“Off Campus” è davvero così simile a “Heated Rivalry”? 5 differenze tra le due serie

“Off Campus” è davvero così simile a “Heated Rivalry”? 5 differenze tra le due serie

Gabriella Giliberti
Gabriella Giliberti

Pubblicato il 14 giugno 2026

Aggiornato il 14 giugno 2026

Due serie sull'hockey, due saghe letterarie amatissime, due successi arrivati a pochi mesi di distanza e divenuti fenomeni globali: stiamo parlando di Heated Rivalry (2025-in corso) arrivata su HBO Max a febbraio, già serie più vista di sempre su Crave e accolta da una critica quasi unanime, e Off Campus (2026-in corso) rilasciata su Prime Video a maggio, terzo miglior debutto nella storia della piattaforma e rinnovata ancora prima di uscire. 

Diciamocelo pure, il paragone era inevitabile, e infatti entrambe le serie TV, oltre a circolare ovunque, spesso vengono messe a confronto. Ma possiamo essere del tutto franchi con voi, lettori di JustWatch? Questo è un paragone pigro, costruito sulla superficie: ghiaccio, muscoli, tensione erotica. Le due serie arrivano dalla stessa onda lunga dello sport romance editoriale, quella che da anni domina classifiche e BookTok, eppure raccontano storie profondamente diverse, con ambizioni e strumenti differenti. Vediamo insieme le cinque grandi differenze che mettono Off Campus e Heated Rivalry su piani distinti. 

Due tropes, due motori narrativi

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La prima differenza è anche la più tecnica, ma è quella da cui discendono tutte le altre, nonché quella su cui le grandi lettrici di romance potrebbero farvi la pelle se sbagliate dicitura: il trope! 

Off Campus, che adatta il primo libro della serie di Elle Kennedy, The Deal, è un fake dating: Hannah e Garrett stringono un patto, lei lo aiuta a superare l'esame di filosofia, lui finge di frequentarla per attirare l'attenzione del ragazzo che le piace. 

Heated Rivalry, tratto dal secondo romanzo della saga di Rachel Reid, è un rivals to lovers: Shane Hollander e Ilya Rozanov sono i due migliori giocatori della loro generazione, costruiti dai media come nemici giurati, che si desiderano. E di partita in partita, da incontro clandestino all’altro, finiscono per innamorarsi. 

Per essere più specifici e farvi capire meglio se masticate poco questo linguaggio: nel fake dating l'ostacolo è una bugia condivisa, destinata per contratto a sciogliersi; nel rivals to lovers l'ostacolo è l'identità stessa dei protagonisti, ciò che sono pubblicamente e ciò che devono continuare a essere. 

La queerness come fondamenta

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Qui, neanche a dirlo, sta il cuore della distanza tra le due serie. In Heated Rivalry la relazione tra Shane e Ilya è clandestina perché “deve” esserlo: due atleti professionisti in uno degli ambienti più machisti dello sport mondiale, dove un coming out può ancora costare una carriera intera e tanti cari saluti agli anni, anni e anni di sacrifici. Il segreto non è un espediente romantico, è la posta in gioco, e ogni scena d'intimità porta su di sé il peso di ciò che i due rischiano. Oltre al doversi confrontare costantemente con la propria identità, il senso di ingiustizia e anche il bisogno di poter evadere finalmente dalla gabbia sociale attorno a loro costruita. Questo lo si vede benissimo anche nel personaggio di Scott che, infatti, diventa il motivo per cui Shane e Ilya riescono a essere prima di tutto più onesti con sé stessi e l’uno con l’altro.  

In Off Campus la storia tra Hannah e Garrett è etero e gli ostacoli sono tutti interni ai personaggi: ferite, insicurezze, passati ingombranti. Il mondo intorno a loro non ha nulla contro il loro amore; e già solo scriverlo, leggerlo ad alta voce, dovrebbe farvi capire quanto una serie sia nettamente più socialmente pesante/impattante dell’altra. Non intendiamo dire che questo non rende in generale una serie automaticamente superiore all'altra, ma cambia radicalmente ciò che le due storie hanno da dire: una racconta un sentimento che deve nascondersi per sopravvivere, l'altra un sentimento che deve solo trovare il coraggio di dichiararsi.

La decostruzione della mascolinità

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Entrambe le serie decostruiscono la stessa figura: l'uomo dell'hockey, aggressivo, performante, allergico alla vulnerabilità. Ma lo fanno con profondità diverse. 

Heated Rivalry smonta il machismo dall'interno, usando il desiderio come chiave di volta: è proprio l'attrazione tra i due rivali a rivelare quanto quella corazza sia una costruzione, una recita imposta dal sistema sportivo e mediatico. Ilya, arrogante e spigoloso davanti alle telecamere, esiste pienamente solo nelle stanze d'albergo in cui può smettere di recitare un ruolo ed essere finalmente se stesso. Infatti, è quello che emotivamente si concede di più a Shane che, comunque, recita un ruolo simile, usando però la figura dell’atleta impassibile, distaccato e dedito unicamente allo sport, ma che finisce per mentire anche a sé stesso.

 Off Campus accenna un discorso simile attraverso Garrett, il suo rapporto con un padre leggenda del ghiaccio e l'ombra lunga che questo proietta sulla sua idea di forza, per quanto poi sia comunque un tipo di uomo – come i suoi stessi compagni di squadra Logan e Dean – empatico, con le sue fragilità e insicurezze che malcela senza troppo impegno. Al di là dell’ombra del padre, anche l’ambiente dell’hockey è molto più safe rispetto a quello di Heated Rivalry. A fare la differenza è sicuramente l’ambientazione del campus universitario che, quindi, tutela ancora i suoi atleti, però possiamo dire con una certa confidenza che questo tipo di “caratterizzazione dell’uomo sensibile” è più funzionale alla linea romance più senza la pretesa di essere oggetto d'indagine. 

Il peso dei traumi

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Un altro elemento apparentemente in comune è il trauma, o comunque tematiche dolorose, ma che vengono affrontate con un registro opposto.

Off Campus inserisce temi durissimi, la violenza sessuale nel passato di Hannah e la violenza domestica in quello di Garrett – motivo per cui ancora di più il rapporto con suo padre, le sue pressioni e il terrore di essere come lui, è complesso –  dentro una cornice tonale leggera, solare, da commedia universitaria. L'attrito tra la gravità dei temi e la leggerezza del contenitore si sente: il trauma rischia di diventare backstory, un tassello di caratterizzazione da risolvere in tempo per il lieto fine. Per quanto i traumi non ci definiscono e la guarigione vada normalizzata, il modo in cui vengono trattati lascia un po’ a desiderare. 

Heated Rivalry sceglie la strada inversa e tiene il dolore laterale, sotterraneo. La famiglia di Ilya, la freddezza manipolatoria del padre, l'assenza della madre e le cause della sua morte lavorano per sottrazione, affiorano in silenzi e gesti più che in dialoghi espliciti, e proprio per questo pesano di più. Non sono degli espedienti emotivi, non vengono drammatizzati più del dovuto o “sviliti” o tirati in scena al momento giusto. Fin dall’inizio si capisce che i personaggi combattono con una serie di demoni, Ilya soprattutto, riflettendo anche nell’ombra controllante del padre o nello sfruttamento da parte del fratello, la sagoma di una nazione che ha tarpato più volte le ali al suo popolo. 

Formato e ambizione

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L'ultima differenza riguarda la natura stessa dei due progetti. Heated Rivalry è una serie d'autore nel senso più letterale: sei episodi scritti e diretti da Jacob Tierney, usciti con cadenza settimanale, un racconto compatto e controllato in ogni dettaglio. Una serie che voleva lasciare il segno soprattutto per il suo sottotesto, raccontando attraverso la finzione una realtà legata alla comunità queer.

Off Campus gioca su una struttura molto più sicura in ambito teen romance e già consolidata per le grandi piattaforme di streaming: otto episodi corali rilasciati in binge, un campus pieno di comprimari pronti a diventare protagonisti, un libro per ogni futura stagione secondo il modello della saga di Elle Kennedy. Una è una storia che sceglie deliberatamente di allontanarsi dal modello espanso della stessa opera letteraria a differenza dell'altra che, invece, punta il tutto e per tutto proprio sull’universo espandibile. Sono ambizioni legittime entrambe, ma rispondono a logiche produttive e creative che hanno poco in comune.

Pertanto, il paragone tra Off Campus e Heated Rivalry ha senso solo come punto di partenza. Chi ha amato una può tranquillamente innamorarsi dell'altra, ma per ragioni diverse. Una offre il comfort caldo e prevedibile della romance universitaria, l'altra la tensione di un amore che si gioca tutto contro il mondo. La vera notizia, piuttosto, è un'altra: lo sport romance, etero o queer che sia, si è preso il centro della scena seriale, e non sembra avere intenzione di lasciarlo. E va bene così! 

Off Campus
Off Campus

Off Campus

2026

Hannah Wells fa da tutor a Garrett Graham, capitano della squadra di hockey, e lui la aiuta a conquistare il ragazzo che le piace. Il loro accordo si trasforma in un legame reale mentre affrontano il loro passato. Gli amici Logan, Dean, Tucker e Allie affrontano la vita universitaria e l'amore.
Due stelle dell'hockey rivali al culmine delle loro carriere affrontano una sfida inaspettata quando sviluppano sentimenti l'uno per l'altro, complicando le loro carriere e le aspettative dello sport.

Informazioni su questa lista

Titoli

2

Durata totale

11h 50min

Generi

Drammatico, Romantico, Sport e Fitness

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