Il 2025 è stato un anno saturo di uscite in streaming e al cinema. Troppa roba, troppo in fretta, e orientarsi tra le nuove proposte è diventato quasi un lavoro a tempo pieno. Tra i titoli più pubblicizzati, però, talvolta si nascondono gemme che per un motivo o per l'altro non hanno ricevuto l'attenzione che meritavano.
Questa lista raccoglie dieci produzioni (tra serie TV e film) che vale la pena recuperare. Si spazia dal dramma familiare italiano alla fantascienza argentina, dal meta-cinema giapponese alla black comedy danese, passando per animazioni satiriche e dramedy coraggiosi. Titoli che offrono qualcosa di diverso rispetto al mainstream, perfetti per chi cerca contenuti freschi e fuori dai soliti schemi.
Overcompensating
Benito Skinner, star di TikTok e Instagram da milioni di follower, debutta in televisione con una serie scritta, prodotta e interpretata da lui stesso. Overcompensating racconta la storia di Benny, ex quarterback e re del ballo scolastico, e le sue difficoltà a relazionarsi con la proprio omosessualità, tenuta segreta da tutta la vita. Prodotta da A24 insieme ad Amazon MGM Studios, con Jonah Hill tra i produttori esecutivi, questo titolo è una versione queer e iperbolica delle classiche college comedy americane, divisa tra momenti di pura comicità e riflessioni invece più intime, seppur toccate con tonalità leggere e accessibili. La serie, inoltre, ha tocchi autobiografici, dato Skinner ha lavorato alla sceneggiatura per quattro anni, attingendo dalla propria esperienza a Georgetown, dove non fece coming out fino all'ultimo anno. Il risultato è una comedy sfacciata che mescola umorismo fisico e satira sull'ipermascolinità dei college USA, con Charli XCX come produttrice esecutiva musicale. Il cast include Adam DiMarco di The White Lotus (2021), Rish Shah di Ms. Marvel (2022), e una serie di cameo importanti che spaziano da Kyle MacLachlan a Connie Britton, passando per Lukas Gage e Megan Fox (strepitosa in versione “poster”). La serie, già confermata per la seconda stagione, è perfetta a chi cerca una comicità leggera, volutamente sopra le righe ma capace di raccontare qualcosa di diverso dalla sitcom tradizionale. Consigliata soprattutto a chi ha amato The Sex Lives of College Girls (2021) e cerca un titolo che vada in quella direzione.
The Last Viking (In attesa di distribuzione italiana)
Anders Thomas Jensen, maestro danese nel mescolare dramma e umorismo feroce, torna con una black comedy che ha come protagonisti Nikolaj Lie Kaas e Mads Mikkelsen. Il primo interpreta Anker, un rapinatore che dopo 15 anni di carcere scopre che il fratello Manfred, a cui aveva affidato il bottino, ha sviluppato un disturbo dissociativo e non ricorda più dove ha nascosto i soldi (anzi, si crede John Lennon!). Presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia 2025, The Last Viking è una gemma nordica, perfetto per chi ama il cinema nordeuropea e ha già familiarità con i lavori di Jensen: se avete visto Riders of Justice (2020) o Le mele di Adamo (2005) sapete cosa aspettarvi. Cinema scandinavo in purezza, che non teme di essere grottesco e crudele pur mantenendo un cuore comico ben evidente.
Dying for Sex
Tra i titoli più coraggiosi dell'anno, Dying for Sex è una miniserie in otto episodi con Michelle Williams e Jenny Slate, tratta dall'omonimo podcast. Racconta la storia di Molly Kochan, una donna a cui viene diagnosticato un cancro al seno metastatico in stadio terminale: invece di arrendersi, decide di divorziare dal marito e vivere il tempo che le resta esplorando la propria sessualità, con l'aiuto della migliore amica Nikki. Creata da Kim Rosenstock ed Elizabeth Meriwether (la mente dietro New Girl, 2011), la serie è un dramedy esplicito e profondamente commovente, in cui i due registri si accompagnano con eleganza, episodio dopo episodio. Williams (divina) porta sullo schermo una performance che le è valsa una nomination agli Emmy, mentre Jenny Slate offre la sua prova migliore di sempre, passando dalla comicità alla vulnerabilità con una naturalezza disarmante. Una serie che merita decisamente di essere recuperata, basti sapere delle nove nomination agli Emmy 2025. Una serie intima, delicata, che alterna black humor ad autoritratti emotivi decisamente toccanti, un po’ alla Fleabag (2016).
Storia della mia famiglia
Una delle sorprese italiane dell'anno. Storia della mia famiglia è una serie in sei episodi diretta da Claudio Cupellini che racconta la storia di Fausto, un padre malato terminale che cerca di preparare la sua famiglia ad affrontare la vita senza di lui. Il cast è tra i migliori che la serialità italiana possa offrire oggi. Eduardo Scarpetta (pronipote di Eduardo De Filippo, già visto in L'amica geniale e La legge di Lidia Poët) interpreta il protagonista, con una prova fisica tra le migliori della sua carriera, riuscendo a restituire sia il dramma della malattia che la grinta di chi la sta affrontando. E poi Vanessa Scalera, l'Imma Tataranni di Sostituito Procuratore (2019), è la madre Lucia, mentre Massimiliano Caiazzo di Mare Fuori (2020), il fratello minore dipendente dalla cocaina e in eterna ricerca di un'identità fuori dall'ombra del fratello maggiore (probabilmente il personaggio più complesso della serie). A completare il super cast Cristiana Dell'Anna e Antonio Gargiulo. È una serie corale, ma che nonostante la complessità del tema riesce ad essere ariosa e dar voce ad ogni personaggio, volto diverso della stessa storia. La caratteristica più interessante di questo titolo, infatti, è di come riesca a collocarsi su un piano nettamente diverso dal classico melodramma famigliare (si salvi chi può!), per una delle serie italiane tra le più sottovalutate del 2025. Da recuperare assolutamente.
Oslo Stories Trilogy
Attenzione a non confonderla con l'altra trilogia di Oslo, quella di Joachim Trier (Reprise, Oslo, 31 agosto, La persona peggiore del mondo). Questa è firmata da Dag Johan Haugerud, romanziere e bibliotecario sessantenne diventato regista, che nel giro di dodici mesi ha sfornato tre film capaci di rivoluzionare il modo in cui il cinema parla di sessualità. La trilogia si compone di Sex, Love e Dreams, quest'ultimo vincitore dell'Orso d'Oro alla Berlinale 2025 (dalla giuria presieduta da Todd Haynes, che lo ha definito "uno dei pochi film su cui tutti eravamo d'accordo").
Non troverete scene esplicite, ma dialoghi che scavano nell'identità fluida con una franchezza disarmante. In Sex due spazzacamini sposati con donne si ritrovano a mettere in discussione la propria sessualità: uno ha un incontro con un uomo senza viverlo né come tradimento né come risveglio omosessuale; l'altro inizia a sognare di essere visto come donna e non sa più cosa pensare di sé. In Love una dottoressa pragmatica e un infermiere gay si confrontano sulle rispettive vite sentimentali: lui cerca incontri casuali sul traghetto notturno, lei si chiede se la promiscuità possa funzionare anche per una donna etero. In Dreams una diciassettenne si innamora della sua insegnante di francese e trasforma l'esperienza in un memoir che sconvolge madre e nonna.
Haugerud ha dichiarato di essersi ispirato alla trilogia dei colori di Kieślowski: tre film che affrontano gli stessi temi da prospettive diverse, diversi nell'aspetto ma parte della stessa conversazione. Ogni film dura circa 90-110 minuti, perfetti per una maratona di cinema puro, totalmente spiazzante.
The Eternaut
L'adattamento del leggendario fumetto argentino di Héctor Germán Oesterheld e Francisco Solano López è finalmente arrivato in formato serie, e ne è decisamente valsa l'attesa. L’Eternauta, diretto da Bruno Stagnaro, racconta di Juan Salvo, un uomo comune coinvolto in una situazione straordinaria quando una misteriosa nevicata mortale uccide chiunque si esponga all'esterno. Ambientata a Buenos Aires, la serie è pura fantascienza ma in chiave latinoamericana, arricchita quindi di un forte sottotesto politico. Il fumetto originale del 1957 era un'allegoria sulla resistenza, e non a caso Oesterheld fu fatto desaparecido dalla dittatura argentina nel 1977. La produzione Netflix è riuscita a cogliere e mantenere questa tensione narrativa, in bilico tra survival drama apocalittico e il film politico, costruendo una scala narrativa episodio dopo episodio che amplia sempre di più lo sguardo dello spettatore, per un effetto scenografico che racconta tanto quanto la trama. Seppur tra i più visti su Netflix, questa serie potrebbe esservi sfuggita, e se avete amato serie come The Last of Us (2023), ma dalla fantascienza cercate anche un tocco politico e di critica sociale, questo è il titolo che fa per voi.
Cassandra
Una miniserie tedesca di genere sci-fi/thriller che parte da una premessa inquietante: una famiglia si trasferisce in una casa dotata di un sistema domotico degli anni '70 chiamato Cassandra. Un’intelligenza artificiale vintage, rimasta inattiva per decenni dopo la morte dei precedenti proprietari, ma che improvvisamente si riattiva e inizia a considerarsi un membro della famiglia. Le conseguenze sono prevedibilmente disturbanti. Diretta da Benjamin Gutsche e con Lavinia Wilson protagonista, Cassandra è un gioiellino passato quasi totalmente inosservato, un racconto retrò-futurista che che utilizza un tempo indefinibile per parlare al nostro, tra terrore AI e le domande sui limiti dell’etica tecnologica. Sei episodi brevi e tesi, perfetti per una serata singola. Consigliata a chi ha amato Black Mirror (2010) o Ex Machina (2015) ma cerca qualcosa di più intimo e claustrofobico.
Broken Rage
Takeshi Kitano a 78 anni non ha perso la voglia di sperimentare, e con Broken Rage lo ha dimostrato ancora una volta. Distribuito in Italia a febbraio 2025, è un film di soli 66 minuti diviso in due parti: la prima è un classico noir yakuza con Kitano nei panni di Nezumi, un sicario braccato tra polizia e criminalità organizzata; la seconda ripete la stessa storia scena per scena, ma in chiave parodistica, trasformando ogni momento drammatico in gag slapstick. Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2024 (primo film giapponese prodotto per lo streaming a essere selezionato dal prestigioso festival), Broken Rage è un esercizio di meta-cinema che ricorda la follia dell’esperimento di Takeshis' (2005) ma eseguito con maggiore precisione. Kitano stesso lo descrive come un tentativo di trovare "la commedia dentro un film violento". Un dettaglio curioso: il regista ha ammesso di non ricordare quasi nulla della premiere veneziana perché si era procurato una commozione cerebrale sbattendo la testa su un motoscafo poco prima dell'evento. Un film super consigliato a chi ama i thriller con forti dosi di black humor ma, attenzione, non è per tutti: richiede familiarità con le opere precedenti del regista per apprezzarne appieno l'autoironia. Tuttavia, per chi conosce e ama il cinema di Beat Takeshi, è una gemma da recuperare assolutamente. Brevissimo e perfetto per una visione a tarda notte.
#1 Happy Family USA
Ramy Youssef, dopo il successo della serie Ramy (che nel 2020 gli valse un Golden Globe), torna con una sitcom animata per adulti che racconta la sua adolescenza in modo ancora più caustico. #1 Happy Family USA, creata insieme a Pam Brady (co-autrice di South Park), segue la famiglia Hussein, musulmani egiziano-americani del New Jersey, mentre navigano l'America post-11 settembre tra xenofobia, paranoia e l'esplosione delle boy band. È satira tagliente e autobiografica che riesce a mescolare registri diversissimi (humor super dark e momenti di tenerezza inaudita) nel raccontare il coming-of-age di un giovane musulmano negli USA dei primi anni 2000. Un cast vocale d’eccezione – Alia Shawkat, Kieran Culkin e Timothy Olyphant – e lo stile visivo che sono le ciliegine sulla torta di questa serie, di cui i disegni sono stati realizzati basandosi sull’estetica dei cartoni animati degli anni in cui è ambientata, vero colpo di genio. Una ventata d'aria fresca nel panorama delle sitcom animate per adulti, perfetta per chi ha amato Ramy e cerca la versione animata e ancora più graffiante.
Platonic – Stagione 2
Platonic è tornata nell'agosto 2025 con una seconda stagione che conferma il suo status di comedy eccezionale, ma incredibilmente sottovalutata. Rose Byrne e Seth Rogen interpretano Sylvia e Will, due migliori amici che si erano persi di vista e che ora devono affrontare nuove sfide della mezza età: lavoro, matrimoni e partner in crisi. La serie, creata da Nicholas Stoller e Francesca Delbanco, era stata originariamente concepita come antologia, con stagioni diverse e cast diversi ogni volta, nello stile di Modern Love (2019) per intenderci. Ma la chimica tra Byrne e Rogen era perfetta, per cui tanti saluti al progetto originale, totalmente ribaltato in corso d’opera. Ciò nonostante il risultato è sorprendente. L'umorismo è sottile, i dialoghi brillanti, e nel frattempo la serie è già stata rinnovata per una terza stagione (conviene affrettarsi a recuperare le prime due!). Visione obbligata per chi cerca una comedy che parli di relazioni adulte senza scadere nel romanticismo forzato.







































































































