"Scream": un dettaglio svelava l'identità di Ghostface sin dall'inizio del film

"Scream": un dettaglio svelava l'identità di Ghostface sin dall'inizio del film

Andrea Ballerini
Andrea Ballerini

Pubblicato il 03 marzo 2026

Aggiornato il 03 marzo 2026

Scream è tra le saghe più apprezzate dagli amanti dell’horror. La creatura di Wes Craven si è evoluta negli anni, attraversando tre decenni senza mai perdere la sua popolarità. Film dopo film, questo franchise ha saputo reinventarsi ogni volta, catturando nuove generazioni di fan a ogni uscita. Ne è la prova Scream 7 (2026), uscito nelle sale per i trent’anni di Scream (1996).

Senza il primo rivoluzionario capitolo, la saga slasher non avrebbe avuto la fortuna che ha avuto. L’immaginario del film ha perforato la cultura pop al punto da diventare una parodia in Scary Movie (2000). Allo stesso tempo, Scream (1996) ha rinvigorito il genere slasher riportando in auge anche gli horror con protagonisti giovani.

Tra i punti di forza dell’horror di Wes Craven c’era lui, il famigerato serial killer chiamato Ghostface. La sua iconica maschera da teschio, ispirata tra le altre cose all’Urlo di Munch, celava la sua identità e lo trasformava in un caratteristico omicida seriale dall’identità sconosciuta. Almeno per chiunque non avesse compreso l’indizio lasciato da Craven a inizio film.

La vera identità di Ghostface viene rivelata agli inizi di “Scream”

Non serve arrivare fino alla fine di Scream (1996) per scoprire la vera identità di Ghostface. L’indizio lasciato da Wes Craven attorno al minuto 14 è la chiave per svelare il mistero. Probabilmente, una buona parte degli spettatori non si sono accorti della “traccia” durante la prima visione di questo classico. E pensare che il regista non ha optato per una via subliminale, scegliendo un riferimento velato o utilizzando un dettaglio nascosto.

Craven ce l’ha sbattuto in faccia, sperando di nasconderlo in bella vista. E ci è riuscito. Per chi vivesse sotto un sasso e non avesse ancora visto Scream (1996) consigliamo di non andare oltre con la lettura, perché sta per arrivare lo spoiler che vi rovinerebbe tutto il film. Ghostface non è altro che Billy Loomis, il ragazzo della protagonista Sidney Prescott. A smascherarlo prima che sia lui stesso a rivelare la sua identità è la canzone Don’t Fear The Reaper, in una versione acustica a cura di Gus Black.

La si può sentire dopo che Billy si è arrampicato fino ad entrare nella camera da letto di Sidney. Trattandosi di una canzone che esplora i temi dell’amore e della morte, il suo uso calza a pennello perché descrive non solo l’apparente amore tra Billy e Sidney, ma anche l’incombere del “reaper”, ovvero il mietitore di morte conosciuto come Ghostface.

“Don’t Fear The Reaper” è stata usata in un altro slasher classico

La scelta di Don’t Fear The Reaper non è motivata solamente dalle tematiche affini alla pellicola. La versione presente in Scream (1996) è una cover della canzone originale, composta dalla band rock Blue Öyster Cult. Attiva dalla fine degli anni ’60, questa formazione di culto ha entusiasmato centinaia di migliaia di fan con un suono psichedelico e dark. Lo stile musicale si rivede anche nei testi, dove l’occultismo, la fantascienza e l’horror si incrociano.

Con un curriculum del genere, questa band e il loro inno più grande non potevano che finire nel radar del mondo horror. Tutt’altro che una coincidenza, Don’t Fear The Reaper viene suonata più volte nel classico slasher Halloween (1978), a cura del maestro dell’horror John Carpenter. Anche in questo film, la canzone crea una perfetta atmosfera tetra che fa da scenografia sonora per la comparsa di Michael Myers. Da quel fatidico 1978, tutti i film slasher si sono confrontati con la potenza di Halloween (1978). Per questo motivo, Craven ha reso omaggio a questa pietra miliare con la canzone.

Scream ha rivoluzionato lo slasher decostruendolo

Don’t Fear The Reaper non è l’unico elemento che accomuna Halloween (1978) e Scream (1996). La carica rivoluzionaria del capolavoro di Carpenter è presente anche nel classico di Wes Craven. Tuttavia, se il primo film ha contribuito a sedimentare lo slasher e a costruirne la forza propulsiva, il secondo ha dato un taglio netto decostruendone gli stilemi. Grazie a ciò, come avevamo già detto nell’introduzione, lo slasher ne è uscito rivitalizzato e rinvigorito dopo alcuni anni di calo.

Andando controcorrente, Wes Craven ha fatto a pezzi alcune regole classiche dell’horror in versione slasher. Alcuni dialoghi di Scream (1996) utilizzano uno humor nero autoconsapevole, come se i personaggi fossero al corrente di essere in un film del terrore. Il colpo di genio che completa questo aspetto rivoluzionario: pur rompendo, a suo modo, la quarta parete, il film rimane comunque efficace nell’infondere una paura profonda.

Altro spoiler per chi non l’avesse ancora visto, il personaggio di Drew Barrymore muore nei primi minuti del film. A quei tempi, Barrymore era una delle giovani attrici più famose e talentuose di Hollywood. In qualsiasi altro horror sarebbe stata la final girl. In Scream (1996), non arriva al quindicesimo minuto, rompendo le regole sui personaggi principali e mettendo in chiaro una cosa: non si scherza con Ghostface.

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Scream
Scream

Scream

1996

Attenti, ragazzi: un serial killer si aggira in mezzo a voi!Sidney si trova a dover affrontare qualcosa che supera le sue crisi adolescenziali. Sua madre infatti è stata assassinata un anno prima, il padre è sempre assente per lavoro e il suo ragazzo Billy la sta spingendo a fuggire di casa. Ci si mette anche un serial killer che ha iniziato a terrorizzare la città usando la sua passione per i film dell'orrore. Avvalendosi di tutte le sue conoscenze in materia, gioca con le sue vittime e riesce a sviare la polizia. Il film sta tra lo scherzo e l'esercitazione sulla paura: un gioco di ragazzi che si rivela subito una vera, sanguinosa corsa all'incubo. L'ironia stempera la tensione, ma il gran finale notturno è trascinante. Film "teorico" che ha rilanciato Craven e generato vari seguiti apocrifi e non. Nella parte del preside c'è Harry "Fonzie" Winkler.

Informazioni su questa lista

Titoli

1

Costo totale di visione

7,99 €

Durata totale

1h 52min

Generi

Giallo, Orrore, Thriller e Mistero

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