Da “Emma” a “Camera con vista”: 10 film da non perdere se ami l’estetica Cottagecore (con un lieto fine!)

Aggiornato il

Gabriella Giliberti

Gabriella Giliberti

Editor a JustWatch

Cottagecore non è solo “vestiti a fiori e cestini di fragole”, è una fantasia di vita rallentata, fatta di luce naturale, mani sporche di terra (in senso buono), cucine calde, profumi fragranti e tende mosse dal vento e giornate che sembrano finite dentro una stampa botanica.

È il desiderio di un mondo più piccolo e più gentile: case di campagna, villaggi con ritmi umani, passeggiate nei prati, tè fumanti, pane appena sfornato. E sì, spesso ci finisce anche l’amore, quello che ti sorprende all’improvviso, magari proprio quando stai provando a rimettere insieme te stessa.

Il problema? Molti film con queste atmosfere sono anche pieni di tragedie, malinconie e finali agrodolci. Qui invece andiamo sul sicuro: 10 titoli che ti danno tutta l’estetica cottagecore (campagna, giardini, boschi, cottage, vestiti d’epoca o comfort rurale) e ti lasciano anche con un lieto fine. Quelli da mettere su quando vuoi sentirti avvolta in una coperta, magari mentre fuori impazza un temporale, ma senza uscire emotivamente a pezzi.

1. Emma (2020)

Se cottagecore per te significa “campagna inglese + pettegolezzi eleganti + vestiti che sembrano dessert”, Emma è una festa. È luminoso, ironico, pieno di dettagli da guardare con gli occhi a cuore: case perfette, giardini curati, picnic e passeggiate tra siepi e salotti. Anya Taylor-Joy rende Emma una protagonista deliziosamente insopportabile: privilegiata, convinta di sapere tutto, ma anche capace di crescere – e il film la tratta con il giusto mix di sarcasmo e tenerezza. Funziona perché non è solo romance: è una commedia sul diventare adulti e imparare a leggere gli altri. E quando arriva il lieto fine, è davvero soddisfacente: non un premio casuale, ma la conseguenza di un cambio di prospettiva. Bonus cottagecore: la palette pastello è praticamente aromaterapia visiva.

2. Orgoglio e pregiudizio (2005)

È uno dei comfort movie definitivi, e lo è anche per un motivo molto cottagecore: la campagna qui non è sfondo, è umore. Orgoglio e pregiudizio ti avvolge con brume, prati, mani che sfiorano, camminate nel fango, case che respirano. Keira Knightley e Matthew Macfadyen fanno scintille in modo trattenuto, come se ogni frase avesse un secondo significato (e spesso ce l’ha). Il film è romanticissimo senza essere stucchevole: ti fa credere nel destino, ma anche nell’idea che l’amore sia una scelta di lucidità, non una febbre. E soprattutto: è pieno di micro-scene che ti rimangono addosso come il profumo del bucato al sole. Il lieto fine qui è una carezza: arriva dopo l’orgoglio, dopo il pregiudizio, dopo aver imparato a vedere davvero l’altro.

3. Piccole donne (2019)

Cottagecore, ma con cervello e cuore. Piccole donne è un concentrato di casa calda, sorelle che si stringono, inverni pieni di coperte, estati nei campi, scrittura, tazze, risate, teatro improvvisato. Greta Gerwig prende un classico e lo rende sorprendentemente moderno: ritmo vivace, dialoghi che sembrano respirare, e un cast che fa venire voglia di trasferirsi immediatamente in quella casa con loro. È un film che parla di lavoro creativo, denaro, libertà e desiderio e lo fa senza perdere la magia domestica. Il lieto fine è intelligente: non ti vende una favola ingenua, ma ti lascia con la sensazione di un futuro aperto, conquistato. Cottagecore qui significa anche comunità, solidarietà, vita semplice ma piena: la fantasia più potente di tutte.

4. Il giardino segreto (1993)

Se la tua idea di cottagecore è “natura che guarisce”, Il giardino segreto è perfetto. È gotichino quanto basta (casa enorme, corridoi, silenzi) per rendere ancora più bello il contrasto con il verde che esplode fuori, tra edera, chiavi, cancelli e vento. La storia è quella di una bambina scontrosa che, in un posto nuovo, impara lentamente a trasformarsi – e la trasformazione passa proprio dalla terra, dalle piante, dall’atto semplice di prendersi cura di qualcosa. Visivamente è un film che sa essere delicato e incantato, con un senso quasi tattile di foglie e luce. E sì: qui il lieto fine è pieno e meritato, perché non è “tutto perfetto”, ma tutto è finalmente vivo. Dopo averlo visto, vorrai un giardino. O almeno una piantina.

5. Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento (2010)

Se per “cottagecore” intendi quella sensazione di vita minuscola ma intensissima – luce che filtra tra le tende, erba alta come una foresta, cucina come rifugio, oggetti quotidiani trasformati in tesori – Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento è praticamente un manifesto. Lo Studio Ghibli guarda il mondo dal basso, con l’attenzione quasi sensoriale per legno, foglie, spilli, zucchero, acqua: tutto è vicino, tattile, “fatto a mano”. La storia segue Arrietty, una Borrower che “prende in prestito” piccoli oggetti dagli umani per sopravvivere, finché l’incontro con un ragazzo malato non apre una crepa delicata tra due mondi. È un film quieto ma pieno di tensione, perché ogni gesto può diventare pericolo – e proprio questo rende il cottage, il giardino e i sentieri un luogo avventuroso senza bisogno di esplosioni. Pur con una vena malinconica tipica Ghibli, il finale lascia una sensazione di speranza e continuità, come una finestra che resta socchiusa sull’estate.

6. Via dalla pazza folla (2015)

Cottagecore romantico con un tocco di sale: Via dalla pazza folla è campagna inglese in formato grande schermo, tra fattorie, pecore, tempeste e scelte sentimentali che fanno male prima di fare bene. Carey Mulligan è perfetta nel ruolo di Bathsheba: indipendente, testarda, capace di sbagliare con convinzione (come capita quando sei giovane e ti credi invulnerabile). Il film è un triangolo amoroso, sì, ma soprattutto è una storia di maturazione: imparare a distinguere l’amore vero dal fascino che brucia. È anche pieno di immagini da manuale cottagecore: lavoro nei campi, luci dorate, case di pietra, vento tra l’erba alta. E quando arriva il lieto fine, non è una scorciatoia: è una scelta adulta, finalmente pulita.

7. Un incantevole Aprile (1991)

Questo è cottagecore versione “vacanza che ti salva la vita”: Un incantevole Aprile prende quattro donne (diverse, stanche, intrappolate) e le porta in una villa italiana piena di glicini, terrazze, giardini e aria buona. Il film è una fantasia molto precisa: l’idea che cambiare luogo possa cambiare anche te, perché ti restituisce spazio mentale. È delicato, spiritoso, e incredibilmente soddisfacente nel modo in cui lascia fiorire i personaggi senza drammoni. Il cottagecore qui è fatto di lentezza, bellezza quotidiana, pranzi lunghi, finestre aperte, mani che tornano a fare cose semplici. E sì, il lieto fine c’è, ed è uno di quelli maturi, non favolistici – ti fa credere che la felicità possa essere anche una questione di respiro.

8. Babe, maialino coraggioso (1995)

Cottagecore “family” perfetto: Babe, maialino coraggioso è la prova che l’estetica rurale può essere anche cinema di qualità altissima. Fattoria, fieno, animali che sembrano personaggi da libro illustrato – ma con una storia che sa essere commovente senza essere sdolcinata. Babe è un maialino che vuole fare il cane da pastore, e il film ti fa innamorare della sua gentilezza ostinata: non è un eroe perché combatte, è un eroe perché prova, ascolta, insiste. Visivamente è una carezza, luci calde, ritmi semplici, natura come casa. E il lieto fine è un’esplosione di soddisfazione, di quelle che fanno applaudire anche da soli sul divano. Se cottagecore per te è “vita semplice ma piena di senso”, questo è un classico intramontabile.

9. Chocolat (2000)

Cottagecore con zucchero, ribellione e un pizzico di sensualità: Chocolat è un villaggio francese da cartolina, tazze di cioccolata calda e una protagonista (Juliette Binoche) che arriva come una ventata di libertà. Il film è tutto un gioco tra comfort e provocazione: c’è il calore della comunità, ma anche il controllo sociale; c’è la tradizione, ma anche il desiderio di vivere senza sentirsi in colpa. Visivamente è una delizia: strade acciottolate, vetrine, cappotti, vento, cucina come luogo di cura. È anche una storia su come la gentilezza possa essere rivoluzionaria. E sì, finisce bene, non in modo ingenuo, ma soddisfacente, come quando un posto chiuso riapre, e da quel nuovo inizio ne guadagnano un po’ tutti! Extra: ti farà venire fame. Molta fame!

10. Camera con vista (1985)

Cottagecore per chi ama il romanticismo “letterario”: Camera con vista è fatto di paesaggi toscani, passeggiate, abiti chiari, stanze luminose e quel tipo di desiderio che si vergogna prima di diventare coraggio. È un film che parla di educazione sentimentale: una giovane donna (Helena Bonham Carter) intrappolata nelle convenzioni scopre che la vita vera è più disordinata – e molto più bella – di come gliel’hanno raccontata. La parte italiana è pura estetica da sogno: campagna, luce, aria, movimento, libertà. E anche quando si torna in Inghilterra, resta quella tensione tra “ciò che devo” e “ciò che voglio” che rende il tutto irresistibile. Il lieto fine è uno dei più iconici: non solo romantico, ma liberatorio, come aprire una finestra e finalmente respirare.

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  1. Emma.

    Emma.

    2020

    # 1

    Bella, intelligente e ricca, Emma Woodhouse non ha rivali nella sua assonnata cittadina in quanto a irrequietezza. Tra le differenze sociali e le difficoltà del divenire adulta, Emma sarà fuorviata da incontri sbagliati e passi falsi romantici per trovare quell'amore che è sempre stato al suo fianco.
  2. Orgoglio e pregiudizio

    # 2

    Nell'Inghilterra rurale di fine '700 un giovane aristocratico a cui non difettano le ricchezze, Charles Bingley, affitta la tenuta vicina a quella dei Bennet, a cui non difettano invece le figlie da maritare. Una sera, durante una festa danzante, Bingley fa il suo ingresso nella sala scatenando lo scompiglio fra le fanciulle del paese che desiderano un giro di danza e un (buon) partito. Accompagnato dall'altezzosa sorella e dal bello quanto presuntuoso Signor Darcy, Bingley si innamora perdutamente della primogenita dei Bennet, la timida e placida Jane. Amore a prima vista sarebbe anche per Darcy e la secondogenita Bennet, Lizzie, se non fosse per quella loro indole indomita e poco incline al confronto.
  3. Piccole donne

    Piccole donne

    2019

    # 3

    Dopo la fine della guerra di secessione americana le sorelle March dovranno affrontare problemi economici, sentimentali e sociali. Tra tutte spicca la figura di Jo, determinata a trovare la propria libertà e indipendenza, spronando anche le sorelle a dare spazio al proprio talento, nonostante le rigide imposizioni della società di quel periodo.
  4. Il giardino segreto

    # 4

    Figlia di inglesi residenti in India, Mary viene ospitata, dopo la morte dei genitori, nel maniero di uno zio. Questi, vedovo, ha un figlio infermo che vive recluso nella propria stanza. Mary scopre un giardino segreto e, con l'aiuto di un contadinello, riesce a coinvolgere nelle sue scorribande in questo giardino il cuginetto, che così guarisce dalla sua malattia. Anche lo zio riacquista la serenità.
  5. Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento

    # 5

    Sotto il pavimento di una grande casa nella campagna di Tokyo, vive la quattordicenne Arrietty con la madre e il padre. Sono una famiglia di “rubacchiotti”, alti dieci centimetri, che prendono in prestito dagli umani tutto ciò che serve loro per sopravvivere ma in piccolissime quantità, in modo che nessuno se ne accorga e possa scoprire la loro esistenza. Arrietty, però, in una delle sue incursioni nel giardino della casa viene vista da Sho, un ragazzino umano di 12 anni che soggiorna lì, presso la zia, in attesa di una rischiosa operazione al cuore. Nonostante la cosa scateni il terrore nei genitori, che si preparano immediatamente a traslocare, Arrietty capisce di potersi fidare di Sho e tra i due nasce una breve ma importante amicizia.
  6. Via dalla pazza folla

    # 6

    La bella, ostinata ed indipendente, Bathsheba Everdene (Carey Mulligan) attira le attenzioni di tre pretendenti tra loro molto differenti. A contendersi il suo amore sono l'allevatore di pecore caduto in disgrazia Gabriel Oak (Matthias Schoenaerts), l'affascinante e spericolato sergente Frank Troy (Tom Sturridge) e il ricco e maturo scapolo William Boldwood (Michael Sheen).
  7. Un incantevole aprile

    # 7

    Londra, fine della prima Guerra mondiale: come sempre fuori piove e Lottie Wilkins è depressa. La sua vita sembra ridursi unicamente all'ascolto delle lamentele serali del marito, Mellersh, un mostro di perbenismo britannico. Ogni sera infatti, mentre digerisce la sostanziosa cena medio borghese, suo marito controlla i conti e le spese domestiche e pontifica sui suoi doveri di moglie di avvocato. Non c'è quindi da meravigliarsi se a Lottie l'annuncio del "Times" suoni come il richiamo della libertà e della fuga. Si mette subito a cercare delle compagne di viaggio che siano disposte a seguirla.
    Un incantevole aprile non è disponibile per lo streaming.
    Avvisami quando lo puoi guardare

  8. Babe, maialino coraggioso

    # 8

    Il piccolo porcellino Babe arriva alla fattoria degli Hoggett come futura vittima per il cenone natalizio, e nel frattempo fa la conoscenza di Rex, il cane pastore convinto che solo i cani sono animali intelligenti, ma la sua compagna Fly alleva Babe come se fosse suo figlio. Altri ospiti della fattoria sono Ferdinand, un eccentrico paperotto che si sforza di imparare a cantare come un gallo per rendersi utile in fattoria e Duchessa, la gatta persiana...
  9. Chocolat

    Chocolat

    2000

    # 9

    L'apertura di un peccaminoso negozio di cioccolata da parte della giovane Vianne Rocher nel minuscolo villaggio di Lansquenet, scatena una vera e propria guerra all'interno della cittŕ, tra quelli che non vedono di buon occhio il negozio e quelli che desiderano assaporare la libertà che hanno appena scoperto.
  10. Camera con vista

    Camera con vista

    1986

    # 10

    Guardata a vista da cugina zitella, giovane inglese soggiorna a Firenze dove incontra un compatriota spregiudicato e un po' stravagante. Tornata in Inghilterra dove l'aspetta un fidanzato noioso, deve fare una scelta.