
Il finale di "Star Wars", spiegato (e perché i fan lo detestano)
Nel dicembre del 2019 Star Wars: L'ascesa di Skywalker ha chiuso non solo una trilogia, ma l'intera saga degli Skywalker iniziata da George Lucas nel 1977 con Guerre Stellari. Quarantadue anni di storia, nove film, tre generazioni di eroi, tutto condensato in un ultimo capitolo che aveva il compito quasi impossibile di mettere la parola fine. Il risultato è il film di Star Wars con il punteggio critico più basso della saga, e uno dei finali più discussi della storia recente del cinema.
Vale la pena ricostruire cosa succede davvero in quel finale e capire perché tanti spettatori l'hanno rifiutato. Da qui in avanti, ovviamente, ci sono spoiler pesanti.
Il ritorno di Palpatine, il colpo di scena che apre tutto
Il film parte da una premessa che spiazza chiunque: l'Imperatore Palpatine, morto trentasei anni prima in Il ritorno dello Jedi (1983) quando Darth Vader lo scaraventò nel reattore della seconda Morte Nera, è tornato. Come? Il film non lo spiega quasi per niente. Una battuta liquida la faccenda con un vago accenno ai poteri oscuri dei Sith, e solo nei romanzi collegati si scopre che Palpatine aveva trasferito la propria coscienza in un corpo clonato preparato dai suoi cultisti sul pianeta Exegol. Nel film, però, questa spiegazione non c'è, e il più grande cattivo della saga ricompare come se niente fosse, con un esercito di astronavi costruito nell'ombra. È il primo grande scoglio: la resurrezione del villain definitivo, raccontata come un fatto compiuto, mai indagata. Un vuoto di trama colossale.
Rey è una Palpatine, la rivelazione che ha spaccato il pubblico
Il cuore del finale (e la sua ferita più profonda) è la vera identità di Rey. Per due film gli spettatori si erano interrogati sulle origini dell'eroina, e in Gli ultimi Jedi (2017) Rian Johnson aveva dato una risposta precisa e coraggiosa: Rey non è nessuno, i suoi genitori erano due persone qualunque, il suo valore non dipende dal sangue. L'ascesa di Skywalker cancella quella risposta e ne dà una opposta: Rey è la nipote di Palpatine, erede diretta del male assoluto. La scelta ribalta il messaggio del film precedente, e per molti è il tradimento più grave, perché sacrifica l'idea che chiunque possa essere un eroe in nome dell'ennesima dinastia di sangue. La rivelazione punta a creare un dilemma interiore in Rey, combattuta tra la propria discendenza oscura e la volontà di essere altro, ma arriva troppo tardi e troppo forzata per pesare davvero.
Ben Solo si redime, poi muore
L'altra grande linea del finale riguarda Kylo Ren. Dopo tre film passati tra omicidi, parricidio e crudeltà, il figlio di Han Solo e Leia torna alla luce grazie al ricordo del padre e alle ultime parole della madre morente, e ridiventa Ben Solo. Nel duello finale su Exegol combatte al fianco di Rey contro il nonno di lei, in una simmetria voluta tra l'erede degli Skywalker e l'erede dei Palpatine. Quando Rey muore stremata dopo aver sconfitto l'Imperatore, Ben la riporta in vita trasferendole la propria energia vitale, i due si baciano, e subito dopo lui si spegne tra le sue braccia. Qui il malcontento è doppio: da un lato la storia d'amore tra Rey e Ben, che i fan chiamano Reylo, viene consumata e cancellata nel giro di trenta secondi, senza il tempo per costruirla; dall'altro la redenzione di un personaggio che ha commesso stragi si risolve in un bacio e in una morte, senza che debba mai fare i conti con le proprie colpe.
La sconfitta di Palpatine e "il coro" degli Jedi
Il duello culminante ha una sua logica interna che il film costruisce con cura. Palpatine vuole che Rey lo colpisca con rabbia, perché così il suo odio passerebbe in lei e lui continuerebbe a vivere nel suo corpo. Rey capisce la trappola e resiste. Nel momento più disperato sente le voci di tutti i Jedi del passato, da Yoda a Obi-Wan Kenobi fino a Luke, che le danno la forza di rialzarsi. Rivolta contro l'Imperatore, le due spade laser incrociate ne rimandano indietro i fulmini, distruggendolo per sempre senza cedere all'ira. È il momento più fan service del film, "il coro" dei maestri scomparsi e, allo stesso tempo, è la scena più emozionante (o la più ruffiana) di tutta la pellicola.
Il finale su Tatooine e il nome che Rey sceglie
Chiude tutto una scena di quiete. Rey si reca sul pianeta desertico di Tatooine, dove tutto era cominciato con Luke, e seppellisce le spade laser di Luke e Leia nella sabbia della vecchia fattoria dei Lars. Una passante le chiede chi sia, e lei, che porta solo un nome senza famiglia, risponde: Rey Skywalker. Sullo sfondo appaiono i fantasmi della Forza di Luke e Leia, e l'ultima immagine è quella di Rey che guarda il doppio tramonto, lo stesso che un giovane Luke fissava sognante nel primo film del 1977. È una chiusura pensata per commuovere e per chiudere il cerchio, con Rey che rinuncia al cognome Palpatine e sceglie di appartenere alla famiglia che l'ha ispirata. Per chi ha amato il film è il coronamento perfetto, per chi lo ha detestato è l'ultima forzatura di un'operazione tutta nostalgia.
Perché i fan lo detestano davvero
A conti fatti, l'odio verso questo finale nasce da un intreccio di ragioni. La prima è che L'ascesa di Skywalker passa gran parte del tempo a rimangiarsi le scelte di Gli ultimi Jedi, dando l'impressione di un franchise senza una rotta, che cambia idea a ogni film per inseguire gli umori del pubblico. La seconda è l'eccesso di fan service, con citazioni e ritorni pensati per strappare l'applauso più che per servire la storia. La terza è la fretta, perché il film prova a chiudere quarant'anni di saga in due ore e venti, e finisce per risolvere tutto di corsa, dalla resurrezione di Palpatine alla redenzione di Ben. Va detto, per onestà, che la spaccatura è meno netta di come la si racconta: la critica fu durissima, con il punteggio più basso di sempre per un film della saga, ma il pubblico si divise, e una parte consistente lo giudicò una conclusione emozionante e degna. Resta il fatto che, per un finale che doveva unire tutti nell'addio, aver diviso così profondamente è forse la sconfitta più grande.






















