
“Verity”: la spiegazione del finale
Persino Anne Hathaway l’ha ammesso: la stiamo vedendo al cinema un mese sì e uno no in questo 2026! Ma è proprio Verity, thriller tratto dal romanzo di Colleen Hoover, a concludere l’ondata di film di cui l’attrice americana è stata protagonista o co-protagonista in questi mesi.
Il film, piuttosto fedele al libro con qualche piccolo cambiamento, racconta di una giovane scrittrice di nome Lowen (Dakota Johnson) che viene incaricata da Jeremy (Josh Hartnett) di lavorare alle note di sua moglie, la famosa scrittrice Verity Crawford (Hathaway), per concludere un libro in corso d’opera. Verity non è infatti in grado di continuare il suo lavoro, dal momento che è rimasta paralizzata dopo un’incidente d’auto. La ragazza si trasferisce così a casa dei due, dove trova un manoscritto non ancora pubblicato intitolato “E così sia”. Si tratta dell’autobiografia di Verity. Da quel momento, Lowen viene a conoscenza di segreti e rivelazioni scioccanti che rendono la sua permanenza molto più complicata (e pericolosa) di quanto si aspettasse.
Per chi ha già visto il film ma è rimasto confuso dal finale, proponiamo un’analisi delle ultime scene e del loro significato.
Come finisce “Verity”?

Dopo aver letto il manoscritto di Verity in cui la donna racconta dell’omicidio della figlia, Jeremy – con l’assistenza di Lowen – uccide la moglie, furioso per aver scoperto che è stata lei ad uccidere Harper.
Passano mesi, e troviamo Lowen e Jeremy che sono ufficialmente una coppia, in attesa del loro primo figlio insieme. Mentre Lowen sta sistemando le ultime cose prima della sua partenza verso una nuova vita, trova una lettera nascosta sotto un’asse del pavimento allentata nella camera da letto di Crew. La lettera è stata scritta da Verity ed è indirizzata a suo figlio; il suo contenuto è il vero plot twist (o forse no?) del racconto: questa rivela infatti che il manoscritto contenente i suoi segreti più oscuri, “E così sia”, era in realtà un esercizio di scrittura in cui Verity scriveva dal punto di vista di una villain per immedesimarsi meglio nei personaggi che hanno reso famosi i suoi romanzi. La donna, sempre secondo quanto lei stessa confessa nella lettera, non aveva mai voluto che il manoscritto fosse letto da nessun altro oltre a lei stessa. Verity rivela anche che Jeremy le aveva somministrato delle droghe, causando l’incidente d’auto che l’aveva quasi uccisa. La donna spiega che stava fingendo la sua paralisi per proteggersi da Jeremy e che stava aspettando il momento giusto per andarsene.
Lowen è comprensibilmente scioccata da questa rivelazione: la donna che fino a quel momento ha creduto un mostro è sempre stata una vittima? Qualunque sia la risposta, Lowen decide di non indugiare sulla scoperta, e parte insieme a Jeremy come previsto.
Verity sta mentendo o dicendo la verità?

È proprio questa la frustrante domanda che, neanche nel film, trova una risposta precisa. Sta al pubblico (e a Lowen stessa) decidere a cosa credere. Nel romanzo, Lowen giunge alla conclusione che Verity non è nient’altro che una persona malvagia e manipolatrice, e che la lettera nascosta sotto all’asse traballante è un ennesimo tentativo di distorcere la realtà e far passare sé stessa come una vittima delle circostanze (e Jeremy come il vero villain della storia). Pertanto, se come Lowen pensate che questo sia un ulteriore tentativo di farla franca di Verity, tutto ciò che la donna racconta in “E così sia” è reale: Verity era davvero una persona crudele e un’assassina, ed è giusto che Lowen ignori questo ulteriore tentativo di manipolazione e cominci un nuovo capitolo con Jeremy, Crew e la bambina che sta per arrivare.
Se invece pensate che, nella lettera, Verity dica la verità, le cose cambiano: questo significherebbe che tutto ciò che è contenuto in “E così sia” è un racconto di finzione. Verity non ha mai detestato i suoi figli, non è mai stata ossessionata dall’amore e le attenzioni di Jeremy, e non si è mai volontariamente provocata un incidente. Il suo era un tentativo di comprendere meglio i suoi villain letterari tramite la scrittura in prima persona. Sarebbe stato invece Jeremy – che già aveva letto “E così sia”, e avrebbe quindi mentito a Lowen fingendosi sorpreso quando lei glielo ha mostrato – a drogare Verity e a provocarle l’incidente, convinto che la moglie avesse realmente ucciso la figlia. Impaurita, Verity avrebbe finto la paralisi per evitare che Jeremy potesse nuovamente aggredirla, aspettando il momento giusto per scappare insieme a Crew.
La risposta di Colleen Hoover

Quale modo migliore per conoscere la verità, se non chiedere direttamente alla penna che ha creato questi personaggi? L’autrice del romanzo Colleen Hoover ha inizialmente dichiarato che Verity non è altro che “puro male”, scaltra e manipolatrice, pertanto la lettera trovata da Lowen non è che un ultimo tentativo di distorsione della realtà. Tuttavia, ha anche ammesso che l’adattamento cinematografico le ha fatto rimettere in discussione questa interpretazione, provando anche un po’ di compassione per Verity.
Sembrerebbe quindi che, nonostante Colleen Hoover sembri aver confermato che la Verity originale avrebbe mentito nella lettera, nemmeno l’autrice sappia con certezza quale sia la verità! E se la creatrice della storia non sa decidersi su chi abbia ragione o torto, molto probabilmente anche noi dovremmo metterci l’anima in pace, e decidere autonomamente quale delle due versioni ci convince di più!




