Le serie televisive sci-fi hanno sempre avuto il potere di spingere lo spettatore oltre i confini del possibile, ma alcune di esse riescono in qualcosa di ancora più affascinante: riscrivono completamente la realtà, prendendo ciò che conosciamo e trasformandolo in un territorio inesplorato. Alieni, strani robot, virus, umanoidi e ambientazioni distopiche.
Elementi alla base di molti show capaci non solo di intrattenere, ma di mettere in discussione le nostre certezze, offrendo uno sguardo diverso sul mondo. Basti pensare alle verità rivelate di X-Files (1993 - 2018), alla distopia di Westworld (2016 - 2022) o alla nuova – e sconvolgente – realtà di Pluribus (2025).
Partendo proprio dal suggestivo plot della serie diVince Gilligan, JustWatch ha stilato una classifica delle 10 serie TV capaci di ribaltare la realtà per come la conosciamo.
10. Pluribus (2025)
Una trama avvincente e inaspettata, dove nulla è come sembra. Vince Gilligan dopo Better Call Saul (2015 - 2022) ritrova Rhea Seehorn per una serie TV che non prevede punti di riferimento. Uno schema da classico e coinvolgente sci-fi, che disegna una realtà in cui l'umanità viene soggiogata da un virus. La popolazione viene infettata e trasformata in un'unica entità, mossa da una mente collettiva. La protagonista, Carol Sturka, è tra le uniche dodici persone al mondo immuni al virus.
Una stagione da nove episodi dalla durata di un'ora, in cui l'originalità e la suspense giocano un ruolo chiave, catturando l'attenzione del pubblico. Non solo, lo show - visto l’argomento - è tra i primi ad essere stati prodotti sotto l’influenza diretta della pandemia Covid. Un altro grande titolo firmato da uno dei più influenti showrunner americani che parla di identità e ci mette davanti a dei dilemmi che ci riguardano come società e individui. Se sei un fan di Gilligan e hai amato Breaking Bad (2008 - 2013), Pluribus è lo show adatto a te.
9. The Leftovers (2014 - 2017)
Tre stagioni, 28 episodi da circa un'ora e uno spunto suggestivo: The Leftovers affronta le conseguenze della scomparsa improvvisa e inspiegabile del 2% della popolazione mondiale. Creata da Damon Lindelof, la serie ribalta la realtà trasformando un mondo identico a quello conosciuto in un luogo dove le vite quotidiane si sfaldano a causa di un trauma inspiegabile e universale.
Una nuova quotidianità, che segue il protagonista Kevin Garvey (Justin Theroux), capo di polizia di Mapleton, comunità al centro dello show. Attenzione: se cercate facili risposte, la serie le evita accuratamente mostrando, invece, come gli esseri umani si attacchino a credenze, rituali e nuove identità per colmare i vuoti. Un racconto sulla perdita, sulla fede e sulla sopravvivenza interiore. Se hai adorato le atmosfere sci-fi di The OA (2016 - 2019), The Leftlovers è lo show per te.
8. The Last Man On Earth (2015 - 2018)
Quasi profetica nella trama, The Last Man On Earth racconta di Phil (Will Forte) che crede di essere l'unico sopravvissuto a una misteriosa pandemia. Ideato dallo stesso Forte, lo show si basa sulla quotidianità stravolta di un gruppo di sopravvissuti: le dinamiche sociali ricominciano da zero, mostrando una società basata su capricci, fragilità e tentativi disperati di ritrovare un barlume di normalità.
Al centro, la solitudine come spunto tragicomico, offrendo una nuova prospettiva sulla narrativa post-apocalittica: una realtà distopica che non rinuncia a far ridere di gusto. La storia è allungata in quattro stagioni suddivise in 67 episodi da venti minuti. Il tutto in equilibrio tra leggerezza, dramma e malinconia. Da recuperare se hai apprezzato Fallout (2014).
7. Westworld (2016 - 2022)
Westworld immagina un futuro in cui convivono uomini e androidi. Al centro delle quattro stagioni, divise in 36 episodi la cui durata varia dai 60 ai 90 minuti, c’è un parco tematico in cui androidi umanoidi vivono in funzione del divertimento dei visitatori, ma presto sviluppano autocoscienza e desiderio di libertà.
La serie che mischia western e sci-fi rimodula la realtà attraverso i concetti di memoria e identità: tutto può essere programmato, riscritto o cancellato. Più livelli narrativi, dove anche il concetto di “umano” diventa ambiguo. Narrativamente complessa, ma affascinante per atmosfera e messa in scena. Con una domanda: qual è il confine tra creatore e creatura? Grande cast: da Evan Rachel Wood a Thandie Newton e Jeffrey Wright. Da non perdere se hai adorato i toni oscuri di Dark Matter (2024).
6. Il problema dei 3 corpi (2024)
La serie high-budget basata sul romanzo-fenomeno di Liu Cixin affronta il primo contatto con una civiltà aliena proveniente da un sistema solare instabile, dove le leggi fisiche sembrano ribaltare ogni logica umana. Una sola stagione divisa in otto episodi da un'ora circa, in cui viene messa in discussione addirittura la scienza.
La trama ruota attorno a un universo molto più ostile e imprevedibile di quanto l’umanità possa comprendere, facendo perdere alla realtà i punti di riferimento. Ad ingarbugliare ancora di più la storia, uno strano videogioco che sembra collegato all'invasione aliena. Una serie epica, perfetta per chi ama la fantascienza dura e pura mischiata alla religione e alla filosofia. Tra i protagonisti Jess Hong, Liam Cunningham ed Eiza González. Se sei un fan di Inverso - The Peripheral (2022), Il problema dei 3 corpi è lo show TV per te.
5. Scissione (2022)
Da un'idea di Ben Stiller, Scissione inventa un mondo in cui i lavoratori subiscono una procedura che divide completamente la memoria personale da quella lavorativa, creando due identità separate che vivono in reciproca inconsapevolezza. La realtà è ribaltata perché il confine tra lavoro e vita privata non è più un equilibrio da trovare, intanto che i protagonisti diventano prigionieri delle proprie versioni incomplete: un “sé” non conosce il mondo esterno, mentre l’altro non conosce il proprio lavoro.
Lo show, con protagonista Adam Scott nei panni di Mark Scout, si regge su temi come l'alienazione e la manipolazione mentale. Due stagioni per 19 episodi che non superano mai i 60 minuti. Nel cast anche Zach Cherry e Britt Lower, oltre a Patricia Arquette, John Turturro e Christopher Walken. Se apprezzi le storie inaspettate come Il premio del destino (2023), non devi perdere Scissione.
4. Silo (2023)
Una realtà distopica e piramidale, il passato riscritto e un’eco che si lega al nostro drammatico presente: basata sul romanzo di Hugh Howey, Silo è ambientata in un gigantesco bunker sotterraneo dove l’umanità vive convinta che il mondo esterno sia letale. L’universo dello show - efficace e suggestivo - pone molte domande agli spettatori - e ai protagonisti - aprendo una riflessione sul concetto di verità e percezione.
Un worldbuilding suggestivo e asfissiante, retto da un cast di grandi nomi: Rebecca Ferguson, Rashida Jones, David Oyelowo e Common. Venti episodi da un'ora, divisi in due stagioni, che ci portano a riflettere sul potere oscuro delle verità imposte. Se sei un fan delle serie filosofiche in stile Extrapolations - Oltre il limite (2023), devi recuperare Silo.
3. Sense8 (2015 - 2018)
Appena due stagioni, ma Sense8 è presto divenuto un vero e proprio cult. Protagonisti, otto individui sparsi per il mondo che scoprono di essere mentalmente, emotivamente e sensorialmente connessi, formando una sorta di organismo collettivo.
Ventiquattro episodi da un'ora circa (più due episodi speciali da 124 e 151 minuti) in cui la realtà viene stravolta: l'idea dietro lo show, sviluppata da Lana e Lilly Wachowski, mette in discussione il concetto di identità come entità isolata. Sentimenti, relazioni, esperienze: tutto è legato e interconnesso. Uno spunto narrativo efficace e suggestivo. Scena cult: quella in cui i protagonisti cantano What's Up? dei 4 Non Blondes in giro per il mondo. Da non perdere se hai amato Kaos (2024).
2. Black Mirror (2011)
Charlie Brooker immagina una realtà completamente stravolta, rifacendosi ai grandi classici della fantascienza, da Philip K. Dick a Ray Bradbury. Black Mirror – serie divenuta fenomeno mondiale – è una raccolta di storie autonome che immaginano futuri alternativi o versioni distorte del presente, costruiti a partire dalle ossessioni tecnologiche.
Non solo un mondo diverso, forse alternativo, ma amplificatore di quello già esistente, portando a estremi plausibili le dinamiche sociali e digitali che viviamo. Trentaquattro episodi in totale, in cui si rimpalla il controllo tecnologico, la dipendenza dai social, la mercificazione delle emozioni e la fragilità della libertà. Dietro l'approccio pop che punta all'intrattenimento, uno show disturbante, politico e inquietante. Se ti hanno colpito le suggestioni di Maniac (2018), ti colpirà anche Black Mirror.
1. X-Files (1993 - 2018)
Dal genio di Chris Carter, la serie simbolo degli anni ’90. Oltre 200 episodi da 44 minuti per ben 11 stagioni: X-Files segue le indagini di due agenti dell’FBI, Mulder e Scully (David Duchovny e Gillian Anderson), divenuti leggende del piccolo schermo. La coppia, mentre affronta fenomeni inspiegabili, creature misteriose e complotti governativi, indaga un mondo in cui tutto è possibile.
Tra UFO, leggende metropolitane, alieni e intelligenza artificiale, la realtà di X-Files diventa quindi malleabile, inaspettata e inquietante. Ma anche affascinante e suggestiva, perfetta per accendere l'immaginazione. Segreto dopo segreto, la verità resta quasi sempre nascosta. Più che una serie televisiva, un pezzo di storia della televisione. Se hai sognato con Ai confini della realtà (1959), ti innamorerai degli agenti Mulder e Scully.






































































































