
Il regista di "Obsession" conferma la tragica fine di Nikki (ma c’è un modo in cui potrebbe salvarsi)
La vita va così, anche al cinema. Succede anche in uno dei titoli del momento, che sta registrando incassi da capogiro e soprattutto sta riscrivendo le fondamenta della Hollywood contemporanea. Stiamo parlando di Obsession (2026) di Curry Barker, ovvero l’horror del momento, che è finito sulla bocca di tutti, assieme a Backrooms (2026) di Kane Parsons, riuscendo nell’impresa di riportare con entusiasmo la Generazione Z nelle sale di tutto il mondo.
Realizzato con “soli” 750.000 dollari, la pellicola di Barker esaspera il concetto di “attento a ciò che desideri”. Nel film Bear (Michael Johnston) è un ragazzo da sempre innamorato di Nikki (Inde Navarette). Un giorno, dopo essersi imbattuto in un bastoncino del desiderio, One Wish Willow, che se spezzato promette di esaudire qualsiasi cosa, decide di testarlo per realizzare così la sua più grande speranza: che Nikki ricambi quel sentimento, al massimo delle sue forze.
Il risultato è immediato, ma l’improvvisa infatuazione della ragazza nei suoi confronti inizia a manifestare delle conseguenze inquietanti, destinati a sfociare in atti estremamente violenti che stravolgeranno la vita di entrambi. È ben nota agli spettatori la furia omicida e la scia di sangue perpetrata dal personaggio interpretato da Inde Navarrette, incapace di controllare le proprie azioni. Un destino tragico, che ci fa capire la vera vittima di un desiderio, che l’ha condannata a una prigione. Una volta terminata la visione, la domanda è inevitabile: che ne sarà di Nikki?
Che ne sarà di Nikki?

Una brutta fine. Non sembrava esserci alcun dubbio sul destino di Nikki, ma è stato lo stesso Barker a intervenire sulla faccenda. Intervistato da CinemaBlend, il regista e sceneggiatore ha espresso una visione decisamente pessimista sul futuro della ragazza follemente amata da Bear, tra le superstiti al drammatico finale: "Probabilmente finirà in prigione. Probabilmente resterà in carcere per moltissimo tempo. C’è anche una somma nella casa di Ian, circa un miliardo di dollari, e Ian è morto sul pavimento. Lei è collegata a quel denaro in qualche modo. Chissà quale storia riuscirà a ricostruire la polizia. Non credo che avrà una bella vita. È una situazione molto triste."
Sono dichiarazioni che vanno a confermare quanto dibattuto tra gli spettatori in merito alla conclusione della pellicola. Sebbene in Obsession accadano infatti cose fantastiche, tra i suoi punti di forza c’è proprio il fatto che si svolgono in un mondo estremamente realistico. Dunque, pur essendo stata liberata dall’influenza della maledizione, c’è infatti un conto da pagare, proprio perché ogni azione comporta delle conseguenze. Nikki sarà inevitabilmente chiamata a rispondere di quanto accaduto. Tra cadaveri e un miliardo di dollari, di fatto verrà ritrovata coperta di sangue e ci sono una serie di circostanze che andrebbero spiegate alle forze dell’ordine. Ed ecco che un processo nei suoi confronti sembra inevitabile così come al tempo stesso risulterà decisamente complicato da parte sua dimostrare la propria estraneità alla vicenda.
E se ci fosse un modo per scagionarla?

Non tutto è perduto. In effetti, ragionando, potrebbero esserci dei modi per salvare Nikki dal carcere. Uno su tutti? L’utilizzo della One Wish Willow. Premesso che prendere seriamente in considerazione come prova un elemento soprannaturale possa essere peculiare, è anche giusto però sottolineare che non si tratterebbe di una strada impercorribile. Per esempio, nel corso del processo, gli avvocati della ragazza potrebbero ricorrere a dei volontari affinché dimostrino l’efficacia di questi bastoncini del desiderio, proprio come fatto dallo stesso Ian che ha visto materializzarsi la somma di un miliardo di dollari. Per essere, invece, più ancorati alla realtà, la difesa potrebbe appellarsi anche alle testimonianze di persone che l’hanno vista alla festa da Ian o alle registrazioni interne al ristorante, quello dell’iconica scena della sua crisi che richiama un altro cult dell’orrore, con l’obiettivo di convincere la giuria che non era del tutto in possesso delle proprie facoltà.
L’aspetto legale è un conto. Rimane, però, quello psicologico. Quanto subito da Nikki è un vero e proprio trauma, con cui si ritroverà a fare i conti per sempre. È proprio quel finale a farcelo intuire, attraverso quelle urla disperate di chi ha realizzato quanto successo, ritrovandosi davanti ben due cadaveri. Ed è così, stavolta, che la sopravvivenza si è trasformata in una condanna.
Il futuro del franchise

Ad oggi, sembrerebbe escluso che ritroveremo Nikki in un eventuale sequel di Obsession. È altamente probabile, invece, che ci sarà un secondo capitolo incentrato su un nuovo desiderio pronto a stravolgere le vite di nuovi personaggi, se non addirittura una serie antologica in otto episodi. “Ogni episodio sarebbe un desiderio diverso. Potrei dirigere il pilot e poi lasciare spazio ad altri registi per dirigere gli episodi successivi" – ha raccontato Barker, spiegando che il minimo comun denominatore tra le puntate continuerebbe a essere la One Wish Willow. L’intenzione sarebbe quella di non far finire tutte le storie male: “Magari potrebbe esserci perfino un episodio con un lieto fine. Uno di quelli in cui continui ad aspettarti che succeda qualcosa di terribile… e invece non succede mai”.
Dunque, appare un miraggio rivedere Inde Navarette nei panni di Nikki. Per quanto riguarda il suo destino dopo gli eventi del finale, non ci resta che fantasticare: e perché non spezzare un bastoncino del desiderio in suo favore?









