Dimentica la Marvel: questo musical ha preso alla lettera il concetto di Easter Eggs 50 anni fa

Dimentica la Marvel: questo musical ha preso alla lettera il concetto di Easter Eggs 50 anni fa

Gabriella Giliberti
Gabriella Giliberti

Pubblicato il 16 aprile 2026

Aggiornato il 17 aprile 2026

Quando si parla di easter eggs al cinema, il pensiero corre quasi automaticamente ai Marvel Studios, alla loro pratica ormai industrializzata di disseminare indizi, cameo e rimandi in ogni angolo dello schermo. Il termine, però, ha origini molto meno recenti, bizzarre e… fisiche. Si, fisiche. Come delle vere uova – in senso letterale eh – presenti sul set. Non avete idea di cosa stiamo parlando? Ok, adesso ve lo spieghiamo per bene.

The Rocky Horror Picture Show (1975) è diventato una delle opere di culto più longeve della storia del cinema: proiezioni di mezzanotte, travestimenti, partecipazione attiva del pubblico in sala. Ancora oggi esistono cinema appositamente dedicati alle proiezioni del The Rocky Horror Picture Show dove gli spettatori sono invitati ad andare in sala travestiti. Per non parlare del suo successo anche a Broadway con un preciso cambio della guardia che, nel suo cast, vede sempre nomi di spicco.

Di recente, per fare un esempio, ha debuttato l’ultimo adattamento che vede nei panni (o forse dovremmo più dire “nella pelle”) di Frank-N-Furter Luke Evans. Inoltre, l’elemento più importante di tutti, The Rocky Horror Picture Show è da sempre stato un manifesto per la comunità queer, una riadattamento del Frankenstein di Mary Shelley – giusto per entrare nel vivo del concetto di easter eggs e curiosità – dove la diversità del mostro, il suo bisogno di accettazione da parte di sé stesso e degli altri, di libertà d’espressione, veniva espresso al suo massimo con orgoglio, ma anche profondità emotiva, tra lustrini, latex e boa di piume.

“The Rocky Horror Picture Show” e il concetto di Easter eggs ante litteram

Cosa c’entrano però gli easter eggs con tutto questo? Dove sapere che mentre lo sceneggiatore e regista Jim Sharman girava negli studi di Bray in Berkshire – gli stessi che avevano ospitato le produzioni Hammer degli anni Sessanta –, il cast e la troupe si divertirono nascondere sul set delle vere uova di Pasqua, organizzando una vera e propria caccia all’uovo, in quanto in quei giorni di riprese cadeva la Pasqua. Alcune uova finirono così bene nascoste che nessuno riuscì a trovarle prima che le riprese ricominciassero. E, pensate un po’, almeno tre sono visibili nel film: una sotto il trono di Frank-N-Furter, una al posto di una luce nella sala principale, e un'altra mentre il gruppo sale in ascensore verso il laboratorio. Fateci caso la prossima volta che guarderete il The Rocky Horror Picture Show. Fu questo evento a radicare il termine nell'immaginario del cinema moderno, trasformando quello che era un dettaglio involontario in un’intera tradizione. 

Ma The Rocky Horror Picture Show non si ferma alle uova di Pasqua. Il film è costruito su strati di riferimenti, codici visivi e dettagli che a una prima visione sfuggono quasi del tutto, e che cambiano completamente la percezione di ciò che si sta guardando.

Cosa c'è scritto sul muro del laboratorio?

Nella scena del laboratorio, poco dopo la nascita di Rocky nel mondo di Sword of Damocles, sulla parete accanto al pannello di controllo, le formule chimiche scarabocchiate sembrano inizialmente parte della scenografia scientifica, ma se vi soffermate a leggere fino in fondo, noterete che in realtà c’è una lista della spesa: farina, uova, pane, zucchero, e due aghi ipodermici. Insomma, chi non ha bisogno di un paio di aghi ipodermici? Sempre utili!

Leggenda metropolitana vuole che le formule siano la composizione chimica dell’LSD; invece, a quanto pare, è solo la formula per il detersivo della lavatrice.

Il triangolo sul camice

Come accennavamo prima, The Rocky Horror Picture Show è un manifesto importantissimo alla rivendicazione dei diritti e della libertà della comunità LGBTQIA+, ma non solo nei temi. Sul camice di Frank-N-Furter spicca un triangolo rosa all'altezza del cuore, non certo un “decoro” a caso. Durante il nazismo, questo simbolo era utilizzato per identificare gli omosessuali nei campi di concentramento; quindi, una dichiarazione politica cucita direttamente sul costume del personaggio, in un film uscito nel pieno delle battaglie per i diritti civili. In seguito è stato ribaltato verso l'alto e adottato come emblema di orgoglio e rivendicazione dalla comunità.

Sullo stesso tema, scrutando attentamente la coscia destra del dottor Frank-N-Furter si intravede un tatuaggio con il numero 4711, marca di una famosa acqua di colonia molto in voga tra i gay negli anni Settanta.

Tutti vogliono essere Frank-N-Furter

Indubbiamente uno dei ruoli più ambiti del “The Rocky Horror Picture Show” è proprio quello di Frank-N-Furter, un po’ come quando viene messo in scena Romeo e Giulietta e tutti vogliono fare Mercuzio. Anche perché, parliamoci chiaro, vorreste interpretare Brad? DAVVERO? Sù, non prendiamoci in giro!

Infatti, un volto noto a voler interpretare l’ambiguo dottore era Mick Jagger. Ci pensate? La produzione, però, non considerò altri all’infuori di Tim Curry che lo aveva già interpretato a teatro. Ah sì, The Rocky Horror Picture Show non nasce direttamente per il grande schermo. Jim Sharman, prima di dirigere il film, portò l’opera scritta da Richard O’Brien – cioè Riff Raff – in giro nei teatri. Inoltre, questo per Curry è stato il primo lungometraggio della carriera.

Le opere d'arte che parlano prima dei personaggi

Il film è stracolmo di richiami alla cultura di massa: la Creazione di Adamo e il David di Michelangelo, l'American Gothic di Grant Wood, la Gioconda di Leonardo. Ma sono quadri messi a caso? Assolutamente no! Ognuno di questi ha una funzione narrativa molto precisa! Per esempio, l'American Gothic – il quadro di Grant Wood con la coppia austera di americani borghesi davanti alla loro casa – è citato già nella scena del matrimonio iniziale, dove Brad e Janet incarnano alla perfezione quella stessa rigidità. Lo stesso quadro ricompare poi nel castello. Praticamente è la storia dell’intero arco dei due protagonisti raccontata attraverso un’immagine, prima che il film lo dica esplicitamente.

Così come tanto la Creazione di Adamo quanto il David fanno riferimento alla nascita di Rocky e al suo modello estetico.

Occhio allo scheletro!

Parlando della scena del quadro nel castello, avete presente lo scheletro nell’orologio a forma di bara, quello spolverato da Riff Raff nel The Time Wrap? Bhè, non era un oggetto di scena qualunque… Era vero! Uno scheletro vero. E questa non è neanche la parte più assurda, perché nel 2002 il tutto è stato venduto all’asta per ben 35 mila dollari.

La scena della cena e il funerale che nessuno vede

La canzone iniziale Dammit, Janet! sembra una romantica proposta di matrimonio, ma mentre Brad e Janet cantano lo sfondo della chiesa, allestita per il precedente matrimonio, cambia in vista di un funerale. Un dettaglio visivo rapido, quasi subliminale, che già nella prima scena anticipa che la storia d'amore convenzionale di questa coppia è destinata a morire. Un po’ come in Profondo Rosso (1975) che ci viene spoilerato fin da subito il serial killer! 

Tranquilli, alla prima visione nessuno lo nota; da adesso in poi, sarà impossibile non vederlo!

Le labbra dei titoli di testa 

Se pensate a The Rocky Horror Picture Show, qual è il primo dettaglio visivo che vi viene subito alla mente? Delle belle labbra scarlatte, lucide e piene, vero? E a chi le associate quelle labbra? Beh, ovviamente a Frank-N-Furter, no? Del resto, sulla stessa locandina del film ci sono quelle labbra e lui tra di esse. 

Perciò, le stesse iconiche labbra dei titoli di testa, a chi appartengono? No, non a Tim Curry. In realtà, sono di Patricia Quinn, interprete di Magenta, che mimò il brano di apertura Science Fiction/Double Feature. La voce che si sente, però, è di Richard O'Brien. Che poi, sulla locandina, non sono nemmeno quelle della Quinn, bensì della modella Lorelei Shark. Bel gioco di scatole cinesi, eh!? 

Quella bocca è diventata forse l'immagine più riconoscibile del film, ed è il risultato di un'ibridazione: un volto, un'altra voce, un personaggio che non appartiene a nessuno dei due in modo univoco. Difficile immaginare un’introduzione più adatta di questa!

Il castello esiste davvero

Questo ve lo abbiamo anticipato un po’ all’inizio dell’articolo. Quella che sembra una scenografia puramente gotica e teatrale è in realtà un luogo reale con una storia cinematografica specifica, selezionato proprio per quella stratificazione di citazioni implicite: il castello di Frank-N-Furter. Non solo esiste davvero – si trova a Windsor nel Berkshire – ma fu il castello di svariate produzioni Hammer, come Le spose di Dracula (1960) e La casa degli orrori nel parco (1973). Oggi è un hotel di lusso noto con il nome di Oakley Court, ma all’epoca non aveva neanche dei bagni decenti e faceva talmente freddo che la povera Susan Sarandon (Janet) si ammalò di polmonite.

Il sequel mai realizzato

Qui siamo più nel territorio curiosità che Easter eggs, ma negli anni ‘90 Richard O’Brien scrisse un sequel dal titolo Revenge of the Old Queen; ma non venne mai realizzato. Tuttavia, la “lore” di The Rocky Horror Picture Show ha continuato ad esistere anche in altre pellicole, perché nel 1981 uscì il film Shock Treatment - Trattamento da sballo! (1981) in cui erano presenti i personaggi di Brad e Janet, e nel cast figurano parecchi attori del Rocky Horror. Indovinate di chi era la produzione? Già, proprio di Richard O’Brien e Jim Sharman.

Un film che si guarda almeno due volte

The Rocky Horror Picture Show è uscito nel 1975 come un fiasco commerciale ed è diventato un cult generazionale, simbolo di una comunità e contenitore di dettagli nascosti dove ogni rimando visivo, ogni easter egg – letterale o metaforico – ha senso solo perché il film invita esplicitamente a tornare, a perdersi ancora una volta nei meandri del castello del nostro “sweet transvestite” a caccia di una nuova curiosità. Non è un’opera che si consuma in una sola visione. È un testo che si approfondisce, si stratifica, si abita. Se le uova di Pasqua sul set sono state un incidente, tutto il resto no.

Janet e Brad, due fidanzati molto pudichi, trovano rifugio da un temporale in un castello inquietante. Il non meno inquietante maggiordomo Riff Raff li introduce al padrone di casa, il Dr. Frank-N-Furter, abbigliato solo di tacchi a spillo, calze a rete, baby doll e guanti di pizzo. Sono capitati in un'occasione molto speciale: la convention dei trans-vestiti della Transilvania, il fatidico momento in cui Frank-N-Furter darà vita a Rocky, la perfetta creatura sessuale. I due fidanzatini sono sconvolti dai bizzarri personaggi che abitano il castello ma sono costretti a rimanere per la notte, che segnerà la loro iniziazione al sesso.

Informazioni su questa lista

Titoli

1

Costo totale di visione

4,99 €

Durata totale

1h 40min

Generi

Commedia, Orrore

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