
Rai Cinema, ecco tutte le novità dal listino 01 Distribution 2026
Da Pino Daniele a Walter Bonatti. Sono solo alcuni dei protagonisti delle storie presenti nel nuovo listino, presentato pochi giorni fa a Ciné- Giornate di Cinema, di 01 Distribution, che proprio quest’anno compie 25 anni. Un compleanno importante, che viene festeggiato con un’offerta volta a valorizzare il cinema italiano, alternando grandi nomi a nuovi autori. Non poteva essere altrimenti per il distributore di Rai Cinema, che proprio l’anno scorso aveva spento altrettante candeline.
Bisogna precisare che nel listino di 01 Distribution non mancano le proposte internazionali. Dall’action thriller con Russel Crowe, La vendetta perfetta – Bear Country (2026), presentato in anteprima al Taormina Film Festival, che arriverà nelle sale a fine agosto, preceduto da una serie di anteprime, a Paper Tiger (2026), il nuovo film di James Gray con Scarlett Johansson, Adam Driver e Miles Teller, reduce dal concorso dello scorso Festival di Cannes. Così come dal fronte europeo arrivano Just an Illusion – La mia famiglia quasi perfetta, commedia sui legami familiari diretta dai registi di Quasi Amici, Olivier Nakache ed Éric Toledano e interpretata da Louis Garrel e Camille Cottin, il thriller storico Pressure di Anthony Maras, con Brendan Fraser, Andrew Scott, Kerry Condon e Damian Lewis, ambientato nelle ore decisive che precedono lo sbarco in Normandia e L’amore immortale (2026) di Alexandre Castagnetti che racconta una storia romantica sospesa tra passato e presente tra Romain Duris e Deva Cassel.
Qui ripercorreremo, però, l’offerta italiana del listino. Tra titoli pronti e progetti in fase di lavorazione, cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo semestre targato Rai Cinema, segnato da eccellenti ritorni e sguardi innovativi? Spoiler: per citare Boris (2007), Favino non sarà né Pietro Pacciani né Giovanni Spadolini, bensì uno dei più grandi manager automobilistici di tutti i tempi.
Da Moretti ad Amelio, la stagione degli autori
Il titolo più atteso? Senza alcun dubbio l’ultima opera di Nanni Moretti, Succederà questa notte (2026), nelle sale dal prossimo 3 dicembre. È stato descritto come un intenso racconto sentimentale, interpretato da Louis Garrel e Jasmine Trinca, che segna il ritorno del leggendario regista a tre anni di distanza da Il sol dell’avvenire (2023). Da non escludere un suo passaggio a Venezia, così come Gianni Amelio, che porterà dal 24 settembre al cinema Nessun dolore (2026) con Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea. Scritto dallo stesso Amelio con Davide Serino, il film ruota attorno a Davide, la cui vita viene sconvolta da un tragico evento, da lui involontariamente causato. Un fatto dirompente che lo spinge, oppresso da sensi di colpa, a intraprendere una serie di azioni apparentemente irragionevoli che lo porteranno a pagare delle gravi conseguenze. Ma è proprio grazie a un forte legame affettivo, quello con Elsa, che forse riuscirà a ritrovare una serenità inaspettata.
Non è ancora nota, invece, la data di uscita di Scherzetto di Mario Martone, film tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, che segna la settima collaborazione tra il regista e Toni Servillo, che stavolta indossa i panni di Daniele Mallarico, noto illustratore, solitario e un po’ burbero, che tornato a Napoli si ritrova alle prese con il nipote di cinque anni, Mario. Sempre dalla letteratura arriva l’ultima fatica di Edoardo De Angelis, che ha appena ultimato la post-produzione de Il fuoco che ti porti dentro, con Vanessa Scalera, Lino Musella e Tommaso Ragno. Una storia, ambientata tra Milano e il capoluogo partenopeo, in cui la Vigilia di Natale si trasforma in un campo di battaglia emotivo, che tocca le corde di una famiglia, tra vecchie ferite, incomprensioni mai risolte e un amore viscerale, difficile da contenere. Quando uscirà? Nessun annuncio ufficiale.
Arriverà invece il 10 settembre The Echo Chamber (2026) di Andrea Pallaoro, interpretato da Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon. Si tratta dell’ultima opera firmata da Bernardo Bertolucci, autore del soggetto e della sceneggiatura, scritta da Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi, che ruota attorno a una storia d’amore che vede protagonisti Leo e Anne si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi. Tra le stanze risuona la voce di Ava che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto.
Alessandro Borghi si ritroverà di nuovo al centro di un progetto molto importante, soprattutto dal punto di vista produttivo. Sarà infatti Walter Bonatti nel kolossal Bianco (2027), per la regia di Daniele Vicari, nella pellicola che ripercorrerà la tragica impresa del Frêney sul Monte Bianco del 1961. Da diversi anni in cantiere, è stato così realizzato un film ambizioso, molto costoso, che ha richiesto soprattutto una lunga lavorazione necessaria alla ricerca del maggior realismo possibile al fine di raccontare una delle pagine più drammatiche della storia dell’alpinismo, rivolta in particolare a un pubblico di non appassionati.
Si prospetta un ottobre dedicato alle nuove generazioni di cineasti. Si comincia l’8 del mese con il ritorno di Paolo Strippoli, che dall’horror passa al thriller psicologico con L’estranea (2026), con un cast del calibro di Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Valeria Bruni Tedeschi e Adriano Giannini. Ecco come lo stesso regista ha descritto il progetto: “È una saga familiare sulla caduta di una famiglia dell'imprenditoria barese, nella quale I Buddenbrook incontrano Faust. È una tragedia pop spietata e viscerale. Ogni essere umano si nutre dell’illusione di poter esercitare un reale controllo sulla propria vita e sul destino. L'estranea è un'indagine su che cosa - e chi - siamo disposti a sacrificare per mantenere viva questa illusione.”
La settimana successiva, quella del 15 ottobre, l’appuntamento è fissato con Je so’pazzo (2026) di Nicola Prosatore, con Massimiliano Caiazzo, che dopo aver dato il volto a Carmine, uno dei personaggi più amati di Mare Fuori (2020), si trasforma in Pino Daniele in un film che si pone come un ritratto intenso e stratificato del leggendario cantautore napoletano, ancora oggi tra le figure più influenti della musica italiana.
Tra campioni d’incassi e un’opera prima
Non mancano i campioni del box office. Un nome su tutti? Paolo Genovese. Reduce dal clamoroso successo di Follemente (2025), che lo scorso anno ha portato al botteghino nazionale un incasso di quasi 18 milioni di euro, il regista di Perfetti sconosciuti (2016) tornerà nelle sale il prossimo 12 novembre con Il rumore delle cose nuove (2026), tratto dal suo omonimo romanzo, pubblicato nel 2023. La storia di tre coppie, che per anni si sono sfiorate senza conoscersi, si intreccia in una Milano invernale per mostrarci come un piccolo gesto possa cambiare profondamente il destino di molte persone. Oltre a Stefano Accorsi, Edoardo Pesce, Lino Musella e Rolando Ravello, è possibile parlare di una sorta di reunion del cast di Follemente in quanto davanti alla macchina da presa torneranno anche Claudia Pandolfi, Claudio Santamaria, Emanuela Fanelli e Vittoria Puccini. Proprio quel cast che è stato nuovamente convocato dopo l’estate per le riprese di Follemente – Capitolo 2 (2027), la cui data di uscita è già stata fissata: 25 febbraio 2027. Stessa collocazione della pellicola originale per un titolo annunciato quasi a “sorpresa”, di cui non sono stati svelati dettagli sulla trama. Da sempre contrario ai sequel, stavolta Genovese ha fatto intendere che la storia tra Piero (Edoardo Leo) e Lara (Pilar Fogliati) aveva ancora degli aspetti da approfondire. Si potrebbe proseguire gli attimi successivi alla fine del primo appuntamento con cui ci eravamo lasciati oppure un altro passaggio della loro relazione, ma sembra essere sicuro quell’impianto che l’ha reso tra le commedie nostrane più redditizie degli ultimi anni.
Spazio nel listino anche per un altro ritorno, quello di Massimiliano Bruno. Arriverà nelle sale il prossimo 29 ottobre Un tranquillo funerale di famiglia (2026), ispirato al cult diretto da Frank Oz, Funeral Party (2007), che riunisce anch’esso un cast corale, da Claudia Pandolfi a Pietro Sermonti, passando per Diego Abatantuono, Stefania Sandrelli, Stefano Fresi, Beatrice Arnera, Edoardo Ferrario, Alessandro Mauthe, Giulia Vecchio, Dino Abbrescia, Carlo Buccirosso, Carlo Amleto e Giovanni Iovino. Nel giorno del funerale del patriarca della famiglia Mancuso, i due figli Daria e Riccardo si ritrovano a fare i conti con rancori mai sopiti e segreti inconfessati. Quella che dovrebbe essere una solenne cerimonia di commiato si trasforma così in un imprevedibile susseguirsi di rivelazioni inattese ed equivoci grotteschi, destinati a far emergere tutte le fragilità e le contraddizioni di una famiglia tutt'altro che perfetta.
Non poteva, però, mancare un’opera prima. Ed è così che dal 4 febbraio sarà possibile guardare sul grande schermo Cambogia (2027), l’esordio dietro la macchina da presa di Valerio Lundini. Produce Groenlandia, che ha scommesso sul comico romano, che dopo aver recitato ne Il più bel secolo della mia vita (2023), interpretato sé stesso in 2 cuori e 2 capanne (2026), e ricoperto il ruolo di autore e conduttore di diversi programmi televisivi, come Una pezza di Lundini (2020) su Rai 2, si è dimostrato pronto per un lungometraggio “tutto suo”.
Marco Bellocchio e l’ambizioso progetto di raccontare Sergio Marchionne
L’annuncio più significativo del listino? Senza dubbio, Sergio Marchionne interpretato da Pierfrancesco Favino. Era dall’anno scorso, non appena è stata reso noto il progetto di un lungometraggio dedicato al manager di Fca, scomparso a soli 66 anni il 25 luglio 2018, per la regia di Marco Bellocchio intitolato Falcon, che circolavano rumors su chi potesse indossare i panni di un protagonista così centrale del nostro Paese, capace di segnarne profondamente la storia industriale, economica e sociale.
Scritto dallo stesso Bellocchio con Ludovica Rampoldi, Andrea Di Stefano e Stefano Rulli, con la partecipazione di Oliviero Del Papa, la pellicola non si limiterà a raccontare esclusivamente una delle più importanti operazioni finanziarie e industriali degli ultimi decenni, l’acquisizione di Chrysler da parte di Fiat. “Sarà soprattutto il ritratto di un uomo, della sua visione, della sua determinazione, delle sue responsabilità e delle sue contraddizioni – ha spiegato Del Brocco, anticipando che le riprese inizieranno il prossimo autunno e che oltre a Favino ci sarà “un cast molto importante”.

Je so’ pazzo

Un tranquillo funerale di famiglia
















