C'è qualcosa di quasi rituale nel modo in cui ci si prepara agli Oscar: si aggiornano le liste, si seguono i bookmaker, si litiga pacificamente con amici e colleghi su chi meriti davvero la statuetta.
Quest'anno, però, la 98esima edizione degli Academy Awards si preannuncia diversa dalle precedenti, con una corsa al Miglior Film che fino all'ultimo sembrava scritta, e che gli Screen Actors Guild Awards di inizio marzo hanno rimescolato in maniera inaspettata. Del resto, sono anni che la season awards, anche quando sembra incisa a fuoco, viene capovolta del tutto quando si arriva alla Notte degli Oscar. Quindi, prima di qualsiasi previsione: ecco tutto quello che c'è da sapere sugli Oscar 2026.
Quando si terranno gli Oscar del 2026? (E come guardarli)
La 98esima cerimonia dei premi Oscar si terrà al Dolby Theatre di Los Angeles il 15 marzo 2026, con Conan O'Brien alla conduzione per il secondo anno consecutivo. La data non è casuale: l'Academy ha scelto di slittare di circa due settimane rispetto all'edizione precedente per evitare sovrapposizioni con i Giochi Olimpici Invernali 2026, il che ha allungato la stagione dei premi e reso la corsa ancora più lunga e imprevedibile.
Il red carpet inizierà intorno alle 23:30 ora italiana, mentre la cerimonia vera e propria prenderà il via a mezzanotte del 16 marzo. Per chi volesse seguirla senza perdere nulla, la diretta televisiva in chiaro sarà su Rai 1 con il programma Oscars – La Notte in Diretta, condotto da Alberto Matano con il commento di esperti cinematografici e un collegamento diretto dal Dolby Theatre. In alternativa, la cerimonia sarà trasmessa anche attraverso i canali social ufficiali dell'Academy e in streaming su YouTube, con aggiornamenti e momenti salienti in tempo reale. Sul palco, oltre a O'Brien, tra i presentatori confermati figurano Anne Hathaway, Robert Downey Jr., Paul Mescal, Priyanka Chopra Jonas e Gwyneth Paltrow, a cui si aggiungono i vincitori dell'anno scorso Adrien Brody, Kieran Culkin, Mikey Madison e Zoe Saldaña.
I candidati al Miglior Film di cui stanno parlando tutti
La categoria Miglior Film vede in gara Bugonia (2025), F1 (2025), Frankenstein (2025), Hamnet (2025), Marty Supreme (2025), Una battaglia dopo l'altra (2025), L'agente segreto (2025), Sentimental Value (2025), Sinners – I peccatori (2025) e Train Dreams (2025). Dieci titoli, come da regola ormai consolidata, ma la vera battaglia si combatte tra tre o quattro candidati che hanno dominato la stagione in modi molto diversi tra loro.
A dominare la scena è Sinners – I peccatori di Ryan Coogler con Michael B. Jordan, che ha ottenuto 16 nomination superando il precedente record detenuto da Eva contro Eva (1950), Titanic (1997) e La La Land (2016). È un horror a sfondo storico che mescola generi con una libertà che l'Academy raramente premia, ma che quest'anno sembra aver convinto anche i votanti più tradizionali. Alle sue spalle, con 14 candidature, Una battaglia dopo l'altra di Paul Thomas Anderson con Leonardo DiCaprio, Sean Penn e Benicio del Toro si conferma come il rivale più diretto. Poi c'è Hamnet di Chloé Zhao, lo struggente adattamento dell'omonimo romanzo di Maggie O'Farrell sulla vita del figlio di Shakespeare, con Jessie Buckley in un ruolo che molti considerano già iconico. E Sentimental Value di Joachim Trier, dramma familiare norvegese che ha conquistato nove nomination totali, tra cui quella alla regia, e che potrebbe portare alla prima vittoria della Norvegia nella categoria Miglior Film Internazionale.
Vale la pena menzionare anche Marty Supreme di Josh Safdie, ritratto di un campione di ping pong con Timothée Chalamet in uno stato di grazia, e i due outsider internazionali più attesi: L'agente segreto del regista brasiliano Kleber Mendonça Filho, thriller politico sulla dittatura, e Sentimental Value.
Tutti i registi candidati all'Oscar con che dovresti conoscere
I cinque candidati alla Miglior Regia sono Chloé Zhao per Hamnet, Josh Safdie per Marty Supreme, Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l'altra, Joachim Trier per Sentimental Value e Ryan Coogler per I peccatori.
Paul Thomas Anderson è il nome su cui si concentra la maggior parte dell'attenzione critica. Il regista di Magnolia (1999), Il petroliere (2007) e The Master (2012) non ha ancora vinto un Oscar nonostante le numerose candidature nel corso della carriera. Una battaglia dopo l'altra, liberamente ispirato al romanzo Vineland di Thomas Pynchon, è un neo-western caotico e politicamente carico che molti considerano il suo lavoro più ambizioso fino a oggi.
Ryan Coogler arriva alla sua prima nomination alla regia con un film che ha riscritto i record, dimostrando che si può fare cinema di genere popolare con una coscienza storica e culturale che raramente si vede nel cinema mainstream hollywoodiano.
Joachim Trier è il primo regista norvegese a essere candidato nella categoria Miglior Regia. Con Sentimental Value ha scelto una strada opposta a quella di Coogler: racconto intimo, macchina da presa che si fa da parte, dolore tenuto deliberatamente fuori campo. È il tipo di cinema che l'Academy ama in teoria… Ma che nella pratica spesso dimentica.
Chloé Zhao, già vincitrice per Nomadland nel 2021, torna con un'opera letteraria e sentimentale. Josh Safdie, infine, sicuramente uno dei registi più particolari della sua generazione, porta il suo stile nervoso e claustrofobico in un biopic sportivo che ha diviso la critica nel senso più fruttuoso del termine: nessuno ne è rimasto indifferente.
Le previsioni per gli Oscar 2026 che speriamo si avverino
La domanda che tiene svegli i cinefili è, come sempre, se la serata offrirà davvero qualcosa di inatteso o si limiterà a confermare i favoriti. Questa edizione ha tutti gli ingredienti per essere meno prevedibile del solito. Quindi, preparatevi alle grandi polemiche; in fondo, piace a tutti saltare a bordo del carrozzone degli Oscar, il giorno dopo, anche solo per infiammare ancora di più il flame.
Il "Feinberg Forecast" dell'Hollywood Reporter, costruito su consultazioni con giurati e addetti ai lavori, dà Paul Thomas Anderson come favorito quasi blindato per la Miglior Regia dopo i DGA Awards. Ma anche Variety prevede che possa essere Ryan Coogler a sorprendere, soprattutto per la sua capacità di mescolare generi in modo originale.
Per il Miglior Film, la vittoria agli Screen Actors Guild Awards da parte del cast di Sinners ha cambiato le carte in tavola: Una battaglia dopo l'altra resta favorito grazie al Golden Globe, al Critics' Choice Award, al DGA Award, al BAFTA e al PGA Award, ma la corsa è più aperta che mai.
Sul fronte delle interpretazioni, Timothée Chalamet, a lungo favorito come Miglior Attore per Marty Supreme, ha visto vacillare la sua posizione dopo la vittoria di Michael B. Jordan agli Actors Awards per Sinners e anche per tutte le ultime polemiche (sebbene le votazione si fossero già chiuse durante le controverse dichiarazioni su opera e balletto), mentre Ethan Hawke in Blue Moon (2025) è rimasto un nome che continua a circolare tra chi conosce bene l'umore dell'Academy. Tra le attrici, Jessie Buckley per Hamnet appare in netto vantaggio, ma la stagione dei premi insegna che le certezze tendono a sgretolarsi proprio quando sembra non ce ne sia motivo.
Una cosa che in molti sperano è che Joachim Trier porti a casa almeno una statuetta: sarebbe un segnale che l'Academy è disposta a premiare il cinema europeo non come eccezione esotica ma come parte integrante del discorso cinematografico contemporaneo, un po’ come era capitato con Parasite (2019) di Bong Joon-ho. E che la nuova categoria del Miglior Casting, introdotta proprio quest'anno, non sia solo un riconoscimento simbolico ma l'inizio di una riflessione più profonda su cosa significa fare un film davvero bene, dall'inizio.


















































































































