Robin Hood: i 15 film da rivedere in attesa di "The Death of Robin Hood" (e la nostra classifica)

Robin Hood: i 15 film da rivedere in attesa di "The Death of Robin Hood" (e la nostra classifica)

Gabriella Giliberti
Gabriella Giliberti

Pubblicato il 28 gennaio 2026

Aggiornato il 08 febbraio 2026

Se pensavate che Robin Hood fosse “solo” il tizio in calzamaglia che ruba ai ricchi per dare ai poveri, il trailer di The Death of Robin Hood (2026) vi sta già smentendo: la nuova rilettura A24 diretta da Michael Sarnoski (Pig, A Quiet Place: Day One) mette al centro un Robin stanco, ferito e soprattutto colpevole.

Un antieroe che guarda in faccia il mito e trova sangue sotto la vernice. Nel film, Hugh Jackman interpreta un fuorilegge consumato dalla propria leggenda, mentre una figura misteriosa (Jodie Comer, non la classica Marian) sembra offrirgli un’ultima possibilità di “salvezza”, se davvero esiste.

E il bello (o il problema) è che Robin Hood è uno di quei personaggi che il cinema non riesce a lasciare in pace: ogni epoca lo riscrive a propria immagine. A volte diventa puro spettacolo d’avventura; a volte un dramma crepuscolare; a volte una commedia che prende in giro le versioni precedenti; a volte un’action moderno che si vergogna persino dell’arco e delle foreste. Proprio per questo, invece di chiedere “qual è il Robin Hood definitivo?”, ha più senso guardare come cambia e quali film, davvero, reggono il colpo.

Qui sotto trovi una classifica dal migliore al peggiore dei principali lungometraggi in cui Robin Hood è protagonista o fulcro dichiarato; alla fine della classifica, l’elenco completo di tutti i film su Robin Hood.

2. Douglas Fairbanks in "Robin Hood" (1922)

Prima ancora che Hollywood diventasse “Hollywood” come la intendiamo, Fairbanks trasforma Robin Hood in un evento: set giganteschi, gesto atletico, energia da supereroe ante-litteram. È un film muto, sì, ma non è “museo”: è cinema fisico, fatto di corpi che saltano, corrono, rischiano. E soprattutto è interessantissimo per un motivo: qui Robin Hood è ancora molto vicino al sogno americano delle origini, all’idea che l’eroismo sia spettacolo e che la giustizia abbia bisogno di essere vista. Per chi ama la storia del cinema è quasi obbligatorio; per chi ama il mito è la prova che Robin Hood nasce già “blockbuster”.

La leggenda di Robin Hood che ha fissato lo stampo: avventura classica, ritmo brillante, romanticismo senza cinismo e un senso dello spettacolo che ancora oggi sembra “facile” solo perché è perfetto. Errol Flynn è carisma puro: non recita l’eroe, lo incarna, e attorno a lui tutto funziona come un meccanismo ben oliato – duelli, travestimenti, beffe, giustizia popolare. È anche la versione che capisce una cosa fondamentale: Robin Hood non è soltanto un ribelle, è un’idea contagiosa. Se vuoi capire perché la leggenda resiste da secoli, parti da qui e poi confrontala con i tentativi moderni di “sporcarsi le mani”: quasi tutti, in un modo o nell’altro, stanno rispondendo a questo film.

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Robin Hood
Robin Hood

Robin Hood

1922

Tra sontuose scene medievali, Re Riccardo parte per le Crociate lasciando il fratello, il Principe Giovanni, come reggente. Quest'ultimo si rivela ben presto un tiranno crudele, avido e infido. Informato del pericolo che incombe sull'Inghilterra da un messaggio della sua amata Marian, l'audace Conte di Huntingdon, rischiando vita e onore, fa ritorno per opporsi a Giovanni. Si ritrova però fuorilegge insieme ai suoi amici, mentre Marian sembra essere morta. Entra in scena Robin Hood, campione acrobatico degli oppressi, che si impegna a ristabilire la giustizia con imprese avventurose e pericoli mozzafiato.

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Robin Hood
Robin Hood

Robin Hood

1973

La versione più “comfort” di Robin Hood e, per intere generazioni, la più indelebile. Robin volpe e Little John orso non sono solo un’idea carina: sono la dimostrazione che il mito funziona quando diventa favola morale – un’avventura per tutti, dove l’ingiustizia è chiarissima, il cattivo è memorabile (Prince John è un concentrato di avidità infantile) e l’eroe è irresistibile proprio perché gentile. È un film che non ha bisogno di realismo: lavora di tono, di musica, di icone. Se cerchi Robin Hood come “rifugio” più che come tragedia, è il tuo. E sì: ogni remake serio o cupo, in fondo, combatte anche contro questo sorriso.

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Robin e Marian

Il colpo di genio: raccontare Robin non quando è giovane e invincibile, ma quando è già leggenda consumata. Connery e Hepburn portano addosso il tempo, e Robin e Marian ci costruisce sopra un tono malinconico, quasi elegiaco: è una storia su cosa resta dell’eroe quando finisce la musica, e su quanto costi vivere all’altezza del proprio mito. È anche uno dei pochi Robin Hood che non ha paura di essere romantico senza essere ingenuo. Se il trailer di The Death of Robin Hood ti intriga per l’idea del “finale”, qui trovi un parente spirituale – meno violento, più tenero e amaro.

Il Robin Hood “popcorn” per eccellenza: grande respiro, colonna sonora che si stampa in testa, senso dell’avventura anni ’90 e un cast stellare che regge anche quando il film esagera. È una versione che punta tutto sulla spettacolarità e sulla fruizione immediata; e infatti, anche se la critica è stata altalenante, è rimasto un classico da rivedere. Il vero motivo per cui è in alto, però, non è Kevin Costner e nemmeno la sua chimica con Mary Elizabeth Mastrantonio o alla struggente e romantica colonna sonora, bensì Alan Rickman e il suo Sceriffo di Nottingham. Talmente iconico da rubare la scena e vincere un meritatissimo BAFTA. Se vuoi Robin Hood come intrattenimento “alto volume”, è ancora una scelta solidissima.

Mel Brooks prende il mito e lo usa come bersaglio per colpire tutte le versioni precedenti – e, proprio così, finisce per dichiarare amore al personaggio. Robin Hood - Un uomo in calzamaglia non è la sua commedia più affilata, ma ha un vantaggio enorme: conosce il materiale e sa dove fa ridere davvero (l’eroe romantico, il cattivo teatrale, la retorica dell’avventura). Cary Elwes funziona perché è “bello” e scemo quanto basta, e l’insieme è un antidoto perfetto a ogni Robin Hood che si prende troppo sul serio. Bonus: è anche un modo simpatico per ripassare i cliché… prima di rivedere i film che li hanno inventati.

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Robin Hood
Robin Hood

Robin Hood

2010

Ridley Scott prova a fare l’operazione “origine” con questo Robin Hood: meno foresta fiabesca, più fango storico, politica, guerra, realismo. Il risultato è intermittente: quando si concentra su atmosfera e azione, è robusto e spesso spettacolare; quando cerca di riscrivere la leggenda come manuale di storia, perde brillantezza. Russell Crowe è un Robin solido ma poco guascone, Cate Blanchett regala presenza e durezza, e l’insieme è un Robin Hood per chi preferisce la versione “medievale” e muscolare. Non è il film che ti fa innamorare del mito, ma può essere quello che te lo rende credibile – almeno a tratti.

“L’altro Robin Hood del 1991”, uscito in modo anomalo (televisivo in alcuni mercati) e inevitabilmente schiacciato dal blockbuster con Costner. Ma Robin Hood - La leggenda non è solo un’ombra di un altro film: è una versione più sobria, più piccola, con un taglio quasi “da avventura classica” senza l’enfasi hollywoodiana. Patrick Bergin è un Robin meno magnetico, Uma Thurman è curiosa da vedere in un ruolo così precoce, e la storia fa il suo dovere senza grandi guizzi. Se ti interessa il confronto tra due Robin Hood usciti nello stesso anno – uno gigantesco e uno contenuto – questo è un caso studio divertente.

Robin Hood e i compagni della foresta potremmo definirlo un “Disney in live action prima dei tempi moderni”: un Robin Hood “pulito”, da avventura familiare, con buone intenzioni e pochissima voglia di complicarsi la vita. Non ha l’energia del 1938 né il fascino pop del 1973, ma ha un valore da capsula del tempo: è il mito come racconto educativo, lineare, rassicurante. Vale soprattutto per completisti e curiosi, o per chi vuole una versione senza ombre, senza cinismo e senza riscritture “dark”. È una tappa intermedia della leggenda sullo schermo: non fondamentale, ma utile per capire come certe immagini (Sherwood, la banda, Nottingham) siano state “normalizzate” per il grande pubblico.

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Viva Robin Hood!

1950

Viva Robin Hood! è una sorta di seguito apocrifo e derivativo. Qui l’idea è cavalcare il successo del mito con un’operazione “ereditaria”, più che reinventarlo. C’è il colore, c’è l’avventura compatta, ma manca la scintilla: sembra un prodotto che imita ciò che il pubblico già desidera, senza aggiungere un’identità forte. Detto questo, è uno di quei film che, se ami l’archeologia della cultura pop, guardi volentieri proprio per il suo essere “minore”: ti fa vedere come Robin Hood diventi seriale, replicabile, quasi un franchise ante-litteram. Non è un disastro, è semplicemente poco necessario; e infatti oggi vive più come curiosità da completisti che come visione imprescindibile.

Viva Robin Hood! non è disponibile per lo streaming.
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Informazioni su questa lista

Titoli

15

Costo totale di visione

29,91 €

Durata totale

27h 35min

Generi

Azione e Avventura, Romantico, Drammatico

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Ci sono 15 titoli in questa lista e 3 di questi li puoi guardare su Disney Plus. Anche altri 8 servizi di streaming hanno titoli disponibili oggi.

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