
Inde Navarrette ha già dimostrato di essere la Rogue perfetta (in "Obsession")
Inde Navarrette vincerà l’Oscar? È ancora presto per dirlo. Quel che è certo è che per la corsa all’ambita statuetta dorata la Focus Features avrebbe puntato per Obsession (2026) sull’interprete di Nikki, tra le rivelazioni dell’anno del panorama cinematografico internazionale per la sua prova straordinaria con l’horror scritto e diretto da Curry Barker. È Variety ad aver svelato pochi giorni fa che la casa di produzione proporrà ufficialmente il film nelle principali categorie degli Academy Awards. Stiamo parlando di una pellicola che è stata capace di ottenere un incasso poco più superiore di 500 milioni di dollari di fronte a un budget di soli 750.000. Lo farà, però, scommettendo principalmente sulla Navarrette, ad oggi il volto più accostabile all’opera.
Poteva sembrare scontato, ma la conferma della “candidatura alla candidatura” rappresenta per la scream queen un vero e proprio spartiacque per una carriera sempre più ricca di progetti e proposte, tra cui il nuovo film thriller-sci-fi targato Apple, The Waffle House Index, di cui sarà protagonista e produttrice. Basti pensare solamente che giusto poche settimane fa è stata annunciata la sua presenza nel cast del reboot di X-Men (2028), diretto da Jake Schreier. Sarà Rogue, una mutante in grado di assorbire i poteri degli altri attraverso il semplice tocco. Ma anche i ricordi. Una maledizione più che un dono. Proprio per questo, la Navarrette potrebbe rivelarsi una scelta decisamente azzeccata nel riportare sul grande schermo un personaggio così complesso.
Perché la Navarrette ha tutte le carte in regola per regalarci una super Rogue?

Non appena la Marvel ha annunciato il cast di X-Men, confermando di fatto la Navarrette nei panni di Rogue, le reazioni sono state tra le più disparate. Non poteva mancare, inevitabilmente, chi in rete ha cominciato a discutere se l’attrice fosse fisicamente adatta o meno al ruolo. C’è addirittura chi è arrivato a chiedersi se fosse in grado di riprodurre correttamente l’accento del Sud, essendo il personaggio originario di una fittizia contea dello stato del Mississippi.
Ma se i pregiudizi sono questi, ecco che a maggior ragione la scelta della Navarrette non può che rivelarsi più adatta. È necessario fermarsi, infatti, a riflettere un momento sulle abilità di Rogue: l’assorbimento dei poteri, ma anche dei ricordi altrui. Di conseguenza, improvvisamente nella sua mente finiscono per coesistere delle voci estranee. Non può che ricordare, in parte, quanto vissuto dalla sua Nikki in Obsession. Facciamo però un ripasso, tra chi non se lo ricorda e chi ancora non l’ha visto…
Da Nikki a Rogue, un conflitto interiore che si ripete

La storia di Obsession ruota attorno a Bear (Michael Johnston), un ragazzo che lavora in un negozio di strumenti musicali, da sempre innamorato della collega e amica d’infanzia, Nikki. Un sentimento non ricambiato, che lo affligge, fino a quando, per caso, finisce per imbattersi in un bastoncino del desiderio, One Wish Willow, apparentemente in grado di esaudire qualsiasi cosa. Nello spezzarlo, esprime così di vedere realizzata la sua più grande speranza: che la ragazza che si innamori di lui più di ogni altra cosa al mondo.
Il risultato è immediato. Ma l’improvvisa infatuazione di Nikki comincia a degenerare, sfociando in una vera e propria ossessione, che porterà a una serie di eventi inquietanti. Si arriva all’isolamento, alla violenza, filtrato da una furia possessiva, originata da una forza maligna scatenata proprio da quel bastoncino.
È così che nel corso del film ci troviamo di fronte a due Nikki, ovvero quella reale e quella creata dal desiderio di Bear. Due versioni che coesistono in un solo corpo. Il passaggio tra una e l’altra non è mai didascalico, anche se con il progredire degli evanti una versione finirà per avere il sopravvento sull’altra. Per esempio, quando lei e Bear si baciano, improvvisamente si stacca da lui, urlando, dando come l’impressione di essere tornata in sé, anche se per pochi secondi. Una sfumatura che l’attrice avrebbe portato direttamente sul set, a detta del regista Barker, a posteriori esplicativa del conflitto interiore del personaggio. Un contrasto che potrebbe essere portato nella nuova Rogue degli X-Men secondo Schreier, che proprio la sua attrice sarebbe ampiamente in grado di mettere in scena.
Cosa succedeva nella scena della camera da letto in "Obsession"?

Sono diverse le scene che esemplificano la lotta interiore di Nikki, e come l'attrice abbia già dimostrato grande maestria nel sapersi giostrare fra le emozioni contrastanti che caratterizzano anche Rogue. Basti pensare all’unica scena di sesso della pellicola, tra le più strazianti. Lei emette gemiti di piacere, ma nel suo sguardo è possibile leggere il dolore di chi sta subendo una vera e propria violenza fisica e psicologica. Dai suoi occhi è possibile capire che la vera Nikki esiste ancora, sempre meno in grado di controllare sé stessa e di essere autonoma.
Poi c’è un momento in cui Nikki dorme, in cui assistiamo all’intervento della sua vera versione, che arriva a supplicare Bear di ucciderla per porre fine all’incubo che sta vivendo. Si tratta di un momento che ci mostra che la Nikki creata dal desiderio è meno libera durante il sonno, facendo così spazio alla sua vera coscienza.
Sono scene che indicano i due stati contraddittori che albergano nel personaggio. Soprattutto ci ricordano che la vera Nikki non si ritrova schiacciata del tutto sin dall’inizio dal prodotto di un amore tossico, che ha trasformato il desiderio in possesso. Prova a reagire, cerca di lottare con l’ineluttabile. Sembrano piccole sfumature, ma sono importanti. Perché per esplicarle la sua interprete non è dovuta ricorrere a gesti plateali.
La Marvel e le potenzialità della sua nuova Rogue

Rogue potrebbe essere un altro grande tassello nella carriera della Navarrette. Considerata la complessità del personaggio, ci auguriamo che la Marvel tenga bene a mente le potenzialità della star di Obsession. Tutto dipenderà, dunque, dalla scrittura, che inevitabilmente indicherà lo spazio che le verrà dato nel nuovo film degli X-Men.
Ma oltre al conflitto interiore, bisogna ricordare che i precedenti film live-action, interpretati da Anna Paquin, si sono focalizzati prevalentemente su un altro aspetto tragico del superpotere di Rogue. Ce l’hanno mostrata tendenzialmente come solitaria, costretta a emarginarsi per la costante paura di mettere in pericolo chi le stava vicino attraverso il semplice tocco. Ma Rogue è molto di più. Nei fumetti, infatti, è rappresentata in maniera diversa, ovvero come una persona vivace, sicura di sé, spiritosa e soprattutto schietta.
La Navarrette potrebbe giocarsi molto bene le carte per regalarci così un personaggio più vicino alla controparte cartacea. Proprio perché la sua Nikki riusciva a passare a diversi stati d’animo nel giro di pochi istanti, senza farne delle personalità a sé stanti quanto piuttosto degli impulsi contraddittori che agivano in lei contemporaneamente. Tutto ciò per dire che siamo di fronte a una concreta possibilità di vedere al cinema la miglior Rogue di sempre? La base c’è, ma tutto sta alla sceneggiatura. L'unico strumento che farà capire quanto margine d'intervento potrà avere l'attrice per sfruttare il proprio talento.












