
Da Avengers: Endgame a Spider-Man: Brand New Day: la classifica di tutti i film con Hulk
Quasi tre metri di statura e circa 650 kg di peso, pelle verde e una forza disumana. Ma anche una profonda empatia e un'intelligenza fuori dalla media. Stiamo parlando di Bruce Banner/Hulk, una delle più importanti figure della cultura pop moderna, capace di incarnare al suo interno quella lotta incessante tra intelletto e istinto primordiale. Creato da Stan Lee e Jack Kirby nel 1962 e ispirato al mito di Frankenstein e di Dr. Jekyll e Mr. Hyde, il Gigante di Giada si è ritagliato un posto di primo piano all'interno dei fumetti Marvel per poi diventare uno dei volti più rappresentativi del MCU. Un percorso narrativo nel quale è stato dato spazio sia al suo lato fisico e “mostruoso” sia a quello umano e morale.
Su JustWatch trovate una classifica dedicata ai film con protagonista il Golia Verde, compreso l'Hulk Rosso di Captain America: Brave New World (2025) e quello scatenato contro la volontà di Bruce Banner in Spider-Man: Brand New Day (2026).
Dimenticate per un momento Mark Ruffalo, Bruce Banner e il supereroe verde, con Captain America: Brave New World facciamo la conoscenza di Hulk Rosso interpretato nientemeno che da Harrison Ford. Il film diretto da Julius Onah segna l'esordio di Sam Wilson (Anthony Mackie) nei panni di Captain America che si ritrova a confrontarsi con un attentato nei confronti del neo-eletto presidente degli Stati Uniti, Thaddeus "Thunderbolt" Ross (Ford).
Lo stesso che, nel corso della pellicola, si trasforma nel gigante cremisi caratterizzato da una forza fisica smisurata, una ferocia senza pari e un calore dal potere devastante. Una sfida apparentemente impossibile da gestire per Wilson che, a differenza del suo predecessore, non è dotato di nessun tipo di potere. Non a caso dovrà fare appello a tutta la sua astuzia e intelletto per contenerlo e permettergli di ritornare a una dimensione umana.
Questo capitolo segna un momento di profonda crisi per il personaggio, attraverso il rifiuto di Hulk di uscire allo scoperto dopo la pesante sconfitta subita da Thanos. In Avengers - Infinity War, Mark Ruffalo interpreta, nell'arco di due ore e mezza, un Bruce Banner visibilmente smarrito e privo della sua arma principale – il suo alter ego verde -, costretto a scendere in campo affidandosi solo al proprio ingegno e alla tecnologia dell'Hulkbuster.
Il conflitto interiore tra le due realtà che vivono al suo interno prende la forma di una vera e propria lotta tra personalità e la sua assenza nella battaglia contro il Titano Pazzo pesa enormemente sugli equilibri dello scontro. Ruffalo, ancora una volta, restituisce una sfumatura nuova del suo (doppio) personaggio, stretto in un senso di impotenza e riluttanza.
Uno dei titoli fondamentali per la rappresentazione di Bruce Banner/Hulk sul grande schermo. In Avengers: Endgame, dopo lo schiocco di dita di Thanos, assistiamo a un mondo completamente cambiato e avvolto dal dolore dell'assenza. Proprio il coraggio del personaggio permette il ritorno in vita di chi era scomparso alla fine di Infinity War, aprendo a un nuovo corso narrativo.
Inoltre, il film dei fratelli Russo in 181 minuti mette in scena un'evoluzione del personaggio epocale in quanto Banner riesce a dare vita a "Smart Hulk", unione perfetta della mente dello scienziato e della forza fisica del Gigante Verde. Ruffalo, dal canto suo, infonde nuova linfa alla sua interpretazione che si traduce in un Bruce /Hulk più brillante e rassicurante che riesce a far convivere le due identità agli antipodi che lo animano.
In Spider-Man: Brand New Day, Bruce Banner è per l'Uomo Ragno interpretato da Tom Holland una speranza per poter anche lui trovare un equilibrio tra la sua parte umana e quella da supereroe. Lo (ri)troviamo professore universitario in grado di vivere un'esistenza del tutto serena grazie a un inibitore che tiene sempre addosso e che gli impedisce di trasformarsi.
Ma quando la sua mente viene posseduta dalla giovane Jean Grey, tutto ciò per cui aveva lavorato e la tranquillità raggiunta svaniscono in un secondo. Bruce Banner torna ad essere Hulk e la forza bruta prende nuovamente il sopravvento, portando a caos e distruzione. Ma soprattutto al dolore dell'uomo per le azioni violente del Gigante. È così che il 38° film del MCU segna l'ennesimo nuovo inizio per il personaggio.
Il seguito diretto di The Avengers che introduce una componente romantica nell'arco narrativo del personaggio. Mentre i Vendicatori riuniscono le forze per cercare di arginare e sconfiggere Ultron, un’intelligenza artificiale diventata maligna, Bruce Banner stringe una forte connessione romantica con Vedova Nera (Scarlett Johansson).
Ma proprio la forte consapevolezza dello scienziato mista alla violenza distruttiva di Hulk lo portano a capire che il futuro che i due ipotizzano insieme è irrealizzabile. La sua paura di essere una minaccia per la società e la donna che ama lo fanno allontanare da Natasha Romanoff, portando noi spettatori a capire qualcosa di più della sua psicologia e del sacrificio che contraddistingue ogni sua scelta. Un peso psicologico che Avengers: Age of Ultron racconta molto bene tutta l'umanità del “mostro”.
Secondo film del MCU e reboot del film di Ang Lee del 2003, L'incredibile Hulk vede Edward Norton nei panni del protagonista. Diretta da Louis Leterrier, la pellicola ci racconta di un supereroe incentrato sulla versione Ultimate - una variante riscritta e aggiornata di alcuni personaggi Marvel - in cui Bruce Banner si sottopone (tratto in inganno) di sua iniziativa all'esperimento che lo trasforma nel Gigante Verde.
Fuggito in Brasile, vive nascosto cercando di controllare le sue emozioni per non trasformarsi. L'interpretazione di Norton – che ha contribuito alla stesura della sceneggiatura – ci restituisce un personaggio che, nei 112 minuti di durata del film, oscilla tra la vulnerabilità umana e la violenza incontrollabile. Uno degli esempi più cupi e reali di Hulk sul grande schermo grazie alla sua tensione emotiva.
Un film su un supereroe che si guarda bene dallo scivolare nei cliché sui supereroi. Hulk di Ang Lee è il primo live-action dedicato al Gigante di Giada che qui ha il volto di Eric Bana. Il regista di Taiwan realizza un dramma psicologico cupo, introspettivo, intimo che più che all'azione è interessato alle emozioni.
Un origin story che scava nel trauma infantile e nella rabbia repressa che alimentano la trasformazione di Bruce Banner nell'incredibile Hulk. Bana, così come Mark Ruffalo, ha la grande capacità di infondere il suo personaggio di tormento, empatia, sofferenza e umanità. Un'espressività che non perde un briciolo della sua potenza neppure nel passaggio al CGI, tanto da essere diventato un cult nel corso degli anni.
Thor: Ragnarok in poco più di due ore rivoluziona il personaggio regalando a Hulk una personalità autonoma con un piccolo vocabolario e una serie di emozioni inedite, ironia compresa. Tutto merito di Taika Waititi e Mark Ruffalo che hanno lavorato insieme alla caratterizzazione del personaggio per denotarlo di maggiore coscienza e controllo, anche in virtù delle future apparizioni del personaggio all'interno del Marvel Cinematic Universe.
Nel film scopriamo che sono due anni che Hulk ha preso il sopravvento su Banner e che ha lasciato la Terra sulla quale non vuole tornare per paura di essere di nuovo odiato. Sul pianeta Sakaar, il supereroe si trasforma in un gladiatore egocentrico quanto infantile, ma dall'indole simpatica, permettendo a Ruffalo di confrontarsi con un materiale del tutto nuovo legato al personaggio.
Se Eric Bana ed Edward Norton hanno saputo restituire ritratti precisi dei rispettivi Hulk fatti di sfumature psicologiche, è anche vero che Mark Ruffalo è il Bruce Banner/Gigante Verde per antonomasia. Con The Avengers fa ufficialmente ingresso nel MCU come membro dei vendicatori nel film che chiude la Fase Uno.
Una scelta più che azzeccata grazie alla capacità dell'attore di muoversi con verosimiglianza e credibilità tra il registro rabbioso e quello arguto dello scienziato. Il suo carisma naturale ha fatto il resto. L'uso della CGI ha permesso poi che l'espressività del volto dell'attore venisse trasferita nel personaggio nelle sequenze in cui si trasforma nella creatura verde. Il primo tassello di un percorso cinematografico che ha fatto storia nella rappresentazione del supereroe.









































