Alan Rickman: 10 ruoli straordinari per ricordarlo a 10 anni dalla sua scomparsa

Aggiornato il

Gabriella Giliberti

Gabriella Giliberti

Editor a JustWatch

Ci sono attori che riconosci in un istante per una faccia, e altri che riconosci per un’energia. Alan Rickman era entrambe le cose, ma soprattutto la seconda: entrava in campo e il film cambiava temperatura. Non era solo una questione di voce (anche se quella dizione vellutata è diventata iconica), né di carisma “da teatro” travasato al cinema.

Era la capacità rarissima di rendere credibile l’intelligenza: di far percepire che, dietro ogni frase, c’era un pensiero già in movimento. Per questo i suoi personaggi – anche i più brevi – sembrano sempre arrivare con una storia precedente e lasciare una scia dopo l’uscita di scena.

A dieci anni dalla sua scomparsa (14 gennaio 2016), riguardare Rickman non è solo un atto di nostalgia. È un modo per ripensare a un certo tipo di recitazione che oggi manca spesso nei blockbuster e nelle serie: il controllo, la precisione, la recitazione “di sottrazione” che non ha bisogno di spiegarti tutto. Rickman sapeva essere minaccioso senza alzare il volume, romantico senza diventare sdolcinato, comico senza smontare la dignità del personaggio. E soprattutto sapeva fare la cosa più difficile: rendere un antagonista o un uomo discutibile umano, cioè contraddittorio, pieno di motivazioni non sempre nobili ma sempre riconoscibili.

Questa lista nasce per questo: non per ripetere i soliti “ruoli cult” (che ci sono, perché è giusto che ci siano), ma per attraversare le sue molte vite cinematografiche – dal villain diventato archetipo, al mentore, al romantico tragico, fino al lavoro di voce che trasforma un personaggio in un ricordo. Ogni titolo qui sotto è una mini-porta d’ingresso per riscoprirlo oggi, e ogni voce ti suggerisce anche un film “vicino” per atmosfera o temi: perché il modo migliore per ricordare Rickman non è fermarsi al mito, ma rimetterlo in circolo dentro un percorso di visione che continua a parlare al presente.

Hans Gruber – "Die Hard" (1988)

Il manuale del cattivo anni ’80 diceva: muscoli, urla, crudeltà monolitica. Rickman lo prende e lo brucia con un sorriso. Hans Gruber è un antagonista “di classe”: educato, calcolatore, persino divertente, e proprio per questo inquietante. La sua arma segreta non è il mitra, è il controllo della scena: parla e sembra già aver previsto la tua risposta. Il risultato è che Die Hard non è soltanto un action perfetto; è un film in cui l’eroe funziona meglio perché il villain è memorabile. Se ti piace l’action ad alta tensione con un cattivo carismatico, recupera Speed (1994) – stesso gusto per il “conto alla rovescia” – oppure Arma Letale (1987) per la chimica buddy-cop e l’ironia nel caos.

Severus Piton – saga "Harry Potter" (2001–2011)

Il paradosso di Piton nella saga di Harry Potter è che lo ricordi anche quando non c’è: è un personaggio fatto di presenza trattenuta, di sguardi e mezze frasi che sembrano sempre nascondere un’ulteriore stanza segreta. Rickman lo interpreta come un enigma morale più che come un semplice professore “ostile”: rigidità e vulnerabilità convivono, e ogni gesto pare una scelta dolorosa. È una performance che cresce film dopo film e che regge l’urto della mitologia, perché non cerca mai l’eroismo facile: preferisce l’ambiguità, l’ombra, la coerenza emotiva. Consigliato a chi ama fantasy con personaggi adulti e stratificati (non solo “per ragazzi”). Se vuoi un’esperienza simile per respiro e worldbuilding, vai su Il Signore degli Anelli (2001–2003); se vuoi un’altra saga fantasy con tono più fiabesco, Le cronache di Narnia (2005–2010).

Lo Sceriffo di Nottingham – "Robin Hood: Principe dei Ladri" (1991)

Rickman qui non “ruba la scena”: la mette sotto sequestro. Il suo Sceriffo in Robin Hood: Principe dei Ladri è un concentrato di perfidia, humour nero e teatralità, una prova che dimostra quanto l’eccesso, se controllato, possa diventare stile. È un villain larger-than-life che rende il film infinitamente più godibile, perché trasforma ogni confronto in uno spettacolo: non recita la cattiveria, la assapora. Perfetto per chi ama l’avventura classica anni ’90 con un pizzico di camp, e per chi vuole vedere un attore divertirsi senza perdere precisione. Se ti intriga lo stesso tipo di swashbuckling (spade, romanticismo, ritmo), prova La Maschera di Zorro (1998); se vuoi un tono più cupo e “storico”, Robin Hood (2010) di Ridley Scott.

Colonnello Brandon – "Ragione e Sentimento" (1995)

Dopo tanta iconografia da cattivo, Rickman mostra l’altro volto della sua forza in Ragione e Sentimento: la delicatezza. Il Colonnello Brandon è un personaggio costruito sulla pazienza, su ciò che non si dice, sull’idea (quasi rivoluzionaria) che l’amore adulto sia cura e responsabilità, non possesso. In un film pieno di dialoghi e dinamiche sociali, Rickman lavora di sottrazione: un cambio di tono, un silenzio, un passo in più verso qualcuno. È una mini-lezione di recitazione romantica non urlata, ideale se ami i period drama che sanno essere emotivi senza essere melensi. Se vuoi restare in quell’universo, guarda Orgoglio e Pregiudizio (2005) per la stessa tensione tra sentimento e convenzioni; oppure Emma (2020) per un’Austen più frizzante e satirica.

Jamie – "Il fantasma innamorato" (1990)

Qui Rickman è puro cuore, ma senza zucchero. Il fantasma innamorato prende un’idea potenzialmente “carina” (l’amato che ritorna) e la trasforma in un racconto sul lutto: su quanto sia difficile lasciare andare non solo una persona, ma anche la versione di te che esisteva con lei. Jamie è affascinante, ironico, tenero – e proprio per questo il film fa male, perché ti mostra quanto l’amore possa diventare una stanza in cui restare intrappolati. Rickman riesce a essere contemporaneamente conforto e tentazione, presenza e fantasma. Da vedere se ami il romanticismo agrodolce e le storie che parlano di elaborazione del dolore con grazia. Se ti colpisce questo registro, il “gemello” naturale è Ghost (1990); per una variante più malinconica e contemporanea, Se mi lasci ti cancello (2004).

Grigorij Rasputin – "Rasputin – Il demone nero" (1996)

Rasputin è il tipo di personaggio che divora chi lo interpreta: grottesco, magnetico, fisico, pieno di contraddizioni. Rickman lo affronta come un rituale: non cerca la somiglianza “da biopic”, cerca l’energia disturbante di un uomo capace di sedurre, spaventare e manipolare nello stesso respiro. Quella in Rasputin – il demone nero è una prova che ricorda quanto fosse potente anche fuori dai blockbuster, e non a caso gli valse riconoscimenti importanti (Emmy e Golden Globe, tra gli altri). È consigliato a chi ama i period drama con un centro oscuro, quasi horror psicologico, e a chi vuole vedere Rickman trasformarsi senza rete. Se vuoi restare in quell’epica di potere e decadenza, prova Nicholas and Alexandra (1971); se preferisci intrighi di corte più “politici”, Elizabeth (1998).

Éamon de Valera – "Michael Collins" (1996)

Neil Jordan con Michael Collins gira un film in cui la Storia è soprattutto un conflitto di ideali, e Rickman ci si infila con un personaggio che non puoi liquidare in “buono/cattivo”. Il suo de Valera è un politico lucido, misurato, capace di apparire ragionevole anche quando la sua freddezza ferisce. È una recitazione di dettagli e strategie: ogni frase sembra avere un secondo significato, ogni sguardo pesa come una decisione. Per chi ama i film storici che non mitizzano, ma complicano; e per chi cerca un Rickman meno iconico ma ugualmente incisivo. Se ti interessa la stessa intensità politico-emotiva, guarda Il vento che accarezza l’erba (2006); per un’altra storia di Irlanda e conflitto, Bloody Sunday (2002).

Alexander Dane / Dr. Lazarus – "Galaxy Quest" (1999)

Galaxy Quest è una commedia sci-fi che funziona perché prende sul serio i suoi personaggi anche quando li prende in giro. E Rickman è la chiave: Alexander Dane è un attore “classico” intrappolato nel costume di un alieno da serie TV, e il film gli regala il migliore dei conflitti meta: il talento contro il typecasting, la dignità contro la cultura pop. Rickman lo interpreta con una tragedia trattenuta che diventa comicità purissima: ogni battuta suona come una pugnalata elegante. È perfetto per chi ama le satire affettuose e le storie sul mestiere di recitare (e sul fandom) senza cinismo. Se vuoi un “parente” tematico, prova Tropic Thunder (2008) – attori e identità, in modalità più aggressiva – oppure Balle Spaziali (1987) per la parodia sci-fi più demenziale.

Harry – "Love Actually" (2003)

In un film spesso ricordato per i momenti feel-good, Rickman presidia una delle linee narrative più amare: quella in cui l’amore non esplode, ma si incrina. Il suo Harry non è un mostro, ed è proprio questo il punto: è un uomo ordinario che sceglie l’egoismo, la vanità, la fuga – e lascia macerie emotive senza nemmeno “meritarsi” l’odio netto. Rickman lo interpreta senza assoluzioni e senza melodramma, con quella freddezza gentile che rende tutto più realistico e doloroso. È la parte che ti resta addosso se riguardi Love Actually da adulto. Se cerchi commedie romantiche con la stessa vena agrodolce, vai su Questione di tempo (2013) – ancora Richard Curtis, più profondo di quanto sembri – oppure L’amore non va in vacanza (2006) per un ensemble natalizio più comfort.

Marvin – "Guida Galattica per Autostoppisti" (2005)

A volte basta una voce per creare un personaggio. Rickman in Guida Galattica per Autostoppisti presta a Marvin un timbro che sembra nato per l’umorismo cosmico e depresso di Douglas Adams: una malinconia così perfetta da diventare punchline. Marvin è un concentrato di sarcasmo esistenziale, e Rickman gli dà una dignità tragica che rende ancora più comico il contrasto con l’assurdità dell’universo attorno. È un ruolo “piccolo” solo sulla carta: in pratica è uno dei ricordi più nitidi del film. Ideale per chi ama la sci-fi comica e l’assurdo britannico, e per chi vuole ascoltare Rickman trasformare una battuta in filosofia. Se ti piace questo mood di avventura spaziale ironica, prova Guardiani della Galassia (2014–2023); se vuoi un’altra fantascienza piena di nonsense, Men in Black (1997–2012).

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  1. Die Hard - Vivere o morire

    # 1

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  2. Harry Potter e la pietra filosofale

    # 2

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  3. Robin Hood - Principe dei ladri

    # 3

    Sfuggito dalla prigionia dei Mori, il nobile Robin di Locksley torna in Inghilterra per trovare il padre ucciso e la sua terra espropriata da un malvagio oppressore, lo sceriffo di Nottingham. Robin si nasconderà nella foresta di Sherwood e addestrerà gli umili a difendersi dalla angherie dei potenti...
  4. Ragione e sentimento

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  5. Il fantasma innamorato

    # 5

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    Il fantasma innamorato non è disponibile per lo streaming.
    Avvisami quando lo puoi guardare

  6. Rasputin - Il demone nero

    # 6

    Grigorij Rasputin è un monaco russo che si è insediato alla corte dello zar Nicola II di Russia entrando nelle grazie della famiglia reale. Rasputin si reca a San Pietroburgo dopo aver affermato di aver visto avvenire parecchi miracoli e di aver avuto una visione della Vergine Maria. Durante quest'affermazione (che avviene in una chiesa durante una messa), i fedeli e il prete stesso gli credono e, grazie al suo incredibile fascino e capacità di persuasione quasi ipnotica, viene considerato quasi come un beato vivente.
    Rasputin - Il demone nero non è disponibile per lo streaming.
    Avvisami quando lo puoi guardare

  7. Michael Collins

    Michael Collins

    1996

    # 7

    Il film segue sette anni della breve e ardente vita di Michael Collins, discusso eroe dell'indipendenza irlandese, ucciso in un'imboscata da altri irlandesi.
  8. Galaxy Quest

    Galaxy Quest

    1999

    # 8

    Il cast principale del telefilm fantascientifico anni Settanta/Ottanta "Galaxy Quest" non recita più, ormai, e continua a guadagnarsi da vivere partecipando ad inaugurazioni varie ed eventuali convention.Tutto cambia quando degli strambi alieni giungono sulla Terra e li rapiscono, convinti che siano effettivamente degli eroi spaziali in grado di salvarli in una guerra fra galassie che li sta decimando.
  9. Love Actually - L'amore davvero

    # 9

    Ambientato nella Londra contemporanea, il film racconta una storia nella quale si intrecciano un numero spettacolare di storie d'amore, alcune romantiche, alcune pazze, alcune stupide ma tutte divertenti nel loro modo di essere.
  10. Guida galattica per autostoppisti

    # 10

    Tratto dal famoso romanzo di Douglas Adams, narra di un viaggio avventuroso attraverso le galassie di un gruppo di alieni in cerca del "senso della vita". Arthur Dent è un tranquillo abitante della Terra che non si è mai chiesto cosa ci sia oltre la galassia e che improvvisamente si trova a vivere il giorno peggiore e più sconvolgente della sua vita. Una mattina scopre che: la sua casa sta per essere abbattuta da un bulldozer, il suo miglior amico in realtà è un extraterrestre in missione sulla terra e il Pianeta Terra sta per essere distrutto. L'unica speranza che gli resta è fuggire via prima che sia troppo tardi.