Per oltre quindici anni Checco Zalone è stato una sorta di termometro comico dell’Italia. Ogni suo film ha registrato incassi da record e ha fotografato nevrosi, vizi e “deformazioni” del Paese: dalla crisi economica alla fuga dei cervelli, dall’ossessione per i migranti fino a quella per il posto fisso. La sua filmografia per il cinema è sorprendentemente compatta, pochi titoli ma quasi tutti diventati cult.
Con l’uscita in sala del nuovo film Buen Camino (2025), arrivato al cinema il 25 dicembre, è il momento perfetto per rimettere in fila i capitoli precedenti e capire come si è evoluto il suo sguardo sul presente italiano. Metterli in classifica dal peggiore al migliore non significa cercare un “bocciato”, ma vedere dove funzionano meglio la scrittura, il ritmo comico e la capacità di trasformare il costume nazionale in satira pop. Qui sotto li trovate tutti, dal meno riuscito al più iconico (tranne l'ultimo arrivato in sala).
5. Tolo Tolo (2020)
In fondo alla classifica, più per la sua natura di esperimento irrisolto che per un vero flop, c'è Tolo Tolo (2020). Il primo progetto in cui Zalone firma anche la regia, un viaggio tra Italia e Africa che usa il tema delle migrazioni come spina dorsale di una commedia on the road, con molti momenti musicali e una forte componente politica. Il film mostra l'autore nel momento in cui prova consapevolmente a uscire dalla propria comfort zone. L'ambizione di fare "il film impegnato" convive con la necessità di non tradire il pubblico che si aspetta gag immediate e leggerezza, e questo crea una tensione interna che rende Tolo Tolo affascinante ma spezzato. È consigliato soprattutto a chi ha già familiarità con gli altri titoli di Zalone e vuole vedere dove il suo cinema prova ad allargarsi, sia sul piano puramente “geografico” che su quello tematico. Rispetto ai suoi lavori più riusciti, qui si percepisce l'altalena tra momenti brillanti e passaggi meno a fuoco, motivo per cui in questa classifica finisce all'ultimo posto pur restando un esperimento importante nel suo percorso.
4. Sole a catinelle (2013)
Un gradino più su troviamo Sole a catinelle (2013), che segna la piena maturità del suo successo in sala e sposta il baricentro sul rapporto padre-figlio in piena crisi economica. La storia del venditore di aspirapolvere indebitato che promette al figlio una vacanza da sogno "se prende tutti dieci" è una cornice perfetta per raccontare un'Italia schiacciata tra precarietà e ossessione per l'apparenza, con resort di lusso, status symbol e ansia da fallimento come sfondo costante. È un film ideale per chi cerca una commedia da vedere con tutta la famiglia, capace di alternare la tipica comicità di Zalone a momenti di grande tenerezza. Pur essendo il più “zuccherato” tra i film presenti in questa lista, Sole a catinelle merita un rewatch soprattutto per la struttura da road movie e per la dinamica emotiva tra padre e figlio, anche se sul piano dello humor rimane forse passo indietro rispetto agli altri titoli.
3. Cado dalle nubi (2009)
A metà classifica c'è Cado dalle nubi (2009), l'esordio cinematografico che porta per la prima volta sul grande schermo il personaggio Checco Zalone, il titolo con cui il comico si è definitivamente affermato anche al cinema dopo le (fortunatissime) esperienze in tv. La vicenda del cantante neomelodico pugliese che sogna di sfondare nella musica e si trasferisce al Nord, finendo ospite di una famiglia leghista e scontrandosi con pregiudizi, omofobia strisciante e stereotipi sull'Italia spaccata in due, è il prototipo perfetto della sua comicità. È un film da non trascurare perché mostra come il suo sguardo "finto ingenuo" riesca già da subito a far esplodere le contraddizioni, smontando posizioni ideologiche semplicemente portandole all'estremo. È adatto a chi ama le commedie d'esordio un po' scomposte ma ricche di inventiva, con un uso ancora più marcato di dialetto e numeri musicali rispetto ai titoli successivi. Infatti, seppur in questo titolo il personaggio di Checco rimanga ancora legato agli sketch televisivi, Cado dalle nubi permette di cogliere l'evoluzione della sua scrittura comica alle prese con il lungometraggio. Punto in più anche per la “hit” Angela, una delle canzoni più divertenti del suo repertorio.
2. Che bella giornata (2011)
Salendo al secondo posto troviamo Che bella giornata (2011), il film che consacra definitivamente Zalone come fenomeno nazionale, con incassi da record e un successo che trasformò il comico in uno dei volti più amati dal pubblico italiano. Seguendo le disavventure di un addetto alla sicurezza del Duomo di Milano, ingenuo, patriottico e un po' cialtrone, che si innamora di una ragazza araba coinvolta in un piano terroristico, la commedia cammina su un terreno minato ma riesce quasi sempre a spostare la risata dalla "diversità" al modo in cui l'Occidente guarda questa diversità. È un film perfetto per chi cerca una commedia leggera, anche romantica,ma con un sottotesto politico chiaro e mai predicatorio, capace di mettere d'accordo platee diverse tra loro. Rispetto a Tolo Tolo, che affronta temi analoghi con tono più dispersivo, Che bella giornata è più centrato: il conflitto è chiaro, i personaggi più a fuoco e il ritmo resta alto fino alla fine.
1. Quo vado? (2016)
In vetta alla classifica c'è Quo vado? (2016), che rappresenta l’apice del suo cinema e la sintesi più riuscita tra comicità popolare, satira e racconto sentimentale. Il protagonista, incarnazione vivente del mito del "posto fisso", è disposto ad accettare ogni trasferimento pur di non perdere il proprio impiego pubblico, in una specie di Odissea che lo porta dall'ufficio di provincia alla base artica in Norvegia, passando per situazioni sempre più improbabili. È un film da vedere (o rivedere) se si cerca una commedia che, seppur in modo leggero, riesca a fotografare alcuni dei vizi italiani, con gag che toccano apici di comicità da sbellicarsi (una su tutte, il Checco norvegese). La satira sulla burocrazia, sulle raccomandazioni e su un Paese immobilizzato dalla paura del cambiamento qui convivono con una regia più curata rispetto agli altri film di Zalone, la scrittura è più affilata e la trama si sviluppa in maniera mai banale. Un film che non stanca mai, adatto ad ogni età, perfetto per ridere sulle contraddizioni italiane. In rapporto agli altri film in lista, Quo vado? vince per compattezza: dove Cado dalle nubi è più istintivo e Tolo Tolo più irregolare, qui ogni elemento, dalle gag ai momenti emotivi, sembra pensato per costruire una grande commedia corale che resta, a oggi, il vertice del suo percorso.





































































































