Tutti i film di Checco Zalone: la nostra classifica

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Alessandro Zaghi

Alessandro Zaghi

Editor a JustWatch

Per oltre quindici anni Checco Zalone è stato una sorta di termometro comico dell’Italia. Ogni suo film ha registrato incassi da record e ha fotografato nevrosi, vizi e “deformazioni” del Paese: dalla crisi economica alla fuga dei cervelli, dall’ossessione per i migranti fino a quella per il posto fisso. La sua filmografia per il cinema è sorprendentemente compatta, pochi titoli ma quasi tutti diventati cult.

Con l’uscita in sala del nuovo film Buen Camino (2025), arrivato al cinema il 25 dicembre, è il momento perfetto per rimettere in fila i capitoli precedenti e capire come si è evoluto il suo sguardo sul presente italiano. Metterli in classifica dal peggiore al migliore non significa cercare un “bocciato”, ma vedere dove funzionano meglio la scrittura, il ritmo comico e la capacità di trasformare il costume nazionale in satira pop. Qui sotto li trovate tutti, dal meno riuscito al più iconico (tranne l'ultimo arrivato in sala).

5. Tolo Tolo (2020)

In fondo alla classifica, più per la sua natura di esperimento irrisolto che per un vero flop, c'è Tolo Tolo (2020). Il primo progetto in cui Zalone firma anche la regia, un viaggio tra Italia e Africa che usa il tema delle migrazioni come spina dorsale di una commedia on the road, con molti momenti musicali e una forte componente politica. Il film mostra l'autore nel momento in cui prova consapevolmente a uscire dalla propria comfort zone. L'ambizione di fare "il film impegnato" convive con la necessità di non tradire il pubblico che si aspetta gag immediate e leggerezza, e questo crea una tensione interna che rende Tolo Tolo affascinante ma spezzato. È consigliato soprattutto a chi ha già familiarità con gli altri titoli di Zalone e vuole vedere dove il suo cinema prova ad allargarsi, sia sul piano puramente “geografico” che su quello tematico. Rispetto ai suoi lavori più riusciti, qui si percepisce l'altalena tra momenti brillanti e passaggi meno a fuoco, motivo per cui in questa classifica finisce all'ultimo posto pur restando un esperimento importante nel suo percorso.

4. Sole a catinelle (2013)

Un gradino più su troviamo Sole a catinelle (2013), che segna la piena maturità del suo successo in sala e sposta il baricentro sul rapporto padre-figlio in piena crisi economica. La storia del venditore di aspirapolvere indebitato che promette al figlio una vacanza da sogno "se prende tutti dieci" è una cornice perfetta per raccontare un'Italia schiacciata tra precarietà e ossessione per l'apparenza, con resort di lusso, status symbol e ansia da fallimento come sfondo costante. È un film ideale per chi cerca una commedia da vedere con tutta la famiglia, capace di alternare la tipica comicità di Zalone a momenti di grande tenerezza. Pur essendo il più “zuccherato” tra i film presenti in questa lista, Sole a catinelle merita un rewatch soprattutto per la struttura da road movie e per la dinamica emotiva tra padre e figlio, anche se sul piano dello humor rimane forse passo indietro rispetto agli altri titoli.

3. Cado dalle nubi (2009)

A metà classifica c'è Cado dalle nubi (2009), l'esordio cinematografico che porta per la prima volta sul grande schermo il personaggio Checco Zalone, il titolo con cui il comico si è definitivamente affermato anche al cinema dopo le (fortunatissime) esperienze in tv. La vicenda del cantante neomelodico pugliese che sogna di sfondare nella musica e si trasferisce al Nord, finendo ospite di una famiglia leghista e scontrandosi con pregiudizi, omofobia strisciante e stereotipi sull'Italia spaccata in due, è il prototipo perfetto della sua comicità. È un film da non trascurare perché mostra come il suo sguardo "finto ingenuo" riesca già da subito a far esplodere le contraddizioni, smontando posizioni ideologiche semplicemente portandole all'estremo. È adatto a chi ama le commedie d'esordio un po' scomposte ma ricche di inventiva, con un uso ancora più marcato di dialetto e numeri musicali rispetto ai titoli successivi. Infatti, seppur in questo titolo il personaggio di Checco rimanga ancora legato agli sketch televisivi, Cado dalle nubi permette di cogliere l'evoluzione della sua scrittura comica alle prese con il lungometraggio. Punto in più anche per la “hit” Angela, una delle canzoni più divertenti del suo repertorio.

2. Che bella giornata (2011)

Salendo al secondo posto troviamo Che bella giornata (2011), il film che consacra definitivamente Zalone come fenomeno nazionale, con incassi da record e un successo che trasformò il comico in uno dei volti più amati dal pubblico italiano. Seguendo le disavventure di un addetto alla sicurezza del Duomo di Milano, ingenuo, patriottico e un po' cialtrone, che si innamora di una ragazza araba coinvolta in un piano terroristico, la commedia cammina su un terreno minato ma riesce quasi sempre a spostare la risata dalla "diversità" al modo in cui l'Occidente guarda questa diversità. È un film perfetto per chi cerca una commedia leggera, anche romantica,ma  con un sottotesto politico chiaro e mai predicatorio, capace di mettere d'accordo platee diverse tra loro. Rispetto a Tolo Tolo, che affronta temi analoghi con tono più dispersivo, Che bella giornata è più centrato: il conflitto è chiaro, i personaggi più a fuoco e il ritmo resta alto fino alla fine. 

1. Quo vado? (2016)

In vetta alla classifica c'è Quo vado? (2016), che rappresenta l’apice del suo cinema e la sintesi più riuscita tra comicità popolare, satira e racconto sentimentale. Il protagonista, incarnazione vivente del mito del "posto fisso", è disposto ad accettare ogni trasferimento pur di non perdere il proprio impiego pubblico, in una specie di Odissea che lo porta dall'ufficio di provincia alla base artica in Norvegia, passando per situazioni sempre più improbabili. È un film da vedere (o rivedere) se si cerca una commedia che, seppur in modo leggero, riesca a fotografare alcuni dei vizi italiani, con gag che toccano apici di comicità da sbellicarsi (una su tutte, il Checco norvegese). La satira sulla burocrazia, sulle raccomandazioni e su un Paese immobilizzato dalla paura del cambiamento qui convivono con una regia più curata rispetto agli altri film di Zalone, la scrittura è più affilata e la trama si sviluppa in maniera mai banale. Un film che non stanca mai, adatto ad ogni età, perfetto per ridere sulle contraddizioni italiane. In rapporto agli altri film in lista, Quo vado? vince per compattezza: dove Cado dalle nubi è più istintivo e Tolo Tolo più irregolare, qui ogni elemento, dalle gag ai momenti emotivi, sembra pensato per costruire una grande commedia corale che resta, a oggi, il vertice del suo percorso.

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Filtri
  1. Tolo Tolo

    Tolo Tolo

    2020

    # 5

    Spinazzola, cuore delle Murge pugliesi. Checco rifiuta il reddito di cittadinanza e apre un sushi restaurant ma, dopo l'entusiasmo iniziale, fallisce miseramente e decide di fuggire dai creditori e dal fisco "là dove è possibile continuare a sognare": ovvero in Africa, dove si improvvisa cameriere per un resort esclusivo. Lì incontra Oumar, cameriere con il sogno di diventare regista e la passione per quell'Italia conosciuta attraverso il cinema di Pasolini. Improvvisamente in Africa scoppia la guerra e i due sono costretti a emigrare, anche se Checco non punta all'Italia ma ad uno di quei Paesi europei in cui le tasse e la burocrazia sono meno pressanti che nel Bel Paese. A loro si uniranno la bella Idjaba e il piccolo Doudou ("come il cane di Berlusconi"). Riusciranno i nostri eroi (l'espressione non è usata a caso) a portare a termine il "grande viaggio da clandestini"?
  2. Sole a catinelle

    Sole a catinelle

    2013

    # 4

    Checco Zalone è sui trenta in quel del vicentino, con moglie e figlio decenne. Sorride sempre, con la smorfia inebetita di chi ha vissuto nel sogno televisivo dell'ultimo ventennio. Di lavoro aspira la polvere, dapprima negli hotel di lusso, dove ha cresciuto la sua mira di ricchezza, poi nelle case delle sue tante zie meridionali, intento a vendere l'elettrodomestico che lo riscatterà economicamente. Ci riuscirà perché è simpatico e ottimista (ma non comunista, anzi qualunquista). Compra tutto quello che serve, ma subito dopo lo perde perché fidi e assegni postdatati si sciolgono come la neve sotto il "sole a catinelle", mentre la moglie operaia vicentina perde il lavoro nel nord-est non più ricco, facendosi paladina di una lotta di classe datata come le trasmissioni giornalistiche di sinistra che la vogliono raccontare. Tornato povero, non è meno ottimista e promette al figlio una vacanza da sogno se prende tutti, ma proprio tutti i dieci nell'ultima pagella.
  3. Cado dalle nubi

    Cado dalle nubi

    2009

    # 3

    Checco vive in Puglia e coltiva il sogno di fare il musicista neomelodico ma la sua ragazza, Angela, non lo prende sul serio e, stanca del suo disimpegno, lo abbandona. Addolorato, Checco lascia Polignano a mare e va dal cugino a Milano. Qui conosce la bella Marika, figlia di un leghista convinto, alla quale sembra non interessare che come amico, buffone di corte. Affranto, Checco decide allora di tentare il provino per il programma "I want you", che seleziona talenti musicali per la tv.
  4. Che bella giornata

    # 2

    Milano. Checco, security di una misera discoteca della Brianza, a rischio attentati al punto da richiedere misure straordinarie, si ritrova a lavorare come addetto alla sicurezza del Duomo di Milano. In poco tempo e grazie alle sue spiccate capacità intellettuali che provocano infiniti malintesi, Checco diventa la vera minaccia al patrimonio artistico italiano e presto ai piani alti si rendono conto di non aver fatto un grande affare ad assumerlo. Intanto Checco incontra Farah, una studentessa d'architettura che si finge francese, ma in realtà è araba ed è a Milano per portare a termine la sua personalissima vendetta...
  5. Quo vado?

    Quo vado?

    2016

    # 1

    Il nuovo film con Zalone racconta la storia di Checco, un ragazzo che ha realizzato tutti i sogni della sua vita. Voleva vivere con i suoi genitori evitando così una costosa indipendenza e c'è riuscito, voleva essere eternamente fidanzato senza mai affrontare le responsabilità di un matrimonio con relativi figli e ce l'ha fatta, ma soprattutto, sognava da sempre un lavoro sicuro ed è riuscito a ottenere il massimo: un posto fisso nell'ufficio provinciale caccia e pesca. Con questa meravigliosa leggerezza Checco affronta una vita che fa invidia a tutti. Un giorno però tutto cambia. Il governo vara la riforma della pubblica amministrazione che decreta il taglio delle province. Convocato al ministero dalla spietata dirigente Sironi, Checco è messo di fronte a una scelta difficile: lasciare il posto fisso o essere trasferito lontano da casa. Per Checco il posto fisso è sacro e pur di mantenerlo accetta il trasferimento...