È andata da poco in onda su Rai 1 la fiction in due serate, L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro (2026). Disponibile in boxset su Raiplay, ripercorre i tre mesi che hanno preceduto l’arresto del boss Matteo Messina Denaro, latitante da oltre trent’anni. Come sono arrivati il Colonnello Lucio Arcidiacono (nel copione diventato Gambera) e i suoi uomini a scovare l’ultimo stragista di Cosa Nostra? Qual è stato il prezzo da pagare per una caccia interminabile?
Regia di Michele Soavi, non estraneo al filone del racconto civile televisivo, avendo firmato alcuni capitoli della saga di Ultimo e il film sul magistrato Rocco Chinnici, e sceneggiatura di Pietro Valsecchi, che per anni ha prodotto diverse storie basate sulla cronaca del nostro Paese, soprattutto per quanto concerne la lotta alla mafia, il progetto è frutto di studio, di confronto con i veri artefici della cattura del criminale che si era trasformato in un fantasma, avvenuta il 16 gennaio di tre anni fa.
È una storia di mafia, ma soprattutto dello Stato che la combatte. Un racconto necessario che si trasforma in atto civile, secondo il cast. È un filone percorso dal cinema e dalla serialità quello di mettere in scena la contrapposizione tra uomini delle istituzioni e la malavita organizzata, basata su fatti realmente accaduti. Molti titoli portano spesso la firma di Valsecchi, che del genere ne ha quasi fatto un manifesto, però anche altri autori non sono stati da meno. Ripercorriamo con JustWatch alcuni film e serie tv da recuperare, se avete trovato di vostro gradimento L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro (2026).
L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro (2026)
Quattro episodi, L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro (2026) è una visione necessaria. Diretta da Michele Soavi, la miniserie con Lino Guanciale, oltre a ripercorrere quei novanta giorni prima dell’arresto di Matteo Messina Denaro, con la relativa parte di detection che rende avvincente il racconto, offre uno sguardo su cosa significhi essere un eroe nell’ombra. Credo che il punto di forza del racconto sia il rendere tangibile il peso di una responsabilità così importante, il prezzo da pagare nell’essere un servitore dello Stato, disposto ogni giorno a rischiare la vita per mandare in galera criminali senza scrupoli, che rappresentano una minaccia per la collettività. Invisibili che vogliono rendere visibile l’invisibile, gioco di parole a parte, è una miniserie che prova a farci immedesimare in persone che lavorano senza fare rumore, soprattutto enfatizzando il loro lato umano. Figure realmente esistenti, nonché degli esempi positivi, fondamentali da mettere in scena attraverso un ritmo incalzante, e pur conoscendo l’esito della storia, è in grado di tenerci incollati allo schermo fino alla fine. Anzi, forse proprio perché sappiamo come va a finire, ci interessa sapere chi dovremmo ringraziare ogni giorno.
Il cacciatore (2018)
Liberamente tratto dal libro “Cacciatore di mafiosi” di Alfonso Sabella, Il cacciatore (2018) si focalizza sulle vicende di Saverio Barone, giovane PM, protagonista della “caccia” ai mafiosi dopo le stragi di Capaci e di via D’Amelio. Nel corso della serie seguiamo il nostro eroe, ispirato allo stesso Sabella e straordinariamente interpretato da Francesco Montanari, sulle tracce dei Corleonesi, riuscendo ad arrestare dei ricercati di spicco, da Leoluca Bagarella a Giovanni Brusca. Sottolineo che la qualità delle tre stagioni è sorprendente, considerato che si parla di una fiction per la televisione generalista, che allora stava cominciando a fare dei passi da gigante con l’ambizione di offrire un prodotto dal respiro più internazionale. Gli sforzi hanno ripagato, è stata anche premiata all’estero a Canneséries (era l’unica produzione italiana in concorso). Se cercate una storia avvincente, e soprattutto una delle migliori produzioni italiane per il piccolo schermo di sempre, Il cacciatore (2018) è quello che fa per voi.
Maltese – Il romanzo del Commissario (2017)
Miniserie in quattro episodi da cento minuti ciascuno, segue le indagini di Dario Maltese, un commissario della Narcotici di Roma, una volta rientrato a Trapani, sua città d’origine, incentrate sulla Mafia negli anni Settanta a seguito del brutale assassinio di un collega, ma soprattutto un caro amico di sempre. Diretta da Gianluca Maria Tavarelli e interpretata da Kim Rossi Stuart, Maltese – Il romanzo del Commissario (2017) è un prodotto ben confezionato, che si ispira a quella che fu la gloriosa La Piovra (1984), serie per eccellenza sulla mafia, dal linguaggio moderno, e pur essendo ambientata cinquant’anni fa mette in scena dinamiche terribilmente contemporanee, specialmente per quanto concerne il legame tra malavita e potere.
Il traditore (2018)
Tommaso Buscetta, il primo grande pentito di mafia, è oggetto di uno dei migliori film di Marco Bellocchio. Il traditore (2018), con Pierfrancesco Favino, ripercorre sul grande schermo la biografia del “boss dei due mondi”, che decise di collaborare con la giustizia, sancendo una svolta decisiva alla lotta a Cosa Nostra:grazie alle sue dichiarazioni fu possibile far infatti luce sulla sua struttura interna, sulle sue regole e sul suo funzionamento. Non si può discutere la grande prova di Favino all’interno di una ricostruzione potente, che non santifica un personaggio come Buscetta ma piuttosto ci offre attraverso la sua parabola una pagina cupa della storia del nostro Paese, fatta di vendette e tradimenti, di continuo scorrere di sangue, che a distanza di diciotto anni dallo straordinario film di Marco Tullio Giordana, I cento passi (2000), incentrato su Peppino Impastato, ci ricorda sempre che “la mafia è una montagna di m***a”.
La camera di consiglio (2025)
Presentato alla scorsa Festa del Cinema di Roma, La camera di consiglio (2025) di Fiorella Infascelli è un film sul maxiprocesso. Come suggerito dal titolo, ripercorre la camera di consiglio più lunga della storia, quella del più grande processo penale di sempre. Ambientato nel 1987, otto giurati, quattro donne e quattro uomini, si riuniscono per trentasei giorni in un alloggio bunker, nel cortile del carcere dell’Ucciardone di Palermo. Le vicende umane dei protagonisti, gli unici a non essersi sottratti all’incarico per paura, isolati dal mondo esterno, riusciranno nell’impresa della decisione di condanne e assoluzioni per ben 470 imputati. Un film corale, dall’impianto teatrale, girato in un’unica location, che riflette la clausura e l’enorme responsabilità di un gruppo di persone che ha segnato una pagina di storia nella lotta contro la mafia. In sintesi, è una pellicola che si avvale di grandi interpretazioni, da Sergio Rubini a Massimo Popolizio, che nel riprendere dei cult cinematografici a sfondo giudiziario, come La parola ai giurati (1957) di Sidney Lumet, conferma la propria capacità di raccontare la lotta alla mafia con una prospettiva del tutto inedita.
Ultimo (1998)
Ultimo (1998) con Raoul Bova fu la prima miniserie televisiva della Taodue, l’allora società di Pietro Valsecchi. Ma soprattutto è stato il primo capitolo di una linea editoriale ben precisa, quella di raccontare storie vere di Stato che si oppone alla Mafia sotto forma di romanzo televisivo, con una chiave avvincente. Un film in due puntate ispirate al libro di Maurizio Torrealta, “Ultimo, il Capitano che arrestò Totò Riina”, per ripercorrere la vera storia del capitano dei Carabinieri, stavolta chiamato Roberto Di Stefano, nome in codice Ultimo, che insieme a una piccola squadra e tanta determinazione, è riuscito ad arrestare Totò Riina, boss mafioso, capo dei Corleonesi, dietro alle stragi del ’91-’92. Fu un grande successo, tanto da portare alla realizzazione di altri ben quattro sequel. Si può considerare un antenato de L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro (2026), con cui condivide molto, soprattutto il tono del racconto.
Il capo dei capi (2007)
Diretta da Enzo Monteleone e Alexis Sweet, Il capo dei capi (2007) è tra le migliori fiction mai realizzate su Canale 5. Sei episodi, ben confezionati, che ripercorrono l’ascesa e la caduta di Salvatore “Totò” Riina (Claudio Gioè). Tratto dall’omonimo libro inchiesta di Attilio Bolzoni e Giuseppe D’Avanzo, tra gli sceneggiatori Claudio Fava, figlio del giornalista Giuseppe assassinato dalla mafia nel 1984, la serie non si sottrae dal mettere in scena il boss sanguinario dal punto di vista dei buoni, in particolare dalla figura di Biagio Schirò (Daniele Liotti), un personaggio fittizio, poliziotto nonché amico d’infanzia di Riina. Non sono infatti mancate le polemiche che hanno accusato la serie di “santificare” il capo dei corleonesi. Ma guardandola fino in fondo potrete constatare che accade esattamente il contrario.
L’ultimo padrino (2008)
Simile come struttura a L’invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro (2026), la miniserie racconta la caccia a Bernardo Provenzano, arrestato l’11 aprile 2006 dopo ben 43 anni di latitanza. Diretto da Marco Risi, regista di un film come Fortapàsc (2009) sul giovane giornalista Giancarlo Siani, ucciso a soli 26 anni dalla Camorra, L’ultimo padrino (2008) segue il vicequestore Roberto Sanna (Daniele Pecci) sulle tracce dell’ultimo padrino (Michele Placido), l’uomo che ha preso le redini di Cosa Nostra dopo la cattura di Totò Riina. È la storia, soprattutto, del gruppo Duomo, che riunisce i migliori poliziotti di Palermo, che hanno dedicato giorno e notte per scovare colui che allora era invisibile, sferrando così un altro duro colpo alla mafia. Considerato come una sorta di “sequel” de Il capo dei capi (2007), due puntate che non potranno non appassionare gli spettatori, in particolare se hanno amato la miniserie con Lino Guanciale.
Squadra antimafia – Palermo oggi (2009)
Accolta con entusiasmo dal pubblico, Squadra antimafia – Palermo oggi (2009) racconta lo scontro Stato-Mafia. Composta da otto stagioni, le prime quattro ambientate a Palermo e le successive a Catania, è un grande romanzo che spazia tra l’action e il thriller, privilegiando un punto di vista prettamente femminile. Nato come terzo capitolo di una trilogia composta da Il capo dei capi (2007) e L’ultimo padrino (2008), ha presentato delle innovazioni per l’epoca per quanto concerne il racconto televisivo generalista, come la dicotomia bene e male mai del tutto netta, ma sempre con delle zone grigie presenti in tutti i personaggi. Ha avuto anche una serie spin-off di successo, Rosy Abate – La serie (2017), se cercate un poliziesco “sopra le righe”, che non tralasci una componente sentimentale, è il titolo che dovete recuperare, pur mettendo da parte la ricerca di verosimiglianza.
Paolo Borsellino (2003)
Gianluca Maria Tavarelli ripercorre la storia di Paolo Borsellino, tra i magistrati simbolo per eccellenza della lotta alla mafia. Paolo Borsellino (2003) è una miniserie in due puntate da cento minuti che offre un ritratto del giudice Borsellino, assassinato assieme a cinque agenti della sua scorta il 19 luglio 1992, nella strage di via D’Amelio. Lode all’attore protagonista Giorgio Tirabassi, che restituisce un’interpretazione indimenticabile, non meno intensa di quella, altrettanto toccante, del compianto Ennio Fantastichini nei panni di Giovanni Falcone. Un progetto sostenuto sin dall’inizio dalla famiglia Borsellino, oggi tra i titoli necessari per avvicinarsi a una figura positiva, che continua a incarnare la giustizia e la legalità.
Rocco Chinnici – È così lieve il tuo bacio sulla fronte (2018)
Tratto dal libro di Caterina Chinnici, Rocco Chinnici – È così lieve il tuo bacio sulla fronte (2018) racconta, con lo sguardo della figlia, la vita di Rocco Chinnici, il magistrato palermitano, “padre” del “pool antimafia”, assassinato dalla mafia il 29 luglio 1983. Una parabola professionale di un integerrimo uomo dello Stato, umana di un padre attento e affettuoso, ben interpretata da Sergio Castellitto, diretto da Soavi, il regista de L’invisibile - La cattura di Matteo Messina Denaro (2026). Un film da non perdere se volete avvicinarvi a un altro vero e proprio simbolo della lotta alla mafia, punto di riferimento per molti colleghi e soprattutto un esempio per il mondo della legalità.






































































































