma soprattutto, è una vicenda che sottolinea come la rete abbia cambiato il nostro modo di cercare l’amore e di – letteralmente – cadere nelle sue trappole. Non perdetevelo se anche solo una volta vi è venuto il sospetto di essere vittima di catfishing.
The Great Hack – Privacy violata (2019)
Se pensate che inserire numeri di telefoni, indirizzi e luoghi visitati sui social serva solo per ottenere annunci pubblicitari personalizzati… forse dovreste guardare The Great Hack – Privacy violata (2019). Questo documentario ci mostra il lato oscuro dello sfruttamento dei dati informatici, ripercorrendo lo scandalo Cambridge Analytica, impresa che sfruttò in maniera illecita i dati personali di milioni di utenti di Facebook. Ci mostra come le informazioni raccolte possano essere utilizzate per influenzare opinioni politiche e campagne elettorali, come sembrerebbe essere stato per le elezioni presidenziali americane del 2016 o per il referendum sulla Brexit. Attraverso testimonianze dirette, come quella di Brittany Kaiser, che ricopriva un ruolo centrale nell’azienda, e tra l’altro successivamente ha scritto anche un libro molto interessante sul tema, “La dittatura dei dati”, è un film che sottolinea la nostra vulnerabilità in un mondo iperconnesso e che ci ricorda il valore dei nostri dati, mostrandoci i rischi nascosti dietro l’uso quotidiano dei social media. Da non perdere se pensate di essere completamente al sicuro su qualsiasi social…
Dancing for the devil: Storia di una setta su TikTok (2024)
Da ballerini ad adepti di una setta. E per Miranda e Melanie, da sorelle unite a sconosciute. È una storia inquietantemente vera quella raccontata da Dancing for the devil: Storia di una setta su TikTok (2024), docuserie che svela l’altra faccia del successo. I ballerini iscritti a un’agenzia sarebbero stati infatti manipolati, persino allontanati dalle loro famiglie. Al centro c’è la vicenda della ballerina Miranda; notata sul suo profilo TikTok in cui danzava con la sorella Melanie, la ragazza sarebbe stata manipolata e fatta entrare in un culto (la sedicente agenzia 7M) per poi tagliare i contatti con la sorella e i genitori. Il tutto non soltanto per profitto economico derivato da follower e visualizzazioni: il culto prometteva ai ballerini la salvezza spirituale. Attraverso testimonianze dirette, gli episodi ripercorrono le accuse alla società e al suo fondatore, in particolare riguardo a ciò che si nasconde davvero dietro all’agenzia 7M. Soprattutto, però, offrono una riflessione sulla vulnerabilità che può celarsi dietro l’ambizione ai tempi dei social e sui rischi legati alla ricerca del successo online.
Numero sconosciuto: Uno scandalo di cyberbullismo (2025)
Un susseguirsi di messaggi vili e provocatori sui cellulari. Una coppia di giovani finisce al centro del mirino di una vera e propria persecuzione digitale. È una storia vera quella raccontata in Numero sconosciuto: Uno scandalo di cyberbullismo (2025), docufilm che accompagna lo spettatore attraverso le testimonianze di chi ha vissuto un vero e proprio incubo virtuale. L’incertezza è costante: chi c’è dietro lo stalking? L’anonimato rende davvero le persone così spietate, facendole sentire onnipotenti e impunibili? Senza entrare nei dettagli, pur trattandosi di una vicenda nota alle cronache, rimane tra i casi più inquietanti mai conosciuti nel Michigan; è un racconto che offre una riflessione sulle dinamiche, e soprattutto sul peso, di una piaga digitale purtroppo sempre attuale: il cyberbullismo.






































































































