I 10 migliori film di arti marziali di sempre

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Alessandro Zaghi

Alessandro Zaghi

Editor a JustWatch

Diciamolo subito: non tutti i film di questa lista sono film di arti marziali in senso stretto. Ci sono un paio di wuxia cinesi, un film d'animazione, una matrice fantascientifica. Ma il filo conduttore c'è, ed è il combattimento come forma d'arte portata sul grande schermo: coreografie che diventano poesia, pugni e calci rotanti come puro spettacolo, scene d’azione rimaste nella storia del cinema. 

Da quando Bruce Lee ha sfondato a colpi di nunchaku le porte di Hollywood negli anni Settanta, il genere ha attraversato decenni di evoluzione e contaminazioni, mescolandosi con la fantascienza, la commedia, il cinema d'autore. Questa lista raccoglie dieci film imprescindibili per chiunque ami il genere, ma anche per chi vuole capire come il cinema abbia trasformato la violenza in momenti mozzafiato.

I tre dell'Operazione Drago (1973)

Bruce Lee ha realizzato solo quattro film completi prima della sua morte a 32 anni, e ognuno di essi meriterebbe un posto in questa lista. I tre dell'Operazione Drago (titolo originale: Enter the Dragon) è quello che lo ha consacrato come star internazionale, il primo vero blockbuster di arti marziali coprodotto tra Hollywood e Hong Kong. La trama è quasi un pretesto, una specie di James Bond ma con un grande plus, le arti marziali appunto. Lee interpreta un agente segreto che si infiltra in un torneo di arti marziali su un'isola privata per smascherare un criminale. Ma, diciamocelo, nessuno guarda questo film per la storia. Lo si guarda per Bruce Lee, per la sua presenza magnetica, per i suoi movimenti che sembrano sfidare le leggi della fisica, per quella combinazione unica di potenza e grazia che nessuno è mai riuscito a replicare. La scena nella sala degli specchi è entrata nell'immaginario collettivo, i combattimenti sono ancora oggi studiati nelle scuole di cinema, e il carisma di Lee buca lo schermo in ogni inquadratura. Il film è uscito sei giorni dopo la sua morte, e quello che poteva essere l'inizio di una carriera leggendaria è diventato invece un epitaffio, conservato ancora oggi nella National Film Registry della Library of Congress. Perfetto per chiunque, senza eccezioni: questo è il film che ha inventato il genere così come lo conosciamo.

La 36ª camera dello Shaolin (1978)

Questo è il film di addestramento per eccellenza, quello che ha definito il modello narrativo del genere e che continua a influenzare registi di tutto il mondo, da Tarantino fino a una fortunata saga d'animazione targata DreamWorks (ci arriviamo, tranquilli!). Gordon Liu interpreta San Te, un giovane che dopo aver visto la sua famiglia sterminata dai Manchu si rifugia nel tempio Shaolin per imparare a combattere. La 36ª camera dello Shaolin dedica quasi un'ora intera all'addestramento nelle trentacinque camere del tempio, ognuna dedicata a un aspetto diverso del kung fu, con un fascino sempre crescente: ogni prova che San Te supera è una lezione non solo di combattimento ma di vita, di pazienza, di umiltà. La regia di Lau Kar-leung è pulita ed elegante, le coreografie sono tra le più belle mai realizzate, e Gordon Liu dimostra perché è considerato uno dei più grandi artisti marziali della storia del cinema. Il finale è forse un po' affrettato rispetto al resto, ma poco importa, in questo caso davvero “il viaggio conta più della destinazione”, mai frase fu più appropriata. Considerato da molti il più grande film di kung fu mai realizzato, è perfetto per chi vuole capire le origini del genere e per chi cerca un film che sia insieme spettacolo e filosofia orientale. 

Drunken Master (1978)

Prima di Drunken Master, i film di kung fu erano cose serie, forse anche troppo: eroi senza macchia, vendette sanguinose, onore e morte. Poi è arrivato Jackie Chan, ventiquattro anni, e ha deciso che, tra un calcio volante e l’altro, si poteva anche ridere. Drunken Master racconta la storia di Wong Fei-hung, un giovane scapestrato che viene affidato dal padre esasperato a un maestro dalla reputazione terribile, un vecchio ubriacone capace di trasformare l'alcol in arma letale. L'idea geniale è questa: lo stile dell'ubriaco, con i suoi movimenti sbilenchi e imprevedibili, diventa sia una tecnica di combattimento micidiale sia una fonte inesauribile di gag. Jackie Chan, che già qui dimostra capacità fisiche sovrumane, si butta in ogni scena senza controfigure, prende botte vere, cade male, si rialza. Il regista Yuen Woo-ping, che vent'anni dopo coreograferà anche Matrix (1999) e Kill Bill (2003), firma combattimenti che mescolano virtuosismo e slapstick in un modo che nessuno aveva mai tentato prima. Il film ha praticamente inventato un genere, il kung fu comedy, e ha lanciato Jackie Chan verso la leggenda. Perfetto per chi vuole scoprire le origini di uno stile che ha influenzato tutto il cinema d'azione successivo, e per chi cerca un film di arti marziali capace anche di ridere di sé stesso.

Matrix (1999)

Matrix non è propriamente un film di arti marziali, ma le arti marziali sono così centrali nella sua costruzione che escluderlo sarebbe davvero un peccato. Le Wachowski hanno portato lo stile del cinema di Hong Kong nel mainstream hollywoodiano, assumendo come coreografo proprio Yuen Woo-ping (menzionato nella precedente recensione), leggenda del genere che aveva lavorato con Jackie Chan e Jet Li. Il risultato è un film che ha cambiato per sempre il modo in cui Hollywood filma i combattimenti: il bullet time, le coreografie impossibili, l'idea che chiunque possa diventare un maestro di kung fu scaricando le conoscenze direttamente nel cervello. Keanu Reeves si è sottoposto a mesi di addestramento per interpretare Neo, e si vede, i suoi movimenti hanno una fluidità che molti attori d'azione più esperti non raggiungono mai. La scena del dojo con Morpheus, quella del salvataggio di Morpheus nel finale, il combattimento con l'Agente Smith nella metropolitana, sono tutte sequenze che hanno influenzato vent'anni di cinema d'azione. Il film funziona anche come riflessione filosofica sulla realtà e sul libero arbitrio, ma ammettiamolo, senza le scene di combattimento questo film probabilmente non sarebbe stato lo stesso (immaginatelo senza la scena in cui Neo schiva i proiettili). Consigliato a chi vuole vedere cosa succede quando il kung fu incontra la fantascienza, e per chiunque ami il cinema che osa reinventare le regole.

La tigre e il dragone (2000)

Ang Lee ha fatto qualcosa che sembrava impossibile: ha preso il wuxia, un genere considerato di nicchia in Occidente, e lo ha trasformato in un fenomeno globale. La tigre e il dragone è stato il primo film in lingua straniera a superare i 100 milioni di dollari al botteghino americano, ha vinto quattro Oscar incluso miglior film straniero, e ha aperto la strada a una nuova generazione di film di arti marziali d'autore. La storia è un intrigo di amori impossibili e vendette antiche nella Cina imperiale, con Chow Yun-fat e Michelle Yeoh nei ruoli principali e Zhang Ziyi come rivelazione assoluta. Le sequenze di combattimento, coreografate (manco a dirlo) da Yuen Woo-ping, sono poesia in movimento: i personaggi volano sui tetti, corrono sugli alberi, combattono sospesi nel vuoto con una grazia che trasforma la violenza in una danza. Il film è anche una meditazione sulla rinuncia, sul dovere, sulla differenza tra ciò che vogliamo e ciò che possiamo avere, sublimato nell’ambiguità e simbolismo del finale. Un film elegante, ad oggi uno dei massimi esempi del lavoro del regista de I segreti di Brokeback Mountain (2005) e Vita di Pi (2012), consigliato soprattutto a chi cerca un film di arti marziali che sia anche grande cinema d'autore.

Hero (2002)

Se La tigre e il dragone ha aperto le porte del wuxia al pubblico occidentale, Hero le ha spalancate definitivamente. Zhang Yimou, già maestro del cinema d'autore cinese con capolavori come Lanterne rosse (1991), si cimenta con il genere marziale e crea qualcosa di visivamente senza precedenti. Il film racconta la storia di un guerriero senza nome, interpretato da Jet Li, che si presenta al cospetto del Re di Qin sostenendo di aver ucciso i tre assassini più temuti del regno. Ma la verità è più complessa, e il film la svela attraverso versioni multiple della stessa storia, ognuna dominata da un colore diverso: rosso per la passione e la gelosia, blu per la ragione, bianco per la verità. La fotografia di Christopher Doyle è semplicemente mozzafiato, ogni inquadratura sembra un dipinto, e le sequenze di combattimento tra Jet Li e Donnie Yen, o quella tra Maggie Cheung e Zhang Ziyi tra le foglie dorate, sono tra le più belle mai girate nel cinema di quegli anni, tanto che il film fu candidato all'Oscar come miglior film straniero. Questo titolo è una vera opera d’arte, perfetto per chi cerca un'esperienza visiva totale e per chi vuole vedere il wuxia portato al suo picco estetico. Ottimo anche per i neofiti del cinema asiatico, dura solo 1 ora e 40 minuti. 

Kill Bill: Volume 2 (2004)

Tarantino divide Kill Bill in due parti molto diverse tra loro: se il primo volume è un bagno di sangue esageratissimo che omaggia il cinema giapponese, il Vol 2 rallenta, diventa più meditativo, e si concentra sull'addestramento della Sposa alla corte del leggendario Pai Mei. È in questa seconda parte che il film trova propriamente il suo cuore wuxia. Gordon Liu, icona del cinema kung fu degli anni Settanta, interpreta Pai Mei con un gusto evidente, regalando uno dei personaggi più memorabili della filmografia di Tarantino: un maestro crudele, misogino, razzista, eppure capace di trasmettere alla sua allieva la tecnica che le salverà la vita. La sequenza dell'addestramento è un omaggio diretto al già citato La 36ª camera dello Shaolin, e funziona sia come tributo al genere sia come momento fondamentale per la crescita del personaggio. Uma Thurman porta sulle spalle l'intero film con una fisicità impressionante, e il confronto finale con Bill, tutto parole e sguardi prima dell'esplosione fatale, è uno dei finali più eleganti del cinema d'azione. Perfetto per chi ama Tarantino e vuole scoprire le sue radici cinefile, e per chi cerca un film di arti marziali dal sapore più hollywoodiano.

Kung Fu Panda (2008)

Un film d'animazione in una lista di arti marziali potrebbe sembrare una scelta provocatoria (e un po’ lo è) ma Kung Fu Panda merita il suo posto per almeno due ragioni: la prima è che le sequenze di combattimento sono coreografate con una cura maniacale, ispirate direttamente ai classici di casa Shaw Brothers e in particolare a La 36ª camera dello Shaolin; la seconda è che il film riesce a trasmettere i valori fondamentali delle arti marziali, disciplina, umiltà, perseveranza, con una leggerezza che non ne tradisce mai la profondità. Po è un panda sovrappeso che sogna di diventare un maestro di kung fu, e la sua storia di trasformazione segue l'arco classico del genere con rispetto, seppur traslandolo sul piano dell’animazione. Jack Black doppia il protagonista con energia contagiosa, Dustin Hoffman è perfetto come Maestro Shifu, e con questo film la Dreamworks tornò a dimostrare di poter competere con la Pixar dopo qualche passo falso che aveva contraddistinto gli anni precedenti. Un titolo divertente, adatto a tutta la famiglia, tra sequenze spettacolari e scene cult super divertenti come l’addestramento con gli gnocchi. Perfetto per chi vuole introdurre i più piccoli al genere, ma anche per gli appassionati che sapranno cogliere i numerosi omaggi ai film che hanno fatto la storia del kung fu.

Ip Man (2008)

Donnie Yen aveva già una lunga carriera alle spalle quando ha interpretato Ip Man, il leggendario maestro di Wing Chun che fu mentore di Bruce Lee, ma è con questo film del 2008 che è diventato una star internazionale. Ip Man racconta la vita del maestro durante l'occupazione giapponese della Cina negli anni Trenta e Quaranta, e mescola biografia (seppur romanzata), dramma storico e alcune delle migliori sequenze di combattimento degli ultimi vent'anni. Sammo Hung firma le coreografie, e la scelta di concentrarsi sul Wing Chun, uno stile che privilegia i colpi ravvicinati e i movimenti minimali, dà ai combattimenti una brutalità e un'efficienza che li distingue da qualsiasi altro film del genere. La scena in cui Ip Man affronta dieci karateka giapponesi contemporaneamente è entrata nella storia del cinema d'azione, con Donnie Yen che riesce a trasmettere la rabbia trattenuta del suo personaggio attraverso una sequenza cruda ma estremamente espressiva. Il film ha generato tre sequel ufficiali, tutti dignitosi, ma il primo resta senza dubbio il migliore. Perfetto per chi cerca un film di arti marziali che sia anche un dramma storico, e per chi vuole scoprire un attore simbolo del genere come Donnie Yen.

The Raid: Redenzione (2011)

Un regista gallese, un cast indonesiano, e alcune delle sequenze di combattimento più brutali mai realizzate: The Raid è il film che ha ridefinito il genere negli anni Duemila. La premessa è semplicissima, una squadra SWAT deve farsi strada attraverso un palazzo di trenta piani controllato da un signore della droga, e ogni piano è pieno di criminali pronti a uccidere. Da lì in poi è un'escalation di violenza, ma coreografata con una precisione che toglie il fiato. Iko Uwais, che interpreta il protagonista Rama, è un praticante di Pencak Silat, l'arte marziale indonesiana, e il film sfrutta al massimo le caratteristiche di questo stile: colpi devastanti, leve articolari, uso di coltelli e oggetti improvvisati. Gareth Evans filma tutto con una chiarezza quasi geometrica che segue nel dettaglio ogni movimento portato in scena, tanto che la sensazione di “essere dentro” il combattimento coinvolge anche chi lo guarda dal divano di casa. Il film non ha pretese intellettuali, la trama è minima, i personaggi sono abbozzati, ma qui la protagonista è l’adrenalina pura, tanto che questo titolo diventa più un'esperienza fisica che cinematografica. Consigliato a chi dal genere si aspetta botte a volontà e emozioni forti, anche a chi preferisce una visione più “occidentalizzata” e meno filosofica. Il sequel, The Raid 2 (2014), espande la storia ma perde un po' della purezza del primo.

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Filtri
  1. I 3 dell'Operazione Drago

    # 1

    Lee, membro del Tempio Shaolin e maestro nelle arti marziali, viene reclutato da un agente della polizia inglese per indagare sui presunti traffici illeciti (di uomini e droga) di un certo Mr. Han. Mr. Han e' un uomo molto ricco, ex membro del Tempio Shaolin, ora corrotto e reietto; questi, ogni tre anni, organizza sulla propria isola un torneo di arti marziali, cui Lee partecipera' sotto copertura per indagare sui traffici dell'uomo, e per vendicare la morte della sorella, assassinata tempo addietro da una guardia dello stesso Han, O'Hara. Partecipano al torneo altri due contendenti americani, John Roper e Kelly Williams, due ex commilitoni che hanno combattuto assieme in Vietnam. Il primo e' in fuga per aver contratto debiti di gioco con la mafia; il secondo e' vittima di un episodio di razzismo, perpetrato ai suoi danni da un poliziotto.
  2. 36ª camera dello Shaolin

    # 2

    Il giovane studente Yu Te (Gordon Liu) aiuta il suo maestro a recapitare messaggi della resistenza contro gli oppressori tartari attraverso il negozio di pesce di suo padre. Scoperto il trucco, i messaggi venivano inseriti nei pesci, i funzionari del governo distruggono la scuola ed il negozio uccidendo il padre di Yu Te il maestro ed i suoi compagni di scuola.
  3. Drunken Master

    Drunken Master

    1978

    # 3

    Un indisciplinato giovane studente di kung fu ne combina di tutti i colori finchè il padre esasperato lo manda dal terribile maestro Suashy. Il vecchio, rivelatosi un allegro ubriacone, dopo un durissimo allenamento insegna al ragazzo il suo stile segreto di combattimento, mix di arti marziali e alcolismo. Il giovane avrà in seguito la possibilità di redimersi agli occhi del padre.
  4. Matrix

    Matrix

    1999

    # 4

    Seguendo un tatuaggio sulla spalla di una ragazza, l'hacker Neo scopre che la cosiddetta "realtà" è solo un impulso elettrico fornito al cervello degli umani da un'intelligenza artificiale. Per sopravvivere alla catastrofe l'umanità ha infatti avuto bisogno delle macchine, ma queste hanno vinto e necessitano degli uomini come fonte di energia. L'illusione in cui li fanno vivere è quindi finalizzata a "coltivarli" meglio. Nessuno è a conoscenza del tempo che è passato da quando il neurosimulatore ha assegnato una data fittizia al tempo. Solo Neo, con l'aiuto del pirata informatico Morpheus e della bella Trinity, può tentare di scoprire la verità, ma non sarà un'impresa facile.
  5. La tigre e il dragone

    # 5

    Li Mu Bai è un grande maestro conosciuto in tutta la Cina per le sue doti di guerriero e per la sua saggezza. Quando Perň decide di abbandonare la via della spada a favore di quella dell'amore, donando la sua arma "Il Destino Verde" ad un suo vecchio amico, questa viene rubata da un ladro misterioso che lo costringerà a tornare sul vecchio sentiero, affrontando il suo più antico nemico: Volpe di Giada.
    La tigre e il dragone non è disponibile per lo streaming.
    Avvisami quando lo puoi guardare

  6. Hero

    Hero

    2002

    # 6

    2200 A.C. Tre imbattibili killer hanno già tentato di uccidere il Re del regno di Qin. Un guerriero senza nome li sconfiggerà tutti e tre per poi recarsi a reclamare il suo premio dal Re di Qin.
  7. Kill Bill: Volume 2

    Kill Bill: Volume 2

    2004

    # 7

    Dopo aver mandato al creatore i prime due tra i presenti sulla sua lista nera - O-Ren Ishii e Vernita Green - la Sposa continua il suo viaggio, durante il quale è intenzionata a rintracciare e far fuori le "future vittime": Budd, che si è ritirato dall'attività e vive isolato in Texas; Elle, che la vuole morta per tenersi il suo Bill; e naturalmente quest'ultimo. La questione tuttavia si complica quando la vendicatrice con la tutina gialla scopre che la figlia creduta morta in realtà è ancora viva...
  8. Kung Fu Panda

    Kung Fu Panda

    2008

    # 8

    Po è un giovane panda il cui padre (un'oca cignoode) gestisce un piccolo ristorante la cui specialità sono i noodles cucinati secondo una ricetta segreta. Po fa il cameriere ma intanto sogna di poter essere un eroe del kung fu. Finché un giorno, in seguito a una predizione che lo vedrebbe come l'eletto Guerriero Dragone, viene associato alla scuola del Maestro Shifu. Ha così modo di incontrare i suoi idoli. Sono i Cinque cicloni: Tigre, Gru, Mantide, Vipera e Scimmia i quali non sono particolarmente felici di vederlo nelle vicinanze. Le speranze di farne un vero guerriero si affievoliscono progressivamente e il giorno in cui Tai Lung, il vendicativo e fortissimo leopardo delle nevi, si libera dalla prigionia e parte alla ricerca di Shifu e del Guerriero le cose sembrano mettersi male. I Cinque sono pronti a sacrificarsi ma Po riserverà loro delle sorprese.
  9. Ip Man

    Ip Man

    2008

    # 9

    Storia di Ip Man, leggendario gran maestro del Kung-Fu che, tra le altre cose, insegnò il Wing Chun anche all'icona Bruce Lee.
  10. The Raid - Redenzione

    # 10

    Giacarta, Indonesia. Un palazzo inespugnabile per la polizia è un vero e proprio covo dove si nascondono ladri, assassini o stupratori. Una squadra di Swat deve irrompere nell'edificio per arrestarne il proprietario, Tama, noto e potente signore della droga.