
Da “Blue Valentine” a “La La Land”: i migliori film con Ryan Gosling
Stilare la classifica dei migliori film di Ryan Gosling è un’impresa ardua. Il motivo è semplice. L’attore è stato in grado di costruire una carriera solida fatta di scelte intelligenti in cui il cinema di intrattenimento si intreccia con quello d'autore, dando vita a storie e personaggi mai simili. Dopo gli esordi, giovanissimo, al Mickey Mouse Club accanto a Britney Spears, Justin Timberlake e Christina Aguilera e la serie TV teen Young Hercules (1998), Gosling ha scelto la strada del cinema indipendente e ruoli che lo allontanassero dalla figura rassicurante degli esordi.
Poi arriva il film della svolta, Le pagine della nostra vita (2004), e la prima candidatura agli Oscar grazie ad Half Nelson (2005). Da lì, già con delle prove importanti alle spalle, l'attore inizia a collaborare con una serie di registi che lo aiutano a definire la sua visione, da Craig Gillespie con Lars e una ragazza tutta sua (2007) a Glenn Ficarra e John Requa con Crazy, Stupid, Love (2011) passando per Derek Cianfrance con Come un tuono (2012) e Denis Villeneuve con Blade Runner 2049 (2017).
Nella classifica di JustWatch dei migliori film con Ryan Gosling - in attesa di vederlo nei panni di Ghost Rider nel film Marvel diretto da Shawn Levy - troverete tutti gli altri titoli e registi che lo hanno reso uno dei volti contemporanei del mito di Hollywood.
Com'è giusto che sia al primo posto della nostra classica non poteva non esserci La La Land di Damien Chazelle. Un film diventato un classico contemporaneo in un battito di ciglia grazie alla storia di un'aspirante attrice (Emma Stone) e un pianista jazz (Gosling) che si innamorano a Los Angeles mentre cercano di concretizzare i propri sogni e venire a patti con un'ambizione che non fa sconti. Un musical colorato e romantico che, in 128 minuti, omaggia la Golden Age di Hollywood a ritmo di jazz e che gode di due grandi interpreti dalla sintonia perfetta.
L'attore modella un personaggio affascinante, a tratti scontroso, romantico e vulnerabile in un ruolo per il quale ha imparato a suonare il piano, contribuendo a regalarci numeri musicali da sogno. Una delle grandi storie d'amore cinematografiche del XXI secolo dal retrogusto agrodolce con una sequenza finale che celebra il “what if” capace di emozionare fino alle lacrime. Da non perdere se ti è piaciuto A Star is Born (2018).
Se hai bisogno di una visione catartica e di piangere senza vergogna davanti lo schermo, Blue Valentine è il film migliore che tu possa vedere. La storia della nascita e della fine di una relazione con protagonisti Ryan Gosling e Michelle Williams. Due mostri di bravura nell'incarnare l'innamoramento e l'allontanamento della coppia messa in scena da Derek Cianfrance grazie a un montaggio alternato. Un ritratto devastante e onesto che, grazie alla sua regia caratterizzata da macchina a mano e spirito documentarista, raggiunge delle vette di realismo poche volte toccate dal cinema.
La prova di Gosling è caratterizzata da un'immersione totale nei panni del suo personaggio, con una trasformazione fisica importante che passa dalla brillantezza entusiastica della gioventù alla decadenza di un uomo disilluso. Una delle sue prove migliori e più autentiche che, nell'arco di due ore, riesce a farci innamorare e soffrire con la stessa intensità. Se non hai sofferto abbastanza guardando Revolutionary Road (2008) e Storia di un matrimonio (2019), hai trovato il titolo perfetto.
Con L’ultima missione: Project Hail Mary Ryan Gosling ha dimostrato di poter recitare al fianco di un alieno simile a un sasso e reggere il peso di un film lungo 135 minuti sulle sue spalle facendolo sembrare una passeggiata. L'attore interpreta Ryland Grace, insegnante di scienze delle scuole medie con un passato fallimentare come biologo molecolare, scelto per salvare l'umanità dall’estinzione imminente. Un mix di fantascienza, avventura, commedia e dramma diretto da Phil Lord e Christopher Miller e tratto dall'omonimo romanzo di Andy Weir.
Una storia che parte da una premessa scientifica, ma che ben presto si trasforma in un racconto sull'amicizia, la fiducia nei confronti del prossimo e il sacrificio per un bene superiore. Una grande prova attoriale in cui Gosling sfoggia una ricca gamma di sfumature e in cui costruisce un'alchimia profonda con la sua controparte aliena, facendoci ridere e commuovere con la stessa intensità. La visione perfetta se Sopravvissuto - The Martian (2015) è tra i tuoi film preferiti.
Non c'è nessun altro attore al mondo che avrebbe potuto infondere una tale tridimensionalità a una bambola di plastica da sempre relegata a spalla sentimentale di Barbie. Stiamo parlando di Ken nell'adattamento live action di Greta Gerwig dell'omonima fashion doll Mattel. Una performance perfetta nel bilanciare comicità, vulnerabilità, mascolinità tossica e umanità senza mai dimenticare l'arte fondamentale dell'autoironia.
Tra “Kenergy", Casa Villa Mojo Dojo, completi texani, abbronzatura, capelli platino e numeri musicali sulle note di I'm Just Ken, quella di Ryan Gosling è una prova attoriale entrata a gamba testa nell'immaginario pop contemporaneo. Quasi due ore in cui la perfetta Barbie stereotipo di Margot Robbie diventa il pretesto per parlare di femminismo, patriarcato, di ricerca della propria identità e superamento degli stereotipi. Se il viaggio si auto-scoperta di Bella Baxter in Povere creature! (2023) ti ha affascinato, non puoi perderti Barbie.
Giacchetto color bianco perla con uno scorpione giallo impresso sulla schiena, guanti in pelle e sguardo glaciale. Partendo da questi tre elementi Ryan Gosling ha costruito uno dei personaggi più iconici della sua filmografia: il pilota senza nome in Drive di Nicolas Winding Refn. Uno stuntman automobilistico che di notte lavora come autista per rapine, finito nei guai dopo aver tentato di aiutare la sua vicina di casa e il figlioletto. Un trionfo di minimalismo in cui l'attore spoglia la sua interpretazione di tutto il superfluo, intervallando sprazzi di violenza.
Ambientata in una Los Angeles notturna illuminata dalle luci al neon, la pellicola ci immerge in un'atmosfera onirica e rarefatta lunga 100 minuti in cui il ritmo è lento, ma la tensione costante. Un po' noir, un po' action, un po' storia d'amore e un po' thriller, il lungometraggio è diventato uno dei titoli più amati e rappresentativi dei primi anni 2000. Da recuperare se ti sei esaltato guardando Solo Dio perdona (2013) o A Beautiful Day – You Were Never Really Here (2017).
Con Half Nelson non solo Gosling ottiene la sua prima candidatura agli Academy Awards, ma lo fa con un film indipendente che gli permette di essere preso ancor più sul serio dall'industria di Hollywood. L'attore interpreta Dan Dunne, professore di storia e basket di una scuola di periferia con una grave dipendenza dalle droghe che trova un'insolita connessione con una studentessa che scopre il suo segreto. Camera a mano, regia quasi documentaristica, sguardo su chi vive ai margini. Il film di Ryan Fleck vede Gosling impegnato in un'interpretazione intensa e autentica che si muove tra idealismo e debolezza.
Non c'è la volontà di dare vita a un personaggio ruffiano nell'accaparrarsi il favore del pubblico, così come non c'è la volontà di realizzare un racconto dal respiro pedagogico. Ciò che preme alla storia, nel corso della sua ora e 40 minuti scarsi, è mostrare l'incontro di due solitudini e come, nonostante tutti gli errori del suo privato, l'insegnante protagonista cerchi di insegnare ai suoi studenti l'importanza del pensiero critico. Da vedere se hai apprezzato Detachment – Il distacco (2011).
Per godere del talento comico di Ryan Gosling non c'è niente di meglio che vedere The Nice Guys. Action comedy diretta da Shane Black ambientata nella Los Angeles degli anni '70 in cui fa coppia con Russell Crowe. Un investigatore privato pasticcione il primo, un sicario a pagamento il secondo che uniscono le forze per indagare sulla scomparsa di una ragazza.
È da questo nodo narrativo che prende il via un buddy movie spassosissimo fatto di situazioni comiche, gag e battute che devono tanto al genere slapstick rivisto in chiave moderna. Poco meno di due ore dalla grande scrittura per una sceneggiatura brillante che fila liscia senza intoppi e regala grande intrattenimento. Se sei fan di gioielli di comicità e investigazione come Kiss Kiss Bang Bang (2005) e Vizio di forma (2014), The Nice Guys fa al caso tuo.
Dopo l'incredibile successo di La La Land, Ryan Gosling e Damien Chazelle sono tornati a lavorare insieme in First Man - Il primo uomo. Un film sottovalutato e, generalmente, poco compreso da pubblico e critica che merita di essere riscoperto. L'attore presta voce e corpo nientemeno che a Neil Armstrong, raccontando l'arco temporale che dal 1961 arriva al 1969. Anni impiegati a lavorare alla Nasa e culminati con la missione Apollo 11 che lo trasformò nel primo uomo a mettere piede sulla Luna. Ma il vero cuore pulsante delle sue due ore e 20 minuti è il dolore che l'uomo e sua moglie Janet (Claire Foy) hanno affrontato per la morte della figlioletta.
Non a caso la recitazione di Gosling è votata alla sottrazione e al controllo per riportare quel senso di isolamento emotivo – reso ancora più forte dalla metafora spaziale – e lo strazio del lutto vissuto dal suo personaggio. Una prova tutta giocata sui silenzi e un senso costante di tensione per una sceneggiatura interessata a restituire il ritratto di un uomo che trova una forma di pace davanti a un cratere lunare, circondato dall'ignoto. Non c'è la retorica dell'impresa quanto il racconto di una solitudine. Se ti piacciono le pellicola a tema spaziale, ma che non dimenticano la componente emotiva come Ad Astra (2019), non resterai deluso da First Man – Il primo uomo.
Se dovessimo rintracciare il momento preciso in cui Ryan Gosling si è trasformato in un'icona delle rom-com non avremmo dubbi. Sarebbe il 2004, anno in cui uscì nelle sale Le pagine della nostra vita. Un dramma romantico basato sul romanzo omonimo di Nicholas Sparks e diretto da Nick Cassavetes. Al centro del racconto la storia d'amore di Noah (Gosling) e Allie (Rachel McAdams) messa in scena a partire dagli anni '40 fino all'età adulta, con tutte le difficoltà – dalle disuguaglianze sociali alla malattia – incontrate sul loro cammino.
In 123 minuti Gosling ci regala un eroe romantico dai modi un po' selvaggi, ma dal cuore sincero, trasformandosi sotto i nostri occhi in una star di fama globale. Sebbene sul set la relazione con McAdams fosse caratterizzata da forti contrasti, la resa dei due in coppia sullo schermo è esplosiva. Uno dei motivi per il quale il film è diventato un cult del genere continuando a far battere il cuore a nuove generazioni di spettatori. Se sei un inguaribile romantico che ha consumato la VHS de I passi dell'amore (2002), preparati a lasciarti conquistare dalla storia d'amore di Noah e Allie.
The Believer è il film che, più di tutti, agli inizi della sua carriera cinematografica ha dimostrato il talento poliedrico di Ryan Gosling. Diretta da Henry Bean e scritto insieme a Mark Jacobson, la pellicola è tratta da un'opera teatrale dello stesso regista ed è ispirata alla vita di Dan Burros, un antisemita membro attivo dell'American Nazi Party nonostante fosse cresciuto secondo le tradizioni ebraiche. L'attore interpreta Daniel, un giovane ebreo di New York che ha rinnegato il suo passato per diventare un violento neonazista all'interno di un gruppo estremista. La prova di Gosling è un concentrato di rabbia che scorre sottopelle.
Una performance cruda e caratterizzata da una profonda dualità che rappresenta le contraddizioni interne al suo personaggio diviso tra odio ideologico e radici culturali. Un'ora e 40 minuti divisi tra sequenze a colori e parentesi in bianco e nero che sceglie un approccio psicologico per parlare di fede, identità e antisemitismo, scegliendo di non dare giudizi morali di alcun genere. Da vedere se sei rimasto colpito da film come American History X (1998) e This is England (2006).




















































