Il method acting è quella tecnica interpretativa che fa immedesimare completamente un attore o un’attrice nel ruolo che devono impersonare. Per farlo, un performer mima lo stile di vita, i vezzi o le caratteristiche peculiari di un personaggio, mantenendosi nella parte anche quando la camera è spenta. Rimanere nella parte, davanti e fuori dalla telecamera, durante tutta la durata delle riprese rende l’interpretazione autentica e “naturale”.
Tuttavia, come vedrete nella lista, il method acting può spingersi oltre i confini convenzionali, richiedendo scelte difficili ed estreme. Nonostante ciò, alcuni attori o attrici rimangono fedeli a questa tecnica per il grande impatto sullo schermo. Ne sà qualcosa Daniel Day-Lewis, uno dei maestri del method acting, da poco ritornato alla recitazione in Anemone (2025). Non a caso, è l’unico attore nella lista che ho voluto premiare con due posizioni.
Qui sotto trovate le 10 performance di method acting più famose. I criteri di scelta sono stati non solo la rilevanza nella cultura pop di queste prove attoriali, ma anche il livello di dedizione alla tecnica che gli attori e le attrici hanno dimostrato.
10. Meryl Streep ne "Il diavolo veste Prada" (2006)
Una delle attrici più importanti e dotate della settima arte, Meryl Streep non poteva mancare nella lista. Nonostante la parte di Miranda Priestly sia leggendaria, rimane al numero 10 della classifica perché Streep non è una classica attrice di method acting. Ne Il diavolo veste Prada, Streep ha voluto sperimentare con questa tecnica, ottenendo un risultato sorprendente nei panni dell’odiosa, autoritaria e perfezionista Priestly. Per calarsi nella parte, l’attrice si è auto isolata dal resto del cast ed è rimasta nella parte per tutta la durata delle riprese. Ciò le ha fatto guadagnare una nomination agli Oscar, ma l’esperienza le ha fatto mettere una croce sopra la tecnica. Il diavolo veste Prada (2006) rimane un classico con uno dei “cattivi” più famosi di sempre, al livello di Joker ne Il cavaliere oscuro.
9. Al Pacino in "Scent of a Woman - Profumo di donna" (1992)
Con interpretazioni stellari attraverso gli anni ‘70 e ‘80, tuttora stento a credere che Al Pacino abbia vinto il suo primo e ultimo Oscar nel 1993 per Scent of a Woman - Profumo di donna. Pacino è senza dubbio uno degli attori più famosi ad aver abbracciato il method acting e il film di Martin Brest è l’ennesima prova dell’efficacia e dei rischi associati alla tecnica. Oltre a rimanere sempre nella parte, Pacino ha utilizzato un bastone per non vedenti per muoversi. Se ciò non bastasse, l’attore non ha mai guardato negli occhi il cast né la troupe, arrivando anche a distorcere la sua visione. Risultato: cornea danneggiata. Se pensate che la nona posizione sia bassa, aspettate di scoprire cosa ha fatto Jamie Foxx per interpretare Ray Charles.
8. Choi Min-sik in "Old Boy" (2003)
Old Boy è il secondo bellissimo film della trilogia della vendetta di Park Chan-wook e non sarebbe lo stesso senza la performance da urlo di Choi Min-sik. L’attore sud coreano si è sottoposto a molte difficoltà pur di interpretare al meglio Oh Dae-Su. Oltre ad aver praticato quasi tutti i suoi stunt, Min-sik ha continuato a cambiare peso in base alle scene che doveva girare. Tuttavia, niente riesce a battere la scena del polipo, dove il suo personaggio ne divora uno vivo. L’attore ha deciso di sottoporsi lui stesso alla procedura, con un totale di quattro riprese e altrettanti polipi mangiati. Con il senno di oggi, la pratica risulta criticabile, ma dimostra l’impegno di Choi Min-sik a onorare il method acting. Per questo, lo trovate alla posizione numero otto.
7. Jamie Foxx in "Ray" (2004)
Se Al Pacino in Scent of a Woman (1992) ha deciso di distorcere la sua vista per mimare la vita da non vedente, Jamie Foxx è andato oltre in Ray. Per immedesimarsi al 100% nei panni della leggenda della musica Ray Charles, Foxx si è fatto incollare le palpebre durante le giornate di ripresa, utilizzando protesti speciali. Allo stesso tempo, l’attore e cantante ha imparato il braille e ha ridimensionato il suo corpo per farlo assomigliare alla leggenda di Albany. La performance di Foxx non solo gli ha regalato l’Oscar, ma ha reso Ray (2004) un biopic musicale imperdibile, allo stesso livello di opere come Bohemian Rhapsody (2018) e Quando l'amore brucia l'anima - Walk the Line (2005). La pratica di incollare le sue palpebre dona a Jamie Foxx la settima posizione.
6. Daniel Day-Lewis ne "Il petroliere" (2007)
Lo so. Tutti si aspettavano il ruolo di Daniel Plainview al primo posto della classifica. Ma non temete, quando scoprirete chi domina il podio, non sarete di certo sorpresi. Il re indiscusso del method acting negli ultimi trent’anni, Daniel Day-Lewis ne Il petroliere firma una delle sue performance più riuscite, nonché famose. Il film di Paul Thomas Anderson lo vede nei panni di un uomo pronto a tutto pur di arricchirsi. Day-Lewis è diventato una copia di Plainview leggendo lettere di uomini che avevano percorso il suo stesso cammino qualche secolo prima. È ovviamente rimasto nella parte per tutta la durata delle riprese, immedesimandosi a tal punto da far allontanare l’attore che verrà rimpiazzato da Paul Dano. Non contento, ha imparato a usare la strumentazione disponibile a inizio XX secolo, periodo in cui la storia è ambientata. Penso che tutto ciò sia abbastanza per una meritata sesta posizione.
5. Hilary Swank in "Boys Don't Cry" (1999)
Boys Don't Cry narra magistralmente la tragica vicenda di Brandon Teena, un uomo trans vittima di odio e discriminazione. A calarsi nel ruolo troviamo Hilary Swank, in una delle performance che l’ha fatta conoscere al grande pubblico. L’attrice non si è risparmiata per interpretare al meglio Brandon, decidendo di vivere come un uomo prima e durante le riprese. Per farlo, non solo si è tagliata i capelli e ha indossato vestiti considerati maschili, ma si è anche fasciata il seno. La trasformazione nella parte è stata talmente convincente che i vicini di allora la scambiarono per suo cugino. Se anche i tuoi vicini non ti riconoscono più, il gioco è fatto. Per questo motivo, il quinto posto è indiscutibile.
4. Christian Bale in "L'uomo senza sonno" (2004)
A un soffio dal podio troviamo un altro attore che, come Daniel Day-Lewis, si butta a capofitto nelle sue parti. Sto parlando di Christian Bale ne L'uomo senza sonno. L’attore è ormai una garanzia quando si tratta di perdere o mettere su peso per una parte, ma nel thriller psicologico di Brad Anderson, Bale supera persino sé stesso. Per il ruolo di Trevor Reznik, l’attore ha perso decine e decine di chili, fino ad arrivare a una corporatura a dir poco scheletrica. Come per Old Boy (2003), L'uomo senza sonno (2004) è un esempio lampante dell’intransigenza del method acting e dell’impegno senza fondo dell’attore gallese. Non ho messo Bale sul podio solamente perché le tre performance che seguono sono di portata leggendaria.
3. Robert De Niro in "Taxi Driver" (1976)
Robert De Niro non ha bisogno di alcuna presentazione. Lo stesso si potrebbe dire per Taxi Driver, uno dei capolavori di Martin Scorsese. L’accoppiata De Niro-Scorsese ci ha regalato classici dopo classici e molti titoli si sono contesi questa posizione. Tuttavia, l’iconicità del film e della performance di De Niro regalano a Taxi Driver (1976) il terzo posto. Per diventare il tassista Travis Bickle, l’attore italo-americano ha perso molti chili e ha ottenuto una licenza per taxi. Ciò non ha soddisfatto De Niro, il quale ha anche lavorato come tassista per un mese intero prima delle riprese. Se tutto ciò può sembrare fin troppo, basta godersi questo classico anni ‘70 per rimanere estasiati dalla performance di De Niro.
2. Heath Ledger ne "Il cavaliere oscuro" (2008)
Nonostante Christian Bale sia il protagonista de Il cavaliere oscuro (2008), la vera forza magnetica sullo schermo è rappresentata dal compianto Heath Ledger. La sua versione di Joker rimane tra le migliori di sempre e testimonia la rigida disciplina del method acting. Per calarsi nel ruolo del villain anarchico, Ledger si è isolato completamente per un mese in una stanza di hotel, lavorando sulla psicologia del personaggio, sui suoi vezzi e sulla voce inconfondibile. Quando ne è uscito, Ledger era ormai Joker. La posizione numero due per la prova magistrale di Ledger mi sembra quasi indiscutibile. L’autenticità, la forza e l’intensità con le quali l’attore ha portato sullo schermo il villain lo hanno reso immortale.
1. Daniel Day-Lewis in "Gangs of New York" (2002)
Ve l’avevo detto di non preoccuparvi. Daniel Day-Lewis non poteva non essere al primo posto. La scelta è ricaduta su Gangs of New York perché, a mio avviso, il method acting impiegato per la parte di Bill il Macellaio rimane insuperabile. Day-Lewis non solo ha imparato a destreggiarsi con i coltelli, ma ha rifiutato medicine moderne dopo aver contratto una polmonite. L’attore non si è fermato qui. Oltre a non aver parlato con Leonardo DiCaprio per tutta la durata delle riprese, ha fatto a pugni per strada con sconosciuti per immedesimarsi nella mentalità ostile di Bill. Ma la cosa, forse, più sorprendente è stata farsi applicare una lente a contatto di vetro per simulare l’occhio finto di Bill e per picchiettarla con un coltello senza sbattere le palpebre. Se questo non è da posizione numero uno, non so cosa possa esserlo.

















































































































