“VisionQuest”, Paul Bettany: “Il mio Visione è un rifugio per chi si sente un reietto. Celebriamo la nostra inefficienza, è ciò che ci rende umani”

“VisionQuest”, Paul Bettany: “Il mio Visione è un rifugio per chi si sente un reietto. Celebriamo la nostra inefficienza, è ciò che ci rende umani”

Pubblicato il15 ottobre 2026

Aggiornato il16 ottobre 2026

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“Potrei mentire e inventarmi qualcosa, ma le cose davvero utili che ho imparato come persona al di fuori della recitazione sono arrivate attraverso mia moglie, i miei figli e i miei amici, e non interpretando un supereroe. Ma ho imparato molte cose utili per interpretare Visione e molte cose su come gestire il mio umore quando sono dentro un costume incredibilmente caldo, pesante e claustrofobico.

Ho scoperto che leggere racconti brevi e poesie è utile. E, cosa più importante, che ciò che è veramente utile è sedersi, chiudere gli occhi e immaginare la lunga fila di attori che ucciderebbero per essere nella posizione in cui ti trovi tu”. Dal modo in cui Paul Bettany risponde alle domande è palese come per l'attore l'incontro con la stampa per parlare di VisionQuest non sia solo un momento promozionale.

Nelle sue parole c'è un'attenzione, una sincerità, una “presenza” che non sempre si riscontra in altri suoi colleghi. A cinque anni di distanza da WandaVision (2021) lo ritroviamo nei panni di Visione nella serie creata da Terry Matalas e disponibile su Disney+, dopo essere stata presentata alla Festa del Cinema di Roma dove sono stati mostrati i primi due episodi e 10 minuti in anteprima del terzo. Riavviato e sfuggito alla S.W.O.R.D., una misteriosa agenzia governativa anti-terrorismo che voleva trasformarlo in un’arma, vive ormai nascosto. Alla ricerca di un nuovo significato per la propria esistenza, si rivolge alle personalità di IA integrate nella sua programmazione, tra cui F.R.I.D.A.Y., E.D.I.T.H., J.A.R.V.I.S. e Ultron, che ha il volto di James Spader.

La sua vita nell’ombra viene sconvolta quando una taglia sulla sua testa lo costringe alla fuga insieme a Thomas Shepard, un misterioso ragazzo interpretato da Ruaridh Mollica che potrebbe essere suo figlio reincarnato. Mentre cerca di sfuggire alla cattura, Visione dovrà confrontarsi con la propria natura, resistere all’influenza di Ultron e fare luce sull’enigma che avvolge il suo giovane compagno, se vuole riuscire a sopravvivere.

Tra Pinocchio, Blade Runner e modelli maschili positivi

blade runner

Con tutti i ricordi della versione precedente e consapevole della sua natura, Visione si è rifugiato in un mondo creato dalla sua mente. “Dentro questa storia abbiamo messo un po' di Pinocchio, Frankenstein e Blade Runner (1982). 'Chi sono? Chi mi ha creato? A cosa servo? Qual è il mio scopo? Sono buono? Sono cattivo?'”, spiega l'attore. “Volevo fare una specie di mash-up tra queste cose. Abbiamo parlato e tirato fuori molte idee, scartandone altre. Con Terry abbiamo anche parlato di padri e figli. Volevo che lo show avesse una sua energia maschile, ma in un modo davvero positivo. Perché non credo ce ne sia abbastanza. E ho pensato che sarebbe stato fantastico avere una sorta di modello di ruolo maschile positivo. A tal fine, Terry ha avuto l'idea di invitare di nuovo James Spader. E quando ha tirato fuori quell'idea, ho pensato: 'Questa è la serie'”.

Proprio la presenza di Spader e gli scambi tra i due personaggi, caratterizzati da un'atmosfera intima e confidenziale, rappresentano uno degli elementi più affascinanti di VisionQuest. “Penso che le scene tra di noi formino davvero la spina dorsale dello show. C'è un mondo che accade dentro la testa di Visione, che realizziamo in un modo molto fisico”, spiega l'attore. “Tutti noi abbiamo cose che succedono dentro la nostra testa, ma c'è anche il mondo esterno e Visione è in missione. Ne affronta una interna in cui lo vediamo lottare per capire e venire a patti con se stesso e una nel mondo reale in cui è partito per salvare suo figlio. Riusciamo però sempre a tornare a quella parte intima perché si svolge dentro la mia testa”.

Cercare l'umanità attraverso un robot e il valore dell'inefficienza

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Bettany è un attore che interpreta un essere artificiale che sta cercando di capire l'umanità e, a volte, si ha l'impressione che Visione capisca cosa significhi essere umani meglio di molte persone. “Penso che questo sia il trucco con Visione e che spesso questo robot abbia risposte più umane rispetto ad altri personaggi. E questa è una delle cose che lo rendono adorabile”, riflette Bettany. “Ho sempre cercato di andare avanti interpretando un essere umano, perché in realtà è impossibile interpretare un robot. E la cosa è già risolta dal fatto di indossare un costume da robot. Ti dedichi a cercare di fare la parte umana della cosa”.

Guardando la serie appare chiaro quanto la sceneggiatura sia stata attenta nel trattare in modo intelligente il tema dell'IA in un momento storico in cui è diventata sempre più potente. “Ne abbiamo parlato in modo un po' obliquo”, confida Bettany. “La Marvel, da Age of Ultron (2015) in poi, ha sempre offerto una sorta di versione positiva di quale potrebbe essere il futuro dell'intelligenza artificiale da un lato e una versione molto caotica e psicotica dall'altro. Non stiamo usando questo forum – prosegue - per discutere di come potrebbe essere il futuro dell'IA nel nostro mondo reale. J.A.R.V.I.S. e l'armatura di Iron Man sono una versione in cui l'idea è che l'umanità venga potenziata dal suo uso. E poi immagino che la versione di Ultron sia quella in cui viene soggiogata o addirittura distrutta o privata della sua autonomia. Ma non è questa la sabbia in cui stiamo giocando”.

Ma proprio in un momento di grande espansione e presenza nelle vite di ognuno di noi, cosa ha insegnato Visione a Paul Bettany su ciò che ci rende umani? “È davvero strano interpretare questo ruolo ed essere interrogati sull'IA e sul futuro dell'umanità, perché io sono solo qualcuno che mette gli abiti di qualcun altro per vivere. Non ho una laurea in informatica o cose del genere”, sottolinea l'attore. “Detto questo, ultimamente ho pensato a quanta efficienza abbia l'intelligenza artificiale e a quanto siano inefficienti gli esseri umani. E che ci sono aspetti meravigliosi sugli esseri umani che derivano proprio dalla loro inefficienza. Penso che l'arte sia inefficiente. Non credo che i bambini diventino particolarmente utili finché non sono più grandi. Eppure sono belli e straordinari. Quindi credo che dovremmo tutti celebrare la nostra inefficienza. Sono una persona super inefficiente, basta chiedere a mia moglie”.

Un viaggio di scoperta condiviso con i fan

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Quello di Paul Bettany è stato un viaggio emotivo impressionante all'interno del Marvel Cinematic Universe, tra addii e ritorni. “Dopo WandaVision, le persone mi hanno chiesto: 'Com'è tornare a distanza di cinque anni?'. Ma a me non è sembrato così, perché abbiamo sempre avuto riunioni cercando di capire cosa potesse essere lo show. Quindi mi sono sempre sentito in contatto con la serie”, racconta l'attore. “Ma per quanto riguarda il viaggio emotivo di interpretare Visione, ci sono voluti alcuni anni prima che capissi davvero chi fosse in termini di ciò che significava per il pubblico. E l'ho capito incontrando i fan”.

“Ho iniziato a realizzare che le persone che venivano da me erano molto simili alla persona che ero da giovane. Sono stato preso di mira a scuola. Mi sentivo un reietto. Non sapevo se ci sarebbe stato un mondo adulto in cui mi sarei inserito”, prosegue. “E questo è il motivo per cui penso che Visione sia sempre in uno stato di cambiamento e scoperta di sé, perché i fan lo sono ed è una questione urgente per loro. E c'è una gamma vertiginosa di scelte che possono fare su chi sono in questa epoca. Questo è il motivo per cui penso sia molto importante che il contratto tra il pubblico e il personaggio di Visione debba sempre essere in uno stato di cambiamento. Quello che volevamo davvero fare in questo show era onorare questo aspetto e spingerlo il più lontano possibile, motivo per cui incontriamo Visione in un momento in cui ha una crisi d'identità. Sono stato entusiasta di esplorare la rabbia, la frustrazione e l'impazienza del personaggio”.

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VisionQuest
VisionQuest

VisionQuest

2026

La Visione, rigenerato e fuggito da chi voleva farne un’arma, si nasconde. Cerca il suo senso della vita con l’aiuto delle AI incorporate nel suo codice, tra cui Friday, Edith, Jarvis e il famigerato Ultron. La sua discreta esistenza finisce quando una taglia sulla sua testa lo spinge alla fuga accanto a Thomas Shepherd, un ragazzo misterioso che potrebbe essere la reincarnazione del figlio di Visione. Durante la sua fuga dalla cattura, per sopravvivere Visione dovrà affrontare la sua natura e resistere all’influenza di Ultron, nonché sciogliere l’enigma rappresentato dal suo giovane compagno.

Informazioni su questa lista

Titoli

1

Costo totale di visione

5,99 €

Durata totale

6h 24min

Generi

Azione e Avventura, Drammatico, Fantascienza

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