È dal 2009 che il franchise di Avatar continua a sbalordire gli spettatori con la sua epopea ecologica. Dopo l’uscita di Avatar (2009), la saga di James Cameron ha fatto attendere i suoi fan più di dieci anni prima del sequel, l’acclamato Avatar - La via dell'acqua (2022). Nonostante il successo stratosferico dell’opera, alcune critiche sono state mosse alla creatura di Cameron, in primis un world-building non sviluppato a sufficienza.
Per l’uscita del terzo capitolo della saga, Avatar - Fuoco e cenere (2025), vogliamo stimolare la vostra curiosità e mostrarvi che, in realtà, il mondo di Avatar è ricco di dettagli e segreti che lo rendono unico nel suo genere. Qui sotto trovate 10 elementi del franchise che forse non conoscevate e che vi faranno venire voglia di rivedere i primi due capitoli uno dietro l’altro.
1. La lingua del popolo Na’vi è stata creata da zero
Nonostante le differenze tra i diversi popoli presenti su Pandora, oltre alla loro connessione con Eywa c’è un altro elemento che li accomuna: la lingua Na’vi. Il modo di comunicare degli abitanti di Pandora è formato da 33 suoni che vanno a formare le parole dell’idioma. L’alfabeto della popolazione Na’vi si distingue da quello umano per la presenza di sette vocali e 20 consonanti, oltre che quattro dittonghi e due suoni simili a una vocale. La gestazione della lingua Na’vi è avvenuta in due fasi. In primo luogo, Cameron ha creato di suo pugno 30 parole iniziali. La seconda fase ha alzato il livello produttivo con l’aiuto del professore di linguistica Paul Frommer. Il docente dell’Università della California Meridionale ha prodotto un totale di 1000 parole ispirate ai suoni e alle strutture delle prime 30.
2. Molte creature di "Avatar" hanno sei zampe
L’ecosistema di Pandora è ricco di animali che possiedono sei zampe. Può trattarsi di creature addomesticate dal popolo Na’vi come il Pa’li, la loro versione di cavallo. Al contrario, troviamo anche animali feroci e poco amichevoli come il Palulukan, il predatore numero uno della foresta pluviale, o il Nantang, l’equivalente di un lupo sul pianeta ricco di unobtainio. La struttura a sei zampe di questi animali non li aiuta solamente a muoversi con maggiore agilità e destrezza. Questa caratteristica è il frutto dell’evoluzione delle specie all’interno di Pandora. Infatti, tutte queste creature provengono da un antenato comune che possedeva proprio sei arti.
3. I Tulkun sono una specie marina senziente
La foresta pluviale non è l’unico ecosistema in cui si possono trovare animali dalle caratteristiche uniche. In Avatar - La via dell'acqua (2022), il paesaggio marino fa da padrone alle ambientazioni della storia. Tra le acque della barriera corallina dove vivono i Metkayina vive una creatura marina incredibile. I Tulkun sono l’equivalente delle nostre balene, anche se si distinguono dai cetacei per il fatto di essere senzienti. Con una storia ricca di sangue e cultura, i Tulkun sono diventati con il tempo una specie pacifica e creatrice di poemi e musica. Oltre a essere legati al popolo Metkayina con una connessione spirituale, contengono nel loro cervello la sostanza anti invecchiamento chiamata amrita.
4. Gli alberi di Pandora che esplodono
Oltre alla fauna immensa e multiforme che popola Pandora, il pianeta sotto attacco da parte della RDA è dotato anche di una flora impareggiabile e multicolore. Tra le impareggiabili piante che possiamo trovare sul pianeta ci sono due specie di alberi senza paragoni. Il Pxorna’ è caratterizzato da frutti molto particolari. Se agitati, i frutti esplodono cospargendo il terreno con una grande quantità di semi appiccicosi. Anche il Paymaut, l’albero fontana, è dotato di frutti che esplodono quando il loro contenuto liquido raggiunge la capienza massima. Dopo l’esplosione molti semi inondano le zone attigue continuando il processo di riproduzione del Paymaut.
5. La caratteristica che fa fluttuare le Montagne Hallelujah
Le montagne Hallelujah sono tra i paesaggi più mozzafiato che si possono ammirare su Pandora. Quando ci si trova di fronte a enormi porzioni di terreno che fluttuano nel cielo e che sono adornate da cascate, c’è poco da fare se non spalancare la bocca. Questa struttura rocciosa è ispirata all’area panoramica di Yuanjiajie, che si trova in Cina. L’iconicità delle montagne Hallelujah è tale che il governo cinese ha cambiato il nome di uno dei pilastri rocciosi che si trovano nell’area, rinominato Avatar Hallelujah Mountain. Oltre a questo dettaglio, alcuni spettatori potrebbero essersi persi il motivo per il quale le montagne fluttuano: è grazie a un campo magnetico creato dall’immenso deposito di unobtainio.
6. Le Armature AMP sono il nostro futuro
Il livello di fantascienza presente nel franchise di Avatar potrebbe farci pensare che il futuro raccontato dalla saga sia lontano anni luce dal nostro presente, proprio come la distanza di Pandora dalla Terra. Soprattutto se si considera quella macchina di morte chiamata AMP o Amplified Mobility Platform (Piattaforma di Mobilità Amplificata), le strutture esoscheletriche utilizzate dai militari sul Pianeta. Nonostante questo tipo di macchinari militari non sia ancora in esistenza, sono anni che gli eserciti più avanzati tecnologicamente sperimentano con esoscheletri più compatti che facilitano le operazioni dei soldati. Il futuro tanto lontano di Avatar potrebbe essere a un tiro di schioppo. Letteralmente.
7. Un processo creativo lungo decenni
Basterebbe conoscere la gestazione pluridecennale della saga per capire il livello di dedizione e dettagli di questa epopea sci-fi. Infatti, una prima bozza di Avatar (2009) risale alla metà degli anni ‘90, periodo in cui la tecnologia non rendeva possibile un sogno cinematico di tale portata. Con l’avanzamento della tecnica, il regista riuscì a rilasciare il primo capitolo solo nel 2009, 12 anni dopo il suo ultimo film Titanic (1997). Ne sono passati 13 prima del sequel, solamente perché il regista ha deciso di ingaggiare un team di sceneggiatori per scrivere tutti e quattro i capitoli successivi. Per farlo, gli sceneggiatori hanno potuto attingere da una modica quantità di note lasciate da Cameron, solamente 1500 pagine.
8. Gli animali di "Avatar" fanno i versi dei dinosauri di "Jurassic Park"
Vi ricordate il temibile Palulukan a sei zampe già trattato nel secondo paragrafo? Il protagonista Jake Sully (Sam Worthington) lo incontra nella sua prima spedizione nella foresta pluviale di Pandora. Oltre al suo aspetto a dir poco terrificante, ciò che farebbe paralizzare la maggior parte delle persone è il suono di morte che proviene dai suoi versi. Questo non ci sorprende perché il team di Avatar (2009) ha utilizzato i suoni strazianti dei T-rex presenti in Jurassic Park (1993). Se volevano risvegliare le nostre paure ancestrali con il Palulukan, ci sono riusciti. Non a caso il classico di Steven Spielberg ha vinto la statuetta d’oro per il miglior sonoro agli Oscar del 1994.
9. James Horner ha inventato nuovi strumenti musicali per la colonna sonora
Pandora non ha solamente paesaggi, animali e piante unici al mondo. Per ricreare sullo schermo quell’autenticità che permette allo spettatore di immergersi nel mondo di Avatar, la colonna sonora è stata un elemento essenziale. Il compositore James Horner, aiutato dalla etnomusicologa Wanda Bryant, ha firmato una delle colonne sonore migliori degli ultimi anni, attingendo da culture musicali di tutto il mondo. Per esprimere al meglio il carattere autoctono delle musiche, Horner ha deciso anche di creare strumenti digitali da zero. Grazie alla tecnologia, il compositore ha unito più strumenti creando suoni mai sentiti prima che popolassero le musiche di Avatar.
10. Non è una coincidenza che Lo'ak abbia i capelli simili a John Connor
Lo'ak (Britain Dalton) è il figlio ribelle di Jack Sully e Neytiri in Avatar - La via dell'acqua (2022). Per questo motivo, non dovrebbe sorprenderci che la sua acconciatura sia un omaggio ai capelli asimmetrici di John Connor (Edward Furlong) in Terminator 2 - Il giorno del giudizio (1991). I due personaggi, infatti, condividono un certo dissapore verso le regole e l’autorità, in primo luogo quella genitoriale. Questo easter egg non è solo un mero omaggio a uno dei film più famosi di Cameron. I caratteristici capelli di Lo'ak sono ben pensati e servono a rappresentare visivamente la natura indisciplinata del quattordicenne.




































































































