
Da Yuu e Touko di “Bloom Into You” a “Yuri e Victor – Yuri!!! on Ice”: le 10 migliori coppie queer degli anime
La storia delle coppie queer negli anime è più lunga di quanto si possa credere e no, non sempre passa per titoli dichiaratamente yuri o yaoi o Boys’ Love. In realtà le prime grandi coppie queer che hanno fatto la storia, sono proprio quelle che per decenni sono passati dai non detti, dagli sguardi capaci di arrivare dove le parole non potevano – o non servivano. In alcuni casi il “carico da novanta” è stato messo dalla censura che, in alcune nazioni, ha trasformato amanti in amiche, ha riscritto dialoghi, ha tagliato baci, in altri invece si passava semplicemente per il non dichiarato; eppure il desiderio ha continuato a passare attraverso le maglie, affidato a una mano sfiorata, a un pattino che disegna una dichiarazione sul ghiaccio, a una promessa lasciata su un foglio accanto a un letto d'ospedale.
Per questo una classifica delle migliori coppie queer dell'animazione giapponese non può “limitarsi” alle relazioni esplicite e canoniche: deve fare i conti anche con quelle che hanno vissuto nel territorio del quasi detto, perché è lì che il medium ha combattuto le sue battaglie più importanti.
In occasione del Pride Month, le dieci coppie che seguono attraversano trent'anni di anime, dalla rivoluzione simbolica degli anni Novanta ai Boys’ Love che oggi abitano serenamente i cataloghi delle piattaforme.
Yuu e Touko
Bloom Into You è lo yuri che ha smontato la grammatica della classica storia d'amore. Yuu è una ragazza che ha sempre sognato la confessione perfetta in pieno stile shoujo e che, quando finalmente la riceve, non prova niente; Touko è la studentessa modello che riesce ad amare solo chi non la ricambia, perché essere amata davvero significherebbe essere vista, e Touko è, in fondo, terrorizzata dall’essere vista per quello che è davvero. Perciò, da una parte abbiamo una ragazza completamente disillusa, dall’altra una ragazza ferocemente aggrappata alla propria maschera.
La serie costruisce la loro relazione come un lento smascheramento reciproco, usando il teatro scolastico come escamotage narrativo. Inoltre, la lettura di Yuu come personaggio sullo spettro asessuale e aromantico, rarissima nell'animazione, rende questo titolo ancora più prezioso. In Bloom Into You l'amore è una specie di nuovo linguaggio da imparare, con i suoi silenzi e le sue eccezioni, e non un’imposizione schematizzata e romanticizzata da canoni, regole e “dichiarazioni” da romance che alternano completamente, oltre ad alimentare aspettative sbagliate, la percezione della realtà.
Shion e Nezumi
Nel 2011, dentro una distopia trasmessa in prima serata e priva di qualunque etichetta di genere, due ragazzi si baciavano sullo schermo senza che la narrazione sentisse il bisogno di giustificarlo, spiegarlo o punirlo, spiazzando la maggior parte degli spettatori che si approcciavano per la prima volta a No.6.
Shion è il figlio privilegiato della città perfetta, Nezumi il reietto che vive tra le sue macerie: il loro legame nasce da un atto di disobbedienza, quando Shion apre la finestra a un fuggitivo ferito, e cresce come la crepa che attraversa l'intero sistema di No.6 in cui, improvvisamente, le differenze di classe appaiono per il loro vero volto: un’imposizione e non una scelta “naturale”.
La relazione tra loro è politica fin da subito; per Shion amare Nezumi significa scegliere di vedere oltre i muri che la sua città ha costruito.
Un anime breve, tratto da una serie di light novel, ma intriso di un coraggio che molte produzioni successive non hanno più ritrovato con quello stesso trasporto.
Yamada e Kase
L'OAV tratto dal manga di Hiromi Takashima Kase-san and Morning Glories racconta Yamada, timida custode delle aiuole della scuola, e Kase, stella dell'atletica leggera, già fidanzate quando la storia comincia: niente angoscia del coming out come motore narrativo, niente tragedia in agguato, solo la quotidianità di due ragazze che imparano a stare insieme tra gelosie minuscole, distanze da colmare e la paura, universale, di non essere abbastanza.
In un panorama in cui le storie queer hanno dovuto a lungo guadagnarsi il diritto di esistere passando per il dolore, spesso raccontando una sessualità negata o comunque estremamente difficoltosa da vivere, Kase-san rivendica per le sue protagoniste il lusso della normalità, e lo fa con una regia luminosa che trasforma i fiori curati da Yamada nella metafora gentile di una relazione che cresce perché qualcuno se ne prende cura.
Una delle visioni più comfort e sane che potreste mai trovare sul genere!
Miyano e Sasaki
Parlando di narrazioni queer assolutamente comfort e safe, Sasaki and Miyano occupa generalmente i posti più alti di qualsiasi classifica, oltre a essere un BL che si prende anche un po’ in giro giocando proprio con i cliché del genere.
Miyano è un fudanshi, cioè un lettore appassionato di boys' love che cataloga la realtà secondo i tropi del genere, finché il “trope” non gli si presenta in carne e ossa sotto forma di Sasaki, senpai dall'aria vagamente delinquenziale ma dall’animo gentile che gli chiede in prestito un manga e poi, con disarmante onestà, il cuore.
La serie lavora per sottrazione: nessun antagonista, nessuna omofobia da superare come prova narrativa, niente costrizioni o pressioni esterne, solo il tempo lunghissimo e realistico che serve a un adolescente per capire che ciò che prova. È un anime sulla bellezza e dolcezza della quotidianità, sullo scoprirsi lentamente e sulla purezza dei sentimenti, a partire dall’amicizia. Un anime che usa la lentezza come forma di rispetto e dove l'attesa della risposta di Miyano diventa la vera architettura del racconto.
Kusakabe e Sajou
Sulla stessa lunghezza d’onda, dove al centro di tutto viene messa l’amicizia e di come questa possa trasformarsi in un sentimento ancora più travolgente e, a tratti, doloroso per un adolescente, Doukyuusei il film di Shoko Nakamura, tratto dal manga della sensi Asumiko Nakamura, una delle matite e penne più importanti nel mondo del manga BL (e non solo), è probabilmente uno dei titoli visivamente più eleganti che il BL animato abbia mai prodotto. Un acquerello in movimento, fatto di linee sottili e dai contorni mai troppo definiti, spazi bianchi e luce che filtra dalle finestre di un’aula.
Kusakabe e Sajou non potrebbero essere più diversi: il primo è un aspirante chitarrista molto popolare, poco amante dello studio e incredibilmente spensierato; la vita del secondo sembra essere unicamente scandita dallo studio e dai piani per il futuro, aspettative genitoriali e quelle che lui stesso ha riversato su di sé, facendo diventare una bomba ad orologeria di ansia pronta a esplodere. Entrambi frequentano il coro della scuola e la loro amicizia parte quando Kusakabe si rende conto che durante le prove Sajou muove le labbra senza cantare per davvero. In quel piccolo dettaglio, in quello sguardo posato dove nessuno aveva “osato” vedere fino a quel momento, si cela il cuore di questa storia.
Doukyuusei racconta il primo amore tra due ragazzi sottraendogli ogni peso tragico ma senza banalizzare le incertezze, i fraintendimenti, il terrore di sbagliare tutto, soprattutto in vista del futuro fuori la scuola. Sessanta minuti che hanno la consistenza di un ricordo e la precisione di un romanzo di formazione.
Mafuyu e Ritsuka
Restando in territorio “anime che hanno fatto la storia del BL”, Given è uno di quei titoli che non mancherà mai in nessuna lista. Le nostre di sicuro!
In poche e semplici parole, Given è la storia di quelle persone che arrivano al momento giusto, quando meno te l’aspetti, quando credi di essere completamente solo al mondo e nessuno, davvero nessuno, potrà mai spiegare cosa provi dentro, potrà capire la forma del tuo dolore. Mafuyu quel dolore lo trascina con sé sotto forma di una Gibson rossa, eredità del ragazzo che amava e che ha perso nel modo più devastante; Ritsuka, che la musica l'ha sempre percepita scorrere nelle vene, si ritrova a insegnargli gli accordi senza rendersi davvero conto di stargli insegnando a sopravvivere.
La serie costruisce la loro storia attorno a un'unica, lunga attesa: quella della voce di Mafuyu, che esplode nel live di metà stagione in una canzone che è insieme elegia per un amore finito e dichiarazione di uno che comincia. Ma soprattutto è la rappresentazione di chi finalmente una forma a quel dolore riesce a darla, cominciando ad attraversarlo, di chi sa che è giunto il momento di elaborare, andare oltre e darsi, finalmente, la possibilità che qualsiasi persona giovanissima come Mafuyu merita di avere.
Pochi anime hanno saputo dire con altrettanta chiarezza che amare di nuovo non significa tradire chi non c'è più o, peggio, dimenticarlo. Il percorso di Mafuyu è molto lungo, il suo “lasciar andare” Yuuki e affidarsi completamente a Ritsuka si sviluppa attorno a nove volumi che tradotti in termini animati corrispondono a una serie e tre film. Inoltre attorno ai due protagonisti, la relazione adulta e complicata tra Akihiko e Haruki, approfondita nel primo film, o di Hiiragi e Shizusumi, completa un racconto corale sul desiderio di vita e amore come musica che chiede di essere suonato.
Haruka e Michiru
Per intere generazioni cresciute negli anni Novanta, Haruka e Michiru sono state la prima rappresentazione queer mai incontrata. Sailor Uranus e Sailor Neptune sono la coppia queer più famosa dell'animazione giapponese ma anche la più manomessa dalle censure occidentali: negli Stati Uniti divennero improbabili cugine, in Italia la loro relazione fu diluita dall'adattamento televisivo fino a renderla un'ambigua amicizia. Eppure niente è riuscito a neutralizzare o delegittimare la reale natura della loro relazione, perché Naoko Takeuchi, l’autrice di Sailor Moon, e la serie animata le avevano scritte con chiarezza lampante – motivo della censura.
Il personaggio di Haruka gioca con i codici del maschile e del femminile come nessun personaggio mainstream prima di lei, Michiru guarda la compagna con la complicità di chi ha compiuto una scelto molto tempo prima. Sono una coppia adulta, elegante, votata a una missione condivisa, mostrata a milioni di bambine come una possibilità del mondo, non solo per quanto riguarda l’orientamento ma anche per le strutture dicotomiche legate al genere.
Utena e Anthy
Il capolavoro di Kunihiko Ikuhara, La rivoluzione di Utena, è la decostruzione definitiva della fiaba. Da bambina, Utena ha incontrato un principe, ma invece di aspettarlo e coronare chissà quale sogno d'amore ha deciso di diventare principe a sua volta. È con questo spirito che, all'Accademia Ohtori, si ritrova a duellare per la mano di Anthy, la Sposa della Rosa: un premio che passa di vincitore in vincitore, senza volontà né voce propria. Ma più i duelli proseguono, più il torneo cavalleresco rivela la sua vera natura.
L'Accademia è una metafora del patriarcato, e Anthy ne è la prova vivente: nella fiaba che fonda la serie, è la ragazza che ha nascosto il principe per proteggerlo, e che il mondo ha marchiato come strega proprio per quel gesto. Una donna può essere principessa, e quindi un premio da contendersi, oppure strega, e quindi la colpevole di ogni male. Mai una persona. Questa sembra essere la regola non scritta di Ohtori.
L'amore tra Utena e Anthy è ciò che manda in pezzi questa regola. Nessuna delle due salva l'altra, perché la salvezza calata dall'alto è proprio il meccanismo da distruggere: si tendono la mano e scelgono di uscire insieme dal mondo che le aveva scritte.
Eiji e Ash
Tecnicamente, Banana Fish non pronuncia mai la parola amore. Non ne ha bisogno. Il manga di Akimi Yoshida, scritto tra il 1985 e il 1994 e adattato da MAPPA nel 2018, racconta la storia di Ash Lynx, ragazzo geniale e bellissimo a cui la violenza degli adulti ha rubato tutto, e Eiji Okumura, il fotografo giapponese che entra nella sua guerra per caso e decide di restarci per scelta. Eiji è l'unica persona che non vuole niente da Ash e che riesce a vedere oltre la sua maschera di marmo inscalfibile, proprio per questo diventa tutto per Ash.
Eiji libera Ash dalle sue maledizioni, dai brutali traumi del passato, gli restituisce la possibilità di riprendere il suo corpo, non più come arma, merce o moneta di scambio, non più come spazio abusato, bensì come organismo vivo capace di ridere, di desiderare gentilezza, amore. Un corpo che può concedersi il riposo, senza più contare le ferite che si trascina dietro o doversi sentire definito da un passato che si è preso fin troppo presente.
La loro è una delle relazioni più devastanti mai scritte in un fumetto, consumata in gesti minimi e in una lettera finale che chiunque l'abbia letta porta ancora addosso come una cicatrice. Il non detto, qui, non è censura: è la misura esatta di qualcosa che le parole avrebbero solo rimpicciolito. Tutto ciò che, forse, possiamo aggiungere è: “La mia anima è sempre con te”.
Yuri e Victor
Ebbene, sul podio non potevano esserci che loro!
Nel dicembre 2016, un anime sportivo dal nome Yuri!!! on Ice trasmesso in tarda serata segna un punto di non ritorno nell’animazione giapponese mainstream raccontando la storia d'amore tra due uomini adulti senza ironia, senza ambiguità strategica e senza tragedia, dentro un mondo sportivo dove l'omofobia semplicemente non esiste. Dove sta l’elemento davvero sorprendente? Yuri!!! on Ice non è un Boys’ Love e neanche uno shonen-ai, bensì uno spokon, ovvero quegli anime il cui focus è lo sport. In un mondo dove costantemente, anche per necessità, tendiamo a etichettare tutto, la vera rivoluzione passa per la normalizzazione di una storia di sport all’interno della quale vive una storia queer.
Se oggi stiamo vivendo questa grande ondata di sport romance, il merito è tutto di questo titolo. Se oggi guardiamo il pattinaggio artistico con occhi diversi, sempre grazie a Yuri!!! on Ice le cui coreografie, e musiche, sono diventate fonti di omaggio e ispirazione tra i più grandi pattinatori al mondo.
Yuri Katsuki, pattinatore divorato dall'ansia, e Victor Nikiforov, campione che ha smarrito il senso di ciò che fa, si salvano a vicenda attraverso il linguaggio del pattinaggio: l'eros che Yuri impara a incarnare è la scoperta del proprio desiderio, e il programma libero che Victor coreografa è una lettera d'amore lunga una stagione.
Il bacio dell'episodio sette, gli anelli scambiati a Barcellona, l'esibizione finale pattinata insieme: Sayo Yamamoto e Mitsurou Kubo hanno costruito una dichiarazione progressiva e inequivocabile che ha spostato per sempre la percezione di cosa un anime per il grande pubblico potesse mostrare. Per impatto culturale, per la quantità di porte che ha aperto e per la gioia, rivoluzionaria anche quella, con cui l'ha fatto, il primo posto non poteva che essere suo. L’unico malus? Quel film tanto atteso che non vedremo mai…





























