
“My Hero Academia” e “Demon Slayer" trionfano agli Anime Awards 2026: ecco i principali vincitori della decima edizione
Mai come quest’anno la Anime season awards – molto più della controparte cinematografica – è stata specchio dell’andamento di un’intera industria e dei suoi effetti tanto sul mondo orientale quanto su quello occidentale.
Un po’ come gli Oscar, sebbene con meno edizioni alle spalle, gli Anime Awards di Crunchyroll, che si sono svolti il 23 maggio a Tokyo, sono un momento fondamentale per tutta la community mondiale degli anime, raccogliendo ben settantatré milioni di voti in tutto il mondo, che hanno visto trionfare My Hero Academia FINAL SEASON come Best Anime 2026 e Demon Slayer: Il Castello dell’Infinito come Film of the Year.
Partendo da queste due vittorie è facile cominciare a definire un quadro sullo stato generale dell’industria: da una parte un rinnovato senso di appartenenza, dove a trionfare sono i valori dell’amicizia, della famiglia che ci scegliamo, di una mano tesa in ogni occasione e dell’unione che fa la forza, tipica di una serie come My Hero Academia che giunge alla sua felice e commovente conclusione; dall’altra parte, abbiamo un fenomeno mondiale che va ben oltre i confini del genere e che ha scardinato quell’idea secondo cui l’alta animazione giapponese passi solo per la via dell’autorialità con prodotti – sicuramente meravigliosi – come quelli dello Studio Ghibli, ovvero Demon Slayer (2019-in corso).
Ma guardando l'elenco completo, non abbiamo solo i colossi che chiudono i loro cicli o continuano a macinare consensi, come per esempio One Piece (2014-in corso) premiato come miglior serie in corso, o Solo Leveling (2024-in corso) che conferma la sua solidità tecnica; l'edizione 2026 degli Anime Awards di Crunchyroll racconta l'irruzione di un'animazione più ruvido e urgente, sia nei temi che nella messa in scena, disposta a sporcarsi le mani con il disagio identitario e la disperata ricerca di appartenere ad una tribù, i problemi ambientali e l’effetto dei conflitti sulle generazioni, come in Gachiakuta (2025) che domina le categorie artistiche da “nuovo arrivato”, oppure Takopi's Original Sin (2025) e L'estate in cui Hikaru è morto (2025) che entrano nelle nomination dei premi grossi parlando di lutto, abuso, queer e mostruosità con un registro che fino a pochi anni fa sarebbe rimasto confinato al di fuori del circuito premiato.
Gli Anime Awards 2026 hanno celebrato la potenza del blockbuster, è vero, ma contemporaneamente ci hanno fatto intravedere quella che potenzialmente sarà la futura tendenza del prossimo decennio dell’animazione giapponese, giocata sempre meno sulla scala epica e sempre più sulla capacità di perturbare la visione, e l’animo, dello spettatore, spronandolo verso riflessioni profonde da cui non possiamo più sottrarci.
Ma adesso, andiamo a scoprire insieme tutti i principali vincitori degli Anime Awards 2026 di Crunchyroll! Nel nostro elenco, troverete anche tutte le informazioni su dove guardarli in streaming.
Anime of the Year
Cosa c’è di meglio per chiudere un’era che vincere l'Anime of the Year? Nulla, e tutti noi fan non potevamo che sperare in un epilogo migliore di questo!
My Hero Academia (2016-2025) è stato per quasi un decennio il volto rassicurante dello shonen contemporaneo, la storia di un ragazzo senza poteri in un mondo che ne fa una religione, ma qual è il vero senso di un avere un potere? È davvero solo questo a definirci?
La stagione finale ha condensato anni di costruzione emotiva nello scontro tra Deku e Shigaraki, scegliendo di chiudere sul tema che teneva insieme tutto: cosa significa, appunto, essere un eroe quando il sistema che ti ha formato mostra le sue crepe e quanto fondamentale sia l’unione del gruppo, il vero potere dell’amicizia e del sentirsi parte di una famiglia anche quando tutto il mondo ti è contro.
In questa categoria erano nominati: The Apothecary Diaries S2, DAN DA DAN S2, Gachiakuta, L'estate in cui Hikaru è morto, Takopi's Original Sin.
Katsuki Bakugo - Best Supporting Character
Potremmo fare la stessa introduzione che faremo tra poco con un altro personaggio, ovvero… Poteva esserci altro vincitore? No, ma in questo caso non è l’iconicità a vincere, è ciò che l’arco di trasformazione di un personaggio come Bakugo, nell’economia di quest’ultima stagione di My Hero Academia – per quanto i frutti della sua crescita aveva già cominciato a coglierli nelle due stagioni precedenti – ci sta raccontando sulla sua – e quindi nostra – generazione. Katsuki Bakugo, per gli amici Kacchan, nasce come antagonista scolastico, il classico bullo arrogante e talentuoso, controparte del più emotivo, sensibile e privo di talento Midoria, nonché amico d’infanzia e improvvisamente bullizzato dallo stesso Bakugo, tanto che il dispregiativo Deku nasce proprio da lui. Tuttavia Bakugo attraversa l'intera serie compiendo l'arco di trasformazione più sofferto e onesto del racconto: imparare che la forza senza empatia è solo rumore. Il potere, se isolato, non lascia nulla se non il rischio di trasformasi in un villain, un nemico abbandonato da tutto e da tutti. E, soprattutto, che chiedere aiuto e sostegno, non vuol dire essere deboli; anzi, tutt’altro, e che anche gli eroi hanno diritto alla fragilità, alle lacrime.
Nella stagione finale quel percorso arriva al suo punto di rottura, in un sacrificio che ribalta anni di rivalità tossica e la trasforma in qualcosa che somiglia all'amore. Il suo rapporto con Deku, il modo in cui entrambi sono l’uno la forza dell’altro, il vero “my hero” e tutto ciò che ha accompagnato il loro percorso, è una delle rappresentazioni più potenti e intense. Il pubblico ha premiato non l'eroe perfetto, ma quello che ha dovuto disimparare se stesso per potersi davvero ritrovare.
In questa categoria erano nominati: Enjin (Gachiakuta), Jin "Jiji" Enjoji (DAN DA DAN S2), Jinshi (The Apothecary Diaries S2), Loulan/Shisui (The Apothecary Diaries S2), Turbo Nonna (DAN DA DAN S2).
Film of the Year
Che il film campione d'incassi planetario si prendesse anche il Film of the Year era quasi scontato, ma vale la pena soffermarsi sul perché.
Demon Slayer: Il Castello dell’Infinito (2025) porta sul grande schermo lo scontro decisivo tra i cacciatori di demoni e Muzan, e lo fa con una densità visiva che ha ridefinito le aspettative su cosa un'animazione televisiva trasformata in evento cinematografico possa offrire, scardinando tutti i preconcetti legati agli anime, arrivando a finire nelle rose dei grandi premi internazionali come i Golden Globe. Forse a livello di storia e tematico non il film più meritevole tra i candidati, ma non tenere conto di tutto il resto e di quanto Demon Slayer abbia fatto in questo periodo, sarebbe davvero peccare di ingenuità.
Lo studio d’animazione Ufotable ha trasformato la verticalità labirintica del castello in puro spettacolo cinetico. È il trionfo della scala epica, e non a caso porta a casa anche il premio per la miglior colonna sonora.
In questa categoria erano nominati: 100 Meters, Chainsaw Man – The Movie: Reze Arc, Mononoke il film: Capitolo II – Le ceneri della rabbia, Le rose di Versailles, Scarlet.
Best Continuing Series
Mentre buona parte dell'industria insegue stagioni brevi e ad alta intensità, l'opera di Eiichiro Oda continua a dimostrare che la longevità non è un limite ma una forma narrativa a sé. Una sorta di ritualità che One Piece (2014-in corso) continua a mantenere dal 2014 e, proprio per questo, la vede trionfare in questa categoria.
La serie attraversa l'arco di Egghead mantenendo intatta la capacità di intrecciare avventura, costruzione del mondo e rivelazioni che ridisegnano la posta in gioco. È la prova che esiste ancora spazio per la maratona nell'epoca dello sprint, e che un pubblico fedele sa premiare la coerenza di lungo corso.
In questa categoria erano nominati: DAN DA DAN S2, Kaiju No. 8 S2, My Hero Academia FINAL SEASON, Solo Leveling S2 -Arise from the Shadow-, SPY x FAMILY S3.
Best New Series
Se c'è un nome che quest’anno ha tanto fatto parlare di sé e che racconta la direzione di questa edizione, è Gachiakuta (2025). Il nuovo grande arrivato tratto dal manga della sensei Kei Urana si prende non solo il premio come miglior nuova serie, ma domina anche le categorie più tecniche e artistiche, dal character design al background art (premio tanto scontato quando meritatissimo perché la prima cosa a colpire di questa serie sono proprio i suoi sfondi, l’arte del graffito e il suo stile così urban e industrial).
La storia di Rudo, ragazzo gettato letteralmente tra i rifiuti di una società che separa puri e impuri, porta sullo schermo una rabbia di classe e un'estetica sporca e materica che rompono con la pulizia patinata di tanto shonen recente. Studio Bones costruisce un mondo che puzza di discarica e di ingiustizia, riflesso diretto della nostra stessa società e, proprio per questo, difficile da dimenticare.
In questa categoria erano nominati: Clevatess, Il fiore profumato sboccia con dignità, SAKAMOTO DAYS, L'estate in cui Hikaru è morto, Takopi's Original Sin.
Best Original Anime
In un panorama dominato da adattamenti, premiare un'opera originale come Lazarus (2025) significa riconoscere il valore del rischio. Diretto da Shinichiro Watanabe, la mente dietro Cowboy Bebop (1998), il progetto porta la sua inconfondibile fusione di azione, malinconia e ritmo musicale in una storia ambientata in un futuro prossimo dove l'umanità ha pochi giorni per evitare la catastrofe. È un anime che si muove sul terreno dell'autorialità pura, dove la firma di un regista conta quanto la proprietà intellettuale di partenza. La sua vittoria è un piccolo atto di fiducia verso un'animazione che non si limita a tradurre, ma continua inventare e, per fortuna, sembra non avere intenzione di fermarsi.
In questa categoria erano nominati: Apocalypse Hotel, DIGIMON BEATBREAK, Mobile Suit Gundam GQuuuuuuX, Moonrise, ZENSHU.
Best Animation
Premiare Solo Leveling (2024-in corso) per la miglior animazione è il riconoscimento di un primato tecnico che ormai non sorprende più nessuno. Questo non vuol dire che non sia una meritata vittoria, A-1 Pictures ha costruito attorno all'ascesa di Sung Jinwoo un linguaggio visivo fatto di luce, peso e velocità, dove ogni combattimento diventa una coreografia che pretende di essere guardata fotogramma per fotogramma. È un'animazione che mette il “muscolo” al servizio dello spettacolo puro, senza pudori autoriali, e che ha educato il pubblico ad aspettarsi un certo livello di resa nelle scene d'azione. La vittoria conferma che il fenomeno coreano del web novel adattato in anime ha trovato la sua forma più matura proprio nella potenza dell'immagine.
In questa categoria erano nominati: DAN DA DAN S2, Gachiakuta, My Hero Academia FINAL SEASON, One Piece, Takopi's Original Sin.
Maomao (Stagione 2) - Best Main Character
Poteva davvero esserci un altro vincitore? Su, facciamo i seri. Maomao più che essere un personaggio, è uno stile di vita, un’attitude, un mood di porsi nei confronti dell’esistenza con quell’espressione di scetticismo, menefreghismo e superiorità. In un panorama affollato di eroi che combattono o giovani donzelle alle prese con pene d’amore (e non solo), lei vince usando l'intelligenza, la curiosità scientifica e un'ironia tagliente che lascia il segno (soprattutto sul povero Jinshi): una giovane assaggiatrice e farmacista che risolve misteri di corte attraverso la conoscenza dei veleni e delle erbe. Un personaggio che mette al centro il sapere femminile come forma di potere, in un'ambientazione che ricorda la Cina imperiale ma parla di dinamiche universali. The Apothecary Diaries S2 si porta a casa anche miglior regia, miglior dramma e miglior performance vocale giapponese, a dimostrazione di quanto, se qualcuno avesse ancora qualche dubbio, Maomao sia ormai un'icona.
In questa categoria erano nominati: Izuku Midoriya (My Hero Academia), Momo (DAN DA DAN S2), Okarun (DAN DA DAN S2), Rudo (Gachiakuta), Sung Jinwoo (Solo Leveling S2).
Mosè Singh come Denji - Best Voice Artist Performance (Italiano)
Qui vogliamo sentire un bel po’ di orgoglio italiano perché tra tutti i voice actor a livello internazionale a essere stato premiato è proprio un doppiatore nostrano!
Mosè Singh vince come miglior performance vocale italiana dando voce a Denji nel film Chainsaw Man – Il Film: La storia di Reze (2025) dedicato all'arco di Reze, uno dei momenti più amati e laceranti dell'opera di Tatsuki Fujimoto. Interpretare Denji significa muoversi su un crinale difficile: un protagonista grezzo, affamato, mosso da desideri elementari eppure capace di una tenerezza disperata, che proprio nell'arco di Reze conosce il sapore dell'amore e del tradimento. Che un doppiaggio italiano venga riconosciuto in una platea globale, conferma quanto scrupoloso e appassionato continui a essere il lavoro sul doppiaggio e adattamento nel nostro Paese.

































